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19258°. 338 SS., 1 Bl. mit 3 Textillustr. von H. Daumier; 300 SS., 2 Bll. mit 3 Textillustr. von H. Daumier. Goldgepr. Rotviolett Orig.-Lwd. Honore de Balzac, Ausgewählte Werke. Hrsg. und bearbeitet von S. Meyer-Gerhards. - Untere Ecke von Bd. 2 leicht berieben. Rücken leicht berieben und verblasst. Innen sauber und frisch. In Fraktur gedruckt SW: Literatur 19. Jahrhundert, Frankreich, Übersetzung 20. Jahrhundert Bücher
1981réf. 1050765Mainz am Rhein: Philipp von Zabern, 1981. 288 S. 1 Beilage. Mit zahlr. auch farb. Abb. Gebundene Ausgabe.
1980réf. 2122528Meinz: Philipp von Zabern 1980. Mit 329 Schwarzweiß-Abbildungen und 36 Farbtafeln. Gr. 8° (22,5-25 cm) Orig.-Pappband. [Hardcover / fest gebunden].
1987This is a fine hardcover copy in a fine dust jacket with virtually no wear. Completely clean inside and out. This is one of Arwas' best works on modern design. With almost 500 illustrations, more than half in color. Arranged alphabetically like an encyclopedia, from Appert Freres and Argy-Rousseau to Friedrich Zitzmann. Pages of maker marks and facsimile signatures. Bibliography. Glossary. 12" high X 10" wide, 384 pages. A beautiful copy. This book will be securely wrapped and packed in a sturdy box and shipped with tracking.
1994This is a very good softcover copy with almost no wear. Completely clean inside and out. This is a sale catalog for an auction that was held at Sotheby's New York on June 15, 1994. Sale code: 6585 "CHOW". The sale comprised the Michael Chow Collection. Introductory essay gives much information on Chow, Marinot, Fouquet, Templier ans Despres. The collection included 33 glass pieces by Maurice Marinot, 5 pieces of jewelery by Jean Fouquet, 7 pieces by Raymond Templier and 6 pieces by Jean Despres. 11" high X 8" wide, about 50 pages. This book will be securely packed and shipped with tracking.
réf. 6620Confort Moderne, Poitiers/musée des Beaux-Arts de Mulhouse/Ecole régionale des Beaux-Arts de Rennes/FRAC Franche-Comté, Dole, 1991. In-12, chemise cartonnée et illustrée contenant une feuille pliée présentant 16 pages.
réf. 9187Artothèque de Caen/Centre d'Art contemporain de Basse-Normandie, Caen, 1995. In-8, broché sous couverture illustrée en couleur, non paginé [29 pp.]. L'angle du col du fémur a-t-il une signification sociale?, par Jacques Meunier/Is there a social significance attached to the angle of the neck of the femur? - Iconographie - Biographie.
réf. 32756Third series. Sydney : Printed by the Author 1874. Octavo half-crushed morocco over marbled papered boards spine in compartments lettered in gilt edges dyed red presentation inscription to preliminary blank to Joseph James Phelps Member of the NSW Legislative Assembly 'J. J. Phelps Esq. M. P. with the author's compliment 2 August 1875' double page lithographed view of the Ball pp. vi; viii; 96 scattered foxing else very good. John Rae was a Scottish born public servant author and painter who emigrated to Australia in 1839. 'While town clerk he wrote a long 'serio-comic' poem about the first mayoral fancy dress ball given by J. R. Wilshire.' ADB. It was first published in the Sydney Morning Herald April 1845. Rae's memoirs were self-published in 1869 with this Third Series issued in 1874. All were had printed by the author on a small Albion Press 'in my leisure hours by the midnight lamp to study the mysteries of the art of printing' Prolegomena. The frontispiece is 'a reduced photo-lithographed copy of Nicholas' picture of the Ball. It is a clever sketch by a clever but neglected artist whom some of our old colonists will remember as a miniature-painter for many years in Sydney'. This refers to William Nicholas c. 1807 - 1854 noted society portraitist of the time. The Ball was apparently quite an event 'It was a gorgeous spectacle; and unless we had been present we could not have conceived it possible for Sydney in its present condition to have brought together such a vast variety of costly and magnificent dresses and costumes of all nations as greeted our eyes on the present occasion.' - Rae. Rare. hardcover
réf. 0699-Co.J. Lithographie, mit oliver Tonplatte und weißen Lichtern, auf chamoisfarbenem Kupferdruckpapier, monogrammiert. Darstellungsgröße 55,5:41 cm, Blattgröße 63,5:50 cm. ? Wasserrand am Oberrand.
