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DE LIBERO Libero
DI BRACE IN BRACE. 1956 - 1970.
In-8 p., brossura editoriale, sovracoperta, pp. 108,(10). Prima edizione. “Premio Viareggio 1971”. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 302. Ben conservato.
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DE LIBERO Libero
EPIGRAMMI 1938.
In-32 gr. (mm. 98 x 75), brossura, sovraccoperta (picc. manc.), pp. (24), con allegato ritratto fotografico dell’A. in b.n. Vol. della “Serie Letteraria - Serie Seconda”. "Prima edizione". “Abbastanza raro e ricercato”, così Gambetti-Vezzosi, p. 299. Tiratura di 250 esempl. numerati. Il ns., 128, è ben conservato.
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DE LIBERO Libero
IL LIBRO DEL FORESTIERO. Poesie.
In-16 (cm. 18.80), mezza pelle con titoli e fregi impressi al dorso, pp. 186, (6). Prima edizione. Copertina anteriore originale conservata. In buono stato (good copy).
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De Liso D. (cur.); Giglio R. (cur.)
C'era una volta la terza pagina. Atti del Convegno (Napoli, 13-15 maggio 2013)
br. C'era una volta la terza pagina... ma quando nacque questa mitica e ormai decaduta terza pagina? La mitologia giornalistica ne assegna l'invenzione ad Alberto Bergamini, direttore del "Giornale d'Italia": era l'11 dicembre 1901. Un avvio casuale: la terza pagina nacque per "fare colpo", per costruire giornalisticamente un "grande avvenimento" quale la prima a Roma, al teatro Costanzi, della Francesca da Rimini di Gabriele D'Annunzio con la compagnia della Duse. Quattro redattori per relazionare e descrivere una serata speciale: un grosso titolo disteso su tutte le colonne, un'intera pagina che, da quel giorno fece scuola e unì la materia letteraria, artistica e affine in una sola pagina, distinta, quasi avulsa da tutte le altre. Dapprima questo spazio fu incerto poi si affinò e affermò sempre più accogliendo rubriche letterarie, artistiche, mondane, scrittori affermati, corrispondenze internazionali che narravano bellezze e costumi di paesi lontani. Sulla terza pagine trovarono spazio scrittori come Tabucchi, Moravia, Ungaretti, Pasolini e molti altri ancora. Questo il dibattito del congresso napoletano del maggio 2013.
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De Lorenzo Giuseppe
Morale buddhista
brossura Gli insegnamenti della morale buddhista che De Lorenzo sa offrirci nella sua sintesi, scoprendo insospettabili alleati perfino in Lucrezio, Giordano Bruno, Schopenhauer.
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DE LORENZO Maria
OFELIA E ALTRI NOMI. Disegni originali di Giacomo Porzano. Postfazione di Dario Puccini.
In-8 p., cartonato editoriale, pp. 18, con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Volume n. 15 della collana “I Quad(r)erni di Artificina”, a cura di Massimo Riposati. Ben conservato.
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De Luca Antonio; Pezzella Anna Maria
Con i tuoi occhi sull'intersoggettività
brossura Qual è la struttura dell'intersoggettività? Come conoscere quel particolare essere che è insieme soggetto e oggetto di studio? E qual è il nucleo centrale dell'intersoggettività? Dove affondano le radici l'amarsi, il conoscersi, l'essere-per-gli-altri? Cosa significa incontrarsi, perdersi, ritrovarsi? Vivere la nostalgia dell'altro e di se stessi? E qual è il senso dell'incontro nelle condizioni tragiche dell'esistenza, nella sofferenza? Questo libro intende confrontarsi, sul piano storico e problematico, con i temi fondamentali dell'intersoggettività, vale a dire del rapporto tra le persone, da cui deriva la conoscenza stessa, il senso delle cose, del nostro esistere, nel tempo, nei luoghi vissuti.
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De Luca Erri Matino Gennaro
MESTIERI ALL'ARIA APERTA PASTORI E PESCATORI NELL'ANTICO E NEL NUOVO TESTAMENTO.
