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2022ill., br. In questa guida: Il Canavese e il Biellese, Lungo le valli del Piemonte, Langhe e Monferrato, Tortonese e Oltrepò Pavese, Le riviere liguri, I grandi laghi e le Prealpi lombarde, La Pianura Padana, L'alta Valtellina, Le valli trentine, Le Dolomiti e l'Alto Adige, Carnia, Collio e Tarvisiano, Montello e Prealpi venete, L'Appennino Tosco-Emiliano, Colline romagnole e valle del Metauro, Versilia e Alpi Apuane, Le città toscane lungo l'Arno, La Maremma grossetana, Umbria verde, Gran Sasso e montagne d'Abruzzo, Nella natura laziale, Volturno e Costiera amalfitana, Il Gargano, Le Murge e la Terra di Bari, Lecce e il Salento, Lo stivale d'Italia, La Sicilia orientale, Sardegna da scoprire, Bikepacking e gravel, Vacanze in bici.
2022ill., br. Se Capri è l'isola dell'amore e Ischia l'isola del bello, Procida... è l'isola che non c'è... un piccolo scrigno fuori dal mondo. Questa guida romanzata vuol far scoprire al lettore la piccola gemma del golfo partenopeo come un viaggiatore moderno del Grand Tour. Unica nel suo genere, il percorso si snoda sull'intero periplo in bici dell'isola, riproponendo su carta uno dei suggestivi e collaudati tour teatralizzati della Compagnia del Teatro Reale nelle tre isole partenopee. Sapete che il Borgo della Corricella venne scelta da Apple nel 2016 come testimonial per i suoi meravigliosi colori? O che ci sono ben 22 palazzetti nobiliari che usavano i Borbone per le loro stagioni di caccia sull'isola?... La casa con l'enorme giardino a strapiombo sul mare dove Elsa Morante trovò ispirazione per il suo celebre "L'isola di Arturo", i luoghi de "Il Postino" di Troisi o i ristoranti di pesce dell'isola tra i più buoni d'Italia?... Il tour in bici potrà durare un paio d'ore o un intero giorno... Vieni a scoprire le meraviglie di Procida come un moderno viaggiatore del Grand Tour.
2022br. Milena Morena Tartagni da piccola voleva fare la "corridora" e sognava di seguire le orme di Alfonsina Strada in sella alla sua bicicletta. È stata la prima atleta azzurra a salire sul podio dei mondiali di ciclismo del 1968 a Imola, ha stabilito il record del mondo dei 3 km su pista al Velodromo di Roma, vinto due medaglie d'argento ai campionati mondiali di Leicester e Mendrisio e ottenuto 10 titoli italiani su strada e su pista. Con coraggio e determinazione, in tempi eroici e difficili per il ciclismo femminile, ha collezionato 100 vittorie. Smontata dalla bici, ha ricoperto importanti ruoli nella Federazione ciclistica italiana ed è stata assessore allo sport e alle politiche giovanili nel comune di Senago. La storia di Morena è diventata un libro anche grazie a una promessa fatta a Paola, la sua compagna di una vita, al cui dolce ricordo è dedicato.
2014ill., br. E chi l'ha detto che bicicletta e buona tavola non possano andare d'accordo? Gli appetiti del cicloamatore e del cicloturista, del ciclista chic e del ciclomovimentista trovano soddisfazione in questo inedito "biciricettario", Dalla padella alla bici. Cibi pensati per chi pedala, in città o per scampagnate fuori porta; piatti creativi che si ispirano a città ciclabili, a classici viaggi e ciclovacanze e a grandi corse o a leggende della bicicletta. Avete voglia di Londra? Non perdetevi la Guinness Cake. Milano è a forma circolare? Ecco a voi la ruota di risi e bisi. Qualcosa di Eroico? Il tonno del Chianti vi farà venire l'acquolina in bocca. Pedalate lungo il Danubio? Fermatevi a gustare una fetta di torta al cioccolato e ai lamponi. E che cosa saranno mai i raggi molli? Le ricette di Francesca Baccani sono tanto divertenti da leggere quanto da realizzare e vi insegneranno anche a preparare panini, dolcetti e rinfrescanti bibite da infilare nei tasconi, nei cestini e nelle borracce per pedalate di tutti i tipi, gite fuori porta e randonnée di lunga gittata. E a ricette tanto gustose e scattanti, non manca il condimento: delle "buone storie" si è occupato Roberto Peia, l'oste-narratore, che ha raccolto racconti e ritratti tra i tavoloni e dietro le quinte dell'Upcycle Milano Bike Café. Alla fantasia a colori ci ha pensato Laura Fanelli con le sue tavole "ciclogolose".
