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2013br. Un'inchiesta storica Corrado Augias ricostruisce l'incredibile piano ideato dai servizi segreti tedeschi per spingere il nostro Paese a non intervenire nella Prima guerra mondiale: un progetto, semplice e ambizioso allo stesso tempo, che puntava a corrompere parlamentari e ad acquistare la proprietà di giornali come "La Stampa" e "Il Tempo" per organizzare una grande campagna in favore della neutralità. Attingendo a cronache, documenti della polizia e atti processuali, Augias racconta un oscuro intrigo che intreccia i destini di avidi faccendieri, donne equivoche e giornalisti prezzolati, e i cui contorni appaiono tragicamente simili agli scandali che colpiranno l'Italia a un secolo di distanza. E nell'indagare i retroscena di un sistema politico e giudiziario che - allora come oggi - si dimostrò del tutto inadeguato alla gravità dei fatti, ci riporta alle origini della corruzione che avvelena il nostro Paese.
2017ill., br. Il Veneto, con le sue città, è una regione dai paesaggi mutevoli e ricchi di fascino. Quasi isolata nella sua identità Venezia guarda al mare, ma è a lei che si deve la civiltà delle ville venete. Grazie alle sue acque, al clima, e alla storia, il territorio è ricchissimo di giardini e di parchi, pubblici e privati, luoghi rigogliosi di verde e di fiori, spazi che creano scenografiche prospettive a edifici, ville, palazzi o luoghi nascosti tra le mura di conventi, scrigni all'aria aperta di bellezza e tranquillità. Giardini nati dall'impegno e amore di chi li ha realizzati, proprietari illuminati, architetti, giardinieri che hanno dato vita alla loro idea di natura. Questo libro vi accompagnerà in un percorso tra sensazioni e sapere, fontane e fiori, sentieri e parterre, per conoscere e perdersi nella meraviglia di ciò che, spesso, rimane nascosto... al di là della siepe.
2010ill., br. Dall'inferno del fronte russo Bruno inviava ai suoi cari cartoline dell'esercito. Le scriveva talvolta con le lettere capovolte rispetto alle frasi di propaganda del duce e del Re. Anche così si esprimeva contrarietà per quella scellerata guerra. Ma sempre scriveva a sua madre con il dolore represso nelle parole dolci, per non aggiungere sofferenza a quella da lui subita. Nascondendo una disfatta militare, ma anche morale e umana dell'Italia. Tra poesia e antifascismo la giovinezza di un ragazzo pisano si dipana fino all'ora in cui, tra tensioni politiche esacerbate nelle contrapposizioni sociali in una Pisa in fermento, viene spedito al fronte russo. Siamo nel 1942 e Bruno Vecchiani ha 21 anni. Ama la poesia, forse vorrebbe dedicarle la sua vita. Ma la campagna di Russia della seconda guerra mondiale è una follia a cui pochi sopravvivranno, da cui i più torneranno irreversibilmente segnati da una marcia in ritirata sulla neve a -45°, sotto gli attacchi avversari. Una disfatta tragica e preannunciata, che il semplice buon senso avrebbe permesso di impedire. Una campagna militare voluta a tutti i costi dal duce. Tra morti e dispersi, compresi quelli nei campi di prigionia, la provincia di Pisa conta 382 nomi, raccolti nell'elenco degli archivi del Ministero della Difesa, qui edito per la prima volta. Tra questi anche quello di Bruno. A livello nazionale il numero sale a circa 90 mila. Un'intera generazione finita sottoterra, in una sola campagna militare.
2019ill., br. Gli Scaligeri furono i signori di Verona dal 1277 al 1387. Cacciati dai Visconti, andarono in esilio. La famiglia di Guglielmo, figlio di Cangrande II, si stabilì in Baviera. I discendenti ebbero un ruolo di primo ordine per duecento anni nella storia bavarese.
2020ill., br. Questo libro vuole rendere omaggio a Francesco Baldisserotto, patriota veneziano, una figura chiave del Governo Provvisorio di Daniele Manin, che prese parte attiva ai fatti d'arme della rivoluzione prima e dell'assedio di Venezia poi. In seguito fu esiliato due volte e deportato a Josefstadt, in Boemia, per le sue idee politiche. Partecipò all'impresa dei Mille ed ebbe ruoli di comando nella Marina Sicula e nella Marina Italiana. Un eroe cui non è stato dato il giusto rilievo e dunque ci pare importante raccontarne adesso la storia.