Feltrinelli, 2004. In-8, brossura, pp. 78, con tavole a colori fuori testo.In ottimo stato
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De Luca Laura
Breve storia filosofica della voce
ill., br. La voce è uno strumento, si suol dire, specie per chi la usa nel proprio lavoro (nel teatro, nel mondo della musica e dello spettacolo, e in mille altre situazioni comunicative), e non mancano certo i manuali che promettono di insegnare come si fa. Difficile descrivere cosa invece faccia questo libro, se non dicendo che risponde ai perché: con quale scopo, verso quale direzione, provenendo da quale storia e da quale base spirituale e filosofica stai facendo uscire la tua voce? «La voce è una mano, un artefice, è l'erpice che smuove la terra e evoca il germoglio. Così il suono autofeconda il pensiero. E nella voce, il suono si pensa»: dunque usare bene la propria voce - qualcosa di unico, inevitabilmente individuale, ma anche antico come l'uomo - senza comprenderne il significato, senza un impianto che si può ben definire filosofico, significa rischiare di possedere una tecnica priva di pensiero, priva di anima. E, infine, priva dell'elemento che secondo l'autrice è forse il più importante nell'abilità vocale: la capacità di ascoltare.
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De Luca Liana
Ubaldo Riva. Alpino poeta avvocato
ill., br. Il 5 gennaio 2013 si sono compiuti cinquanta anni dalla morte di Ubaldo Riva, che era nato ad Artogne in Valcamonica il 3 gennaio 1888. Ma, come egli stesso spiegava, la nascita si deve fare risalire alla fine del dicembre 1887, perché a quell'epoca si soleva posticipare la data per fare rimandare di un anno il servizio di leva. Il padre, medico, presto si trasferì a Bergamo dove Riva visse tutta la sua esistenza. La sua lapide, da lui stesso predisposta, reca la dicitura alpino-poeta-avvocato, secondo l'importanza che per lui riportavano le sue attività. Infatti il vanto di essere alpino era più forte di quello di essere poeta e la vocazione alla poesia era considerato sentimento più nobile dell'impegno professionale.
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De Luca Vincenzo M.
Foibe. Una tragedia annunciata. Il lungo addio italiano alla Venezia Giulia
ill., br. È difficile, ancora oggi, trovare nei libri di storia una esatta documentazione sulle Foibe. Spesso leggiamo menzogne, falsità, approssimazioni. Questo libro, in seconda edizione ampliata e rivista, dopo un ampio excursus sulla storia della Venezia Giulia ne traccia una verità non di parte, al fine di far comprendere la tragedia di quei popoli e del loro genocidio ed esodo a lungo dimenticato.
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De Luca Vito
Giovanni Gentile. Al di là di destra e sinistra
br. Il volume, che ampia e sviluppa la tesi del dottorato di ricerca di Vito de Luca, analizza da un punto di vista filosofico il linguaggio politico di Giovanni Gentile, ricomprendendo l'esame dei resoconti dei suoi interventi oratori in qualità di assessore supplente e di consigliere comunale del municipio di Roma, nei primi anni Venti del secolo scorso. Un'attività, quella di amministratore cittadino, non solo poco nota nelle biografie che riguardano la vita del filosofo, ma del tutto inedita nel dettaglio, come è emerso dalla ricerca effettuata sui verbali dell'Archivio Storico Capitolino. E se da un punto di vista storico emerge un Gentile occupato nella quotidianità degli affari che incombono - seppure di una grande città, come è la Capitale italiana - dall'analisi del linguaggio, sia di quello utilizzato nella sua veste di filosofo, sia in quella di ministro e senatore del regno d'Italia, un approccio teoretico mostra come il pensiero di un liberale possa collocarsi al di là di ogni categoria politica di destra e sinistra, non solo sintetizzandole, ma superandole per indirizzarsi con decisione verso il culmine della civiltà occidentale, rappresentata dalla tecnica.
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De Luca, Igino
Tre poeti traduttori: Monti, Nievo, Ungaretti.
cm. 17 x 24, xviii-318 pp. Opuscoli accademici 660 gr. xviii-318 p.
