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1984cm. 17 x 24, 246 pp. Pensiero Politico (il) - Biblioteca 505 gr. 246 p.
1977n-8, brossura, sovracoperta, pp. IV,475, con illustrazioni e facsimili, in bianco e nero nel testo. In buono stato (good copy).
1988cm. 15,5 x 21,5, 282 pp. Fondazione Giorgio Cini - Linea veneta 455 gr. 282 p.
2017ill. Questa pubblicazione collettiva nasce attorno alle ritrovate composizioni organistiche di Giacomo Puccini, risalenti al periodo lucchese e databili al decennio 1870-80, e colma un'importante lacuna conoscitiva. Gli inediti pucciniani vengono qui esaminati nelle loro caratteristiche intrinseche (forma, stile, idioma) e contestualizzati, con taglio culturale, sia nell'ambiente d'origine sia nel più ampio panorama dell'Ottocento organistico italiano. Il volume è completato dal Catalogo tematico delle composizioni per organo di Giacomo Puccini e dalla riproduzione della raccolta più cospicua delle fonti manoscritte.
2014br. "Come le tante sue creature teatrali, Puccini richiama irresistibilmente amore rendendo arduo il porsi criticamente 'terzi' nel parlarne. Ci siam quindi rifatti a un Diderot che considerava la naïveté più vicina alla verità che non il pregiudizio per condurre da innamorati, con innocente buonafede, un ragionato viaggio d'amore nel mondo pucciniano, nel suo non lungo excursus esistenziale per concluderlo, come Toscanini, al punto in cui il Maestro è morto, convinti anche noi che siano i primi due atti di Turandot a costituire la più bella e compiuta opera del '900 musicale".
2014br. Partito a ventidue anni dalla Toscana per frequentare il Conservatorio di Milano, arriva, in un quarantennio di inarrestabile ascesa al successo, a conquistare le platee dei più importanti teatri internazionali. È la storia di Giacomo Puccini, raccontata da Giuseppe Adami, collaboratore, confidente e in questa occasione anche narratore della vita certamente romanzesca di un musicista geniale, precursore delle nuove frontiere espressive che in quegli anni portavano verso la musica del Novecento. In un lungo viaggio da Lucca a Bruxelles, passando per Milano, Chiatri, Torre del Lago e gli altri luoghi che hanno segnato la biografia del compositore, l'autore tesse storie e aneddoti in un racconto intimo e fervido, ricco di memorie e documenti che riportano alla luce i momenti più significativi della vita privata di Puccini: l'attesa per l'esito dell'esame d'accesso al Conservatorio, la passione per la caccia e lo sport, le frequenti liti con i librettisti, le confidenze ad amici e collaboratori come Giulio Ricordi, Luigi Illica, Giuseppe Giacosa e lo stesso Adami, cui confessava di avere "più cuore che ingegno"... Dalla prima delle "Villi" al Teatro Dal Verme nel 1884 al trionfo di "Madama Butterfly" al Metropolitan Opera di New York l'11 febbraio 1907, dall'esordio al Teatro alla Scala con "Edgar" nel 1889 fino agli ultimi giorni di vita dedicati alla stesura di "Turandot", rimasta incompiuta.
