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2004br. In questo che è uno degli ultimi suoi dialoghi, Platone sottopone a una severa critica la propria dottrina delle idee confrontandola con le posizioni di Zenone e di Parmenide. Zenone sostiene l'impossibilità dell'esistenza del molteplice, confermando la tesi di Parmenide secondo la quale solo l'Uno, immutabile ed eterno, esiste. Socrate obietta che quanto sostiene Zenone è errato, in quanto si limita solo all'ambito del molteplice sensibile e non a quello del molteplice ideale. Parmenide interviene ammettendo la validità delle affermazioni di Socrate, ma facendo notare come sia impossibile accettare il molteplice anche nel mondo delle idee, in quanto l'idea di uomo riassume una molteplicità infinita di uomini.
1989brossura Si può attingere col linguaggio all'intima essenza delle cose? Questo è il tema del «Cratilo», uno dei dialoghi più brillanti di Platone, denso di spunti e problematiche ancora attuali e dibattuti. Ermogene e Cratilo, un discepolo di Eraclito, discutono sulla natura dei nomi: mentre il primo sostiene che siano una semplice convenzione, Cratilo è convinto che corrispondano alla natura delle cose che designano, e siano quindi l'unico mezzo per arrivare alla conoscenza delle cose stesse. Socrate, dopo essersi scatenato in una brillante performance etimologica, non dà ragione né all'uno né all'altro: un effettivo rapporto tra le parole e le cose non si può negare né dimostrare. E il dibattito rimane tutt'oggi aperto. L'introduzione di Caterina Licciardi esamina in dettaglio le argomentazioni proposte dagli interlocutori.
2013br. Critone, amico di Socrate, progetta il modo di far fuggire dal carcere il filosofo per sottrarlo alla pena di morte alla quale era stato condannato ingiustamente. Socrate respinge tale proposta e spiega le ragioni del rifiuto in un dialogo che tocca i grandi temi della sua riflessione filosofica. Il bene più alto non è la vita in sé, ma la vita moralmente buona e la fuga dal carcere sarebbe una ingiustizia contro lo Stato, come ricordano le Leggi stesse che Socrate fa intervenire nel dialogo. Nel Critone si sostiene una tesi che si può denominare "rivoluzione della nonviolenza": "Non si deve disertare, né ritirarsi, né abbandonare il proprio posto (...), ma bisogna fare quello che la Patria e la Città comandano, oppure persuaderle in che cosa consiste la giustizia, mentre adottare la violenza non è cosa santa, né nei confronti della madre, del padre, o della Patria".
2001brossura L'"Eutifrone" mette a nudo la povertà e la carenza strutturale del rapporto teologico della 'religione olimpica', incarnata dal sacerdote Eutifrone, e, tramite Socrate, mostra l'esigenza di una concezione religiosa totalmente rivoluzionaria e fondata sulla ricerca dialettico-filosofica del vero. E le conseguenze di tale rivoluzione sono enormi: anche se in via solo allusiva, Platone rivela, di ricercare in questo modo un nuovo rapporto tra l'uomo e il divino, un rapporto svincolato da quel 'commercio' fatto di scambi tra richieste e sacrifici propiziatori, a cui spesso si riduceva la religione greca tradizionale. Introdurre questo nuovo rapporto significa comprendere che dal divino viene all'uomo solo il bene e non il male.
2022br. Platone polemizza in questo dialogo con i sofisti, accusati di privilegiare, nella formazione dei giovani ateniesi, le abilità retoriche. L'arte oratoria di Gorgia, maestro di retorica dal quale l'opera prende il nome, appare, al discepolo di Socrate, uno strumento in grado di portare la confusione e l'ingiustizia nella vita politica e sociale dello Stato. Alle capacità dei retori di rendere persuasivi discorsi poco solidi sul piano argomentativo, Platone contrappone il sistema filosofico socratico, l'unico, secondo lui, in grado di trovare la verità e di discernere il giusto dall'ingiusto.