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De Luise Fulvia; Farinetti Giuseppe
I filosofi parlano di felicità. Vol. 1: Le radici del discorso
br. Non c'è filosofo, tra gli antichi e i moderni, che non abbia parlato di felicità. Dare ragione della vita e del modo di renderla migliore è stato parte essenziale di una competenza sui generis, dichiaratamente fondata sulla conoscenza dell'uomo, che ha mantenuto alto per secoli il prestigio di questa figura intellettuale. Medici dell'anima, o del disordine della mente, i filosofi hanno dispensato diagnosi e prescrizioni per rendersi felici con cognizione, indagando ogni piega del rapporto dell'individuo con se stesso, con gli altri, con la precarietà dell'esistenza. Il libro intende presentare al lettore, introducendoli e commentandoli, testi che esprimono con particolare forza la pretesa strategica che ha accompagnato a lungo la ricerca filosofica, dialogando spesso con gli altri saperi a disposizione di ciascuna epoca. Questo primo volume risale alle origini stesse della storia del pensiero, riconoscendo a queste voci un indiscutibile primato nel configurare una gamma di alternative poi sempre rivisitate. Il secondo volume, "Tra i moderni", ne presenta importanti sviluppi in alcune aree di discussione dell'età moderna, dove la questione si rinnova e diventa più complessa, rispetto all'universalismo fiducioso degli antichi, imponendo di superare alcuni parametri di implicita esclusione: il genere, la classe, la fede religiosa.
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De Luise Fulvia; Farinetti Giuseppe
I filosofi parlano di felicità. Vol. 2: Tra i moderni
br. Non c'è filosofo, tra gli antichi e i moderni, che non abbia parlato di felicità. Dare ragione della vita e del modo di renderla migliore è stato parte essenziale di una competenza sui generis, dichiaratamente fondata sulla conoscenza dell'uomo, che ha mantenuto alto per secoli il prestigio di questa figura intellettuale. Medici dell'anima, o del disordine della mente, i filosofi hanno dispensato diagnosi e prescrizioni per rendersi felici con cognizione, indagando ogni piega del rapporto dell'individuo con se stesso, con gli altri, con la precarietà dell'esistenza. Il libro intende presentare al lettore, introducendoli e commentandoli, testi che esprimono con particolare forza la pretesa strategica che ha accompagnato a lungo la ricerca filosofica, dialogando spesso con gli altri saperi a disposizione di ciascuna epoca. Se il primo volume risaliva alle origini, disegnando le linee di un discorso che le epoche successive avrebbero sempre di nuovo ripercorso. "Tra i moderni" ricostruisce importanti sviluppi di tale dimensione intellettuale. Da Pascal a Spinoza, da Hobbes a Kant, da Rousseau a Marx e Nietzsche, la questione si rinnova e diventa più complessa, rispetto all'universalismo fiducioso degli antichi, imponendo di superare alcuni parametri di implicita esclusione: il genere, la classe, la fede religiosa. L'ultima sezione documenta il disincanto intervenuto in questa prospettiva di ricerca. Un'appendice su Darwin chiude la rassegna.
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De Lussy Florence
Simone Weil
br. Rivoluzionaria e mistica a un tempo, Simone Weil in soli 34 anni di vita ha impresso un segno nei campi di storia, filosofia e religione. Anche chi non ha mai letto i suoi libri associa il suo nome alla lotta di classe, al riscatto degli ultimi, alla devozione. L'autrice, che ha curato l'opera omnia di Simone Weil, permette di contestualizzare e capire i punti fondamentali della sua vita e del suo pensiero, tra azione e contemplazione.
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De Maio Alberto; Satriano Dino
Il mio fratellone Tiziano Terzani
ill., br. Pisa, settembre 1957. Tiziano Terzani e Alberto De Maio si conoscono davanti al portone della Scuola Normale, pochi giorni prima del concorso per l'ammissione. Terzani aveva "fatto un salto" da Firenze, mentre De Maio era reduce da un lungo e faticoso viaggio dalla Calabria. È l'inizio, fatale, di un'amicizia straordinaria. Sollecitato dall'amico giornalista Dino Satriano, anch'egli a Pisa dall'anno successivo, Alberto De Maio per la prima volta racconta di quell'incontro e di quegli anni. Ne è nata una testimonianza di eccezionale valore: per il ritratto che ci consegna del giovane Terzani, dei suoi ideali e delle sue indecisioni, dei suoi interessi, del suo carattere; per l'atmosfera che restituisce di un momento storico ricco di fermenti e potenzialità; per la galleria di personaggi che in quei corridoi si conobbero e studiarono, discussero, fecero progetti e scherzarono. Un ricordo appassionato e commosso, una lezione di impegno civile, un racconto attualissimo. E soprattutto l'istantanea del grande Terzani, colto un attimo prima che decida di andare "a giro" per il mondo. Premessa di Angela Terzani Staude.