2012br. Il cicloviaggiatore è una creatura strana. Ciascuno di noi ne ha visto uno chiedere dell'acqua, passare davanti alla propria porta o fermarsi nella piazza del paese. Nei tratti segnati del suo viso, si legge una profonda serenità, una felicità immensa. La sua mitezza è tale che si vorrebbe invitarlo a superare la soglia della propria porta. Dopo aver riempito la sua borraccia o averlo istruito sulla strada, lo si osserva gelosamente ripartire con spensieratezza e leggerezza. Ma chi è? Chi è quest'uomo solitario che sembra così felice anche senza famiglia, senza amici, senza casa? Sereno, generoso e a mille miglia dalla nostra società bulimica, il cicloviaggiatore erra dalle montagne alle pianure, dalle foreste ai deserti, senza preoccuparsi delle intemperie o delle terribili salite ai passi, o delle strade sabbiose o infangate. Supera i pericoli della strada, riceve la benedizione dei suoi anfitrioni e si lascia sedurre dallo slancio della sua bici che lo porta da nuove partenze a nuovi arrivi.
2013ill. L'invito a un viaggio unico tra i castelli e i giardini, tra le isole e i vigneti, seguendo un fiume leggendario. Orléans, il castello reale di Blois, i manieri di Chaumont, Amboise e Chenonceau, le case a graticcio di Tours, i giardini di Villane sono solo alcuni dei luoghi descritti nel libro che si propone come strumento ideale per chi la intenzione di percorrere la pista ciclabile della Loira o semplicemente brevi tratti di questo affascinante percorso. 800 chilometri Nevers all'Atlantico tagliatamente descritti con foto, mappe, la descrizione dell'itinerario (nonché di variarti significative raggiungibili dalla ciclabile principala) e box con informazioni turistiche (musei, aree di interesse naturalistico, storico, le cantine e i mercati presenti in zona ecc.) e pratiche come ad esempio l'elenco dei campeggi, gli alberghi, le ciclofficine a portata di mano. Una guida che vi porterà a pedalare in un contesto ambientale, storico e paesaggistico riconosciuto dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità.
2012br. C'è chi sogna una bici galleggiante, una casa a pedali, una bicicletta leggera che voli nell'aria; c'è chi monta in sella e non torna più, come Heinz Stücke, ormai una leggenda vivente per tutti i cicloviaggiatori; c'è chi partorisce pedalando, e fermandosi dove sente il richiamo della natura; c'è chi fa della bici la sua salvezza, adattandola alla propria invalidità; c'è chi viaggia con tutta la famiglia, per un'esperienza totale e una scuola di vita; c'è chi guarda il mondo attraverso i raggi, fotografandolo o raccontandolo pedalando; c'è chi mena i pedali per lavorare, nel traffico caotico del Cairo, di Città del Messico, o spingendo a fatica nell'aria rarefatta del Tibet... Il mondo della bicicletta è fatto di esploratori, sognatori, lavoratori, non soltanto di sportivi e "fissati" preoccupati solo di lucidare il mezzo, di migliorare le proprie prestazioni. Claude Marthaler, ciclonauta svizzero che ha al suo attivo un giro del mondo e tanti viaggi ed esperienze a pedali, ci racconta i personaggi che ha incontrato durante il suo errare a due ruote, alle prese con l'insostenibile leggerezza della bicicletta.
