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1901In-8 gr., cartonato moderno, tassello con titolo oro al dorso, pp. 180. In buono stato (good copy).
1902In-8 gr., cartonato moderno, tassello con titolo oro al dorso, pp. 191. In buono stato (good copy).
1906In-8 gr., brossura, pp. 160. In buono stato (good copy).
1975EDA, 1975. In-8, brossura, pp. VIII,538. In buono stato.
2018brossura Il testo racconta le vicende di un giornale calabrese, «Il Popolano», e, in particolare, della sua chiusura, a seguito delle leggi sul controllo della stampa durante il regime. Il periodico ebbe una lunga vita, dal 1882 e fino al 1930, anno della sua soppressione. Ma non fu mai un giornale d'opposizione: fu sempre amico del fascismo e il suo direttore, Francesco Dragosei, si vantò continuamente di essersi iscritto al partito sin dalle prime ore. Il suo comportamento, a un certo punto, non fu più considerato ortodosso dal potere, e la sua "creatura" cessò le pubblicazioni. Dragosei morì invocando insistentemente la riabilitazione del suo giornale che non avvenne. Nel volume si accenna anche all'esperienza di altro organo di stampa, sempre di Corigliano Calabro, «Il Monitore», diretto da Costabile Guidi, anch'egli fascista. Ma anche questo periodico, nel settembre del 1924, a seguito di vari sequestri, fu costretto a chiudere nel febbraio del 1926, e sempre in virtù delle leggi sulla stampa in vigore all'epoca.
2018brossura Il testo racconta le vicende di un giornale calabrese, «Il Popolano», e, in particolare, della sua chiusura, a seguito delle leggi sul controllo della stampa durante il regime. Il periodico ebbe una lunga vita, dal 1882 e fino al 1930, anno della sua soppressione. Ma non fu mai un giornale d'opposizione: fu sempre amico del fascismo e il suo direttore, Francesco Dragosei, si vantò continuamente di essersi iscritto al partito sin dalle prime ore. Il suo comportamento, a un certo punto, non fu più considerato ortodosso dal potere, e la sua "creatura" cessò le pubblicazioni. Dragosei morì invocando insistentemente la riabilitazione del suo giornale che non avvenne. Nel volume si accenna anche all'esperienza di altro organo di stampa, sempre di Corigliano Calabro, «Il Monitore», diretto da Costabile Guidi, anch'egli fascista. Ma anche questo periodico, nel settembre del 1924, a seguito di vari sequestri, fu costretto a chiudere nel febbraio del 1926, e sempre in virtù delle leggi sulla stampa in vigore all'epoca.
1992cm. 17 x 24, 94 pp. Centro di studi di letteratura italiana in Piemonte ?Guido Gozzano - Cesare Pavese? - Saggi e testi 204 gr. 94 p.
1947In-16 gr., bross. orig., pp. 59,(9). "Prima edizione". Volume della Collana i “Poeti dello specchio”. Ben conservato.
1949In-16 gr., bross. orig., pp. 59,(9). Seconda edizione. Volume della Collana i “Poeti dello specchio”. Timbro di appartenenza al frontespizio, altrimenti ben conservato.
2005illustrazioni a colori
2021ill. Presuntuoso, irascibile, sfortunato, indigente. Sono gli aggettivi con cui spesso viene definito l'artista fiorentino Adriano Cecioni (1836-1886), protagonista di questo carteggio con Carducci. Formatosi in ambito accademico, ma presto in aperto contrasto con l'arte retorica allora in voga, Cecioni sarà tra gli animatori del frastagliato movimento dei macchiaioli. Pittore e soprattutto scultore, è alla costante ricerca di una via originale, che sappia coniugare i modelli antichi con un'arte realistica, capace di descrivere anche i gesti più semplici e quotidiani. Non lontano da questa prospettiva è l'impegno politico e poetico di Carducci, il quale grazie a Giuseppe Chiarini entra in contatto con l'artista nel 1867. È l'inizio di un rapporto di stima e d'amicizia che, nonostante alcune divergenze, durerà quasi venti anni e sarà occasione di un dialogo costante con reciproci vantaggi. Se il poeta celebrerà con l'ode La madre una scultura di Cecioni, quest'ultimo disegnerà infatti una serie di ritratti di Carducci, in vista della scultura del busto del professore. Il carteggio offre dunque la storia di un'amicizia disinteressata (Cecioni versa perennemente in condizioni economiche precarie ed è aiutato da Carducci), e fa luce su un ambiente artistico e politico in cui si muovono i maggiori interpreti della cultura postunitaria.
