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2020br. «La contraddizione sempre crescente fra l'ignoto che gli uomini inconsapevolmente cercano e la vita che ad essi è offerta e permessa...»: è il frammento hegeliano da cui prende avvio la densa riflessione affidata a queste pagine. Dialogando con i giganti del pensiero e della letteratura -Hegel, Kant, Fichte, Novalis, Hölderlin, Goethe - Bodei approfondisce temi centrali come i vincoli politici, economici, domestici e ideali che imprigionano le nostre esistenze causando sofferenza e disagio; i criteri che possono orientare verso una vita migliore, capace di eliminare il ripiegamento su di sé dei singoli e la rassegnazione delle moltitudini. Questa eccezionale stagione di pensiero è anche mostrata in rapporto alle successive metamorfosi dell'individualità e al senso dei conflitti che lacerano e articolano le loro e le nostre vicende.
2014br. Tradotto nel problema del messianismo, la questione che poniamo in questo libro è di sapere se esista un legame tra la violenza (la guerra) e la venuta del Messia (della giustizia, della democrazia, dell'ordine, della pace). In questa prospettiva, di quanta violenza c'è bisogno? E quali figure di violenza sono in grado di condurvi? È possibile l'agire messianico? È necessario agire violentemente perché giunga una nuova epoca? Si tratta dunque di cercare l'agire che, d'urgenza, conduca all'altro e ne sia pertanto l'attesa. A tal riguardo, la filosofia come prassi è già un agire politico che possiede un potenziale messianico o rivoluzionario. Ci coinvolge, poiché essa cerca di associare e includere tutti, cerca di fare entrare in un divenire attivo, o, il che è lo stesso, di far sì che nessuno rimanga passivo. Essa dimostra l'urgenza di costruire, al più presto, una città giusta. Solo ad essa, la possibilità che sopraggiunga una nuova epoca storica ci fornisce una ragione sufficiente per continuare a leggere e a fare filosofia. L'avvenire della prima è inseparabile dall'avvenire della seconda.
2012brossura
2014brossura L'obiettivo dichiarato, dunque, è quello di colmare un gap. Prima di tutto, allora, si tratta di evidenziare che un gap effettivamente c'è: un concavo giustifica un convesso che lo colmi. Ecco perché, anzitutto, Bondi si impegna a sottolineare l'importanza di un filosofo che in Italia è conosciuto soltanto come autore di un'opera fondamentale sul fenomeno erotico, "L'Amour et l'Occident" (1939). Chi si trovasse a visitare i palazzi europei di Strasburgo, in effetti, rimarrebbe stupito di imbattersi in una statua monumentale a lui dedicata. Il filosofo della passione celebrato come padre dell'Europa? Ecco che allora, ad un'analisi appena più approfondita, si verrebbe a scoprire che Rougemont non solo fu l'autore di uno dei volumi più citati del Novecento, ma anche il relatore della Commissione culturale del Congresso dell'Aia nel 1948, e addirittura il presidente della prima Tavola Rotonda del Consiglio d'Europa,nel 1952. È dunque possibile stabilire un possibile comune denominatore tra questi due orientamenti del suo pensiero, l'erotico e il politico? Bondi lo trova nella filosofia della persona, fondamento saldo e perenne di tutta la successiva costruzione teoretica del filosofo di Neuchâtel.
2022br. Il dialogo con il proprio Io interiore, rappresenta il punto chiave di questo libro, che riporta le esperienze dirette di Claudia e Lodovica. Attraverso i loro scritti si comprende che l'evoluzione personale ha inizio da azioni semplici come il lasciarsi guidare, con la visualizzazione, alla scoperta di sé e dei propri Maestri interiori. Nel titolo scelto, il termine "incontro" viene utilizzato per far comprendere che incontrare l'Io grande è il primo livello di un percorso ricco ed entusiasmante ed è il prendere confidenza con il lato migliore presente in ciascuno. "Il piano spirituale" sta a indicare che intraprendendo questo cammino inevitabilmente si entra in contatto con energie e forze superiori, forze benefiche e di luce. Questo viaggio conduce a una presa di coscienza sempre maggiore delle proprie capacità e possibilità. È una ricerca attiva per riprendere in mano il proprio destino. Gli esercizi riportati consentono di avvicinarsi alla tecnica Lumenas, prendere confidenza con la visualizzazione e iniziare a rivoluzionare la propria vita.