2008ill., ril. Questo libro non è sofltanto un omaggio a Giacomo Puccini a 150 anni dalla sua nascita, ma anche una rievocazione della vita del maestro nei luoghi prediletti e attraverso le persone amate. Grande spazio viene dato alla formazione del giovane Puccini, prima che si trasferisca a Milano per completare gli studi musicali e ottenere i meritati trionfi, ai suoi rapporti con i familiari e, in particolare, con la madre Albina. Il volume evidenzia gli ambienti lucchesi e più in generale toscani, dove Puccini trascorse gran parte della sua esistenza e dove compose opere rimaste immortali. Così troviamo l'amatissima Torre del Lago con la variopinta compagnia di amici (in gran parte artisti); Lucca, che in Puccini suscitò sempre sentimenti contrastanti; poi ancora la Valdinievole, dove si ritirò a comporre la Bohème; Bagni di Lucca, dove lavorò alla Fanciulla del West e alla Turandot; Montecatini, dove, sulla scia di una moda inaugurata da Giuseppe Verdi, il maestro incontrava tutto il bel mondo dei musicisti, dei cantanti, dei compositori. Infine l'Abetone e Cutigliano, luoghi sia di relax che di febbrile lavoro per Puccini, che vi si rifugiava quando l'estate diventava insopportabile nella sua villa in riva all'adorato lago. Attraverso documenti, testimonianze e lettere si ripercorre la composizione di alcune delle principali opere del maestro e si evidenziano le sue grandi passioni: la caccia e i motori.
2018ill., br. Per molto tempo Giacomo Puccini è stato considerato come un artista di secondo livello nello scenario musicale del secolo scorso; ora le cose sono cambiate e lo stesso viene indicato come un compositore importante nel panorama musicale della fine del secolo XIX e gli inizi di quello successivo; anzi, possiamo dire che egli abbia contribuito alla rivoluzione musicale di quel periodo. Un riconoscimento notevole, quindi, acquisito sia sul piano internazionale, dove Puccini è rimasto sempre sulla cresta dell'onda, sia in ambito nazionale, dove spesso è stato sottovalutato per la mancanza di una seria indagine critica riguardante la sua produzione artistica. Questo saggio ricostruisce alcuni aspetti della vita personale di Giacomo Puccini portando il lettore nei luoghi cari al maestro tra aneddoti e curiosità spesso sconosciute.
2013ill., br. Indagare la figura di Giacomo Sedati più volte sottosegretario e ministro democristiano, ininterrottamente in Parlamento dal 1948 al 1984 significa non soltanto seguire il percorso di un protagonista importante della politica italiana del secondo dopoguerra, ma anche analizzare trasversalmente e interpretare appieno il cammino del Paese negli anni complessi e delicati della ricostruzione e del miracolo economico. Infatti, aprendo una finestra sul Molise la provincia meridionale in cui risiedevano le sue radici paterne e che rappresenta, quindi, l'inevitabile punto di partenza della sua storia vengono alla luce le disparità tra il Nord e il Sud della penisola e le risposte che si intesero dare da un punto vista politico-economico a tale problema. Un saggio sulla sua persona presenta, quindi, molteplici chiavi di lettura, dalla trasformazione del Molise e del meridione tout court, a quella più ampia della palingenesi dell'intera nazione.
2008ill., br. Gli atti di un convegno di studi promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della morte di Giuseppe Giacosa(1906), tenutosi a Ivrea, presso il Liceo Classico "Carlo Botta", l'11 e 12 maggio 2007. Giuseppe Giacosa è un importante e versatile professionista della scena di fine Ottocento,presente sia a livello di sperimentazione teatrale, sia sul piano dell'opera lirica, come librettista privilegiato di Giacomo Puccini. Almeno un paio di suoi testi (Tristi amori e Come le foglie) sono autentici capolavori, degni di reggere il confronto con la grande drammaturgia europea di Ibsen, Strindberg, Cechov, sebbene la duplice trascuratezza degli italianisti e degli storici del teatro abbia finora impedito di assicurare a Giacosa la visibilità cui avrebbe diritto. La pubblicazione è stata promossa dal DAMS di Torino che aveva già sostenuto, nel 1998, una messinscena assai suggestiva di Tristi amori, per la regia di Walter Malosti. Il volume, curato da Roberto Alonge, contiene un'Appendice dal titolo: "La suggestione scenica e una polemica con Giovanni Pozza".
