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2022ill., br. In questo undicesimo volume della serie di approfondimento sulla storia della Riviera del Brenta, si affrontano svariati temi: dalla sanità ai tempi della Serenissima ai mulini ad acqua di Mirano, dal palazzo scomparso di Fossò alla villa Widmann a Mira, insieme a molti altri singoli studi su edifici, personaggi e tradizioni che interessano la specifica, e unica, area della Riviera.
2020ill., ril. Il sesto volume, stampato quest'anno, presenta 10 saggi scritti da nove ricercatori già noti perché autori di altri studi riportati nei precedenti volumi. Antonio Draghi, fondatore della collana ed entusiasta trascinatore di questa schiera di studiosi, è presente con due saggi di cui uno su Agostino Sagredo "un nobiluomo veneziano per l'unità d'Italia", uno dei primi senatori veneti dopo l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Il tema del 150° anniversario dell'annessione eè ripreso anche da Gianni Caravello nello studio sui personaggi ed i luoghi del Risorgimento a Mirano e nel miranese. Dalla prefazione di Pasquale di Gennaro
2020ill., ril. Nel primo saggio Antonio Draghi illustra la Villa Grimani Vendramin Calergi detta Valmarana di Noventa Padovana, villa che è stata oggetto di una nostra visita effettuata nel maggio scorso. Nel secondo saggio Mauro Manfrin, partendo dal motto inciso sul portale di Villa Tito, ricorda la figura di Francesco Camerata, ministro delle Finanze della Repubblica di Venezia presieduta da Daniele Manin (1848-1849). Il saggio di Antonio Foscari si riferisce al passaggio lungo la Riviera del Brenta di Enrico III di Valois che, lasciata la corona di Polonia, si reca nel 1574 a Parigi per essere incoronato re di Francia. Diego Mazzetto descrive la ricca personalità del marchese Federico Manfredini, che negli ultimi vent'anni della sua vita si ritira nel paese di Campoverardo sulla Riviera del Brenta. Seguono i saggi di Loris Vedovato su Villa Farsetti a Santa Maria di Sala e di Vittorio Pampagnin che, raccontando alcuni "Modi di dire", ci ricorda le espressioni, la maniera di vivere e la saggezza dei nostri vecchi. Il saggio di Gianni Caravello descrive le Cappelle suffraganee alcune scomparse, altre ancora esistenti del territorio di Mirano.
2020ill., ril. In questo volume Antonio Draghi - Qualche parola del curatore per un bilancio, qualche idea per un rilancio Mauro Manfrin - La "villa delle api" a Dolo. Ricerca, storia e valorizzazione Diego Mazzetto - Il complesso dominicale di villa Sansoni, Barbaro, Dragonetti, Giantin in Campoverardo Giampaolo Zampieri - Giovanni Rizzo. Narrazione storica di un eroe garibaldino nato a Dolo Antonio Foscari - Per una storia di Malcontenta. Una piazza, un palazzo e una cappella andati distrutti Dario Giuseppe Maso - La Riviera del Brenta. L'unicità di un paesaggio e il riconoscimento del suo valore Mario Canato - I Molin sul Brenta: una nobile casata veneziana e il fascino della Riviera e del Miranese Vittorio Pampagnin - Modi di dire.
2020ill., ril. Saggi di Antonio Draghi, Diego Mazzetto, Mauro Manfrin, Gianni Caravello, Mario Canato, Antonio Foscari, Giampaolo Zampieri, Massimo Benetollo, Vittorio Pampagnin, Elena Romanin.
2014br.
2010br. Nel secolo appena trascorso l'ordine mondiale è stato travolto - dall'Africa all'Asia - dalla lotta per l'indipendenza dei popoli colonizzati. Il crollo del sistema coloniale, che aveva portato l'Europa al dominio sulla quasi totalità dei continenti, e il fallimento della "missione civilizzatrice", dietro la quale si mascherava lo sfruttamento economico dei territori conquistati, lasciarono finalmente ai popoli la facoltà di decidere del proprio destino. Ma l'indipendenza non ha sempre significato la vittoria della democrazia e dei diritti dell'uomo. Spesso il vecchio vincolo coloniale ha lasciato spazio a un rapporto di dipendenza economica e politica nel quadro dei rapporti tra Nord e Sud del mondo, e se ha permesso libertà ed emancipazione, la decolonizzazione ha generato tensioni, creato antagonismi, moltiplicato conflitti regionali e guerre civili. Con grande rigore e chiarezza espositiva, Bernard Droz analizza le diverse modalità, pacifiche o violente, in base alle quali essa si è declinata da un continente all'altro: una sintesi che ripercorre, in maniera cronologica e per aree geografiche, le tappe e gli sviluppi di quello che è stato uno degli episodi fondanti della contemporaneità, descrivendone strascichi ed eredità che rappresentano ancora oggi questioni aperte e dibattute.
