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2001brossura
2014brossura La Storia vuole che Garibaldi fosse pressoché astemio, che prediligesse l'acqua in ogni occasione, dallo spuntino sul campo di battaglia alle cene ufficiali, alla sua tavola solitaria di Caprera. Questo perlomeno ci dicono le numerosissime biografie dell'Eroe dei Due Mondi scritte dalla sua morte ad oggi. Ma sarà verità, o è una delle tante dicerie e leggende che circondano il mito dell'indomito condottiero? Garibaldi amava il vino? Questo libro lo afferma decisamente. E ne porta a testimonianza un curioso ed interessante episodio, una pagina di vita dell'Eroe e della storia del nostro Paese assolutamente dimenticate e pressoché inedite. Nel 1861 l'Eroe dei due Mondi fu ospite per alcuni giorni, nella villa di campagna della marchesa Teresa Trecchi-Araldi, sulle colline di Sala Baganza, in provincia di Parma. Qui Garibaldi si innamorò a tal punto della Malvasia, il frizzante vino bianco locale prodotto dalle vigne di Maiatico, che volle trapiantarne alcuni virgulti sulla sua sassosa Caprera.
2022br. «Ho quattro figli e quattro nipoti. Talvolta mi chiedono notizie di un nonno, oppure del paese dove io sono nato e quale e come fosse la casa di famiglia. Do loro alcune risposte, ma noto che se mi dilungo in spiegazioni perdo la loro attenzione. Eppure ne avrei di cose da raccontare! Tradizioni orali di storie riferitemi da mia madre o da mio padre ed anche dalla nonna paterna. Ho trovato poi in casa fasci di fogli antichi, che talvolta ho sfogliato in tempi addietro e che ora, avendo più tempo a disposizione, ho cercato di leggere e di classificare quanto meno in ordine cronologico. Ecco che per questi motivi mi sono deciso a mettere per scritto questi miei ricordi e questi miei ritrovamenti sotto forma di una cronistoria della famiglia Gotti prima di Montelopio e poi di Lari, che riguarda dodici generazioni in 400 anni». Dalla prefazione
2021br. La vera ragione del viaggio di Gozzano in India e a Ceylon tra il febbraio e l'aprile del 1912 era terapeutica: curare la tubercolosi che lo minava; ma l'esperienza fu cruciale, e si riverberò nella scrittura. Due anni dopo, confidando nella memoria e nei suoi taccuini, iniziò a raccontarla in una serie di articoli per «La Stampa» di Torino, che, dopo la morte, furono raccolti nel 1917 dall'editore Treves nel volume intitolato Verso la cuna del mondo. Non si tratta di veri racconti: sono piuttosto pagine di diario con ambizioni narrative, meditazioni in forma di elzeviro, ricordi spesso in gran parte immaginari, fantasie folgoranti e geniali, bozzetti tratteggiati con le tonalità pastello delle cartoline d'epoca. La fertile inventiva di Gozzano gioca sui due piani della finzione e del reale, così lontani eppure così felicemente generatori di poesia, in pagine attraversate di tanto in tanto dalle trafitture della nostalgia ma soprattutto dall'eco di tanta letteratura di viaggio sul favoloso Oriente: dai resoconti «deliziosamente arcaici» di Marco Polo a quelli moderni e sentimentali di Pierre Loti.
2021br. Le Parole dei Padri della Chiesa a commento del Vangelo: un testo per riscoprire la saggezza della tradizione cristiana. «Siamo nani sulle spalle di giganti», ripeteva Bernardo di Chartres. In epoche più prossime a noi però ci si è alquanto adoperati per scendere da quelle spalle, nell'illusione che, col nostro ragionare "terra terra-, potessimo vedere più lontano di loro. Certamente abbiamo ottenuto importanti risultati, ma non senza qualche grave perdita, tra cui una pregiudiziale diffidenza verso le dottrine dei Padri, specie nell'ambito dell'esegesi biblica. È invece necessario, da parte di tutto il popolo di Dio, un recupero della tradizione e della sua saggezza. In queste pagine viene quindi proposta una rilettura dei capitoli 4-5 di Luca attraverso le parole dei Padri della Chiesa. Sono qui presentati una doppia serie di testi, una legata alla liturgia, l'altra più direttamente collegata al testo del Vangelo: la vita della Chiesa si nutre infatti nella meditazione orante della Parola di Dio.
2018ill., ril. La «ricerca dell'Anima» è un invito rivolto a tutti coloro che visitano il Museo della Seconda Guerra Mondiale del Fiume Po di Felonica. Chi entra nel Museo può infatti rivivere - attraverso reperti, armi, divise e oggetti di tutti i generi - il momento storico dell'evento bellico, con il grande fiume che diventa involontario protagonista della Storia nella precipitosa ritirata dell'esercito tedesco verso nord e l'arrivo degli Alleati. Ma il museo è uno scrigno di storie e racconta molto più di questo, con le vicissitudini personali di soldati miracolosamente scampati alla morte o le vicende di aerei abbattuti e scomparsi, ritrovati e riportati alla luce con le spoglie restituite alle famiglie dopo settant'anni. Storie meravigliosamente tragiche che Franco Guernieri riporta con la passione del volontario e la precisione dello storico, in un volume ricco di immagini e fotografie che raccontano la vitalità di un museo straordinario.