2005brossura Della cultura barocca, tutt'altro che buia e polverosa, Vico parla in modo insospettato alla sensibilità contemporanea, contribuendo a delineare i tratti di una nuova pratica culturale, basata sul potenziamento delle facoltà connettive come l'immaginazione, la memoria, l'ingegno, e di una nuova visione del sapere fondata sull'apporto paritetico delle diverse facoltà e discipline umane. È così - sostiene l'autore - che il pensiero barocco di Vico entra curiosamente in relazione con i nostri tempi postmoderni, gettando su di essi nuova luce e ricevendone contemporaneamente nuova attualità.
2011ill., br. L'edizione critica dà ragione del lavoro di Carducci tracciando in primo luogo la storia del progressivo aggregarsi dei "Giambi ed epodi", che, oltre le pubblicazioni singole, compaiono inizialmente in raccolte diverse, per confluire infine in un volume autonomo. Si arriva così a delineare il testo critico, che è corredato delle varianti a stampa e note metriche, mentre le testimonianze autografe, per la loro ricchezza e complessità, sono raccolte in una sezione a parte, componimento per componimento. Per ciascuno di questi viene tracciata la storia poetica, dando insieme ragione dell'occasione e dell'avantesto. L'epistolario carducciano costituisce uno strumento prezioso in questa ricostruzione, insieme agli autografi. Il lavoro di comparazione di tali testimonianze permette di seguire il processo compositivo entrando nelle sue motivazioni e nel suo contesto, ed in esso si può leggere un ampio periodo della storia poetica e personale di Carducci. Grazie a queste testimonianze è possibile districare situazioni autografe anche complesse, e seguire un work in progress carducciano a volte lineare, a volte tormentato, che interseca materiali e tempi.
2005ill., ril. Quindici opere nelle quali l'autore ha scelto di rappresentare la vita calma e silenziosa degli oggetti e delle cose che lo circondano. Come vite silenziose esse rivelano una straordinaria duplicità; da un lato una festa per la vista, dall'altro un motivo per pensare. L'abilità del pittore sta nel far emergere la doppia anima delle cose, costringendoci ad intuire la possibilità di diversi livelli interpretativi. Il titolo del volume: "Tacita", definisce molto bene il concetto di cose ferme e silenziose, ma tutt'altro che morte; rispetta, nel suo suono, il desiderio di quiete dell'uomo, il desiderio di quiete dell'uomo che le ha dipinte.
2012ill. Questo "racconto" del variegato mondo di Gian Vittorio Baldi si rivolge, anche attraverso le testimonianze inedite di chi ha vissuto, collaborato con lui, gli è stato amico, più che agli addetti ai lavori, al pubblico dei cinefili. Si percorrono gli interessi artistici del regista che, oltre a quelli strettamente cinematografici, coinvolgono anche altri linguaggi come l'architettura, la letteratura, la grafica, l'enogastronomia sempre come ricerca del nuovo, sperimentazione, trasgressiva insofferenza alle regole. Con un testo inedito del 1975 si ripercorre il lavoro di Baldi come produttore, sensibile, scrive l'autore Eugenio Marinucci, "ad un'offerta cinematografica che non fosse di pura evasione ma che proponesse idee, problemi, fermenti vitali". Anche in queste scelte la trasgressione era la norma. Produsse ad esempio due film di Pasolini, fra cui Porcile(1969), del quale si riproducono gli appunti di regia, dattiloscritti e corretti a mano dal regista di Casarsa.
1942In-16, bross., sovracoperta, pp. 26 con una tavola a colori nel testo e 35 tavv. in b.n. f.t. In buono stato (good copy).
2021ill., ril. Il catalogo della mostra allestita dall'11 settembre al 19 dicembre 2021 nel Palazzo Comunale di Pontassieve (Firenze) riproduce una ventina di dipinti del maestro livornese realizzati a partire dagli anni Sessanta. "L'intera lirica antologia esposta nel municipio", scrive Antonio Natali, "rivela la commovente introspezione d'un artista che, disilluso dalla constatazione della vacuità e perfino della falsità dei miti ideologici, si risolve a guardarsi dentro e a cercare la libertà nell'intimo d'una dimora che s'è costruita su una misura d'affetti semplici, senza clamori, ma neppure melanconie".