2015br. Il Fedone è la storia di una morte, quella di Socrate e, allo stesso tempo, è il racconto di una nascita, quella della metafisica occidentale, che proprio nelle pagine di questo splendido dialogo vede la luce. Il racconto dell'ultima giornata di Socrate nel carcere di Atene diviene, per Platone, il luogo decisivo per tenere un altro discorso sulla morte: un discorso diverso da quelli della religione, dell'arte o della scienza, un discorso che non si limita ad inaugurare un modo nuovo di parlarne, ma si spinge fino ad intrecciare la morte e la filosofia in un abbraccio indissolubile. Dopo il Fedone, la morte non potrà più essere, per il pensiero, qualcos'altro a cui pensare, un pensiero particolare, un determinato oggetto del pensiero. Dopo il Fedone, la morte si porrà, sin dall'inizio, insieme al pensiero. Dopo il Fedone non si cesserà di pensare alla morte che cessando di pensare.
2019br. Il problema del valore delle passioni è centrale nel pensiero di Plutarco e ritorna in molti dei suoi scritti morali. In quest'opera l'autore delinea un itinerario verso l'autentica serenità interiore, fornendo una serie di consigli pratici, miranti soprattutto alla prevenzione degli stati d'ansia e del turbamento. Tesi centrale è che "non bisogna porre la fonte della tranquillità nelle cose esterne, giacché essa dipende dal nostro animo". Inutile quindi cercare all'esterno tanto i responsabili della nostra irrequietezza quanto i possibili rimedi: occorre guardarsi dentro e individuare la fonte di serenità che è in noi. Solo così saremo in grado di ricavare gioia anche dalle cose esterne.
2020br. Filosofi della nonviolenza e uomini dotati di una forte coscienza individuale e di una grande consapevolezza del proprio obbligo morale, di intonazione kantiana, Claudio Baglietto (1908-1940) e Aldo Capitini (1899-1968) appartengono alla esigua schiera dei "persuasi", di coloro che hanno saputo «dire "sì" al bene e dire "no" al male». L'intensificarsi del sodalizio culturale e spirituale tra i due, nato nel contesto della Scuola Normale Superiore di Pisa durante l'"era Gentile" e sviluppatosi in un legame di amicizia personale mai reciso, viene ricostruito attraverso le voci e le lettere dei protagonisti, con un'attenzione storico-politica e, al contempo, etica, finalizzata a cogliere le motivazioni profonde sottese al loro rifiuto. Un rifiuto messo in atto per rispondere a un'urgenza e a un imperativo morale e religioso, prima ancora che politico.
2023br. Adolf Hitler: il male radicale per antonomasia, si dirà. D'accordo. Eppure, se (e poiché) non basta essere d'accordo, ovvero intendersi con gli «altri» sul piano del cuore, [...] cosa buona e giusta è che [...] si ragioni, apertis verbis, con il più "disominato" pathos della distanza. Ecco perché, a dispetto di ogni immediata protesta di quel «mortale» che ciascuno di noi crede di essere [...], l'unica voce che qui avrà diritto di parola sarà soltanto - si fa per dire - quella dell'Innegabile, quella del Non-Mitico. [...]
2018br. Il desiderio di raggiungere pienamente i propri obiettivi è presente in ognuno di noi, ma la paura di non riuscire a realizzarli può essere a volte paralizzante e condizionare tutta la nostra vita. La sensazione così sgradevole e opprimente di non essere in grado di muoversi nel mondo è fin troppo comune. Questo testo cerca di indicare una strada per la comprensione delle dinamiche relative al complesso di inferiorità. Per farlo utilizza la lente della Psicologia Individuale di Alfred Adler che per primo teorizza questo concetto. Nel testo sono presenti non solo riflessioni teoriche ma soprattutto considerazioni concrete, utili per cercare di trovare strategie efficaci per superare il senso di inferiorità. Prefazione di Giansecondo Mazzoli.
1997br.