2020br. Un giovane obiettore di coscienza che si trasferisce dall'altra parte del mondo. Un'analisi spietata dell'Italia negli anni Ottanta, del consumismo, del crescente ruolo dei media. Il diario romantico di una ricerca autentica del senso della vita, facendo surfing fra le serie TV, gli Wham! e Madonna.
2017br. Bernardo Gui è colui che più di ogni altro ha incarnato lo spirito dell'Inquisizione, tanto da diventare uno dei più memorabili personaggi de "Il nome della rosa" di Umberto Eco. Domenicano francese, esercitò l'incarico di inquisitore a Tolosa, Albi, Carcassonne e Pamiers. Emise un totale di 930 sentenze contro gli eretici e fu responsabile di 42 esecuzioni capitali e di 307 condanne al carcere permanente. "Il manuale dell'Inquisitore" è il suo libro più celebre: un testo pratico, chiaro, destinato agli inquisitori come guida per l'esercizio del loro incarico. Ricco di esempi di interrogatori ai presunti eretici, frutto della lunga esperienza dello stesso Gui, il manuale è il più attendibile e rappresentativo documento di quella "società di persecuzione" che segnò l'Europa per secoli.
1961ref. 7327ABDortmund, Crüwell, 1961. Gr.-8°. Bildband mit 160 Seiten, davon etwa 40 Textseiten, der Rest Tafeln mit vielen Abbildungen in Schwarzweiß. Originalleinenband mit illustriertem Schutzumschlag (mit Ein- und Ausrissen). - Wohlerhalten und sehr sauber. 6. Auflage.
2002ref. 109778München : Ullstein, 2002. 570 S. 8° , gebundene Ausgabe mit O.U.
2014ill., br.
2021br. Davanti alle nuove ondate di populismo che minacciano l'Occidente, la Germania sembra essere rimasta l'ultima roccaforte a difesa della prosperità europea e dei valori civili su cui si basa la nostra società. È davvero così? Oppure l'Unione europea e la moneta unica sono state e sono tuttora gli strumenti di una nuova egemonia tedesca, come da più parti si sente argomentare? James Hawes risponde a questo e a molti altri interrogativi ripercorrendo gli ultimi duemila anni del paese: risale alla conquista di Giulio Cesare nel 58 a.C. chiedendosi se le popolazioni germaniche hanno distrutto la cultura di Roma o l'hanno invece ereditata; si domanda com'è nata la Prussia e se Bismarck ha unificato o conquistato il paese; individua le radici del nazismo; e spiega in che modo la Germania è arrivata agli attuali livelli di ricchezza rinascendo dalle macerie della seconda guerra mondiale. James Hawes racconta la storia del paese più ammirato e temuto d'Europa, il cui destino è decisivo anche per il nostro futuro.
1993ref. 59130Palma de Mallorca : Ed. Moll 1993. 144 S. : Ill., graph. Darst., Kt. ; 21 cm kart., Softcover/Paperback, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1996ref. 63736Hamburg : Rasch und Röhring 1996. 165 S. : 10 farb. Ill. ; 24 cm Originalverschweißt, Top Zustand, Pp., gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband
2019br. "Il mio dottore si arrabbia tutte le volte che arrivo da lui con un gran sorriso sulla faccia, secondo lui è imperdonabile che si rida di questi tempi." Il diario e le lettere degli ultimi due anni di vita di Etty Hillesum, scrittrice olandese di origine ebraica, vittima dell'olocausto. Una magnifica testimonianza di uno dei momenti più crudeli e tormentati della nostra storia, descritto attraverso l'esperienza personale e la magnifica personalità di una donna sorprendente, ricca di interessi, caratterizzata da un'intelligenza spiccata e una sensibilità fuori dal comune.
2001brossura Le lettere, scritte in gran parte nel campo di Westerboek, che ci permettono di udire la voce di Etty fino all'ultimo, fino a una cartolina gettata dal treno che la portava ad Auschwitz.
2016br. Quando hanno luogo gli eventi del Kosovo che conquistano le prime pagine nell'autunno 1998, Jacques Hogard è ufficiale superiore in servizio presso il Comando Operazioni Speciali (COS). Avviene così che all'inizio del 1999 assuma il comando del Gruppo congiunto delle forze speciali, che verrà schierato dalla Francia in Macedonia e quindi in Kosovo, al fianco degli alleati americani, britannici, tedeschi e italiani. Dopo vari mesi di incertezza, il 23 marzo 1999 la NATO scatena effettivamente la guerra contro la Serbia, dopo il fallimento dei negoziati di Rambouillet. Ciò che Jacques Hogard e i suoi uomini scoprono allora sul terreno non coincide affatto con quanto affermano i media occidentali. Hogard offre qui la sua testimonianza per mezzo di un saggio breve, circostanziato e incisivo.
