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2021brossura La narrativa di Giovanni Comisso ha attraversato il Novecento, le sue poetiche, i suoi estremismi e i suoi artifici, uscendone salva e assoluta. Forte di uno sguardo naturale e diretto al mistero delle cose, alla loro nuda verità, lo scrittore organizza la sua magistrale prosa, incantatrice e musicale, e dà conto della continua esperienza dell'evento. Nicola De Cilia ci accompagna a scoprire la vita, i luoghi e la poetica di Comisso, scegliendo come privilegiati luoghi d'analisi "Giorni di guerra" e "La mia casa di campagna", fornendo allo stesso tempo paralleli e raffronti storico-letterari.
1913Gabriele D'Annunzio Giovanni Episcopo Isaotta Guttadauro. , Casa editrice Madella 1913, Legatura: a colla. Copertina: cartonata, con fioriture, ingiallita lievemente, sporca lievemente. Frontespizio: con gore, ingiallito lievemente. Pagine testo: ingiallite lievemente. Taglio: con fioriture, ingiallito, irregolare in modo lieve. Dorso: nervato, scolorito. Particolarità: paginazione parzialmente intonsa. Sguardi: ingialliti lievemente. Pagine di testo ingialliti lievemente Buono (Good) .
2002ill., ril.
1987In-8 gr., brossura, pp. 308, con illustrazioni in bianco e nero e a colori nel testo. Importante catalogo. Ben conservato.
2008ill., br. Giovanni Fattori (1825-1908) è considerato, a fianco di Silvestro Lega e Telemaco Signorini, il più importante esponente dei Macchiaioli e insieme uno dei più significativi pittori dell'Ottocento italiano. Documentò da un lato la realtà storica attorno a lui, in particolar modo le battaglie, dall'altro seppe registrare la bellezza della natura e la fatica del lavoro nelle campagne. Fu anche ritrattista fine nell'analisi psicologica dei soggetti, che troviamo sempre caratterizzati nei tratti dei volti come nelle posture dei corpi. Eccellente nella grafica, specialmente nell'acquaforte, che piegò a una sua maniera personale fatta di brevi segni che dialogano fino a formare figure, paesaggi, luci e ombre. Riguardo al suo modo di intendere la pittura scrisse: "Ho amato l'arte, e l'amo ardentemente tutt'ora. Credo fermamente che l'arte non abbia bisogno di pedanterie, ma di mezzi molto semplici in tutte le materie che devono servire a riprodurre, sia sulle tele, tavole ecc. tavolozza semplice, pochi colori: inutili i tanti che fanno il lusso dei dilettanti".
2019br. Scritta nell'estate del 1943, ma pubblicata postuma nel 1946, dopo il suo assassinio, Genesi e struttura della società è l'opera-testamento di giovanni gentile. essa porta a compimento, con una linearità e continuità di esiti, il pensiero non soltanto filosofico del principale esponente del neoidealismo italiano. Un posto centrale, in questo compimento, occupa il tema del lavoro, in particolare del senso del lavoro manuale e intellettuale, letto nella relazione inevitabile con lo Spirito Assoluto. Il volume ordina studi e ricerche dei principali studiosi del tema, ne vuole indagare la natura, l'origine e gli effetti, chiarendo il legame inscindibile tra riflessione filosofica e prospettiva pedagogica. L'umanesimo del lavoro gentiliano è sottoposto ad analisi come categoria che ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione dei "corpi intermedi" del secolo scorso e può continuare ad avere un valore metodologico e critico per ricomprendere l'inevitabile valore formativo dell'agire lavorativo anche e soprattutto oggi, quando, su questo fondamentale snodo antropologico, sociale e filosofico, sembrano prevalere altre logiche e, purtroppo, altre "leggerezze" di pensiero.
2017br. Il volume, che ampia e sviluppa la tesi del dottorato di ricerca di Vito de Luca, analizza da un punto di vista filosofico il linguaggio politico di Giovanni Gentile, ricomprendendo l'esame dei resoconti dei suoi interventi oratori in qualità di assessore supplente e di consigliere comunale del municipio di Roma, nei primi anni Venti del secolo scorso. Un'attività, quella di amministratore cittadino, non solo poco nota nelle biografie che riguardano la vita del filosofo, ma del tutto inedita nel dettaglio, come è emerso dalla ricerca effettuata sui verbali dell'Archivio Storico Capitolino. E se da un punto di vista storico emerge un Gentile occupato nella quotidianità degli affari che incombono - seppure di una grande città, come è la Capitale italiana - dall'analisi del linguaggio, sia di quello utilizzato nella sua veste di filosofo, sia in quella di ministro e senatore del regno d'Italia, un approccio teoretico mostra come il pensiero di un liberale possa collocarsi al di là di ogni categoria politica di destra e sinistra, non solo sintetizzandole, ma superandole per indirizzarsi con decisione verso il culmine della civiltà occidentale, rappresentata dalla tecnica.