1967réf. 18250BBOffenbach a.M, Selbstverlag Deutscher Wetterdienst, 1967. Ausgabe Selbstverlag Deutscher Wetterdienst (1967). 43 Seiten (Erläuterungen), 73 Blatt (Karten und Diagrammtafeln). 43seitige, großformatige Erläuterungsbroschur (Klammerheftung) und 73 Einzelblatt (Karten und Diagrammtafeln) in titelbedruckter Original-
2011br. Sono ancora molti i punti in sospeso che circondano l'invasione alleata della Sicilia, a cominciare dal ruolo di Cosa Nostra e del suo super mammasantissima, Lucky Luciano. Quasi mezzo secolo fa, in un pregevole reportage, Franco Bandini ne racconta alcuni, allora in gran parte inediti. Lo sbarco in Sicilia resta, in questo senso, un documento prezioso che si legge con profitto e piacere.
2013br. Nives Banin, con il suo saggio sul Biennio Rosso, ha intrapreso una scelta coraggiosa. Di quanto infatti si sia scritto sulla storia italiana del 900, pochissimi testi si occupano puntualmente ed esclusivamente dell'argomento. Gli anni compresi tra il 1919 e il 1921 vengono infatti interpretati come una testa di ponte tra la storia politica italiana indissolubilmente legata al parlamentarismo liberale a quella dominata dalla dittatura mussoliniana. Questo evento storico viene dunque trattato perché esso si dimostra funzionale per sviluppare i tempi ben più interessanti dell'avvento del fascismo.
2017br. Tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento l'aristocrazia a Londra e a Parigi modificò gli orari dei pasti quotidiani. Il pranzo, considerato all'epoca il pasto principale del giorno, venne consumato sempre più tardi, fino alle cinque, alle sei, alle sette del pomeriggio, mentre veniva introdotta una robusta colazione, il déjeuner à la fourchette, a metà mattinata, e scompariva la cena serale. La nuova moda venne adottata nel corso dell'Ottocento dalle classi medie e si diffuse lentamente anche in paesi come la Germania, l'Italia, la Russia, gli Stati Uniti, ma nel frattempo l'aristocrazia inglese e francese spostava l'orario del pranzo sempre più tardi, fino alla sera; col risultato che il divario delle abitudini non si ridusse realmente fino all'egualitario secolo Ventesimo. I contemporanei notarono con interesse questo cambiamento e ne discussero i motivi; la spiegazione più probabile è che le classi dirigenti, in quelle che erano a tutti gli effetti le due massime potenze mondiali, trovarono un nuovo modo per sottolineare la distanza rispetto alla borghesia e il divario fra capitale e provincia, nonché fra paesi moderni e paesi culturalmente arretrati.
2018ril. Le parole usate dai papi sono importanti; tanto più in quanto il loro modo di parlare non è sempre lo stesso. Il linguaggio con cui il pastore della Chiesa di Roma si rivolge all'umanità nei momenti difficili è sempre stato espressione non solo della sua personalità individuale, ma del posto che la parola della Chiesa occupava nel mondo in quella data epoca; ed è un indizio estremamente rivelatore delle diverse modalità, e della diversa autorevolezza con cui di volta in volta i papi si sono proposti come leader mondiali. In queste pagine faremo un viaggio attraverso le parole usate dai papi nei secoli. Ovviamente la Chiesa esiste da duemila anni e nel corso di questi due millenni ha prodotto innumerevoli parole; non si tratta di renderne conto in modo esaustivo o anche solo sistematico, ma piuttosto di proporre uno dei tanti viaggi possibili, cominciando dal Medioevo per arrivare fino alla soglia della nostra epoca.
2016br. "Ormai è chiaro, sono caduto vittima dell'incantesimo del continente ai confini del mondo. Solo qui ho avuto la sensazione di perdermi completamente in un paesaggio dell'anima dove visione e sentimento non litigano tra loro. Davanti a me sfilano ancora le trasparenze delle acque, le ombre azzurre e inquietanti degli iceberg, le surreali forme della solitudine bianca, gli spettacoli di colori e luci che qualche imperscrutabile architetto della natura ha allestito per il nostro godimento. Ho sempre pensato che il paesaggio sia un fatto interiore, una dimensione dello spirito, spesso legata all'infanzia, magari segnata dall'apparenza di un ricordo. Sono convinto che questa sia la ragione per cui, tante volte, da adulti, un'inevitabile delusione aspetta chi prova a ritrovare nel paesaggio reale i suoi ricordi del passato. In Antartide la natura si riappropria completamente del suo tempo e lo lascia scorrere a modo suo: lentamente ma incessantemente, segnato solo dal variare delle forme che compongono e ricompongono i paesaggi. Presto dovrò arrendermi di nuovo a questo mondo quale lo abbiamo voluto, in fondo, anche tutti noi. Però l'Antartide, lo so, continuerà ad abitarmi dentro".