1935réf. 17483-yh5050Hamburg: Der neue sieben Stäbe Verlag 1935. 48 Seiten. Orig. Broschur mit orig. Schutzumschlag und Banderole (Umschlag mit geringen Randläsuren, sonst sehr gutes und sauberes Exemplar). 8°. broschiert/ Taschenbuch
1967réf. 38768(Neuwied und Berlin), Luchterhand, (1967). 107 S., 2 Bl. Mit zahlreichen Illustrationen von Günter Grass. 4° (27 x 21 cm). Original-Pappe mit Schutzumschlag.
1951In-16 gr., cartonato editoriale, sovracoperta, pp. 126,(8). Prima edizione italiana. In buono stato (good copy).
réf. 7130musée Rodin, Paris, 1988. In-4, broché sous couverture rempliée et illustrée, 39 pp. Avant-propos, par Jacques Villain - De Rerum Natura et de l'ongle en particulier, par Philippe Piguet - Planches - Expositions personnelles/collectives.
2020ill., br. L'eterna querelle fra musica teorica e musica pratica, questa volta incarnata nella polemica tutta francese fra i sostenitori dell'arpa a pedali a movimento semplice (e del temperamento equabile) e quelli dell'arpa a doppio movimento di Sébastien Erard (e dell'accordatura pitagorica), nel pieno del periodo romantico.
2020br. Siamo nel 1943 e Mirjam vive la sua vita con i familiari, padre, madre e sorella maggiore, chiusa in due stanze, col costante timore di poter essere tutti scoperti e deportati. Questo è il contesto nel quale prende corpo, sul suo prezioso "quadernetto verde", la stesura di una piccola raccolta di racconti fantastici nei quali prendono vita luoghi e personaggi liberi e liberanti, pulsanti di vita e per questo vivificanti rispetto alla realtà chiusa, soffocante, piatta ed inquietante... La fantasia ha una straordinaria funzione compensativa per lei, permettendole una salutare "fuga" verso la libertà tanto desiderata, aiutandola a recuperare il senso del tempo ed il gusto del vivere.
2014ill., br. La Descriptio Hebreorum presentata in queste pagine è un documento di valore eccezionale per la storia della comunità ebraica romana: costituisce infatti l'unico "censimento" della popolazione ebraica residente nel ghetto di Roma fino a oggi conosciuto per il periodo che va dal 1555 (data della creazione del "claustro degli ebrei") al 1796 (anno a cui risalgono gli elenchi degli appartenenti alle singole Scole, che forniscono una cifra complessiva di 3.617 individui). Voluta dalle autorità pontificie per motivi fiscali e "scoperta" grazie all'incrocio tra i documenti conservati nell'Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma e nell'Archivio di Stato di Roma, la rilevazione venne effettuata tra il 27 luglio e il 17 agosto 1733. Compiuta strada per strada, casa per casa, essa numera e descrive tutte le famiglie e le persone di entrambi i sessi e di ogni età (per un totale di 4.059 individui e 892 nuclei familiari) che nell'estate del 1733 risiedevano nel ghetto di Roma. Si tratta di un documento di estremo rilievo anche per una valutazione complessiva della popolazione romana, all'interno della quale gli ebrei rappresentavano una presenza costante a partire dal II secolo a. C, ma che erano esclusi per motivi religiosi da quella fonte preziosa per lo studio della popolazione di età moderna costituita, per i cristiani, dai libri parrocchiali e in particolare dagli "stati delle anime", diffusamente redatti a partire dalla metà del XVII secolo.
1980illustrazioni
2018br. Il volume raccoglie i saggi più significativi scritti da Tzvetan Todorov nell'arco degli ultimi venticinque anni. È la summa di un intellettuale di enorme prestigio e autorevolezza, che affronta i temi centrali della sua opera. Giovane e brillante studioso approdato nel 1960 a Parigi dalla Bulgaria sovietica, Todorov si è subito affermato come teorico della letteratura, usando gli strumenti dello strutturalismo e della semiotica. Ha poi dedicato saggi fondamentali alla scoperta dell'America e al rapporto-scontro con l'Altro. La sua riflessione si è poi concentrata sul rapporto tra l'etica e la storia nell'era dei totalitarismi. Negli ultimi anni, ha condotto una lucida riflessione politica sul ruolo e sul futuro dell'Europa tra globalizzazione e migrazioni; e al tempo stesso ha continuato a occuparsi dei capolavori della letteratura e dei loro autori. Attraverso un itinerario personale che illumina gli oggetti della sua riflessione (da Aron a Goethe, da Primo Levi a Mozart, da Stendhal a Beckett, passando per uno "Stalin visto da vicino" e una riflessione su "Artisti e dittatori"), Todorov traccia un affascinante autoritratto. Facendoci incontrare i libri e gli autori che si nascondono dietro di essi, "Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro" ci trasmette la saggezza di un umanesimo segnato dall'incontro con il male, che tuttavia evita rassegnazione e pessimismo.
