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2 Vols., in one, small 4to (260 x 160 mm), 103 leaves including title and two advertisement leaves; 22 leaves including title and advert leaf (ornaments numbered 1-103), all printed on rectos only, printed on thick paper stock, 'Lepard' watermark, orig. boards with marbled covers, printed paper title label to spine (rubbed), inner hinges expertly repaired, a very good uncut copy with wide margins. The Fry's were a Bristol family, and Joseph Fry (1728-87) established the foundry at Bristol in 1764, in partnership with William Pine and Isaac Moore as manager and type-designer. By 1766 the foundry had moved to London, with Moore retiring in 1776 and Pine shortly after. In 1782 Fry took his sons Edmund (especially interested in exotic founts) and Henry into partnership, and made considerable purchases of Greeks and Orientals at the sale of James' foundry. Joseph retired in 1787 and in 1794 Isaac Steele joined as partner until 1808, when Edmund Fry was left in sole control until he admitted his son to partnership. In 1829 the foundry was acquired by William Thorowgood. A very good copy of this extremely rare and substantial specimen book. Berry & Johnson, p. 45; Mosley, 118 & 119.
Small 4to (250 x 155 mm), title with vignette, 2 ff. adverts, 126 ff. (i.e., 100ff. type specimens, 26 ff. ornaments, numbered 1-130) all printed on rectos only, printed on thick paper stock, 'Lepard' watermark, occasional spotting and turned corners, cont. calf, rubbed, joints cracked, black morocco spine label. The Fry's were a Bristol family, and Joseph Fry (1728-87) established the foundry at Bristol in 1764, in partnership with William Pine and Isaac Moore as manager and type-designer. By 1766 the foundry had moved to London, with Moore retiring in 1776 and Pine shortly after. In 1782 Fry took his sons Edmund (especially interested in exotic founts) and Henry into partnership, and made considerable purchases of Greeks and Orientals at the sale of James' foundry. Joseph retired in 1787 and in 1794 Isaac Steele joined as partner until 1808, when Edmund Fry was left in sloe control until he admitted his son to partnership. In 1829 the foundry was acquired by William Thorowgood. A very good copy of this extremely rare and substantial specimen book. Following an introduction, the specimens proceed from Ten line Pica to Diamond: 'the smallest Letter in the World. It gets in considerably more than the famous Dutch Diamond.' There are type in Hebrew and Greek, ornamental, Blacks, Exotics, Ships, Bands, frames, & decorative pieces composed of flowers continuing to a priced section of cast ornaments. This edition not listed by ESTC, Berry & Johnson and Mosley both cite the St. Bride copy only. Berry & Johnson, p. 46; Mosley, 122.
1558ref. 8703Paris, Galliot du Pré, 1558. In-12 de (8)-152 ff., maroquin rouge, dos orné à nerfs, triple filet doré sur les plats, tranches dorées (reliure du XIXe siècle).