2015ill., br. L'avventura di Pasqualino Rispoli, leggendario pirata dei mari a sud dello Stretto di Magellano, un Corto Maltese prima del tempo che inizia le sue scorrerie nella Terra del Fuoco agli inizi del novecento. Quando arriva qua da Torre Del Greco alla ricerca del padre è poco più che un ragazzo, un giovane che sta per incominciare una nuova vita. Il suo cammino si incrocerà con quello del giovane anarchico Simon Radowtzki e con la sua evasione dal famigerato bagno penale di Ushuaia. Patagonia di esploratori e ribelli, cercatori d'oro senza scrupoli e cacciatori di balene: una strana comunità di avventurieri finiti in fondo al mondo per le ragioni più disparate. Perché questa è ancora una terra ignota, per lo più ancora da scoprire, percorsa dal vento e dal gelo, abitata da sparuti gruppi di indigeni sterminati dai cacciatori di teste. A distanza di oltre un secolo lo scrittore Tito Barbini si mette sulle tracce di questo personaggio unico, e nel ripercorrerne le gesta ci porta con sé nelle terre e nei mari dell'emisfero australe.
2015ill., br. Amore e potere in Kinzica si muove tra le case, le chiese e i vicoli del quartiere a sud dell'Arno. Da San Paolo a Ripa d'Arno alla Fortezza Sangallo, passando per la Spina, casa Studiati, piazza la Pera e il Santo Sepolcro. Leggendo, si ascoltano le voci di Luisa del Lante o le preghiere di Sant'Ubaldesca che vibrano come note musicali tra le righe del racconto. Donne forti, umili ma determinate, che cambiarono il volto di Pisa si presentano al lettore nei luoghi che un tempo le rappresentarono: così le pietre si trasformano in parole e la passeggiata in un impossibile dialogo.
2016ill., br. Una passeggiata che non si muove solamente nello spazio ma anche nel tempo: dal Medioevo in Piazza del Duomo, al Cinquecento in piazza dei Cavalieri, fino al Settecento attraversando Borgo Stretto, i mercati e i lungarni per terminare in piazza XX Settembre. Il protagonista è lo scorrere del tempo e il modo in cui nei secoli abbiamo cercato di fermarlo, contarlo, accettarlo. Il Capodanno pisano è oggi la rievocazione storica di quando l'anno iniziava nel giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo; attraverso questo volume ne scopriamo i simboli, le ragioni e la "magia".
2022br. In questo libro tratteremo di una chiesa che soli in pochissimi la possono ricordare, stiamo parlando dell'antichissima chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo che si trovava tra il Corso Garibaldi e via Giacinto Romano, l'attuale Salita San Bartolomeo, che si trova continuando a salire gli Scaloni vecchi che si trovano di fronte all'ufficio delle Poste Italiane di Corso Matteo Ripa. La chiesa fu danneggiata dai bombardamenti dell'estate del 1943. Grazie a qualche fotografia di Luigi Gallotta possiamo conoscere l'interno e l'esterno della chiesa e grazie a una foto inedita vediamo gli enormi danni che subì la chiesa. Il disegno in pristino dello studio Fasolo ci riporta tutte le sue misure. La descrizione del suo parroco ci aiuta a capire che la parte sinistra faceva da contrafforte alla strada che porta alla chiesa di San Francesco, sottoposta per metri da 1,45 a 3 circa. Di seguito nella pubblicazione daremo notizie storiche sia di questa antica chiesa parrocchiale danneggiata dalla furia delle bombe sia del nuovo complesso parrocchiale dedicato a San Bartolomeo Apostolo e San Matteo (altra antica parrocchia ebolitana) inaugurato l'8 dicembre 1957 sul viale Amendola, proprio dove una volta c'era il campo sportivo Littorio, denominato in seguito "Me ne frego" dopo il discorso che vi fece Benito Mussolini nel 1935 alle truppe militari in partenza per l'Africa. Pubblicheremo oltre al disegno in pristino dell'antica chiesa tutti i disegni della costruzione del complesso parrocchiale di viale Amendola con le varie modifiche apportate prima del progetto definitivo. Infine presenteremo i registri Status Animarum (Stati delle anime) della vecchia parrocchia del Centro Storico.
1990réf. 19032Gotha : Haack, Geograph.-Kartograph. Anst. 1990. 220 S. : 41 Abbildungen. u. Kt. ; 20 cm, Ex-Libris-Stempel auf Vorsatzblatt kart., Taschenbuch, Seiten alters- und papierbedingt gebräunt, sonst guter Zustand
2016br. "...I cognomi, che in Italia sono circa 350000, derivano molto spesso da nomi di persona, vezzeggiativi, soprannomi, situazioni, provenienze, mestieri." In questo piccolo lavoro si è deciso di analizzare e spiegare, anche con aneddoti e curiosità, alcuni cognomi veneti che derivano espressamente da lavori... Alcuni ancora in voga, altri completamente ingoiati dal progresso, che avanza come un rullo compressore. Un piccolo grande tassello di cultura veneta, per regalare una boccata d'ossigeno alla salvaguardia delle nostre tradizioni.