2014br. Entrato nella vita pubblica come consigliere comunale e assessore per le Belle Arti nell'amministrazione civica dell'Urbe nel 1920, Giovanni Gentile mantiene la carica fino al 1922. Nell'ottobre di quell'anno viene chiamato nel primo ministero Mussolini come ministro della Pubblica Istruzione e in novembre è nominato dal Re senatore del Regno. Resta nel governo per venti mesi progettando e attuando quella particolare riforma della Scuola Italiana che va sotto il suo nome, ispirandola alla sua concezione filosofica e profondendo in essa la diretta esperienza maturata nella scuola alla quale aveva dedicato la passione e l'intelligenza della sua attiva giovinezza. La riforma, che attuò con fermezza e decisione, e fu la prima organica riforma della Scuola Italiana d'ogni ordine e grado, dopo la legge Casati del 1859, riportò le istituzioni scolastiche a quella missione educatrice dello spirito prima che degli intelletti che le influenze positivistiche, nonostante la benefica influenza del Gabelli, avevano soffocato nell'aridità della cosiddetta "scuola d'istruzione".
1987riccamente illustrato a colori
2009ill., br. La pittura di Lomi non ricerca la teatralità e ama soffermarsi su tutto quello che non è appariscente. I suoi paesaggi, le sue marine (che sono il suo soggetto più noto e più amato), le sue vedute della Vecchia Livorno, come quelle dei laghi lombardi, le sue campagne con greggi e pastori, i suoi angoli di cascinali dove qualche donna cuce all'ombra e nell'ombra, ci parlano di un'arte sommessa, che non persegue l'eloquenza o il clamore. Nell'ambito della tradizione macchiaiola della quale respira l'inclinazione al vero e la sincerità espressiva, Lomi si distingue per una particolare vocazione alla misura, evitando ogni tematica solenne, così come ogni aspirazione al sublime. Fondamentale, nel suo percorso artistico, resta la capacità di tradurre l'impressione in una rinnovata visione sintetica della realtà.
1949In-8, mz. tela editoriale, pp. 80, con numerose illustrazioni in b.n e 2 a colori, nel testo. Dedica autografa dell'artista. In buono stato (good copy).
1973In-4 p., tela editoriale, sovracoperta, pp. (24), con 23 tavole a colori e in bianco e nero fuori testo. Edizione numerata di 1000 esemplari.
2006cm. 17 x 24, 106 pp. con 1 tav. f.t. Polinnia Tra i pi? rappresentativi e discussi testimoni del Novecento letterario italiano ed europeo, Papini incarn? le sicurezze e le paure, gli slanci e le cadute di una stagione culturale dibattuta fra modernit? e reazione, fra avanguardia e tradizione. E ci? non solo per aver tentato di leggere profeticamente gli eventi del secolo ed il loro sviluppo successivo, ma per averne interpretato in prima persona le luci e le ombre. Among the most representative and controversial witnesses of twentieth-century Italian and European literature, Papini embodied certainties and fears, rises and falls of a cultural season debating between modernity and reaction, between avant-garde and tradition. And this not only because he prophetically tried to read the events of the century and its further developments, but because he interpreted its lights and shadows personally. 252 gr. 106 p.
2011brossura Questa antologia si propone di dar conto dell'importanza e della complessità dell'opera pascoliana, prestando la dovuta attenzione alle raccolte poetiche 'principali' (da Myricae ai Primi poemetti, dai Canti di Castelvecchio ai Poemi conviviali), senza tuttavia trascurare le poesie giovanili - analizzate mettendo in evidenza elementi di continuità con la produzione successiva e aspetti originali e unicamente legati ad una stagione vitale e a tratti goliardica - e il lungo tramonto da poeta bifronte, 'vate ufficiale' che canta il Risorgimento nazionale ma anche uomo che sperimenta la solitudine di fronte alla morte che incombe e la vanità di tutte le cose. Attraverso i versi più significativi scritti nel corso di una intera esistenza, e utilizzando anche alcune prose (di carattere poetico, critico e autobiografico), l'antologia racconta la storia di una esperienza letteraria che inaugura la contemporaneità, rinnovando il linguaggio e la struttura della poesia, superando il realismo ottocentesco e collocandosi nell'ambito del simbolismo europeo, dando voce alle voragini interiori, alle ferite della propria esistenza, alle incertezze di chi si muove in una realtà divenuta indecifrabile, alle inquietudini del pellegrino sulle strade del mondo.
1968cm. 18 x 25,5, 208 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia 414 gr. 208 p.
