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2002ref. BEL2343Hemmingen, Sponholtz, 2002. 155 Seiten, zahlr. Illustr., H 23 x 21 cm, OKart. - Widmung auf Titel, guter Zustand. broschiert/ Taschenbuch/ paperback
ref. 75076Genève, H. Sack, Libraire 1944, 350x270mm, en feuilles, sous chemise remplié. Exemplaire n.° 22. Bon état.
ref. 1390550230.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
ref. 1390604578.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1940ref. 10505Berlin, Kranich Verlag 1940. Halbleinen, 8°, 320 S., "Das Buch entstand - seinem Freunde Erich Häuber verdankt der Verfasser mitschöpferischen Rat - im September 1939. Im Frühjahr 1940 erwarb die Tobis den Roman für den Tonfilm."
1994ref. X158Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1994. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 75 S., 6. Auflage, Band 785 der Bibliothek Suhrkamp
1928ref. 213203Dresden: Carl Reissner. 1928. 467; 24 Abb. 21cm. Zustand: Gut gering gebräunt, etwas wellig (Innen); Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Schnitt oben min. bis gering fleckig und GELB / Kopffarbschnitt; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Seitlicher und unterer Schnitt ist min. bis geringfügig fleckig; Buchrücken etwas lichtrandig; Gewebe (Roter Leinen)
1982ref. 7661Berlin, Buchverlag Der Morgen 1982. Marmorierter Pappband im Schuber, 8 , 158 S., 2. Auflage, mit fünfzig Reproduktionen nach Zeichnungen von Josef Hegenbarth. Guter Zustand.
2016ill., br. Nessuno si azzardi a fumare. È vietato, nocivo, funesto, maleodorante e terribilmente scorretto; se i fumatori vogliono insistere nel loro vizio deprecabile se ne stiano alla larga, e si vergognino un po'. Eppure c'è stato un tempo in cui tutti fumavano, persino i bambini. Si fumava sui treni e al cinema; si fumava addirittura sui campi da tennis. A quel tempo, pipe, sigari e sigarette erano parentesi di quiete, condividerle con qualcuno significava raccontare viaggi, scambiarsi sogni e vedute sul mondo. E prima ancora, quando la natura era minacciosa e non minacciata, un lungo pennacchio di fumo indicava la presenza di un fuoco acceso, di un riparo dal freddo e dalla fame. John Berger, uno dei maggiori scrittori viventi, fumatore orgoglioso e incallito, incontra il mondo variopinto e caliginoso di Selguk Demirel. Insieme disegnano un racconto per parole e immagini che con tono divertito accarezza le atmosfere di Charles Dickens e Jack London; Smoke è questo, ma è anche un piccolo, ironico inno alla libertà che lancia un messaggio eversivo e utopico: fumatori di tutto il mondo, unitevi!
1949ref. 600701Berlin: Arnold. 1949. 421 Seiten. 19cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut gering bis leicht gebräunt (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Schnitt oben BRAUN / Kopffarbschnitt; Schutzumschlag hat Mängel - gemeint ist hier mehr als leichte Gebrauchsspuren; Gewebe (Blauer Leinen)
1936ref. 201206Sozietätsverlag, 1936. 187 Seiten Hardcover/Pappeinband
1996ref. X3036Ermatingen, »Edition Erpf« bei Neptun 1996. Hardcover, 8°, 391 S., »Viele fanden es wieder angebracht, über eine Peinlichkeit wie diesen Roman zu schweigen. Ich mußte verrückt sein, mich vor den Lesern derart nackt zu präsentieren.«
2012ill., br. Nel 1966, in procinto di lasciare la Svizzera per Manchester, Sebald mette in valigia i libri di tre scrittori destinati a segnare per sempre la rotta dei suoi incessanti viaggi letterari. Per questo, più di trent'anni dopo, sente di dover rendere a Gottfried Keller, Johann Peter Hebel e Robert Walser un personale tributo, assecondando ancora una volta "quello strano disturbo del comportamento che costringe a trasformare tutti i sentimenti in parole scritte e che, pur mirando alla vita, riesce sempre con sorprendente precisione a mancare il centro". In realtà, nel seguire in queste "note marginali d'una certa ampiezza" le tracce dei suoi autori prediletti - cui negli anni si sono aggiunti Rousseau e Mörike -, Sebald indaga le derive compulsive della scrittura, che finiscono per rendere chi ne è colpito il più inguaribile tra i "malati di pensiero". Ne riconosciamo gli effetti sul filosofo francese il quale, pur ravvisando "nell'uomo pensante un animale degenerato", arriva a prendere appunti persino sulle carte da gioco; su Walser, che conduce una silenziosa battaglia contro la folle grandiosità del suo tempo e compone in una grafia sempre più minuta, ai limiti del visibile, i leggendari "microgrammi"; e così su Keller, Hebel, Mòrike, la cui arte assomiglia al tentativo di esorcizzare, quasi fosse una maledizione, "il nero garbuglio che minaccia di prendere il sopravvento".