2017br. Ci sono tutti gli altri passi di montagna del mondo. E poi c'è lo Stelvio. 48 tornanti di sofferenza e beatitudine. Ogni giorno centinaia di ciclisti superano il cartello "Prato allo Stelvio" e hanno davanti 25 chilometri e 400 metri al 7,25% di pendenza media e soprattutto 1.842 metri di dislivello con arrivo a 2.758 metri, altitudine più adatta allo sci che alle due ruote. Ma lo sforzo diventa sempre meno intenso col passare dei chilometri perché quella strada è la più bella del pianeta. Ideata da Carlo Donegani, "il progettista dell'impossibile", è talmente speciale da avere il potere di cambiare la vita di chi riesce a vedere il mondo da lassù. Edoardo, il protagonista del racconto, dopo averlo a lungo sognato, affronta lo Stelvio con i consigli di un gregario di Pantani e ci racconta la salita tornante dopo tornante, in un conto alla rovescia che dà il ritmo al suo pedalare e ai suoi pensieri. Una volta in cima, prima di lasciarsi andare alla discesa, capirà di essere diventato un uomo nuovo.
2014ill. Una settimana in sella per viaggiare lungo l'itinerario ciclabile che parte da Vienna, attraversa l'ultimo tratto settentrionale dell'Austria, lambisce la Slovacchia a Bratislava ed entra poi in Ungheria piegando verso sud fino a raggiungere Budapest. In questo tratto, che fa parte dell'itinerario ciclabile europeo Eurovelo 6, il Danubio bagna, oltre alle tre capitali, numerose cittadine ricche di storia e di arte, come l'austriaca Hainburg, la slovacca Komárno e l'ungherese Györ. Il percorso si svolge su piste ciclabili asfaltate, e per lo più pianeggianti (e quindi adatte anche a chi non è abituato a pedalare). In alcuni punti, la ciclovia che corre lungo il fiume, si interrompe per proseguire sull'altra sponda: si sperimenta così l'attraversamento del Danubio su piccole imbarcazioni. Oltre a una ricca cartografia, la cicloguida contiene la descrizione del percorso e tutte le informazioni tecniche e pratiche per affrontarlo al meglio. Inoltre, è arricchita da informazioni dettagliate sulle varie possibilità di alloggio, da notizie turistiche e tante foto.
2014ill., br. Dieci percorsi ciclabili all'interno dei parchi e delle riserve naturali dell'Emilia-Romagna che consentono di godere di stupendi paesaggi in collina e in pianura e di scoprire bellezze non solo naturalistiche e ambientali, ma anche storiche e architettoniche. Questi itinerari sono destinati a tutti gli appassionati della bicicletta, ma anche ai ciclisti meno esperti. Sono infatti tracciati con diversi gradi di difficoltà per la maggior parte percorribili in mountain bike, ma in alcuni casi anche con una normale bicicletta. Nella scheda tecnica di ciascuna "Ciclovia" sono descritte tutte le informazioni utili per poter scegliere il percorso più appropriato: lunghezza, dislivello, grado difficoltà, tempi percorrenza, mete culturali e ambientali e recapiti utili. Le diverse ciclovie sono accessibili anche con il treno con un percorso "fuori parco", indicato da una segnaletica specifica, che parte dalla stazione ferroviaria più vicina e arriva alle porte dell'area protetta.
2014ill., br. Il Piave è molto più di un fiume. Incarna l'essenza stessa del Veneto, rappresenta la sua anima, il suo cuore. Per secoli e secoli ha favorito scambi e commerci, prodotto benessere, creato immense ricchezze, ha connesso mondi diversi, ha diffuso cultura. Ma da cento anni a questa parte, dalla Grande Guerra in poi, il Piave è diventato una sorta di santuario patriottico: una sacralità ottenuta grazie al sacrificio e all'eroismo di migliaia di giovani vite umane. Questa guida, scandita dal passo lento e curioso della bicicletta, ripercorre il corso del Piave dalla sorgente, sulle Alpi Carniche, alla foce adriatica e invita alla scoperta, o alla riscoperta, di luoghi, di paesaggi e di storie che hanno dialogato e dialogano con il flusso millenario e ininterrotto delle acque del "Fiume Sacro alla Patria".