2023br. Hai mai pensato che l'arte e la storia dell'arte possano essere uno strumento alchemico per l'evoluzione della coscienza? Ti sei mai chiesto che valore potrebbe avere l'arte al di là di quello puramente estetico? E se bastassero sette piccoli passi per cambiare le convinzioni sull'arte che ne limitano la sua vera espressione e ci impediscono di servircene pienamente per avvicinarci alla nostra anima e ascoltare e comprendere ciò che ci sussurra all'orecchio? Questo manoscritto vuole stimolare un cambio di prospettiva per riconsegnare l'arte al suo vero linguaggio, quello emozionale, in grado di toccare corde profonde e giungere a "curare" l'anima. L'intento è quello di condurti in un viaggio affascinante tra arte e scienza, dove le discipline dialogano e si integrano, e di farti sperimentare un concetto di arteterapia che nasce dall'ascolto dell'opera d'arte. Attraverso gli esercizi che ti propongo, potrai imparare a "sentire" ciò che l'opera ti suscita.
2019br. «Ho scritto questo libro per me, perché nulla quanto lo scrivere chiarisce i propri pensieri, sentimenti ed emozioni. Ho scritto questo libro per gli altri, perché confido che le mie riflessioni possano essere utili anche ad altre persone. Ho ritenuto di cercare di fondere insieme la conoscenza teorica con l'esperienza personale, la scienza e la testimonianza. Mi è sembrato che soltanto questa fusione consentisse di esaminare davvero la malattia nei suoi infiniti aspetti, che solo il malato può conoscere, e di andare, nello stesso tempo, oltre la propria personale e irripetibile esperienza.» Una studiosa affermata, psicologa dello sviluppo, sperimenta su di sé la più traumatica delle esperienze. Nell'urto devastante contro uno stato esistenziale e fisico che modifica radicalmente l'orizzonte, le aspettative, le condizioni di vita, scienza e privato si incontrano nello sforzo di dare un senso a quanto sta avvenendo.
2012br. L'università è un mito, la sua madre spirituale è la borghesia. Per lunghi secoli i templi del sapere hanno avuto un ruolo di opposizione alla cultura aristocratica. Ma se l'Università moderna aveva avuto lo scopo di celebrare nel culto di un sapere polivalente e cosmopolita - il volano di una nuova "aristocrazia" dello spirito e della cultura, questa spinta si è da tempo fermata per ridursi alla burocratizzazione del sapere. Questo libro raccoglie grande voci del passato che hanno incarnato il mito moderno dell'Università, per aprire una riflessione sulla sua situazione attuale. Dopo le contestazioni e i sessantotto di tutto il mondo, dopo le mille riforme annunciate e fallite, il declino si è trasformato in débàcle. Sino a fare - nell'epoca post-moderna o post-borghese - dell'Università, nel migliore dei casi un "rande liceo", nel peggiore e più comune dei casi una modesta e populistica alternativa al bar, all'Oratorio, a un'inesistente famiglia o, peggio ancora, alla disoccupazione. Riascoltare le voci autorevoli del passato rende più lucida la consapevolezza del presente.
2008br. Viaggiare è connaturato alla condizione umana. Gli uomini - di ogni epoca, età, generazione, cultura e religione - si sono sempre messi in viaggio per scoprire il mondo, per incontrare gli altri, per costruire prossimità, per intrecciare amori, per nutrire odi, per definire conflitti e così via. L'esperienza del viaggio si può considerare allora come l'esperienza stessa della vita degli uomini. In questo senso, il viaggio ha sempre un contenuto filosofico: indipendentemente dalle mete cui guarda. Ciò lo fa la metafora di un itinerario di cui - come per la propria vita - ben poco si sa e si può sapere, non può che essere, comprensibilmente, misteriosa. Si potrebbe, di conseguenza, azzardare che per viaggiare veramente bisogna essere filosofi o che la filosofia è la vera molla che spinge a viaggiare: a esplorare i cammini più disagiati, i percorsi più tortuosi, le vie più ardue.
2008br. Viaggiare è connaturato alla condizione umana. Gli uomini - di ogni epoca, età, generazione, cultura e religione - si sono sempre messi in viaggio per scoprire il mondo, per incontrare gli altri, per costruire prossimità, per intrecciare amori, per nutrire odi, per definire conflitti e così via. L'esperienza del viaggio si può considerare allora come l'esperienza stessa della vita degli uomini. In questo senso, il viaggio ha sempre un contenuto filosofico: indipendentemente dalle mete cui guarda. Ciò lo fa la metafora di un itinerario di cui - come per la propria vita - ben poco si sa e si può sapere, non può che essere, comprensibilmente, misteriosa. Si potrebbe, di conseguenza, azzardare che per viaggiare veramente bisogna essere filosofi o che la filosofia è la vera molla che spinge a viaggiare: a esplorare i cammini più disagiati, i percorsi più tortuosi, le vie più ardue.