2012br. Quanti sono i mondi che compongono l'universo in cui viviamo? Contro i sostenitori di una concezione monistica o dualistica, Popper propone in questo piccolo libro una visione plurale, fatta di tre sotto-universi. Il Mondo 1 comprende i corpi fisici: è il mondo delle pietre e delle stelle, delle piante e degli animali. Il Mondo 2 è quello mentale o psicologico: il mondo dei nostri sentimenti di piacere e di dolore, dei nostri pensieri e delle nostre percezioni. Ma è sul Mondo 3 che Popper sofferma più a lungo l'attenzione, quello che include i prodotti della mente umana. È il mondo delle lingue e dei racconti, delle storie e dei miti religiosi, delle teorie scientifiche e delle costruzioni matematiche, in cui trovano ugualmente posto l'"Amleto" di Shakespeare, la "Quinta" di Beethoven e la Costituzione americana, oggetti - come dimostra l'autore - altrettanto reali degli altri.
2005brossura Le tesi filosofiche sostenute da Karl Popper sono state da lui stesso etichettate con la formula realismo critico ed esposte come "completamento del criticismo kantiano". Popper, inoltre, si è presentato anche come il teorico del fallibilismo. Il fallibilismo, ha scritto, "non è nient'altro che il non-sapere socratico". Infine, egli ha affermato di essere "sempre stato un filosofo del senso comune". I meriti del senso comune, secondo Popper, sono molteplici. Infatti, ad esempio, ha privilegiato il realismo, l'indeterminismo e la teoria e la teoria della verità come corrispondenza. "Il senso comune egli scrive - è in tutte le situazioni problematiche il consigliere più valido e più affidabile. Esso però non è sempre affidabile; e qualora si affrontino problemi di teoria della conoscenza è allora della massima importanza fronteggiarlo in modo seriamente critico". In breve, secondo Popper, la scienza e la filosofia hanno il loro punto di partenza nel senso comune e lo strumento di progresso è la critica. È la critica che consente, in ultima analisi, di passare dai pregiudizi del senso comune ai giudizi della filosofia e della scienza. Il punto di arrivo, dunque, è un senso comune più raffinato, più sofisticato.
2013br. La storia non ha un senso di marcia e non è possibile stabilire la direzione del suo corso, né prevedere le sue finalità. Qualsiasi credenza deterministica è errata, perché non disponiamo di strumenti che ci permettano una previsione scientifica degli eventi. Questa tesi, coltivata da Popper all'indomani del primo conflitto mondiale, è emersa al dibattito solo nel secondo dopoguerra provocando diversi imbarazzi. L'attacco allo storicismo e alle filosofie profetiche della storia rappresenta, inoltre, un invito a combattere l'ingiustizia e l'oppressione con la consapevolezza che non esiste un dio nascosto nella storia né una legge dialettica che possa garantire l'esito delle nostre azioni. Introduzione di Salvatore Veca
2017br. La Vita di Pitagora, ovvero di colui che non solo ha dato inizio alla parola filosofia, ma alla filosofia stessa come genere di vita, rappresenta così un esempio di verità e di purezza che il mondo classico al tramonto cerca di opporre all'ormai prevalente cristianesimo. Una religiosità pura, fondata sulla virtù e sulla ragione, è anche il messaggio che Porfirio lascia in quella Lettera a Marcella, la moglie, che è stata autorevolmente chiamata "ultima parola della sapienza antica", o "testamento morale dell'antichità", nota solo dal 1816, da tempo introvabile in libreria.
2022br. La complessità della figura di Circe continua a interrogare. Qui si sceglie di ascoltarla e di reagire tenendola non di fronte ma sguincia, in modo da registrare, più che domande e risposte, un campo di tensioni. Teso - tra invidia, ammirazione, polemica - è il campo della disputa tra Circe e Atena, avversario interno quanto esterno. Disputa che mostra la difficoltà del percorso della soggettività femminile, alle prese sia con l'immaginario che la definisce che con quello che la anima. A riflettere su questo percorso vengono convocati J. Joyce, V. Woolf, M. Atwood, M. Cunningham, N. Ginzburg; la filosofa E. Pulcini e la psicoanalista M.C. Barducci. A riflettere sull'anno trascorso con Circe - sospeso, ricco di altrove, di altrimenti - come metafora del tempo analitico, viene convocato lo stesso Odisseo, che però narra ai Feaci un'altra storia.
