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2015ill., br. Il centenario dell'entrata nella prima guerra mondiale dell'Italia costituisce un'occasione per una riflessione sul tema della guerra e dell'umanità dei popoli che vivono le guerre, in uno scenario mondiale che ne è segnato drammaticamente come quello odierno. Tra i tanti punti di vista con cui si può guardare questo evento vi sono i canti della grande guerra, che sono giunti a noi a testimonianza di un cuore più grande della guerra. Nei canti, anche i più tristi e drammatici, non vi è traccia di recriminazione e di disperazione, ma anzi un senso di compassione e di speranza. In essi sentiamo vibrare nostalgia, malinconia, avvertita mancanza o lontananza di qualcosa o qualcuno che colmi il cuore umano. La semplicità delle esperienze umane consegnate ai canti più belli giunge a questo vertice di attesa, all'espressione del bisogno costitutivo del cuore umano. Nella dimensione musicale, il presentimento della reale profondità del desiderio umano e di una possibile pienezza si fa esperienza.
2012ill., br. Abbracciata dalle acque, la nostra penisola offre pittoreschi scorci, baie e calette, cristalline insenature, lunghe spiagge sabbiose e falesie a picco sul mare: un patrimonio unico tutto da scoprire. Nella guida troverete 315 località balneari e borghi marinari con le spiagge più belle d'Italia, molte delle quali più volte premiate con la Bandiera Blu o da Goletta Verde di Legambiente. Inoltre moltissime informazioni su spiagge adatte alle famiglie, accessibili ai disabili, per nudisti e che accolgono i nostri amici a quattro zampe. In più circa 300 porti e approdi turistici. E infine le coste dove praticare surf e i fondali più belli da esplorare.
2022ill., br. La Valle d'Aosta, la regione più piccola d'Italia, vanta una bellezza naturalistica senza eguali e una storia antica che ha lasciato testimonianze preziose. La linea ferroviaria corre lungo la valle principale percorsa dalla Dora Baltea, fra declivi coperti di vigneti e pascoli, tra splendidi castelli dalle forme fiabesche e ricche decorazioni degli interni. Dal capoluogo Aosta, "la Roma delle Alpi", ai castelli di Bard, Verrès e Fénis, fino al Parco Nazionale del Gran Paradiso, al Monte Rosa e al Cervino, la regione stupisce con i suoi incantevoli tesori. L'itinerario: Pont-Saint-Martin, Donnas, Hône-Bard, Verrès, Châtillon-Saint-Vincent, Nus, Aosta.
2018ill., ril. Un gruppo di Vedanesi, animati da forte passione per il proprio Paese e per la sua storia. Questo è il punto di partenza (e di arrivo) del percorso che ha portato alla pubblicazione del presente libro, ulteriore tassello di approfondimento sul passato della nostra Comunità. Frammenti di vite, istituzioni, luoghi e ricordi si sono avvicendati nella memoria e nella meticolosa ricerca storica delle persone che, incontrandosi nel corso del tempo, hanno - infine - dato forma scritta a molti contributi.
2018brossura 2 carte fronte/retro per tutta l'area del Parco Regionale Velino Sirente.
2021ill., br. Dalla Collezione di Meridiani una proposta di abbinamenti di due destinazioni affini per tipologia e mirate per la stagione nella quale vengono proposte. Una proposta ancora più ricca per catturare il lettore «doppiamente» a un prezzo speciale.
2013ill., br. "Verso la foce del Serchio. C'è un posto che uno sente suo" è una raccolta di scritti sul territorio della Valdiserchio. È la raccolta di interventi scritti da persone che hanno provato, insieme, a mappare con entusiasmo il territorio che abitano. I contributi restituiscono una geografia delle emozioni che scaturisce dal paesaggio del luogo d'origine o di quello in cui sono "piovuti" o dal quale si sono allontanati o sono ritornati.