2014ill. Le Fiandre sembrano fatte apposta per essere visitate in bicicletta: strade piatte e, tra una meta e l'altra, distanze pedalabili anche da chi non è un navigato cicloturista. Per i fiamminghi la bici è consuetudine e il ciclismo travolgente passione popolare: il Giro delle Fiandre ogni primavera è una sentitissima "festa nazionale". Tra pratica quotidiana e tifo, la cultura delle due ruote ha dato vita a una ragnatela di percorsi ciclabili ben segnalati, supportata da una diffusa rete di punti informativi, con strutture di assistenza e di alloggio per i turisti. In circa 550 km, escluse le possibili deviazioni e le pedalate in città, e in dodici capitoli-tappe, scomponibili a piacere anche grazie agli efficienti collegamenti ferroviari tra una meta e l'altra, la cicloguida Fiandre in bicicletta vi accompagna tra centri storici ricchi di arte e architettura, come Lovanio e Anversa, Bruges e Gent, e lungo itinerari che, costeggiando fiumi e canali, consentono di combinare alle pedalate tragitti in battello. Il passo lento della bicicletta immerge nella natura e nel paesaggio e fa apprezzare innumerevoli occasioni di sosta: dalle chiese e le abbazie ai mercatini vintage e alle fabbriche di birra o di cioccolato, fino ai luoghi della memoria, quelli della Grande Guerra, nella parte occidentale del territorio, o quelli della passione sportiva, coi musei dedicati alle leggende del grande ciclismo.
2015ill., ril. La storia Legnano, una storia lunga oltre un secolo, ha due anime. Quella sportiva e quella industriale. Questo libro le racconta entrambe, intrecciate da un'unica e irresistibile passione: le biciclette. Claudio Gregori e Marco Pastonesi, e centinaia di foto e documenti in gran parte inediti, raccontano lo storia del marchio più vincente della storia del ciclismo italiano: Binda e Bartoli, Coppi e Baldini, il commendator Emilio Bozzi e il mitico meccanico Ugo Bianchi, campioni e gregari, sfide e trionfi.
2015ill., br. Il monte Zoncolan è un mito del ciclismo contemporaneo: quando il Giro d'Italia passa di qui, centinaia di migliaia di spettatori trasformano i suoi tornanti in un enorme stadio all'aperto. Questa guida, oltre a descrivere i percorsi che dai tre diversi versanti portano alla vetta, propone altri 10 itinerari che si sviluppano ad anello e portano alla scoperta delle valli della Carnia, terra di tradizioni autentiche e dal forte fascino umano e paesaggistico: dalla Panoramica delle Vette, che per chilometri resta come sospesa a 2000 metri, allo spettacolo naturalistico della val Pesarina e di Sauris; dal percorso che, da Ovaro, inanella i più pittoreschi borghi carnici, alle strade silenziose che risalgono la vai Pontaiba, il canale d'Incaroio e i Pani di Raveo; fino all'ascesa alla Stentarla, inferno e paradiso dei mountain-bikers. A fine guida, un'intervista a Davide Cassani, CT della nazionale ciclistica, sull'irresistibile fascino dello Zoncolan.
2016br. Il Danubio, fiume dolce e maestoso, che sgorga nella Foresta Nera in Germania e attraversa il mondo suggestivo della Mitteleuropa accompagnando e definendo culture, popoli, musiche, lingue diverse. Guillaume Prébois ne ha seguito il corso, in bicicletta. Tremila chilometri dalla Germania alla Romania: otto paesi, caldo torrido, albe fresche, cieli stellati, malinconie, le facce antiche di chi lavora i campi e i millenari clichès culturali che si sgretolano sotto il peso della peregrinazione sincera. Prefazione di Paolo Rumiz.