1985ref. 51545Herford : Busse-Seewald 1985. 239 S. : 120 z.T. farb. Abb., 2 Ktn ; 25 cm + Kt.-Beil.(2 Bl.), mit Schutzumschlag Gewebe, gebundene Ausgabe, Leinen, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1972ref. 53885Bundesforschungsanst. f. Landeskunde u. Raumordnung, Bonn-Bad Godesberg 1972. XVIII, 269 S. mit 2 mehrfach gefalteten beiliegenden Karten, Gr.-8°, Original-Karton (Softcover) mit Schutzumschlag, Name auf Vortitel, insgesamt gutes und innen sauberes Exemplar,
2002brossura Quando esce questo saggio, scritto in occasione dell'Esposizione universale di Parigi del 1867 e compreso in un volume dove figurano altri scritti di autori come Renan, Michelet, i Dumas, George Sand, Victor Hugo ha lasciato la capitale francese da sei anni ed è in esilio a Guernesey. Qui immagina Parigi come nuova Atene, nuova Roma e nuova Gerusalemme. O un sogno utopico quello che il grande scrittore delinea con una prosa che testimonia il suo afflato umanitario e pacifista, mentre l'Europa scopre la potenza bellica della Prussia vincitrice a Sadowa sulle truppe di Francesco Giuseppe d'Austria.
2005ril.
2010ref. 50522schDietzenbach, Höfer, 7.Auflage, (2010???). Faltkarte, gefaltet ca.DINA 5, schmales Hochformat, Maßstab: 1: 200 000, Einfassung mit leichten Knickspuren, leicht berieben und bestoßen, separate 25 seitige Broschur mit Ortsnamenverzeichnis und Kartenskizze sowie einseitig farbige Karte ohne Gebrauchsspuren, gut erhalten / guter Zustand [5 Warenabbildungen]
2019ill., br. Questo libro non è certo un saggio sulla Cina, ma un pamphlet nato da una vacanza. Un viaggio che ha rivestito, per l'autore, tanti significati: prima di tutto, la realizzazione, più volte rimandata a causa d'impegni di vario tipo, di un intenso desiderio. Il libro s'intitola "Il Milioncino" per rendere uno scanzonato omaggio al grande veneziano Marco Polo, autore del notissimo "Il Milione". Le parole del sottotitolo ("Cronache, foto, MediCina, chiose, quisquilie e pinzillacchere di un bellissimo viaggio in Cina") danno l'idea di una cronaca fedele ma faceta, di approfondimenti seri ma leggeri. Non manca qualche accenno ad alcuni momenti del rapporto di Michele Iannelli con la Cina prima di questo viaggio. Sono presenti le "quisquilie" e le "pinzillacchere", parole che rappresentano anche un chiaro omaggio al grande e geniale comico Totò.
2020br. Le eccellenze di Chieti sono tante. Ecco il perché di un dizionarietto col sottotitolo di "Lu fregne de Chijete". Una sorta di vademecum tribale per parlare delle eccellenze che la nostra città può vantare nel mondo a partire da "lu cchiù fregne", Achille, il protagonista dell'Iliade che giganteggia nella cultura universale. Nell'anno 3001 della fondazione di Teate-Chieti, il dizionarietto nostrano vuole anche ricordare che ripartire da Omero non è secondario per riannodare i profondi legami tra la civiltà occidentale e la mitologia greca. Noi siamo la storia. Noi siamo la leggenda.
2018br. Il 1913 è l'anno chiave del Novecento, l'anno che avrebbe plasmato tutto un secolo. A dispetto dell'incombente tragedia - lo scoppio della prima guerra mondiale -, cento anni fa si manifestarono un fermento e una fecondità di opere e di talenti senza pari. Mentre Franz Kafka arriva quasi a impazzire d'amore, Ernst Ludwig Kirchner disegna le cocotte di Potsdamer Platz; Virginia Woolf ha pronto il suo primo libro mentre Robert Musil consulta un neurologo; Igor Stravinskij festeggia la prima assoluta di Le sacre du printemps e incontra la sua futura amante, Coco Chanel; Picasso e Matisse vanno a cavallo insieme; Freud e Jung incrociano le spade; Louis Armstrong si esibisce per la prima volta in pubblico e Charlie Chaplin firma il suo primo contratto con una casa cinematografica; Prada inaugura a Milano la sua prima boutique; montando la ruota anteriore di una bicicletta su un comune sgabello da cucina Marcel Duchamp compie la grande rivoluzione concettuale del Novecento. A Monaco, un uomo venuto dall'Austria dipinge acquerelli con le vedute della città e cerca di venderli. Si chiama Adolf Hitler.