2012br. La storia della vita di un uomo in particolari condizioni di cattività, dove le regole sono imposte da altri, in dipendenza di fatti ed eventi eccezionali, dove la personalità individuale viene totalmente annullata, dove le uniche cose che rimangono all'individuo stesso sono il pensiero, la memoria e lo spirito di sopravvivenza: perché questi sentimenti non possono essere requisiti. Dal 4 gennaio 1943 al 12 settembre 1945, per oltre 32 mesi, Aldo Adorno ha unicamente dovuto ubbidire, tacere, soffrire la fame, la sete, il sonno, il lavoro, le fatiche, la paura. Matelica (Marche), poi Grecia e, successivamente, Luckenwalde nei pressi di Berlino e, ancora, lager di Dieffenbachstrasse 60 a Berlino, infine regione dei Sudeti: sono questi i luoghi attraverso i quali Adorno accompagna il lettore in un viaggio-ricordo, con cui rivive la drammatica esperienza che lo segnò per tutta la vita: la guerra e l'internamento militare.
2010br. Pelagio ed Ario, i manichei, i donatisti, le confraternite gnostiche di varia tendenza nonché le minuscole altre sette sparse intorno al Mediterraneo nei primi secoli della cristianità, sono gli avversari elencati, studiati e confutati da Agostino. "Le eresie" illumina l'inquietudine di una Chiesa impegnata a debellare qualunque corrente cristiana venga giudicata pericolosa per l'integrità del suo credo.
2019ill., br. Cinque secoli fa una lettera di Leonardo da Vinci parte da Genova per Costantinopoli, l'odierna Istanbul. È forse la risposta alla richiesta di progettare un ponte. In quell'epoca, le due città sono al vertice delle relazioni tra Oriente e Occidente, come spesso è accaduto nella storia, e sulle onde del Mediterraneo scorre il confronto tra turchi e genovesi, una realtà di lunga durata in cui si possono cogliere le molte, sottili sfumature di un costante e caleidoscopico panorama di incontri. In questa prospettiva, il geniale ponte progettato (e mai realizzato) da Leonardo da Vinci per il sultano Bayezid II e il centro di Galata - prima genovese e poi turca - diventano il simbolo di un rapporto mai interrotto tra due mondi.
2022br. Nel 1845 sbarca a Parigi un'affollata e pittoresca ambasceria inviata dal sultano del Marocco presso Luigi Filippo. La relazione riservata, redatta nell'immediato dal segretario dell'ambasciata Muhammad al-Saffar ma pubblicata e tradotta solo in tempi recenti, costituisce uno dei primissimi documenti del complesso rapporto tra il mondo musulmano e la Francia postrivoluzionaria, la quale appare, insieme, spazio "dell'empietà e della potenza". Pervasa da contenuta ma evidente ammirazione per lo stile di vita, l'organizzazione politico-amministrativa e la padronanza scientifica sulla natura del tutto sconosciuta nel mondo arabo, essa ci offre una descrizione straordinariamente vivace e godibilissima di molti aspetti della vita in Francia a metà Ottocento, a cui non sono però estranei dubbi sulla propria identità, aprendo riflessioni e individuando problemi ancora attuali.
2018ril. Nell'inverno del 2017 Edoardo Albinati e Francesca d'Aloja si uniscono a una missione dell'UNHCR in Niger, nel cuore dell'Africa. Otto giorni, poco più di una settimana - e due sguardi, due voci, per cercare di capire e raccontare cosa succede in quel crocevia dove passano profughi e armi, migranti e uranio, mentre il deserto avanza e l'acqua scarseggia sempre più. Il Niger è uno dei Paesi più poveri al mondo, ma pronto ad accogliere un numero impressionante di rifugiati dal Mali e dalla Nigeria, senza contare gli sfollati interni. Del fiume di denaro occidentale versato per combattere i nostri incubi, cioè migranti e terroristi, la gente del posto non vede che l'ombra. La miseria è onnipresente come la sabbia rossa e metafisica che copre ogni cosa. Eppure proprio qui viene offerto asilo e protezione alle donne liberate dalle carceri libiche, e ai bambini eritrei senza famiglia - «messaggi in bottiglia abbandonati alle onde». Senza lasciarsi condizionare da alcuna idea preconcetta, Albinati e d'Aloja scoprono sul campo la sorprendente serenità delle genti di fronte agli orrori, la disponibilità verso gli altri e la gioia autentica di aiutare. Negli ultimi anni, innumerevoli immagini hanno documentato i drammi del Mediterraneo. Questo diario a quattro mani si spinge più in là, verso l'origine di tutto, il luogo dove ha inizio l'avventura, e con parole semplici e impressioni immediate ci consegna il resoconto di un viaggio breve ma intenso, sconcertante e duro, alle radici di ciò che forse stiamo perdendo, noi come esseri umani e Stati civili.