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de Man, H.
Jacques Coeur Argentier du Roy
This is a very good softcover copy in the original publisher's cream colored stiff paper wrappers simply printed in black and red. Pages uncut. Completely clean inside, just light toning outside. Text in French. Illustrated in black & white. 9" high X 6" wide, 267 pages. Bibliography.
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De Marchis Giorgio
Futurismo da ripensare
illustrazioni
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De Maria Amalia
Augusto Guzzo. La vita e le opere
brossura
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De Maria Carlo
Percorsi didattici di storia moderna e contemporanea. Dal Seicento alla vigilia della grande guerra
br. L'architettura complessiva del libro restituisce gli elementi essenziali della trasmissione culturale della conoscenza storica: periodizzazioni e visioni d'insieme, idee e passioni, lungo un filo conduttore che va dalla nascita dello Stato moderno e dell'idea di nazione fino alle origini della Prima guerra mondiale, intesa come cifra simbolica del Novecento. Nei profili storici che aprono i singoli capitoli sono contenute tutte le informazioni fondamentali per narrare alcune delle cruciali trasformazioni politico-istituzionali e socio-culturali della modernità. A seguire, gli "approfondimenti" che completano ciascun capitolo si concentrano sugli elementi di svolta e le conseguenze di lungo periodo, individuando i concetti-chiave, stabilendo connessioni tra dimensione locale e globale e, infine, intrecciando biografie e luoghi.
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De Maria Luciano
LA NASCITA DELL'AVANGUARDIA. SAGGI SUL FUTURISMO ITALIANO.
Marsilio, 1986. In-8, brossura, pp. 220. In buono stato.
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De Marini Annamaria
Emanuele Brignole e l'Albergo dei poveri di Genova
br. Sorto nel secolo che fu detto "dei Genovesi", quando la potenza e la ricchezza di Genova erano all'apice, l'Albergo dei Poveri fu istituzione caritatevole e reclusorio. La fantasia linguistica barocca lo definì "basilica di pietà" e "reggia dei poveri". Pensato e fortemente voluto da Emanuele Brignole (1617-1678), l'Albergo era amministrato secondo una rigida disciplina. Quando vi entravano, i poveri erano divisi in uomini e donne e avviati ai laboratori - i "lavoreri" - ove veniva loro insegnato un mestiere che avrebbero dovuto svolgere per la loro intera vita. Questa storia di carità e di lavoro è stata a lungo poco nota. Così come era poco noto, almeno prima degli studi di Annamaria de Marini, il profilo del suo fondatore Emanuele Brignole, ricchissimo membro di una delle famiglie più in vista del suo tempo, che, proprio in seguito al suo impegno nella fabbrica dell'Albergo, divenne bersaglio di aspre critiche e invidie. L'immenso spazio dell'Albergo dei Poveri, in parte in uso all'Università di Genova, resta tutt'oggi uno straordinario museo da riscoprire.
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De Martini Piero
Chopin. Le estati a Nohant
br. 1839, la dolce estate francese. Frédéric Chopin raggiunge George Sand a Nohant: per sette estati tornerà nella grande casa circondata da parchi e boschi, e lì comporrà le sue opere più alte, più toccanti, come la Berceuse e la Barcarola. È una stagione, questa, luminosa e torbida, malinconica ed eccitante, percorsa da fitti intrecci familiari, intimi e mondani. Ha inizio con l'incontro parigino tra la scrittrice e il compositore, prosegue con il loro sfortunato soggiorno a Maiorca - dove Chopin, ammalato, sperimenterà una visionarietà senza precedenti -, per arrivare ai pomeriggi e alle sere a Nohant, soli o circondati da un "piccolo mondo" di artisti con i quali conversare a lungo di musica e pittura, almeno fino a quando l'urgenza del comporre non costringe Chopin a chiudersi nella sua stanza e lì improvvisare, scrivere, cancellare e riscrivere. Ripercorrendo ognuno di questi passaggi, la narrazione di Piero De Martini, conoscitore quanto mai della vita e dell'opera di Chopin, torna incessantemente a un interrogativo finora poco indagato: quanto la relazione con George Sand e la vita a Nohant influirono sulla sua arte?