2015brossura on sufficientemente conosciuta e frequentata dai turisti, amatissima dai maremmani, la terra amiatina è uno scrigno di bellezza, una bellezza che investe i suoi boschi di faggio e di castagno, le sue selvagge rocce affioranti, le sue acque sorgive fresche e spumeggianti, i suoi borghi antichi ricchi di storia e di tradizioni. Un soggiorno sull'Amiata può essere davvero indimenticabile: un viaggio indietro nel tempo, tra monumenti del passato e straordinari scorci paesaggistici, un'immersione nella natura incontaminata, ancora ricca di flora e di fauna altrove rara, e nelle tradizioni di una volta, legate alla devozione, ma anche al piacere di festeggiare le stagioni e le ricorrenze che hanno fatto la storia dei paesi. Rovine archeologiche, pievi romaniche, castelli aldobrandeschi, borghi pietrigni eppure ridenti di addobbi floreali e di botteghe curiose, terme salutari, coltivazioni rigogliose, boschi ricchi di funghi e di castagne, e, quando la stagione lo permette, piste innevate: ogni mese dell'anno ha le sue attrazioni, le sue manifestazioni e le sue feste.
2017br. Soldati e civili deceduti nel territorio di Montese o sui vari fronti durante la seconda guerra mondiale.
2015br.
2011ill., br. Una nuova edizione, con una rinnovata veste grafica e impreziosito dai disegni di uno dei più importanti grafici italiani, Giancarlo Iliprandi, del libro culto per tutti i viaggiatori. Andare, vedere, sentire, ricordare: ecco gli imperativi di questa raccolta di citazioni, massime, aforismi e proverbi tratti dalla cultura popolare e dalle letterature di ogni lingua e dedicati al viaggio, al nomadismo, al territorio da percorrere fuori e dentro di sé come ogni vero viaggio dovrebbe essere.
2022brossura «Il volume di Cosimo Benagiano, che qui riproponiamo, vuole rappresentare una strada aperta ai giovani e allo stesso tempo anche una guida, per rinsaldare il loro interesse e il loro amore nei confronti dei luoghi e dei personaggi che hanno recato un contributo significativo alla Storia locale». Anna Vinci «La vicenda di Annibale ha visto diverse discussioni, specie tra gli storici locali massafresi. Quel che serve è una rinnovata ricerca storica, non localistica, che inserisca la "piccola storia" di Massafra nella "grande storia" mediterranea, e infine un impulso per la ripresa degli investimenti nella ricerca archeologica urbana, per conoscere meglio il nostro passato e aprire nuove frontiere di sviluppo e conoscenza». Marco De Bartolomeo «In sostanza, Benagiano, pur tenendosi lontano dalla questione complessa delle origini della nostra città, valuta e dimostra, con piena convinzione, la tesi del bivacco di Annibale a Massafra. Infatti, a lui preme sostenere (e lo fa con perfetta lucidità dimostrativa), che l'esercito di Annibale da Massafra vi è passato e vi ha effettivamente bivaccato, giusto quanto, secondo lui, scrive Polibio». (Francesco Laterza). Presentazione di Gaia Silvestri.
2022ill., br.
2017ill., br. Questo saggio scandaglia una verità antica e ancora pressoché sconosciuta: l'Egitto predinastico visto dalla Piana più famosa del pianeta. Giza è un serbatoio di segreti che si dipartono dalla progettazione originaria che deve aver avuto un perché, e sfociano nella funzione, vera, reale, dei monumenti in essa realizzati. L'autrice ipotizza, attraverso fonti storico-mitologiche, il volto originario della Sfinge, il regolatore del Tempo di Giza e dell'Est. Nel libro ripercorre i passi dei costruttori delle Piramidi e si inoltra nel significato del "numero di Dio", il 137, numero dell'equilibrio del nostro universo. Utilizzando un linguaggio semplice e motivando ogni sviluppo della sua ricerca attraverso fonti storico-scientifiche e spunti di riflessione, Monica Benedetti approfondisce la correlazione con il linguaggio antico degli archetipi ed espone come il nome di Al Ghiza, originario della piana, abbia lo stesso significato cabalistico del 137 che, a sua volta, ha il valore ghematrico proprio della Qabalà, che significa... Verità svelata.