2010br. Le riflessioni contenute in questo volume tendono ad andare verso una sola ed unica direzione: quella di ritagliare uno spazio critico ed oppositivo nei confronti di una società sempre più povera di senso e contenuti. Rappresenta una sorta di invito ad "essere diversi" per "essere se stessi" e a ribellarsi ad un consumismo che tutto travolge e tutto distorce. Ma è anche un invito a combattere quel nichilismo in cui l'assoluta mancanza di valori diventa filosofia di vita, ammantandosi di frasi "ben fatte", di "ovvietà filosofiche" e di quel "politicamente corretto" dietro cui intellettuali e filosofi nascondono, oggi, il loro non-essere e la loro pochezza.
2021ill., br. La paura può renderci prigionieri se la respingiamo o la combattiamo, oppure può diventare una forza che ci aiuta a raggiungere grandi traguardi se la accettiamo come alleata, quindi, non è un qualcosa da combattere ma da conoscere, accettare e abbracciare. L'antidoto migliore per la paura è l'azione, ma per agire ci vuole coraggio e una buona preparazione. In questo libro l'autrice ci propone degli strumenti per imparare ad agire con coraggio. Ci accompagnerà attraverso i cinque passi per prepararci ad agire e superare una paura limitante...
2003br. Al di là della semplice imitazione e della sua riduzione a riproduzione di un'immagine, nell'estetica ma anche oltre l'espressione artistica, il termine "mimesis" apre a un campo di significati che indicano una più ampia capacità di mimetismo, somiglianza, assimilazione, rappresentazione. La "facoltà mimetica" possiede una complessità antropologica e gioca un ruolo centrale nella formazione del genere umano e della personalità di ciascuno. Grazie alla sua capacità pervasiva e ambivalente di rendere conto di aspetti negativi e di aspetti creativi e di apertura, la mimesis dimostra un'inedita valenza "politica", nell'ambito della definizione dei saperi, dove la sua comprensione diventa la posta in gioco della lotta tra approcci in contrasto tra loro.
2010br. Esistono molti libri sull'accudimento dei bambini. Spesso si presentano come manuali di istruzioni, come magiche ricette di felicità per genitori e figli. Questo libro non propone metodi uguali per tutti. È un invito a riflettere sulla particolarità di ogni famiglia, sul diritto di allevare i bambini in piena libertà lasciando da parte i pregiudizi culturali, ascoltando il proprio istinto. Viviamo, infatti, in una società che impone tempi e spazi basati sulla logica della produttività e del consumismo e che non si cura a sufficienza di proteggere lo sviluppo affettivo dei più piccoli. I nostri figli crescono perciò in un mondo che spesso si è dimenticato di loro pretendendo che diventino da subito autonomi, che non disturbino, che ignorino fin dai primi istanti di vita i propri istinti e la capacità di comunicare le proprie necessità. Attraverso l'analisi dei bisogni primari ed universali di ogni bambino in queste pagine vengono trattati temi quali l'allattamento, il sonno dei neonati e dei bambini più grandi, il bisogno di contatto e le più efficaci forme comunicative fra genitori e figli. Il testo è arricchito da numerose fonti bibliografiche che rimandano alle ultime scoperte delle neuroscienze e delle ricerche sulla fisiologia di gravidanza, parto e allattamento per sottolineare in maniera semplice e chiara, come rispondere ai bisogni affettivi di base dei nostri bambini non abbia nulla a che vedere coi vizi ma, anzi, sia un patrimonio irrinunciabile.
2004br. I contributi del fascicolo discutono due ordini di problemi. Da una parte la questione dell'ontologia; in che senso si possa dire, nella filosofia contemporanea o nelle tradizioni filosofiche, che l'ontologia è parte della filosofia. Dall'altra, questioni di ontologia: che tipi di ricerca apre un'interrogazione ontologica. Non si può pretendere dalla filosofia un dizionario della "realtà": è quanto ci suggeriscono i contributi che mettono a tema la questione dell'ontologia, mostrandoci che le diverse forme di ontologia possono essere viste come altrettante matrici del discorso filosofico.
2014brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto x della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.
2018br. Quando il Marchese d'Argens, nel 1737, pubblica "La Philosophie du bon sens, ou Réflexions philosophiques sur l'incertitude des connoissances humaines", colloca la materia storica in cima alla scala gerarchica delle "incertezze" che reggono il presunto sapere umano. Sull'incertezza della storia apre dunque un nuovo capitolo settecentesco dello scetticismo e va a sintonizzarsi su alcune frequenze tipicamente "libertine" dell'indagine sulla storia (quasi cent'anni prima, La Mothe le Vayer, nume tutelare di d'Argens, aveva scritto intorno alla "poca certezza che c'è nella storia"). La scepsi critica vuole qui decostruire ogni impianto storico-storiografico, onde colpire al cuore la triade autorità-tradizione-religione, cioè le fondamenta dell'ethos su cui si è costruito il mondo occidentale per il suo odioso, soggiogante e mistificante kratos. Lo sguardo beffardo, il tratto spesso blasfemo (per quanto ben dissimulato), la grande erudizione, l'impegno nello smascheramento delle imposture fanno di "Dell'incertezza della storia" un testo importante e tipico di quel libertinage érudit che, per nulla spento nel XVIII secolo, procede parallelamente e contro le nuove certezze della ragione "illuminata".