1930In-16 gr., brossura editoriale, pp. 46,(2). Ben conservato, intonso.
1925Kl.-4°. 109 SS. Text, 192 getön. Abb. auf Taf. Illustr. Orig.-Pp. Papierbedingt leicht gebräunt. Vereinzelt schwach stockfleckig. Einbd. gering gebräunt und etw. angestaubt. Ecken bestoßen. Im seitl. und unt. Rand unbeschnitten. SW: Kunstwissenschaft, Kunstgeschichte 20. Jahrhundert, Kunst, Ästhetik Italien 13./14. Jahrhundert, Ausgabe nach 1945 Bücher Deutsch
1998illustrazioni
1980In-4 (cm. 32.40), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, sovracoperta editoriale trasparente, pp. 217, (3bi.), con oltre 150 illustrazioni in bianco e nero e a colori, anche a piena pagina, nel testo, che riproducono soprattutto opere sui cavalli dell’artista milanese (1921-2007). Testo in italiano ed inglese. Text in English. Presentazione di Giorgio Falossi. In ottimo stato (nice copy).
2002cm. 17 x 24, x-240 pp. Fondo di studi Parini-Chirio - Universit? degli Studi di Torino. Letterature Il volume, oltre alle coordinate culturali pi? generali e agli aspetti formali, segue tutti i momenti dell'evoluzione di un poeta di primo Seicento finora poco esplorato: dalle rime della Selva poetica, costruita come un bosco poetico, alla tragedia Conte Ugolino, che propone in filigrana una lettura delle congiure antifarnesiane, al poema Boemondo sugli antefatti della Liberata, dove il Sempronio prende posizione sulle questioni pi? scottanti del dibattito coevo. Besides offering a portrait of the cultural environment as a whole and providing a study of its most formal aspects, the volume follows each step in the evolution of an early XVII century poet as yet little explored: from the verses of the poetic Selva, built like a poetical wood, to the tragedy Conte Ugolino, which is a metaphor for the conspiracies against Farnese, to the epic poem Boemondo, dealing with the antecedents to liberated Jerusalem, where Sempronio states his position on the most burning issues of the contemporary debate. 460 gr. x-240 p.
2013Fin dalla fondazione a Firenze nel 1819 del suo Gabinetto Scientifico Letterario, Giovan Pietro Vieusseux svolse un'intensa opera di mediazione culturale fra la penisola e l'Europa, favorendo così, anche mediante questo costante riferimento, il progressivo formarsi nella prima metà dell'Ottocento di una moderna coscienza italiana. Attraverso le esigenze profonde e le potenzialità di un'Italia in cerca di se stessa emerge dal volume un quadro complessivo e problematico di un'Europa in forte movimento. Since the foundation in 1819 of the Florentine Gabinetto Scientifico Letterario, Giovan Pietro Vieusseux engaged himself in an intense work of cultural mediation between Italy and Europe, supporting with his activity the shaping of a modern Italian conscience during the first half of the XIXth century. The needs and potential opportunities of Italy are a key to the comprehension of the problematic European context in those years of great change. Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux 23 cm 17 x 24, xlii-352 pp.
2017br. "Secolo Donna 2017" è il primo almanacco della poesia italiana al femminile. Questo viaggio, a cadenza annuale, intende seguire il cammino pazientemente tracciato dalla scrittura poetica delle donne italiane per arrivare fin qui, in questo ventunesimo secolo, che le vedrà, finalmente, protagoniste. Sì, questo secolo potrà contare sulla forza, sulla sensibilità, sull'energia delle donne. E sarà interessante, nei prossimi anni, seguire gli sviluppi di un ridimensionamento del potere maschile che anche nel Novecento, in tutti i campi, ha dettato regole reali o occulte, per oscurare il talento delle donne. Questo primo numero è dedicato a Giovanna Sicari, una poetessa del Sud di grande valore e una donna con un'energia straordinaria che, a quasi quindici anni dalla sua scomparsa, è rimasta intatta nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di conoscerla.