1992ref. 52387Dümmlers, Bonn 1992. 132 S. mit zahlreichen Abbildungen, Groß 8°, Original-Karton (Softcover), sehr gutes Exemplar,
2021br. Sono raccolte in questo volume alcune curiosità storiche che raramente trovano spazio nei libri ufficiali. Si tratta di "vicoli" di storia, ossia quello che non si trova nei corsi, che sovente hanno il sapore di novità sorprendenti in quanto o non si conoscono affatto, o stridono con le versioni note degli accadimenti riportati. A volte verità scomode o sottaciute, a volte recentemente scoperte ma ben mimetizzate per non dar loro il giusto risalto. In ogni caso fatti, accaduti e documentati e quindi innegabili, che però sarebbe bene non restassero materia per soli specialisti o appassionati di storia, bensì diventassero patrimonio collettivo al fine di recuperare una ponderata coscienza critica sul nostro passato e sul nostro presente. Troppo spesso invece abbandonata per adagiarsi su verità di comodo o convenienza, nella nostra era malata e spesso figlia di un assai discutibile "politicamente corretto".
2018br. Operaio metallurgico, Buenaventura Durruti è stato, nel 1936, uno dei protagonisti della rivolta anarchica catalana e della guerra civile spagnola. Rivoluzionario sin dall'adolescenza, è stato perseguitato, imprigionato, esiliato, ha guidato la leggendaria colonna anarchica sul fronte d'Aragona ed è morto in circostanze oscure. "Mai nessuno scrittore si sarebbe deciso a raccontare la storia della sua vita; rassomigliava troppo a un romanzo d'avventure": così diceva lo scrittore sovietico Il'ja Erenburg sin dal 1931, dopo averlo conosciuto di persona. Quarant'anni più tardi, Hans Magnus Enzensberger raccoglie la sfida e scrive un romanzo "di montaggio", che non rinuncia al respiro epico del personaggio ma al contempo offre gli strumenti per tornare al clima, alla complessità, alle contraddizioni di quella "breve estate" di lotta per la libertà, che tuttora continua a interrogare la nostra memoria storica. È così che l'opera di Enzensberger è diventata un testo indispensabile per riprendere il filo degli eventi, per tornare sulle tracce di una figura straordinaria, e anche per concludere, con serenità e lucidità, che "non si fa due volte la stessa rivoluzione".
2016ill., br. "... la Pieve di San Pietro a Gropina, una delle due pievi nel territorio di Loro Ciuffenna, sta a testimoniare lo stretto rapporto fra la grande viabilità antica e certi edifici sacri, già individuato lungo anche altre vie di comunicazione, come la via Francigena...".
2011br. Un saggio che ricostruisce le affascinanti e spericolate vite di donne del Risorgimento italiano alla scoperta dell'amore e della politica, due potenti passioni capaci di dare un senso profondo all'esistenza.
1937ref. 3715Büchergilde Gutenberg Berlin, 1937. 190 S., OLn., OU (beschädigt), gr. 8°. Zustand: Vorsätze und Schnitt stärker, Papier stellenweise etwas braunfleckig, insgesamt gut.
2021brossura L'intento della guida è quello di coinvolgere il turista mettendolo alla prova sul campo alla scoperta di un territorio meraviglioso e ricchissimo di sorprese come il lago di Bolsena. Oltre ad un ambiente naturale di singolare bel-lezza e un patrimonio artistico disseminato in vari punti, scopriremo anche il fascino di Bolsena, addentrandoci tra le vie, le viuzze e le piazze di questa meravigliosa cittadina che si staglia su una porzione del lago. Parti-remo dai quartieri, passando in rassegna edifici e monumenti, ma troveremo anche curiosità e informazioni storico-culturali. All'interno sono tre gli itinerari storici: "800.000 anni fa", "Volsinii" e "Due dolci oasi galleggianti". Seguendo la sezione "Indiana Jones" troveremo tesori alla portata di tutti sia dentro che fuori l'abitato. La sezione "Curiosità" è un compendio d'informazioni. Da non perdere la sezione "Selfie qui", basta inquadrare il codice qr con lo smartphone e si verrà condotti nei migliori punti in cui poter scattare una foto ricordo. Parola d'ordine: lasciarsi stupire per assaporare lo spirito del luogo. Partenza, via.