2016ill., br. Un itinerario che passa dalla montagna al mare attraverso riserve naturali, castelli, musei, chiese romaniche e aree archeologiche. La ciclovia Alpe Adria collega Salisburgo, sul versante settentrionale delle Alpi, alla cittadina balneare di Grado in Friuli Venezia Giulia. Questa guida si dedica alla descrizione del percorso in territorio italiano dal valico italo austriaco di Coccau/Tarvisio a Grado: poco più di 180 km, suddivisi idealmente in tre sezioni, ognuna rappresentativa di un paesaggio e di un ambiente antropico: ampie conche si alternano a forre o vallate più selvagge, quindi le colline moreniche, la fertile pianura, la laguna e, per finire, la spiaggia sul mar Adriatico. Sia nella parte iniziale, sia in quella finale, la ciclovia corre sul sedime di una vecchia ferrovia. Si passa attraverso riserve naturali, borghi medievali, aree archeologiche, zone di produzione di vini e di formaggi di prima qualità, musei, chiese romaniche, castelli, fino ad arrivare alla laguna. La ciclabile collega città turistiche come Tarvisio, Gemona, Udine, Aquileia e Grado e per chi vuole, alla fine raggiungere Trieste.
2017ill., br. "Valentino e Adriano hanno vissuto un romanzo d'amore intenso con il mondo". Dalla prefazione di Gian Paolo Ormezzano "Un pezzo di storia del cicloturismo". Bikeitalia.il Anni Cinquanta, Torino. Valentino e Adriano, amici da sempre, hanno quasi trent'anni e un lavoro appena iniziato, ma nel cuore coltivano un sogno inconfessato, quello di partire in bicicletta per un giro intorno al mondo. Non lo pianificano, decidono di andare e basta. Si prendono una settimana di ferie, senza avvisare nessuno che quella sarà solo l'antipasto. Dopo otto giorni di viaggio, a Trieste, spediscono lettere ad amici e parenti "Non torniamo, siamo partiti per un giro del mondo in bicicletta". Il loro viaggio, considerato il periodo e le condizioni geopolitiche di alcuni Paesi, è una vera avventura, un'impresa che li consacrerà nel tempo come i primi pionieri in bicicletta italiani: quasi 28.000 km attraversando l'est Europa, la Turchia, l'Iran, l'Iraq, l'Indonesia, il Giappone, l'America, il Canada. Un tragitto fatto di incontri, cadute, aggressioni, notti in cella, lavori occasionali e ospitalità generosa. I due amici rientreranno a Torino nell'inverno del 1958, in tempo per festeggiare il Natale.
2006br. Un viaggio a pedali in Senegal per unire due diversità. Quella dell'Africa rispetto alla nostra Europa, e quella della bicicletta rispetto ai frettolosi mezzi a motore. Una magica combinazione capace di produrre trasformazioni interiori profonde, fino a creare persone nuove. Ma ad una condizione: lasciarsi prendere dal fluire delle cose, assecondarlo, per ritrovare il proprio legame con la terra e riscoprire un nuovo modo di mettersi in relazione con gli altri. Solo così le pedalate nel caos di Dakar, le notti passate nei villaggi, la ricerca dell'acqua, le solitudini della savana, le onde dell'oceano, i canti mattutini dei muezzin e soprattutto l'incontro con le straordinarie persone del Senegal possono sciogliere i nodi del cuore.