In 16o, pp. 276, br. Traduz. di Carlo Boselli, con firma di proprietà, ottimo (6796/ ACOSTA Y LARA - GLI AMANTI DI GRANATA - LETTERATURA SUDAMERICANA 1900)
1950In-16 gr., brossura, pp. 405,(11). Prima edizione italiana. Ben conservato.
2016ill., br. Appassionata, irruente, emotiva. Al contempo romantica e audace. Di un uomo solo - il suo Diego - eppure decisa a non rinunciare a nessun batticuore. Fortemente invalidata dai gravi incidenti che segnarono la sua vita, ma decisa a non negarsi mai la sperimentazione del piacere. Amata e amante di molti e molte, Frida Kahlo fu un personaggio rivoluzionario, tanto nello stile pittorico che nello stile di vita. E nei suoi amori. Distante dalla cultura stereotipata della famiglia, Frida Kahlo, compagna e moglie di Diego Rivera, amò politici, artiste, fotografi e modelle in piena libertà, senza sentirsi mai in dovere di mascherare quelle relazioni. E di quegli amori fece arte e perfino filosofia, trasportando emozioni e sensualità nei suoi dipinti, nella "costruzione" di una nuova e più profonda idea di femminino. Questo libro ricostruisce per la prima volta tutte le passioni e le relazioni vissute dall'artista, rintracciandone detti e non-detti tra lettere, opere e memorie di amici e, appunto, amori. Un viaggio inusitato nella vita - segreta e non - di una rivoluzionaria, in lotta contro società, stereotipi, natura e, talvolta, perfino se stessa.
2013br. La figura femminile ha da sempre avuto un ruolo ambivalente per Cesare Pavese: dalla "donna dalla voce rauca" (Tina Pizzardo) alla "donna venuta di marzo" (Constance Dowling), esprime la ragione prima dell'esistenza e l'ultima speranza prima del suicidio dando voce ad un sentimento tanto autentico, quanto disperato. Attraverso un excursus letterario dell'opera pavesiana, dal neorealismo degli inizi fino al concetto di mito, si è analizzata la sua opera più cara, ovvero "Dialoghi con Leucò", al cui interno assume un ruolo significativo il dialogo "La belva". Infatti la figura della dea Artemide, protagonista della vicenda, chiarisce in modo suggestivo la percezione della creatura femminile per il poeta. Ci è sembrato, a questo proposito, di intravedere un collegamento tra "la belva" e le figure delle donne più importanti della sua vita.
2010ill. La superstizione di Gabriele d'Annunzio è ben nota. E così pure l'uso che fece di amuleti e talismani sin dagli anni giovanili, come ricordò negli scritti letterari, negli appunti e nell'epistolario infinito. Il saggio Gli amuleti di d'Annunzio esemplifica anche gli oggetti scaramantici che volle a protezione della propria casa di Gardone Riviera, la Prioria del Vittoriale degli Italiani. Il tema va ben oltre la curiosità e l'intrigo esoterico. Documenta, infatti, il singolare mondo del poeta da cui scaturì la sua vena lirica, la sua concezione metafisica, la sua tensione verso l'oltre, il desiderio di congiungere la terra al cielo, anche attraverso simboli, in un gioco di rimandi in cui l'anima possa trovare immagini adeguate per penetrare il mistero dell'Infinito in cui tutto è Uno. La prima sezione del libro Esoterismo dannunziano è di Attilio Mazza; la seconda, Oggetti scaramantici al Vittoriale, è frutto della ricerca di Antonio Bortolotti.
2019br. Il testo raccoglie una decina di contributi scritti in occasione del centenario della rivoluzione russa a partire da un'esigenza sentita come importante dagli autori: offrire un'analisi storiografica su uno snodo centrale per la storia del Novecento e per l'identità del movimento operaio, mettendo in evidenza natura e caratteristiche della critica anarchica al bolscevismo. Emerge così, nella sua ricchezza e perspicacia, la visione libertaria degli eventi russi, ovvero il tentativo di far sopravvivere la rivoluzione al bolscevismo, o meglio di far vivere la rivoluzione facendo a meno dei due pilastri su cui poggia il bolscevismo: il partito e la polizia segreta. Nel fare ciò gli anarchici provano anche a mettere in moto processi, seppur frammentari, di autogoverno popolare, appoggiando i soviet più radicali, come quello di Kronstadt, o l'autogestione delle campagne, come nelle zone influenzate dal machnovismo.