1932Edizione originale. Esemplare viaggiato annullo postale e francobollo conservato; lievissime tracce della piegatura in quattro, per il in eccellenti condizioni di conservazione. Rarissimo numero unico pubblicato dalle Edizioni d’Italia, ultima e definitiva forma assunta dal gruppo romano che ha attraversato gli anni ’20 sotto varie forme — dalla «Bilancia» a «2000»/«Atlas» passando per «La Ruota dentata» — per confluire in questa impresa editoriale ad altissimo gradiente di qualità e innovazione. Un solo esemplare è registrato nel censimento ICCU, quello della Biblioteca Estense di Modena; manca completamente a OCLC. Non abbiamo notizia di copie apparse in asta o in cataloghi di vendita (mancava al catalogo monografico dell’Arengario S.B. dedicato a Paladini), e indice sicuro dell’estrema rarità ne sia il fatto che manca del tutto ai repertori specialistici dedicati all’argomento: nemmeno un accenno, una riga, una sparuta menzione nelle note a piè pagina. -- Fondata nel 1931 dal ventiquattrenne Armando Ghelardini, l’editrice si distinse subito per un programma ben definito e modernissimo, che si affidava sul versante grafico alla spiazzante inventiva di Vinicio Paladini: collana ammiraglia era «Gli scrittori moderni», dove uscirono i racconti di Barbaro (L’essenza del can Barbone), lo «Spettacolo con farsa finale» di Ghelardini, il «Tatuaggio» di Talarico, l’«Orologio innamorato» di Diotima (il nome d’arte scelto da Meletta Bontempelli, moglie di Massimo). Ma «l’intero catalogo delle Edizioni d’Italia è degno di nota» — come segnalava recentemente Giampiero Mughini (Una casa romana, p. 211): la collana «Documenti», sorta di docu-fiction ante litteram dove uscirono Alvaro, Bontempelli, Pudovchin, Bardi (studiata in un recente convegno su «Literature as Document: Generic Boundaries in 1930s Western Literature», Leiden 2019); la rivista «Occidente», pubblicata in dodici quaderni zeppi di letteratura e segnalazioni culturali che non passavano sugli altri periodici italiani dell’epoca, e tanti altri progetti minori rimasti allo stadio iniziale (una collana artistica; una collana dedicata al cinema). -- «La Freccia d’argento», il cui nome fa riferimento proprio all’organizzazione editoriale sintetizzata nelle frecce disegnate da Paladini, offre anzitutto uno spaccato imprescindibile sulla progettualità in corso nell’officina editoriale di Ghelardini: nomi come A. Gide, R. Neumann, E. Settanni, S. Norman, W. Bonsels, R. Bonanni, un libro sulla «Volgarità nell’architettura» di Vinicio Paladini, e molto altro che non vide mai la luce, mentre le Edizioni d’Italia chiudevano i battenti nel 1935, un po’ per i fastidi che recavano al regime, molto per ragioni squisitamente economiche. Ma il foglio è prima di tutto un capolavoro artistico di Paladini, che non a caso apre — come già era accaduto nella «Ruota dentata» — con una prima pagina tutta affidata al maestro italo-russo, dominata da un grande ‘fotomontage’ («L’arte neoclassica, sotto il severo sguardo della critica, lotta contro le scuole di avanguardia») e corredata da un manifesto eccezionale, come già rimarcato assolutamente ignoti agli studiosi: «Teoria e pratica del fotomontage», composto nello stile futurista e visionario dell’ex-immaginista. Nel resto del fascicolo fotoritratti di tutti gli autori, alcuni assai scherzosi; anticipazioni dai romanzi; «La crisi del libro non esiste» di Lucio Ridenti; un altro fotomonage di Paladini a p. 3 (Molly e Betty ridono pensando al 1900); ampia rassegna stampa e presentazioni dei titoli imminenti.
1649ref. 42429Langres, Jean Boudrot, 1649. In-4 (19,7 x 14,7) de 1 feuillet gravé (armes de Sébastien Zamet, évêque de Langres), (16) pp. 8-561-(1) pp. (16) pp. (table, index), 1 feuillet non chiffré (deux errata), nombreuses erreurs de pagination (saut de chiffrage de 549 à 559), veau porphyre, triple filet doré sur les plats, dos orné à nerfs, pièce de titre en maroquin rouge (reliure du XVIIIe siècle).
1789ref. 43026Neapoli, Ex Typographia Vincentii Ursini, 1789. In-folio de 1 frontispice gravé (2)-XX-668 pp.MABILLON (Jean). De Re diplomatica Librorum supplementum. In quo archetypa in his libris, pro regulis proposita, ipsaeque regulae denuo consirmantur, novisque speciminibus & argumentis asseruntur & illustrantur. Opera & studio Domni Johannis Mabillon, presbyteri & monachi Ordinis S. Benedicti e Congregatione S. Mauri. Tertia atque nova editio…tisque nunc primum illustrata a marchione Bumbae Johanne Adimari. Neapoli, Ex Typographia Vincentii Ursini, 1789. In-folio de In-folio de VIII-116-CLXXX pp.Ensemble 2 vol. grand in-folio, vélin, titre doré sur les dos (reliure de l'époque).