2022ill., br. Quindici storie che formano un'educazione sentimentale e ci parlano di solitudine e fame d'amore. Di vita che scorre incessante. Da piccola Chandra Candiani faceva un gioco: vedere quante piú cose insignificanti ci fossero in una stanza, sul tram, in una via e accoglierle tutte in uno sguardo, sorridendogli. Si trattava di oggetti, animali, bambini senza niente di speciale, considerati dagli altri insignificanti. Cosí Candiani, divenuta grande, ha deciso di invitarli nelle sue fiabe e li ha lasciati parlare. Soprattutto ha dato una storia a chi di solito una storia non ce l'ha. Una bambina talmente innamorata di un fiume da desiderare soltanto di corrergli accanto fino al mare. Un usignolo malinconico che nessuno vuole, perché nessuno vuole conoscere la tristezza del cuore. Una rosa che non credeva piú nel vento, ma che proprio grazie al vento riesce a risorgere. Una musica felice scesa sulla terra per un bambino troppo strano. Una pattumiera che racconta ai suoi ospiti, nòccioli di frutta, cartacce, lische di pesce, quanto la loro vita sia stata importante. È la solitudine il filo rosso che lega insieme queste quindici storie, eppure in ciascun personaggio echeggia fortissimo il desiderio vivido di essere parte del tutto, di costruire un legame seppure sottile con gli altri, di gridare in silenzio la fame d'amore che li attraversa. Un amore semplice, intrecciato ai piccoli dettagli, alla minimalità dell'esistenza, ai suoni che popolano le campagne, le città; un amore per una vita minima che chiede timidamente di essere vista, ascoltata, osservata nella sua linfa intima.
1981In 8? (cm 20), Leg. edit. tutta tela, pagg. con titoli al dorso, sovracop. ill. a colori di Giancarlo Carloni, pagg. 326, traduzione di Tullio Dobner, segni del tempo alla cop., buon es.
2020br. Il bosco ospita alberi, animali, muschi, ruscelli. Ma anche uomini: gli uomini che lo attraversano, che vengono a prelevare qualcosa, gli uomini che vi si immergono per pregare o purificarsi, nonché gli uomini che quel bosco hanno accudito o abbandonato. In un bosco esistono eventi manifesti ed eventi taciuti, agiscono forze maestose visibili e altrettante brutalità invisibili, proprio come nelle persone, nelle quali si almanaccano piccoli e meno piccoli segreti che si desidera tenere nascosti. Da queste suggestioni nascono i testi che compongono la nuova opera polifonica di Tiziano Fratus, fatta di versi e prose, istantanee scattate tra i giardini e i boschi d'Italia, meditazioni scritte sotto i ciliegi in fiore, protagonisti del paesaggio per una manciata di giorni all'anno. Pagine dedicate a quel sentimento che l'autore chiama dendro-sofia, da dendron (albero) e sophia (conoscenza, esperienza, saggezza). Si chiede Fratus: come mai l'uomo, in tutte le epoche della Storia, ha sempre sentito l'esigenza di tornare, presto o tardi, alle foreste, alla natura? In parte per dimenticare le città e le vite che oggi conduciamo in maniera forzata, per ritrovare la pace. E dove, se non in un bosco, l'esperienza può raggiungere l'apice della sua autenticità? Il bosco non è un agglomerato di alberi e arbusti, è qualcosa di più complesso, di misterioso, di sacro, ci riporta costantemente all'infanzia, in parte reale e ricordata, in parte immaginata, reclama unità a qualcosa di intangibile che vive sepolto dentro di noi.