2015ill., br. Le città di Nova Milanese e Bolzano da anni promuovono un progetto istituzionale, dal titolo emblematico "Per non dimenticare". Nell'archivio storico audiovisivo, l'amministrazione comunale di Nova Milanese ha recentemente reperito un video inedito, che consiste nell'intervista al comandante partigiano Giovanni Pesce, medaglia d'oro della Resistenza, risalente al lontano 1983. È stato possibile restaurare questa videointervista, ossia una testimonianza inedita di Giovanni Pesce, comandante partigiano dei GAP, che racconta la propria vita, dal duro lavoro, come migrante in Francia, alle leggendarie azioni di lotta nelle Brigate Internazionali in Spagna, dal confino a Ventotene alla Resistenza partigiana antifascista a capo dei GAP sia a Torino, che a Milano, con il compagno di lotte, il leggendario Dante di Nanni. L'amministrazione comunale di Nova Milanese, in collaborazione con l'ANPI, si pongono il nobile intento di donare ai posteri questo documento audiovisivo dall'alto spessore storico e culturale, come monito e insegnamento alle generazioni presenti e future, per annunciare un messaggio di speranza per la fine di tutte le guerre e "Per non dimenticare" il passato e gli orrori della storia. Contributi di Vittorio Agnoletto, Daniele Bianchessi, Ketty Carraffa, Moni Ovadia, Tiziana Pesce.
2015ill., br. Le città di Nova Milanese e Bolzano da anni promuovono un progetto istituzionale, dal titolo emblematico "Per non dimenticare". Nell'archivio storico audiovisivo, l'amministrazione comunale di Nova Milanese ha recentemente reperito un video inedito, che consiste nell'intervista al comandante partigiano Giovanni Pesce, medaglia d'oro della Resistenza, risalente al lontano 1983. È stato possibile restaurare questa videointervista, ossia una testimonianza inedita di Giovanni Pesce, comandante partigiano dei GAP, che racconta la propria vita, dal duro lavoro, come migrante in Francia, alle leggendarie azioni di lotta nelle Brigate Internazionali in Spagna, dal confino a Ventotene alla Resistenza partigiana antifascista a capo dei GAP sia a Torino, che a Milano, con il compagno di lotte, il leggendario Dante di Nanni. L'amministrazione comunale di Nova Milanese, in collaborazione con l'ANPI, si pongono il nobile intento di donare ai posteri questo documento audiovisivo dall'alto spessore storico e culturale, come monito e insegnamento alle generazioni presenti e future, per annunciare un messaggio di speranza per la fine di tutte le guerre e "Per non dimenticare" il passato e gli orrori della storia. Contributi di Vittorio Agnoletto, Daniele Bianchessi, Ketty Carraffa, Moni Ovadia, Tiziana Pesce.
2016ill., br. Giovanni Pirelli (1918-1973), noto per lo più come erede "ribelle" di una delle più importanti dinastie industriali d'Italia e come curatore, insieme a Piero Malvezzi, dei fortunati volumi di "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana" (1952) e "Lettere di condannati a morte della Resistenza europea" (1954), è stato un intellettuale dal profilo ricco e complesso. Scrittore, ricercatore, collaboratore e finanziatore di molteplici iniziative culturali e politiche, Pirelli è stato un protagonista fondamentale e finora poco conosciuto di diverse stagioni di dibattito della sinistra italiana, dapprima entro il PSI e poi in autonomia rispetto alle organizzazioni storiche del movimento operaio. Per formazione, esperienze e ampiezza di relazioni, mantenne sempre una spiccata attenzione agli scenari internazionali. Strenuo sostenitore dell'indipendenza algerina, amico di Frantz Fanon, fin dai primissimi anni Sessanta ha messo i movimenti anticoloniali al centro del suo impegno politico e intellettuale. Curioso, aggiornato ed eclettico, ha sperimentato letteratura e musica, cinema e teatro, raccolta documentaria e ricerca storica, elaborando una personale visione della necessità di "dare voce" ai soggetti individuali protagonisti delle grandi trasformazioni del Novecento. Della varietà di un tale itinerario, questo volume intende fornire una lettura polifonica, affidata a studiosi di diverse discipline che hanno potuto attingere all'archivio personale di Giovanni Pirelli.
1981illustrazioni a colori e in bianco e nero
1965In-4 p., tela editoriale, pp. (10), con 109 tavv. in b.n. e a colori (applic. alla pag.) fuori testo, che riproducono opere realizzate nel periodo 1912-1963 da Giovanni Romagnoli, nato a Faenza nel 1893. Edizione di 1100 esempl. numer. Il ns. e’ ben conservato.
1965109 tavole a colori e in nero fuori testo
2017ill., br. Tre generazioni d'artisti, tutti petits maîtres di talento e solida formazione accademica, che hanno in comune di essersi misurati con la rappresentazione della montagna, sono qui radunati intorno a Giovanni Segantini. Il volume è l'occasione per una messa a confronto.
2011brossura