1513in-8, ff. (16), 64, 66-247, 275-330, con errori di numerazione, preziosa rilegatura fiorentina dell'epoca in cuoio fulvo, i piatti ornati da vari riquadri di filetti ed una bordura a secco e da un fregio centrale dorato ad interlazzi, dorso con filetti a secco, tagli dorati e cesellati (restauro alla parte inf. del dorso, 3 nastri in seta verde conservati). Titolo entro bella, larga, bordura silogr. con fiori, putti e grotteschi (lo stemma in basso al centro anticamente riempito in inchiostro bruno); car. corsivo, numerosi passaggi in greco, gran numero di iniziali ornate da interlazzi, impresa giuntina in fine. Dedica di Carlo Aldobrandi a Lorenzo de Medici. Prima ed unica edizione giuntina dell'opera in 20 libri, in parte mutili in origine, in cui Aulo Gellio (130-175 d.C.) raccolse, ad uso dei propri figli, il frutto delle sue ricerche e letture, effettuate per lo più ad Atene nelle serate invernali. Numerose e frammentate sono le materie trattate, ma il suo pregio va ricercato nei passi citati da opere di antichi autori altrimenti perdute. Stimata ed assai rara edizione giuntina, notevole per l'elaborata bordura silogr. adorna di figure mitologiche e maschere grottesche, descritta dal Sander, 3063. L'esemplare, marginoso seppur con lievi aloni, è interessante per la bella legatura d'epoca.. Renouard 37.50. Bandinius II,42. Camerini, Annali n. 50: ''Edizione mai ripetuta. Oggi assai rara''..
1992ref. DEMO006065IStatesboro GA: The Boxwood Press 1992. First Limited edition. Hardcover. Fine. In a mahogany and copper scroll case with vertical slot and hidden crank handle; with a protective velvet cloth Only 16cc.Remarkable bilingual presentation / re-interpretation of this Biblical work placing it in the the Reagan / Bush era. Illustrated with 16 color etchings by Bernard Solomon the translator and etcher. He realized there were remarkable parallels between the Biblical story of Esther and that of Anita Hill Clarence Thomas and the U.S. Senate Judiciary Committee. This interpretation unfolds sequentially as each leaf is unrolled from the 33 in. high scroll holder. The body of the scroll holder is one of the original copper plates used for the etchings which is why it is limited to an edition of only 16. The top and bottom of the handcrafted minaret-style case is finely shaped and polished mahogany by Anthony V. Mann. Designed with a hidden crank to rewind the scroll into the case. Altogether remarkable! The Boxwood Press hardcover
1640ref. 13895Parisiis, E Typographia regia, 1640. In-folio de (2)-550 p. 1 feuillet blanc, veau olive glacé, dos orné à 6 nerfs, triple filet doré sur les plats, dentelle intérieure, tranches dorées (reliure de la fin du XVIIIe siècle).
1783ref. 41804Paris, Imprimerie Royale, 1783. In-8 (199 x 120 mm) de (4)-49 pp., maroquin rouge, titre en long sur le dos «ÉPREUVE DE LA NOUVELLE PRESSE DE L’IMPR. ROYALE» encadré d’un double filet doré, triple filet doré d’encadrement sur les plats armes royales serties de la mention « Imprimerie royale », roulette dorée sur les coupes, dentelle intérieure, doublures et gardes de moire bleue, tranches dorées (reliure de l’époque).
1538ref. 16624Paris, [Pierre Sergent], 1538. In-8 gothique (15 x 9 cm) de (8)-196 ff. (sign. Ø8, A-X8, AA-CC8, DD4), veau tabac, dos orné à nerfs, triple filet doré d’encadrement sur les plats, tranches dorées (Koehler).