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De Martini Piero
Johannes Brahms. Autobiografia dell'artista da giovane
brossura Vienna, 1871. Al terzo piano di un appartamento al numero 4 di Karlsgasse, un «vagabondo senza indirizzo» ha trovato casa e concluso così, dopo i pellegrinaggi degli anni di formazione e dei primi successi, la sua giovinezza raminga. L'uomo si chiama Johannes Brahms e dieci anni dopo quel rigido giorno di dicembre decide di ripercorrere la sua vita, sottraendo i frammenti di una storia lontana e unica dalla nebbia della memoria. L'urgenza di raccontare porta alla luce un'infanzia trascorsa in una fatiscente dimora di Amburgo, cullata da una serena povertà e dall'amore dei genitori, ma anche schiacciata tra le aspirazioni paterne tradite e la terrificante mediocrità dei concittadini benpensanti; un micromondo complesso, abitato da un bambino pallido, destinato a diventare uno dei compositori più liberi e all'avanguardia del Romanticismo. In questa autobiografia impossibile, Piero De Martini dà voce alla giovane esistenza di un musicista eternamente in bilico tra classicismo e passione, tra struttura e sentimento. L'amore verso la letteratura; le idee migliori giunte con il lucido da scarpe in mano; la scoperta del sublime dopo aver toccato le vette e gli abissi dell'anima di Beethoven; le forti amicizie; l'impegno assoluto verso Robert Schumann, l'uomo che lo avrebbe perennemente legato a sé in una vertigine di venerazione e inquietudine; il Deutches Requiem, che cresce lentamente dentro il proprio autore «come succede con tutto ciò che è importante e vitale per noi stessi»: tutto nel giovane Brahms è permeato di musica. Quella di De Martini è un'opera immaginaria, rispettosa ed evocativa, capace di offrire al lettore un nuovo modo per avvicinarsi alla musica di Brahms: un racconto che, bilanciando realtà e fantasia, riesce a restituire l'inesprimibilità del genio, le note nervose e perfette, le percezioni violente di un nomade che trova infine il suo posto nel mondo.
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De Merolis Franco
D'Annunzio e la douce France
br. Il soggiorno francese 1910-1915 di D'Annunzio avviene nel momento in cui il paese d'Oltralpe vive un periodo culturale e artistico intenso, ricco di movimenti letterari e valori innovativi. Sono dunque gli interventi critici di autori prestigiosi come Théodore de Wizewa ed Eugène de Vogüé, o di René Doumic, professore ed Accademico, a riconoscere il valore europeo e a dare da subito il giusto rilievo alla personalità artistica e culturale di D'Annunzio, indicandolo come «un presagio certo del Rinascimento latino» nei confronti del proliferare delle letterature del Nord. Invitato come autore di prestigio nei convegni culturali, o in occasioni conviviali con altri celebrati scrittori, come in aprile 1910 in casa di Jacques Rouché, proprietario della «Grande Revue» e direttore dell'Opéra de Paris, viene accolto da scrittori di elevata autorevolezza, dapprima con riserve malcelate, in seguito con segni di approvazione incondizionata, in virtù della personalità, della cultura o della conversazione colta del poeta abruzzese, che lo portava a dominare da subito i suoi interlocutori di chiara fama, come André Gide, Henri de Régnier o André Suarès.
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De Merolis Franco
Gabriele D'Annunzio e la critica francese
br. Man mano che giungono in Francia le opere di d'Annunzio, le brumose prevenzioni che si addensavano sul poeta abruzzese iniziano a diradarsi e inizia per lui un cursus honorum prestigioso.Il soggiorno francese di d'Annunzio (1910-1915) avviene in un periodo culturale e artistico intenso, ricco di valori innovativi.Gli interventi critici di Theodore de Wizewa ed Eugène de Vogué gli aprono i convegni e i salotti prestigiosi della capitale e la sua personalità conquista i "maitres à penser" dell'epoca.
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De Michele Girolamo
Tiri Mancini, Walter Benjamin e la critica italiana
brossura
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DE MICHELI Mario
16 (SEDICI) LITOGRAFIE FABBRI. Collezione “Grafica d’oggi”.