2008br. Da Venezia a Mosca in 20 giorni e 3.000 km di bicicletta attraverso l'Europa, tra luoghi e persone di un est molto vicino a noi eppure ancora lontano. Un libro emozionante in memoria del protagonista di questa grande impresa ciclistica, Fausto Rovere, prematuramente scomparso a 35 anni. Volontario di Medici Senza Frontiere, quella di Fausto è stata una vita spesa per gli altri, con la voglia di conoscere e condividere realtà diverse. Una sete insaziabile di vita che lo ha sospinto ad esplorare varie parti del mondo e a cimentarsi nei panni del ciclista. Un'impresa a portata di tutti, compiuta nel rispetto della natura e dell'uomo, che diventa occasione di scambio culturale, una simbolica e fraterna stretta di mano tra popoli diversi oltre ogni pregiudizio.
2018brossura «Quando oggi, su per le terribili strade dell'Izoard, vedemmo Bartali che da solo inseguiva a rabbiose pedalate, tutto lordo di fango, gli angoli della bocca piegati in giù per la sofferenza dell'anima e del corpo - e Coppi era già passato da un pezzo, ormai stava arrampicando su per le estreme balze del valico - allora rinacque in noi, dopo trent'anni, un sentimento mai dimenticato. Trent'anni fa, vogliamo dire, quando noi si seppe che Ettore era stato ucciso da Achille.» Così Buzzati, inviato dal «Corriere» a seguire il Giro d'Italia nel 1949, raccontava l'epica rivalità tra i due campioni. Di fronte a episodi come questo il narratore prevale sul giornalista, la percezione si intreccia sempre più fittamente con l'immaginazione, e la descrizione si fa misteriosa e incantevole metafora dell'esistenza.
2019ill., br. Un manuale dettagliato e di facile consultazione per immaginare, progettare, costruire, gestire e promuovere le piste ciclabili e la ciclabilità, frutto di esperienze concrete in Italia e all'estero. Il libro ospita più di 300 elementi grafici tra figure, grafici, tabelle e fotografie, oltre a un'ampia bibliografia costituita da 55 fonti. Sono presi in esame gli aspetti tecnici dell'intera filiera della ciclabilità, ovvero: le motivazioni per investire in una nuova pista ciclabile l'analisi normativa; la progettazione delle infrastrutture ciclabili urbane e cicloturistiche; la pianificazione della mobilità l'analisi costi/benefici; la scelta dei materiali e delle infrastrutture la segnaletica; le fasi di realizzazione; l'integrazione con le altre strutture; la promozione della ciclabilità; la gestione e la manutenzione delle infrastrutture ciclabili. Il manuale delle piste ciclabili e della ciclabilità è uno strumento per trovare delle utili risposte a domande come: perché costruire le piste ciclabili? Quanto costano? Come si progetta una pista ciclabile? Come si promuove? Come fare la manutenzione e assicurarne la gestione? È raccomandato ad amministratori, progettisti, tecnici, imprese, enti pubblici, associazioni, operatori turistici, docenti, appassionati della bicicletta e a tutti coloro che, per lavoro o per impegno civico, hanno a cuore il futuro della mobilità e la qualità della vita dei cittadini.
2019ill. La Romea Strata ricalca l'antico sistema di vie che dall'Europa centro orientale si dirigevano a Roma conducendo pellegrini e viandanti alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo. Il tragitto di questa seconda guida comincia dal confine con l'Austria al Passo Resia, scende attraverso la Val Venosta fino a Merano e giunge a Bolzano per poi incanalarsi nella val dell'Adige attraverso Trento e Rovereto. Qui inizia un altro tratto, la Via Romea Vicetia, che attraversa le Prealpi Vicentine giungendo a Vicenza e Montagnana (Pd). In queste due assi principali si innestano delle varianti, come quella che dal Brennero porta a Bolzano lungo la Romea Claudia Augusta; un tratto della Via Romea Postumia che collega Verona a Vicenza; un tratto della Via Romea Porciliana che da Verona porta a Montagnana. La guida si rivolge al pellegrino in bicicletta, suggerendo l'itinerario migliore, aiutandolo con consigli, descrizioni dettagliate, profili altimetrici, box di approfondimento sui luoghi più rilevanti dal punto di vista storico-culturale e sui "Polmoni spirituali", ovvero siti più significativi per la fede e la cultura.