In 64° (mm. 52x34), 1 c.b. + cc. 3 nn. + pp. 500, con un ritratto di Dante inciso in antip. protetto da velina. Bella legatura coeva in pieno marocchino rosso, dorso con nervi, fregi e titoli in oro. Piatti inquadrati da duplice filetto oro e fregi, labbri decorati in oro a piccoli ferri. Sguardie marmorizzate, tagli colorati in rosso. Prtima tiratura di 1000 esemplari del celebre "Dantino" stampato a Padova, dai fratelli Salmin. "Antonio Farina de Plaisance, qui fut parmi les plus habiles graveurs que l'Italie ait jamais eut, gravait en 1834 les poinçons de corps 2 sur 3 points d'un caractére microscopique, qui a été fondu seulement en 1850 pour le compte de Giacomo Gnocchi. Après des efforts inutiles pour l'utiliser, le caractère passa aux frères Salmin de Padoue, qui l'employère à imprimer en 1878 mille exemplaires du fameux Dantino, livre qui est généralement appelé Le Plus Petit Livre du Monde à cause plutot de la petitesse du caractère que des dimensions de la page" (Fumagalli, Lexicon, pag. 276). Cfr. anche Mikrobiblion n. 77. Esemplare perfetto in ogni sua parte.
1764ref. 43525A Paris, Imprimé par l'Auteur, et se vend chez Barbou, 1764-1766. 2 vol. in-8 (161 x 105 mm) de (3)-V à XXXII-323-[5] ; (2)-XLIV-306 pp., planches, veau marbré, dos orné à nerfs, pièces de titre et de tomaison en maroquin lavallière, tranches rouges (reliure de l'époque).
1644ref. 2011Nürnberg, Simon Halbmayer, 1644. (Gest., ill. Vortitel), (Titel), (12), 512, (24) SS. - [Vorgebunden] II: Crinesius, Christoph. [Babel] sive Discursus de confusione linguarum, tum orientalium [...]. Nürnberg, Simon Halbmayer, 1629. (Titel), (14), 144, (4) SS. Mit Holzschnittdruckermarke am Titel, 3 ganzs. Textkupfern (Schriftproben) sowie zahlr. ornamentalen Initialen und Vignetten in Holzschnitt. - [Vorgebunden] III: Hackspan, Theodor. Disputationum theologicarum & philologicarum sylloge [...]. Nürnberg, Johann Andreas Endter & Wolfgang Endter, 1663. (Titel in rot und schwarz), (6), 616, (43) SS. Mit einigen ornamentalen Vignetten und Zierstücken in Holzschnitt. Zeitgenössischer Pergamentband mit hs. Rückentitel. 4to.
1509ref. 41391[Paris], François Regnault, [1509]. Petit in-8 gothique à deux colonnes (98 x 130 mm) de CXII ff. (sign. a-o8), maroquin rouge, dos lisse orné, pièces de titre dont une en pied en maroquin noir, triple filet doré d'encadrement sur les plats, tranches dorées (reliure du XVIIIe siècle).
1527ref. 15642Parisiis, Apud Simonem Colinaeum, 1527. In-8 (160 x 100 mm) de 235-(9) ff. (sig. a-z, &, A-E8, F4, G8), caractères romains, initiales sur bois à fond criblé, veau brun, dos à quatre nerfs et plats estampés à froid, traces de lacets (reliure de l'époque).
Royal 8vo (245 x 155 mm), title printed within a heavy border of flowers, followed by 115 leaves of specimens printed on one side only, of which two a folding, some occasional offsetting, cont. cloth-backed boards with wine auction sale particulars pasted over boards, manuscript paper spine label, uncut and partial unopened, an attractive copy. Bigmore & Wyman I, p. 243 mentioning only 1816, 1824 & 1827 editions; B&J citing the Oxford copy; Mosley locating four copies with between 91 and 118 leaves (Oxford, Cambridge, V&A, and Columbia University Library); OCLC adds the Huntington and Detroit copies; none added by JISC; not in the British Library or St Brides Catalogue. Berry & Johnson p. 49; Mosley, 135.