2020br. Il sogno di creare un paradiso in Terra genera spesso solo inferni. Nel corso della storia, ciò si è verificato, forse più che in ogni altra parte del mondo, in America Latina. Questo continente vario e straordinario, esotico per eccellenza, lontano per secoli dal "mondo civilizzato", è un luogo in cui molti esperimenti sociali, economici e politici, basati su utopie nate in Europa, ma maturate laggiù in maniera originale, hanno dato vita a movimenti rivoluzionari con esiti spesso catastrofici. Non è un caso, tuttavia, che proprio in questo clima magico e irrazionale siano nati molti grandi e amatissimi scrittori contemporanei. Uno di essi è Mario Vargas Llosa che, in questo testo breve analizza le complesse e feconde interazioni tra l'America Latina e l'Europa, e apre alla speranza di un futuro non dominato dall'irrazionalità e dalla violenza, ma all'insegna del realismo e dell'imperio della legge. Introduzione di Carlo Nordio.
1968ref. 36361Paris, Seghers, 1968, in-8, broché, 81 pages. Bon état
1959Vol. in -4 (21 x 28 cm.), legatura editoriale telata rossa scura, sopracopertina col. avorio con illustr. a colori e titoli in grigio scuro sul piatto ant., pp. 278, (2) con 15 tav. a colori illustrate da Lello Scorzelli. Leggeri segni d'uso alla sopracopertina, per il resto in buono stato di conservazione. NUOVA EDIZIONE ACCRESCIUTA.
2016br. In nove quadri sulla Natività pubblicati nel 1935 sulla "Lettura" del "Corriere della Sera", Papini immagina la notte di Natale attraverso i pensieri del locandiere, del padrone della stalla, del pastore «rimasto addietro», delle pecore lasciate sole, della levatrice, del topo nel muro, del bove, del passerotto sul tetto e dell'asino. Uno sguardo originale e insolito su un «presepio sconnesso» nella notte più sorprendente del mondo cristiano.
1947Vol. in -12 (12,5 x 19 cm.), brossura editoriale con alette col. avorio con piccolo disegno e titoli in nero e marrone sul piatto ant., velina trasparente di protezione, pp. 191, (5). Leggere fioriture sulla copertina e su qualche foglio, nel complesso in abb. buone condizioni. 1. EDIZIONE della collana LO SPECCHIO (i prosatori del nostro tempo): ottobre 1947.
1925in-8, pp. 247, broch. edit. Numerose storie licenziose toscane. Buon esemplare.. .
2017br. Non ingombrare, non essere ingombranti: è l'unica prospettiva che si possa contare fra quelle positive, efficaci, forse anche moralmente e politicamente buone. Gabriele Romagnoli ha avuto modo di pensarci in Corea, mentre era virtualmente morto, chiuso in una cassa di legno, per un bizzarro rito-esperimento. Nel silenzio claustrofobico di quella bara, con addosso solo una vestaglia senza tasche (perché, come si dice a Napoli, "l'ultimo vestito è senza tasche"), arrivano le storie, le riflessioni, i pensieri ossessivi che hanno a che fare con la moderazione. Il bagaglio a mano, per esempio. Un bagaglio che chiede l'indispensabile, e dunque, chiedendo di scegliere, mette in moto una critica del possibile. Un bagaglio che impone di selezionare un vestito multiuso, un accessorio funzionale, persino un colore non invadente. Il bagaglio del grande viaggiatore diventa metafora di un modello di esistenza che vede nel "perdere" una forma di ricchezza, che sollecita l'affrancamento dai bisogni, che non teme la privazione del "senza". Anche di fronte alle più torve minacce del mondo, la leggerezza di sapersi slegato dalla dipendenza tutta occidentale della "pesantezza" del corpo, e da ciò che a essa si accompagna, diventa un'ipotesi di salvezza. Viaggiare leggeri. Essere leggeri. Vivere leggeri. Gabriele Romagnoli centra uno dei temi decisivi della società contemporanea e della sopravvivenza globale e scrive una delle sue opere più saporite, il racconto di una rinascita, di un risveglio.
1965ref. LEH601Frankfurt a. M., Verlag Moritz Diesterweg (Studien zur Sprache und Literatur Englands), 1965. 1. Auflage. 208 Seiten, 8°, illustr. Okart. (TB in englischer Sprache) - Ecken und Kanten leicht berieben, Seite 6/7, 10, 139/140, 199 dezente Anstreichungen, papierbedingte Bräunung, sonst sehr gute Erhaltung. broschiert/ Taschenbuch/ paperback
2012ref. Q-1936747057Sarabande Books 2012-01-31. Paperback. New. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Sarabande Books paperback