1956Feltrinelli, 1956. In-8, tela editoriale, sovracoperta, pp. 174. In buono stato.
2001illustrazioni a colori e in nero
2017ill., ril. Il ferrarese Giovanni Boldini giunge a Parigi nel 1871 in un clima di energia creativa e fiducia ottimistica che rivoluzionano la storia europea tra Ottocento e Novecento. Celebrato come una star grazie a una pennellata inconfondibile che esprime bellezza e gioia di vivere, Boldini inventa meravigliosi ritratti delle personalità più in voga dell'epoca e trasforma le donne in "Divine", creature sublimi ed eleganti, consapevoli del loro fascino, che alimentano a lungo l'immaginario artistico fino a incidere profondamente anche sulle avanguardie novecentesche. I suoi modi aristocratici, la vocazione per la mondanità, il numero altissimo di liaisons galanti e la frequentazione dei migliori ambienti borghesi ne fanno una personalità magnetica e attraente, di grande modernità e talento geniale. Pubblicata in occasione della mostra romana, la monografia raccoglie quasi 160 opere di Boldini provenienti da circa 30 musei di tutto il mondo e dalle più importanti collezioni private nazionali e internazionali e costituisce un ulteriore arricchimento per la conoscenza del corpus pittorico del maestro ferrarese. L'opera critica presentata in catalogo, frutto di articolate ricerche storiche e di archivio, e le oltre venti lettere inedite di Boldini rappresentano inoltre un contributo fondamentale alla ricostruzione della sua biografia. Accanto ai saggi dei curatori Tiziano Panconi ("Le divine": l'universo femminile nella Parigi di Boldini fra carteggi noti e il ritrovamento di documenti e lettere inediti) e Sergio Gaddi (Boldini e il rinnovamento dei primi anni francesi), il volume presenta i contributi di Loredana Angiolino (Giovanni Boldini e l'Esposizione Universale del 1889. Un inedito carteggio), Leo Lecci (Un consulente da Parigi per la prima Biennale. Giovanni Boldini e l'esposizione internazionale di Venezia del 1895), Marina Mattei (Boldini e Verdi due grandi italiani), oltre al catalogo delle opere suddiviso in quattro sezioni (La luce nuova della macchia 1864-1870; La Maison Goupil fra "chic" e "impressione" 1871-1878; La ricerca dell'attimo fuggente 1879-1891; Il ritratto Belle époque 1892-1924), le schede (a cura di Loredana Angiolino), l'epistolario inedito e la cronologia biografica di Giovanni Boldini (a cura di Tiziano Panconi e Loredana Angiolino).
2021ill., ril. In occasione del novantesimo anniversario della sua morte avvenuta a Parigi nel 1931, la cornice di Palazzo Albergati di Bologna - dal 29 ottobre 2021 al 13 marzo 2022 - con oltre 90 opere, ospita una straordinaria mostra dedicata a Giovanni Boldini. Boldini lo stregone, Boldini il fauno, Boldini il pittore! Questo e molto altro era quell'omino insolente dall'accento italiano che passeggiando per Parigi, da sotto la bombetta, guardava chiunque dall'alto in basso, ricambiando un saluto con una smorfia di distaccato disappunto. Lui, figlio del modesto pittore-restauratore Antonio, sapeva cosa fosse il disagio, avendo provato sulla sua pelle l'umiliazione della miseria, di quel corpicino striminzito compreso in un solo metro e cinquantaquattro di altezza. Lui che da giovane non era stato considerato un buon partito per il suo unico grande amore, Giulia Passega, andata in sposa a un giovanotto di buona famiglia, impiegato alla prefettura. Ecco chi era, davvero, Boldini: un ragazzo della provincia padana venuto dal basso, finito nei salotti dell'alta società, nel cuore pulsante della civiltà e di un'epoca che lo avrebbe consacrato quale uno dei suoi più iconici protagonisti.
1983illustrazioni in nero e a colori
1983cm. 15,5 x 21,5, viii-288 pp. Fondazione Giorgio Cini - Linea veneta 484 gr. viii-288 p.