2017ill., ril. Il desiderio di mantenere viva nella memoria tattile degli artigiani contemporanei la padronanza degli antichi saperi dell'arte orafa fu una delle sfide più importanti che Gianmaria Buccellati ereditò dal padre Mario e che perfezionò al punto di riuscire a realizzare lui stesso grandi innovazioni creando gioielli dalla straordinaria unicità, come dimostra la meravigliosa spilla Drago (1976) nel quale campeggia un iridescente opale messicano.
2017ill. Nell?anno di Pistoia capitale italiana della Cultura, una nuova biografia di una Pistoiese illustre. Una Italiana, una scrittrice come poche altre. «Raccogliermi l?anima e tenerla in fronte come la lampada dei minatori: nient?altro che una particolare attenzione, in virtù della quale le cose escono da un?ombra che le preserva, un?ombra fermentante, faticosa, bruta, l?ombra dell?attimo che precede una nascita, per entrare in un cerchio di chiarità». Delle cose la scrittrice Manzini cattura un?immagine frantumata e distorta, bislacca quanto il riflesso dello specchio. Però, come lo specchio, alle cose aggiunge un luccichio sepolto, dietro l?apparenza sorprende la realtà. La ricerca espressiva è ardimentosa. I libri procedono per approssimazioni, sospensioni e dilatazioni dell?intreccio; sperimentano la costruzione del racconto secondo angolature e piani diversi, il continuo spostamento del fuoco narrativo. «Certamente la Manzini», ha scritto Giacomo Debenedetti, «è riuscita e riesce a pronunciare parole che, fino all?attimo precedente, avevamo creduto impronunciabili. [...] In tal modo [...] ci può descrivere un visibile che anche noi dovremmo vedere, ma da soli non vedremmo mai».
réf. 6825Centre Noroit, Arras, 2002. In-12 format à l'italienne, agrafé sous couverture illustrée en couleurs, 32 pp. Gianni Bertini, le condottiere qui s'en va-t-en art, par André Descamps - Gianni Bertini, le néo-classique, par Pierre Restany - Peinture et dithyrambe, par Jean-Clarence Lambert - Bertini, par P. Restany - Bertini est-il le Picabia du Pop Art?, par ...
2019ill., br. Gianni Celati, a cui "Riga" dedica un nuovo numero dopo quello del 2008, è oggi uno degli scrittori italiani più importanti e significativi. Questo volume raccoglie suoi testi narrativi e saggistici, interviste e conversazioni radiofoniche, parti dell'inedito Taccuino Siciliano del 1984, brani delle lezioni bolognesi al DAMS dedicate alla letteratura americana, testi sul cinema e la letteratura, su James Joyce, da lui tradotto, su Giacomo Leopardi e Alberto Giacometti, e poi sulle idee di spazio e di paesaggio. Seguono una scelta di recensioni e commenti alla sua opera, dal 1971 al 2008, da Calvino a Manganelli, da Luigi Ghirri a Stefano Bartezzaghi. Completano il volume un Album di oltre quaranta fotografie, dagli anni Settanta al Duemila, e una serie di saggi scritti per l'occasione che approfondiscono l'opera di uno dei maestri della letteratura del secondo Novecento e oltre.
1995illustrazioni a colori e in bianco e nero
1991In-4 p., cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 201, con numerose ill. a colori, anche a piena pag., e in b.n. nel testo. In buono stato (good copy).
1980In-8 (mm. 230x195), cartoncino editoriale contenente, a fogli sciolti, pp.nn. 8 (frontespizio, prefazione di Aldo Buzzi) e 10 tavv. in b.n. che riproducono sue opere. Unita una bella incisione in tinta, numer. 12/99, e firmata dall’artista romano (1923-92). Catalogo della mostra tenuta a Roma, presso la Galleria Grafica dei Greci, nel maggio del 1980. Ben conservato.