2019ill., br. Nel contrasto fra Chiesa e Impero vennero coinvolti anche gli Ordini templare e teutonico: mentre il primo rimaneva un fidato alleato della Curia pontificia, nel XII e XIII secolo quello teutonico aveva preso parte, diventandone attore non secondario - specie in riferimento alla strategia imperiale in Italia -, nel conflitto tra il predominio politico del papato e quello dell'impero. In questo contesto l'Ordine teutonico si era inoltre inserito nelle vicende dinastiche dei giudicati sardi, sostenendo, anche militarmente, la politica antipapale di Federico II che, nominando il proprio figlio naturale Enzo quale re di Sardegna, intendeva riportare l'Isola nell'alveo imperiale. Iniziativa con evidente risvolto politico che collideva con le mire e gli interessi del papato, e che perciò non poteva lasciare indifferenti o neutrali i templari, che di questo erano considerati il braccio armato. Inoltre, durante il medioevo, nell'Isola esistevano quattro stati nazionali (giudicati), retti da un sovrano non necessariamente ereditario (giudice): la peculiare conformazione istituzionale di questi stati imponeva perciò forme peculiari di presenza nell'Isola di re Enzo e dei teutonici del suo seguito. Per questo motivo i templari non potevano, a loro volta, che assecondare gli interessi pontifici volti a estendere l'influenza del papato sull'Isola, entrando in contrasto con quelli filo imperiali dei teutonici che, viceversa assicuravano il loro sostegno al giovane re Enzo von Hohenstaufen.
2017ill., br. Una storia lunga un secolo da metà Ottocento fino a metà del Novecento, la storia di una famiglia e di una comunità, quella di Montefoscoli. Come lo stesso autore afferma nella prefazione i racconti non sono "frutto di ricerche per così dire classiche, cioè in archivi e biblioteche od anche parrocchie e soffitte. Ma si tratta di ricordi. Ricordi di racconti ascoltati dagli anziani quando ero bambino, cioè dai genitori e dai nonni". Ma proprio per questo motivo hanno mantenuto quella genuinità e quella semplicità dei racconti orali che però depositari di valori e insegnamenti. Personaggi, fatti, aneddoti di vita contadina montefoscolese si alternano ai racconti delle vicende della famiglia Falorni attraversando tutti i momenti della nostra storia: dalla mezzadria di fine Ottocento, alla Prima Guerra Mondiale, al fascismo, alla Seconda Guerra Mondiale con il tragico passaggio del fronte in Valdera, fino al dopoguerra.
1982ref. 62553Lübeck : LN-Verlag 1982. 61 S. : 89 farb. Fotos, 1 farb. Stadtpl.. ; 26 cm Top Zustand, kart., Softcover/Paperback, Exemplar in sehr gutem Erhaltungszustand
2020br. Storie sbalzate a tutto tondo dal fluire dei secoli e dall'azzurra culla del Mediterraneo. A partire dalla fondazione della "domus Hospitalis Sancti Thomae martyris Acconensis", che cominciò ad enuclearsi tra le fila dei crociati inglesi al seguito di re Riccardo Cuor di Leone, al tempo dell'assedio di San Giovanni d'Acri. Si prosegue con una storia del XIII secolo quando Messina restava ancora uno dei porti strategici per eccellenza della Cristianità per l'imbarco dei cavalieri dei vari ordini cavallereschi verso la Terra Santa. Poi le storie della disfatta della flotta barbaresca dell'imprendibile corsaro Arrayz Soliman ad opera dell'ammiraglio siciliano don Luigi Requesens e della guerra tra l'imperatore Carlo V e il temibile corsaro Khayr al-D?n Barbarossa, asserragliato nella sua Tunisi. Per passare alla "Battle of Pantalarea" come la nominano gli storici inglesi, avvenuta il 13 luglio dell'anno 1586, che rappresentò, per quegli stessi storici, un valido test navale per battere di lì a qualche anno, l'Invincibile Armada spagnola. Infine la battaglia navale, avvenuta nelle acque di Marbella il 7 novembre 1736, che fu limpida vittoria dei cavalieri dell'Ordine di Malta.
2018br. Con una punta di orgoglio, gli antichi Romani lo chiamavano mare nostrum. Orgoglio giustificato, soprattutto dopo la sconfitta e la distruzione di Cartagine, pericolosa dirimpettaia sulla costa africana del Mediterraneo. In realtà, più che mare nostrum in senso esclusivo, il Mediterraneo è stato, storicamente, il "mare fra le terre". Ancora prima di Roma, congiunge l'antico Egitto e il "miracolo greco", che in una criptica osservazione di Platone nella sua "lettera settima", essenzialmente autobiografica, non sarebbe comprensibile senza l'apporto egiziano. Ancor più precisamente, il Mediterraneo è il ponte per l'impressionante abbraccio da Samarcanda a Cordova e Siviglia e per il fecondo incontro, in Sicilia, fra i Normanni e la cultura araba. Oggi, questo mare può far pensare a un cimitero a cielo aperto. Spetta all'Europa ritrovare i termini, economico-culturali e storici, per una immigrazione che non sia caotica estraneità, ma ancora una volta, occasione di arricchimento interculturale e progresso civile. Le difficoltà sono evidenti.