In-4 gr., cartonato edit. con serigrafia a colori al piatto (picc. strapppi a un bordo), sovrac., pp.nn. 72, con un ritratto fotografico di Agenore Fabbri, una serigrafia a colori e 15 illustrazioni in b.n.: “mostri gesticolanti, spinosi, aggressivi” come li definisce De Micheli. Con note biografiche, mostre, premi conseguiti, cataloghi, critiche e cronache sull’artista scultore, pittore e ceramista (1911-1998). Bella edizione di 300 esempl. numer. Il ns. - 40 - è ben conservato.
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De Micheli Mario
Giovanni Cappelli
illustrazioni in nero e a colori
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De Micheli Mario
Le avanguardie artistiche del Novecento
ill.
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DE MICHELI Mario
MANIFESTI RIVOLUZIONARI. EUROPA 1900-1940.
In-4 (cm. 30), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 143, con 131 illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. In allegato 2 grandi tavole ripiegate a colori, con fascetta editoriale, che riproducono manifesti dell’epoca. In ottimo stato (nice copy).
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DE MICHELI Mario - MARGONARI Renzo
I NAIFS ITALIANI. Volume 1: refazione di Cesare Zavattini. Volume 2. prefazione di Anatole Jakovsky.
In-4, 2 volumi, tela editoriale, sovracoperta, pp. 391;387, interamente illustrato a colori e in bianco e nero. In buono stato (good copy).
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DE MICHELI Mario, GIAN FERRARI Claudia (a cura di)
ARTURO MARTINI. Il gesto e l'anima.
In-8 (cm. 23.90), brossura editoriale, con alette, pp. 219, (1), con numerose illustrazioni, nel testo, in bianco e nero e a colori. Testo in italiano, francese ed inglese. Texte en français. Text in English. Catalogo della Mostra: Aosta, Centro Saint Benin, 7 Luglio - 1 Ottobre 1989. Etichetta al piatto posteriore. Minime abrasioni ai tagli; peraltro, volume in buono stato (good copy).
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De Michelis Cesare G.
L'avanguardia trasversale. Il futurismo in Italia e in Russia
br. Il futurismo ha avuto le sue manifestazioni più rilevanti in Italia e in Russia, e la storia delle loro intersezioni è dunque di primaria importanza; ma dietro alla complessa vicenda dei rapporti tra i due "futurismi", si cela una questione anche più intrigante, che tocca la nozione stessa di "avanguardia" (formatasi con l'impiego di un termine militare per significare le istanze di rottura e innovazione sia in campo estetico che in quello politico). L'agognata saldatura delle 'due avanguardie' fu un sogno che divenne dominante dopo il terremoto della prima guerra mondiale, col sovvertimento degli istituti politici tradizionali e il sorgere del bolscevismo in Russia e del fascismo in Italia. Allora, la questione del "primato" e delle "influenze", pur continuando a venire discussa soprattutto col metro artistico, ha acquisito una valenza metastorica, riversandosi retrospettivamente sul periodo d'oro del futurismo. La ricostruzione documentaria del dibattito scaturitone (con l'intervento, tra gli altri, di Marinetti e Majakovskij, di Gramsci e Trockij, di Cavacchioli, Prezzolini, Croce, Jakobson, Livsic e Chlebnikov) consente di far luce su uno snodo decisivo per intendere criticamente l'intera vicenda dell'avanguardia novecentesca: questo libro raccoglie un'ampia silloge di fonti originali, e porta un contributo essenziale alle celebrazioni per il centenario del futurismo, fuori da una prospettiva angustamente nazionalistica.
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De Michelis Cesare; Lupo G. (cur.)
Moderno antimoderno. Studi novecenteschi
ril. Una mappa del Novecento letterario italiano, che è al tempo stesso un bilancio storico, un'autobiografia intellettuale e il tentativo di costruire una sorta di anticanone. A un profilo critico d'insieme, che analizza il romanzo come genere della modernità e culmina nella critica al conformismo degli intellettuali, seguono ritratti di grandi scrittori che hanno attraversato il «secolo innominabile».
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De Michelis, Cesare
Letterati e lettori nel Settecento veneziano.
cm. 14,5 x 20,5, 264 pp. Saggi di ?Lettere italiane? 284 gr. 264 p.
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De Mori B. (cur.); Zecchinato P. (cur.)
Lo specchio e l'altro. La cura nel rapporto uomo animale
br.
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De Natale F. (cur.)