1972brossura
2018brossura "The time is out of joint" questa famosa citazione dall'Amleto di William Shakespeare ben descrive il senso di decentramento e di decostruzione che viviamo nel tempo attuale. Il mondo contemporaneo è dominato da nuove forme di comunicazione, spazi virtuali, biotecnologie che sovvertono la percezione usuale del nostro corpo, ormai assimilabile a quei cyborg, ibridi uomomacchina prima rappresentati solo nelle fantasie fantascientifiche. Ci troviamo di fronte a nuove definizioni della sessualità, nuove organizzazioni della famiglia che mettono in crisi antichi assetti sociali e psichici. È necessario prima di tutto trovare delle zone mentali in cui sia possibile l'elaborazione di questi cambiamenti rifuggendo dal pregiudizio che crea rifiuti indiscutibili ma senza cadere nell'ovvietà della loro accettazione acritica e senza precipitarsi in agiti che offuscano la loro problematicità. Forse la psicoanalisi può essere uno degli strumenti adatti a svolgere questa funzione.
2008brossura
2019brossura Anche se non è più attribuibile a Tommaso d'Aquino, il trattatello "La pietra filosofale" ben s'inserisce in quel complesso mondo basso medievale che, mentre approfondisce alcuni filoni della scienza naturale antica, prelude alla scienza moderna. Rispetto a versioni precedenti, la traduzione è molto letterale, così da non perdere la coordinazione e la subordinazione dei periodi, nell'intento di far parlare l'autore che ci conduce quasi per mano nella "bottega dell'alchimista". Introduzione di Carmela Bianco.
2014br. Quando la vita ci sfida, è il momento in cui deve risvegliarsi tutto quel variegato e complesso mondo di possibilità che ognuno di noi si porta dentro. Siamo molto di più di quello che pensiamo di essere, siamo la ghianda che contiene in sé il potenziale per diventare una quercia, ed esprimendo al meglio questo potenziale potremo pensare in grande e realizzare tutto quello che desideriamo. Mario Alonso Puig, uno dei più grandi life coach del mondo, ci spiega come individuare il cammino che conduce verso la pienezza. Percorrendo questo sentiero di crescita ed evoluzione, risveglieremo a poco a poco una realtà più ampia, una realtà definita non tanto da quello che facciamo, ma soprattutto da quello che siamo.
2019br. Negli ultimi anni, anche a seguito di alcuni studi sull'invecchiamento da me condotti nel corso del mio lungo impegno clinico e scientifico, mi stava affascinando l'idea di meglio conoscere gli aspetti anatomofunzionali che favoriscono l'invecchiamento e, per contro, quelli che nel XX secolo avevano consentito un significativo aumento della durata della vita dell'uomo. Mi posi perciò come obiettivo di scrivere qualcosa sull'invecchiamento e sulla longevità da dedicare ai giovani e a tutti coloro che, in qualsiasi età, avessero la mia stessa curiosità di «conoscere i fattori che possono favorire una vita longeva integrata, sana e attiva». Nei primi mesi del 2018, nei momenti di rivisitazione attiva delle esperienze umane, sociali e parapolitiche, dirette e indirette, accumulate nel corso della mia vita vissuta ho cominciato a riflettere sul significato di "amicizia" e di "amico", un tema che mi affascinava sin dai tempi del liceo quando l'esimio professore di filosofia Eugenio Petroni attraverso i filosofi parlava a noi adolescenti di amicizia e amore ricordando che avevano la stessa radice, "di fatti entrambi i termini derivano da amare". Ho perciò cominciato a rileggere i racconti che dell'amicizia hanno fatto filosofi, storici, poeti, religiosi da Platone, filosofo greco antico Maestro di Aristotele, all'epoca postmoderna, e mentre lo facevo mi sono sorpreso a rivivere, senza alcuna nostalgia, momenti di felicità evocati dal ricordo presente e/o passato di "amici" che il tempo ha certificato indelebilmente "veri".