2006brossura
2005ril. Pasquale Amato ha ricostruito, mediante un intreccio tra storia locale e storia italiana, europea e mondiale, l'affascinante percorso del prezioso agrume autoctono di cui Reggio Calabria e la fascia costiera da Scilla a Monasterace detengono l'esclusiva mondiale da secoli. Il percorso storico del Bergamotto dalla misteriosa origine al gran debutto nella corte del Sole a Versailles; dal Café Procope alla conquista dei salotti, caffè e botteghe del secolo dei Lumi, dalla fase d'oro dopo l'unità italiana alle crisi che si sono succedute fino ai nostri giorni.
2019ill., br. Calenzano è... per molti un luogo del cuore, per altri il posto dove si incontrano tradizione e innovazione. Le trasformazioni urbanistiche, i nuovi spazi urbani hanno modificato la visione paesaggistica, mantenendo nella comunità il senso di appartenenza e di rispetto per questo "luogo dalle radici profonde". Il libro è un "viaggio" alla scoperta di Calenzano raccontato da chi ci abita da sempre, da chi si è trovato a viverci per motivi di lavoro o di studio e da chi è capitato per caso e ha deciso di legare a questi luoghi la propria vita. Storie e persone guidano i lettori nella "loro Calenzano" con qualche aneddoto, curiosità e pennellate di ricordi passando dalla produzione dell'olio alla ricerca universitaria.
2019ill., br. La Prima guerra mondiale, nota come la Grande Guerra, è uno dei capitoli più appassionanti e tristi della storia contemporanea. Questa raccolta di 800 fotografie, alcune molto rare, ottenute da numerosi archivi sia pubblici che privati, analizza tutti gli aspetti di uno dei conflitti più sanguinosi della storia dell'uomo, vagliandone le sfaccettature, considerando strategie, tattiche, equilibri, eventi e battaglie. Una testimonianza eccezionale che grazie all'accuratezza delle foto e alle descrizioni contenute offre una ricostruzione storica in tutti i suoi aspetti.
2021ill., br. Il racconto dei sette mesi di guerra sulle montagne di Foligno e Trevi del giovane partigiano Enrico Angelini che 71 anni dopo, a 90 anni, tornerà in quel casale di Raticosa che fu la prima sede della sua IV brigata Garibaldi, per cancellare una svastica che aveva sfregiato quel luogo caro alla memoria civile dei folignati.
1955Mm 125x195 Brossura editoriale di 208 pagine, 1 piantina e 20 illustrazioni in nero, sovraccopera originale. Piccola lacuna e minimi strappi ai margini superiori della sovraccoperta, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1982brossura
2017ill., br. Questo opuscolo è sostanzialmente la riproduzione dei pannelli di una mostra curata dal Cidra in collaborazione con l'Anpi e con il contributo della Regione Emilia-Romagna, esposta nel dicembre 2016 e che aveva per oggetto la 36ª Brigata Garibaldi "Bianconcini". Sono state aggiunte le testimonianze di Orlando Rampolli, Renzo Ricci Picciloni e Marino Sangiorgi. Era ormai da tempo che non si focalizzava l'attenzione sulla lotta di liberazione nelle montagne del territorio imolese e faentino e della resistenza combattuta in generale e questo per una serie di motivi: l'attenzione che questo tema ha avuto nel passato è stata spesso accompagnata da una narrazione non priva di enfasi, più o meno accentuata a seconda del contesto politico in cui ci si trovava; la difficoltà nell'immaginario collettivo a riconoscersi tout court in quell'esperienza; la riscoperta di altre narrazioni come quella degli Internati Militari Italiani, del II Corpo d'Armata Polacco e degli eserciti liberatori a lungo sottovalutate.