Il primato del dialogo. Esperienze filosofiche, letterarie e teatrali su silenzio, parola e ascolto
br. Riflettere sulla possibilità e sul senso di un dialogo "autentico", nel quale mettere in gioco se stessi confrontando la propria verità con quella di altri; recuperare il peso della parola, la sua potenza ordinatrice di mondi; riscoprire la necessità del silenzio e dell'ascolto come momenti essenziali alla crescita della propria esperienza del mondo. Questi gli obiettivi essenziali dei saggi che costituiscono il presente libro, nel quale linguaggi, sensibilità, formazioni differenti si ritrovano nella comune convinzione di affermare il "primato" del dialogo contro quel nichilismo che si colora della vacuità di parole utilizzate per pura funzione strumentale, a mero commento di immagini che ci annegano nello scorrere fluido e variopinto di una chiacchiera incessante.
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De Nicola F. (cur.); Marenco F. (cur.)
A trent'anni dal «congedo» di Giorgio Caproni. «Scendo, buon proseguimento»
br.
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De Nicola Francesco
Le lettere di Arnaldo Momigliano a Emilio Gabba. Ricostruzione di un rapporto culturale
br.
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De Nicolò M. (cur.)
Dalla trincea alla piazza. L'irruzione dei giovani nel Novecento
br. Il tema dell'irruzione dei giovani nella vita politica novecentesca si è presentato, nel dibattito pubblico, soprattutto in relazione a due momenti: il mito della giovinezza nel periodo fascista e, in ambito più generale, il movimento del 1968. Ripercorrendo le vicende del secolo appena trascorso, i saggi qui raccolti cercano di ricostruire, nei vari momenti storici, la continuità e le forme della loro presenza sulla scena politica. Quando "nascono" i giovani? O meglio: quando i giovani hanno avuto un ruolo attivo, hanno condizionato le scelte della classe dirigente, hanno influito profondamente nella cultura, hanno cercato di imprimere alla storia un corso che fosse debitore anche della loro partecipazione? Il tema è stato affrontato da autori di diversa formazione culturale e di diverse età anagrafiche, tenendo presente prevalentemente la realtà italiana ma non tralasciando comparazioni nel contesto generale della storia europea.
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De Nicolò M. (cur.)
Il pane della ricerca. Luoghi, questioni e fonti della storia contemporanea in Italia
br. La ricerca storica è un sistema che non può prescindere dal funzionamento di archivi e biblioteche, dalla preparazione del loro personale, dalle risorse di cui dispongono, dalla loro concreta gestione. In Italia la condizione in cui si trovano tali sedi è a un punto critico: risorse drasticamente ridotte, nessun ricambio del personale, formazione di professionalità dei giovani bruciata dalla mancata stabilizzazione; in questa situazione il mondo degli studi, che vive una parallela riduzione dei fondi di ricerca, rischia di dover svolgere la propria attività in modo sempre meno accurato. Ma questo volume non vuole essere solo un inventario di guai o solo una denuncia del sostanziale abbandono in cui versa il settore: intende rappresentare anche il punto di inizio di un dibattito e di un confronto su progetti e metodologie. Il pane della ricerca deve continuare a uscire dai forni, anche a dispetto di chi dichiara che con la cultura non si mangia.
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De Palma Rossella
Lo scrittore indignato. Sperimentalismo, erotismo e critica sociale in Luigi Malerba
br. La narrativa di Luigi Malerba (1927-2008), antirealistica e 'informale' ha intrecciato eventi storici, dimensioni corporali e un gusto del paradosso che lascia perplesso il lettore. In questo studio monografico (completato da un'utile antologia minima delle opere) il suo itinerario è ricapitolato intorno a tre nodi tematici: lo sperimentalismo, col quale Malerba ha messo in discussione le tradizionali forme del romanzo, in accordo con la poetica del Gruppo 63; l'erotismo, con la centralità ossessivamente assegnata al corpo e al sesso, come metafore della conflittualità delle relazioni interpersonali e del vuoto di una civiltà divenuta assurda; la politica, che anima le ricostruzioni storiche del Pianeta azzurro (1986) e delle Maschere (1995), con le loro allusioni alle trame occulte, allo stragismo, ai servizi segreti e alla massoneria deviata. Malerba è stato, infatti, il fustigatore delle colpe della società italiana di fine millennio: l'indignazione è la vera protagonista della sua intera opera.