1547in-4, ff. (2), 228, (1 bianco), bella legatura recente a imitazione dell'epoca in cuoio con ricchi fregi in oro ai piatti ed a secco al dorso. Impresso con estrema eleganza con lo splendido corsivo cancelleresco di Ludovico degli Arrighi, ed illustrato a piena pag. da una stupenda silografia raffig. la Crocifissione; numerosi capilettera su fondo nero, in fine grande impresa figurata degli stampatori (Ascarelli 70). Prima ed unica edizione; é il primo libro impresso a Foligno nel Cinquecento, dopo un'interruzione di 75 anni dal terzo libro ivi stampato che fu la straordinaria editio princeps della Commedia dantesca. I fratelli Cantagalli ottennero un privilegio dal Consiglio municipale sin dal 1542, ma un paio di presunte edizioni statutarie non sono state finora reperite complete; studi recenti, come quelli di Balsamo ed Ascarelli, identificano il Massorillo come l'unica edizione pervenutaci di questa tipografia. Rarissimo, ottimo esemplare.. Sander 4425, Ascarelli - Menato p. 315. Balsamo - Tinto, origini del corsivo, p. 136-9. Fumagalli, Lexicon Typogr. Italiae, 157-160..
1772Quattro volumi in-folio, completo di testo, errata, bianche e 59 tavole, capolettera finemente istoriati, finalini e culs-de-lampe. Legatura coeva in piena pelle in ottimo stato. Autore, titolo e numerazione dei volumi in oro ai dorsi finemente lavorati con decori floreali. Tagli spruzzati di rosso. Fogli interni bianchi e freschi con ampia marginatura. Opera in condizioni perfette. Bibliografia: Morazzoni 232; Drive 110; Leg 61; Agnelli-Ravegnani I, pp. 202-203.
1772ref. 44477Paris, , 1772. In-8 sur un grand papier vergé (204 x 132 mm) de 2 ff.n.ch. (titre et frontispice), (1)-8-124 pp., figures et texte gravés, veau marbré, dos lisse orné, pièce de titre de maroquin rouge, triple filet doré d'encadrement sur les plats, filet doré aux coupes, roulette intérieure, tranches rouges (reliure de l'époque).
1537ref. 14346Paris, Pierre Sergent, 1537. In-8 gothique (160 x 100 mm) de (160) ff. (sign. A-V8), maroquin Lavallère, dos orné à nerfs, sur les plats motif de rinceaux disposés en candélabres à l'antique dans un un encadrement de filets et frise dorés, tranches dorées, dentelle intérieure (reliure du XIXe siècle).
1645ref. 40232Charleville, Hubert Raoult et Gédéon Poncelet, 1645. Petit in-8 (10,5 x 17 cm) de 15-(5) pp. 364 pp., maroquin fauve décoré à petits fers, dos orné de fleurons, sur les plats deux encadrements entre lesquels est dorée une frise, à l'intérieur de l'encadrement central est doré un chiffre C couronné dans un ovale entouré d'ornements, tranches dorées (reliure de l'époque).
1514ref. 15290Venetiis, In aedibus Aldi et Andreae soceri, 1514. In-8 de (4) ff. dont 1 f.bl., 230 ff. (signatures *4, a-z, A-E8, F6) veau fauve, dos lisse orné, pièce de titre en maroquin rouge, tranches dorées, nom de l’auteur en lettres capitales ciselées sur la gouttière, non rogné (relié vers 1800).
1756ref. 2170Paris, chez Daumont, sans date (1756). In-folio, 28 x 43 cm. Broché, sans couvertures, dans une boîte de conservation. 30 planches (titre compris). Très rare manuel de calligraphie mis au point d’après des modèles de Louis Rossignol et de son élève André-François Roland. L'ouvrage s’ouvre sur une explication de la posture à adopter pour bien écrire, s’en suit une méthode sur la manière de tailler les plumes, puis viennent différents modèles de lettres et d’ornements calligraphiques (Italienne bâtarde, écriture ronde, etc.). Les planches ont été gravées à l’eau-forte et au burin par Le Parmentier, graveur de Sa Majesté. Louis Rossignol (1694-1739) est considéré comme l’un des plus importants maîtres calligraphes du XVIIIème siècle.
1786ref. 42884À Londres [Montargis, Claude Lequatre], 1786. In-16 de (8)-156 pp., (20) ff. d'échantillons de papier, basane fauve, dos lisse orné, pièce de titre en veau vert, triple filet doré d'encadrement sur les plats, gardes de papier dominoté, tranches dorées (reliure de l'époque).