2018ill., br. Chi l'ha detto che in cucina si elaborano solo ricette? Nelle storie raccontate in questo libro la cucina è al centro di un gioco di cultura e di potere. Maestro Martino, Bartolomeo Scappi, François Vatel: tre cuochi - dell'Umanesimo, del Rinascimento e del Barocco - capaci di fare la storia del loro tempo, e non solo per la squisita sapienza delle loro preparazioni... Maestro Martino è cuoco al servizio del cardinale e condottiero Ludovico Trevisan. Vive in prima persona la grande rivoluzione culturale dell'Umanesimo e, involontariamente, ne diventa uno dei protagonisti. Il suo libro di ricette, tradotto in latino ed edito dall'umanista Platina, diventa la base della rivalutazione del buon cibo e della buona cucina, dopo secoli di condanna al girone della golosità. Bartolomeo Scappi è il secondo maestro. Cuoco di tre cardinali e di due papi, dovrà vedersela col furore ascetico e controriformatore del suo ultimo datore di lavoro, il papa santo Pio V, che abolirà il carnevale e introdurrà a Roma leggi feroci contro le prostitute, gli adulteri e il lusso. All'apice della carriera dovrà rinunciare a cucinare dato che il suo padrone è un austero digiunatore, ma avrà così il tempo di scrivere il più importante libro di cucina della sua epoca. François Vatel è il terzo celebre cuoco, nonché l'interprete - tragico - della nouvelle cuisine di Luigi XIV. Per Luigi II di Borbone, l'Alessandro Magno di Francia, vincitore a 22 anni delle invincibili armate spagnole, organizza un grande ricevimento al castello di Chantilly - ospite d'eccezione Luigi XIV - di cui però non vedrà la fine. Muore suicida, apparentemente per un'assurda mancanza di... pesce. Percorrendo le vite di questi tre celebri cuochi attraverso Umanesimo, Rinascimento e Barocco, scopriamo la cucina, il gusto, le ricette del tempo, ma anche i raffinati giochi di potere che presero vita, come accade ancora oggi, sulle tavole di allora.
2012ill. Diversamente dalle letture tradizionali - dove la campagna di Russia condotta dall'Ottava armata italiana è ridotta alla ritirata alpina del gennaio 1943 la mostra "Ritorno sul Don" vuole riprendere la storia di quella sventurata e tragica spedizione nel contesto della "guerra di sterminio" condotta dalle truppe germaniche in URSS. Il catalogo della mostra, attraverso testi e immagini, racconta del percorso espositivo e delle tante vicende che vi sono testimoniate.
2010ill., br. Quarto volume della collana "I Quaderni di Fra Giocondo" sulla storia del Canale d'irrigazione Brentella nell'Alto Trevigiano, progettato nel XV secolo, e del Consorzio che ancora oggi lo amministra.Francesco Antoniol questa volta approfondisce la figura del Guardiano, un ruolo complesso che copre mansioni tra autorità e tecnico dalle molteplici sfaccettature, nonché delicato punto di interazione con la società rurale e non, rilevando disordini, attribuendo responsabilità, cercando di fare giustizia in situazioni spesso bizzarre.Attraverso l'analisi delle scritture che commentano nei secoli la loro attività, gli usi e abusi dell'acqua del canale, si è tentato di ricostruire una piccola parte di "vita vissuta" di questa porzione di campagna trevigiana.