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De Paola Silvia
Gli amori sofferti di Cesare Pavese
br. La figura femminile ha da sempre avuto un ruolo ambivalente per Cesare Pavese: dalla "donna dalla voce rauca" (Tina Pizzardo) alla "donna venuta di marzo" (Constance Dowling), esprime la ragione prima dell'esistenza e l'ultima speranza prima del suicidio dando voce ad un sentimento tanto autentico, quanto disperato. Attraverso un excursus letterario dell'opera pavesiana, dal neorealismo degli inizi fino al concetto di mito, si è analizzata la sua opera più cara, ovvero "Dialoghi con Leucò", al cui interno assume un ruolo significativo il dialogo "La belva". Infatti la figura della dea Artemide, protagonista della vicenda, chiarisce in modo suggestivo la percezione della creatura femminile per il poeta. Ci è sembrato, a questo proposito, di intravedere un collegamento tra "la belva" e le figure delle donne più importanti della sua vita.
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De Paoli Marco
Il soggetto eroico e il suo sguardo da lontano. Sul possesso e sull'oblio di sé
br. Il pensiero contemporaneo ormai da tempo ha fatto propria l'idea della relazionalità intrinseca all'uomo, sottolineandone la dipendenza e il bisogno dell'altro. La letteratura, l'arte e tutta la cultura insistono nel narrare dell'uomo spezzato e sofferente, bisognoso e manchevole, invischiato nei suoi conflitti psichici come nelle sue turbe amorose e magari supplice anelante a un'impossibile redenzione. Le conseguenze sociali di questa drammatica caduta sono evidenti. Retaggio ultimo della degenerazione e della banalizzazione della cultura romantica, il tipo umano occidentale è ormai la palese espressione della profonda crisi di un intero mondo che sembra irrimediabilmente volto al tramonto come lo fu l'impero romano eroso al proprio interno ancor più che dai barbari alle porte. Sostituita dall'avanzare della mera individualità reclamante i propri "diritti", è venuta meno l'idea stessa della libera sovranità dello spirito. Essa, fosse anche in mezzo alle macerie, va salvaguardata.
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DE PAOLI Maurizio MAFFEI Terzo (A cura di)
UN SECOLO DI MICROGRAFICA. Attraverso i calendarietti della Raccolta Coradeschi.
In-4 p., cartonato editoriale figurato, pp. 207, con numerosissime illustrazioni a colori anche a piena pagina nel testo. Inedita rassegna della più bella collezione privata di calendari attraverso i quali è possibile ammmirare i più importanti nomi della grafica pubblicitaria italiana del XIX e XX secolo quali: Dudovich, Mazza, De Bellys, Depero, Bocasile, Romoli, Pellegata. Edizione ordiginale. In ottimo stato (fine copy).
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De Paoli Paola Santocanale Giorgio
LUNA 20 ANNI DOPO.
Fabbri, 1989. in-4, cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 235, con numerose illustrazioni a colori nel testo. In ottimo stato
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De Pascale Gaia
Qui non si canta al modo delle rane. La città nelle poetiche futuriste
br. All'inizio del XX secolo lo spazio urbano subisce una vera e propria rivoluzione. Questo testo si propone di analizzare i legami tra tali stravolgimenti e la prima delle avanguardie europee: il futurismo. A partire dal 1909, la scrittura diventa consustanziale allo spazio urbano, trasformandosi in quella che fu definita una "cosa stradale": la sintassi, la tipografia, i contenuti, gli espedienti retorici e linguistici. Tutto deriva dalla città e alla città ritorna, creando una spaccatura irreversibile con il passato. Se molti sono gli studi sul rapporto futurismo/metropoli dal punto di vista delle arti visive, Qui non si canta al modo delle rane, nel centenario della nascita del futurismo, si concentra (cosa assolutamente nuova) sul versante prettamente letterario della questione. Ma l'arte, l'urbanistica, l'architettura, la sociologia e la storia non possono stare fuori da un discorso su un'epoca controversa e straordinaria che ha eliminato qualsiasi diaframma tra arte e arte, e per sempre.
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DE PISIS Filippo
POESIE.
In-16 gr., brossura orig., pp. 170,(2). "Prima edizione accresciuta". Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 314: “Piuttosto ricercato”. Con lievi aloni ma un buon esemplare.
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