2017brossura Uno sguardo psicopedagogico - partendo da riferimenti teorico-concettuali contemporanei fino alla definizione di alcune "buone prassi" educative - può aiutare coordinatori di servizi educativi, insegnanti e educatori nell'approccio ai soggetti in età evolutiva, ma anche nella comunicazione efficace con le diverse figure adulte presenti a scuola, compresi i genitori. Nel volume - che si rivolge a tutte le figure professionali che si occupano di bambini, dall'asilo nido alla scuola primaria - viene posta un'attenzione particolare ai temi dello sviluppo psicologico, della qualità dei servizi educativi, dei laboratori per bambini, della disabilità e dei bisogni educativi speciali. Il lettore troverà nel libro una sintesi di concetti di matrice psicopedagogica utili per il lavoro educativo, come per esempio quelli di apprendimento dall'esperienza, abilità utili alla vita (life skill), comunicazione empatica, inclusione delle diversità. In queste pagine sono descritte anche alcune esperienze, come una ricerca universitaria sull'insegnamento musicale e un laboratorio di colori e musica, dalle quali prendere spunto per la propria pratica professionale.
2017brossura Uno sguardo psicopedagogico - partendo da riferimenti teorico-concettuali contemporanei fino alla definizione di alcune "buone prassi" educative - può aiutare coordinatori di servizi educativi, insegnanti e educatori nell'approccio ai soggetti in età evolutiva, ma anche nella comunicazione efficace con le diverse figure adulte presenti a scuola, compresi i genitori. Nel volume - che si rivolge a tutte le figure professionali che si occupano di bambini, dall'asilo nido alla scuola primaria - viene posta un'attenzione particolare ai temi dello sviluppo psicologico, della qualità dei servizi educativi, dei laboratori per bambini, della disabilità e dei bisogni educativi speciali. Il lettore troverà nel libro una sintesi di concetti di matrice psicopedagogica utili per il lavoro educativo, come per esempio quelli di apprendimento dall'esperienza, abilità utili alla vita (life skill), comunicazione empatica, inclusione delle diversità. In queste pagine sono descritte anche alcune esperienze, come una ricerca universitaria sull'insegnamento musicale e un laboratorio di colori e musica, dalle quali prendere spunto per la propria pratica professionale.
2019br. Intraprendere un cammino psicoanalitico con un adolescente non è mai facile, né per l'analista né per l'adolescente: pone sfide complesse, che portano però con sé anche forti potenzialità di crescita e stimolo. Si tratta sempre di un percorso analitico intenso, che passa necessariamente attraverso temi 'caldi', e in cui ha un ruolo preponderante l'elemento corporeo. L'adolescente non è ancora adulto, ma si trova per la prima volta a confrontarsi con i cambiamenti e i turbamenti di un corpo che comincia ad acquisire le funzionalità e le potenzialià dell'età adulta, in particolare per quanto riguarda la sfera della sessualità e dell'aggressività. Si tratta poi di un'analisi che porta con sé caratteristiche di immediatezza uniche; l'adolescenza avviene in tempo reale ed è una fase in cui accadono molte cose: la prima polluzione notturna, la comparsa delle mestruazioni, il primo amore, il primo lavoro, la prima sbronza. Nel lavoro con gli adolescenti è poi centrale il tema della sovversione, gravido di spinte creative ma carico di rischi potenziali: il ruolo dell'analista diventa allora fondamentale nel farsi contenitore delle nuove istanze, senza inibirle ma allo stesso tempo assumendo una funzione protettiva. Non da ultimo, lavorare con un adolescente significa entrare gioco forza nella sua sfera familiare e in un rapporto, diretto o indiretto, con i suoi genitori.
2019br. Nel bel mezzo del clamore tecno-politico e della paranoia securitaria è ancora possibile immaginare pratiche e teorie politiche affermative? Che strumenti abbiamo per non consegnarci al nichilismo, per non arrenderci all'egoismo, per non chiuderci in noi stessi rifiutando l'altro? La filosofa Rosi Braidotti, tra le maggiori studiose di postumanesimo e soggettività, getta le basi per un'etica affermativa, che opponga al diffuso senso di precarietà e di nichilismo una visione attiva e alternativa, che passi per il corpo e per la resistenza. Braidotti mostra come l'etica affermativa sia alla base di alcuni movimenti di matrice neofemminista. Sono infatti proprio le "cattive ragazze" - dalle Riot Grrrls alle Pussy Riot, passando per le cyborgeco-femministe e le attiviste antirazziste e antispeciste - a farsi ispiratrici di modelli di soggettività alternativi a quelli costruiti sull'isolamento.