8.993 Ergebnisse
1742In Palermo nella Regia Stamperia d'Antonio Epiro impressore del Monte della Pietà , 1742. In folio. (mm. 340 x 230). Legatura coeva in pergamena con titolo dorato al dorso. Pp. (12), XXXIII, 140. Capilettera, testatine e finalini xilografici. Ottimo esemplare, mancante dell’antiporta, ma completo della tavola fuori testo più volte ripiegata raffigurante l'edificio del Monte di Pietà, incisa in rame da Antonio Bova, spesso mancante. Bibl: Mira I, 181 - Moncada Lo Giudice 424.
1649Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
1649Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
1827In 8°, pp. 367. Legatura cartonataposteriore. Edizione figurata da 12 litografie f.t. vedute di città siciliane e costumi ritoccate in colore.Leggero alone di macchia al frontespizio.
Remondini, Bassano del Grappa, 1780 circa. Incisione in rame all’acquaforte, colore d’epoca, cm 31 x 41 (il foglio). Le vedute ottiche edite dai Remondini a Bassano del Grappa verso il 1770 - 1780 erano preparate per essere inserite nel “Mondo Nuovo”, dove i popolani potevano vederle illuminate e conoscere così le città del mondo. Esse sono emblematicamente rappresentative della stampa popolare italiana: semplici nel tratto, colorate con poche tinte in maniera rapida e decisa, si pongono con immediatezza all’occhio di chi le guarda. Una delle rare vedute ottiche della città di Palermo, animata da personaggi e carrozze. Foglio con i margini rifilati in prossimità della parte figurata ma con visibile il filetto nero e con tutto il margine bianco inferiore che permette di leggere la didascalia; un leggero sporco vicino l’angolo superiore destro. Nell’insieme foglio in bella coloritura, buono stato.
Cm. 45; pp. (4), 90, (4). 24 tavole, protette da velina, in cromolitografia raffiguranti piante coltivate nell'Orto Botanico di Palermo. Cartonato editoriale a stampa. Restauro al dorso, ottimo esemplare. (750 / 25) (170 / P) 1049 / 30
Cm. 45; pp. (4), 90, (4). 24 tavole, protette da velina, in cromolitografia raffiguranti piante coltivate nell'Orto Botanico di Palermo. Cartonato editoriale a stampa. Restauro al dorso, ottimo esemplare. (750/25) (170/P) 1070/32
1886in-8, pp. IX, 624, leg. m. pelle coeva con fregi e tit. oro al d. Tagli spruzzati. Curiosa lunga nota mss sulla prima carta bianca firmata A. F. con notizie sull’autore. Manca a Mira e Lozzi. Raro. Legg. allentato il piatto ant., ma bell’esempl. [304]
1589in-4, pp. (20), 100, leg. coeva p. pergamena, titolo manoscritto al dorso. Titolo in elaborata bordura figurata con al centro l'impresa tipogr., testatine e belle iniziali istoriate. Dedica dell'a. a Fulgenzio de' Ferrari, abate di S. Sisto in Piacenza. Edizione originale di questo poemetto di cinque canti in ottava rima di Felice Passero (ca. 1570-1626), monaco benedettino, composto in occasione del rinvenimento in Messina nel 1588 delle ossa di San Placido, dei suoi fratelli e di 30 monaci benedettini martirizzati in quel luogo dal saraceno Mamuca, capitano di Adala Re di Spagna, ai tempi di Teodorico e Giustiniano. Per tale ritrovamento furono organizzate grandi feste nella città siciliana. Bell'esempl. (nonostante il margine super. rifilato).. Bongi II, p. 437. Narbone I, p. 402. BMC 492..
1734Cm. 29,5, pp. (10) 202. Grande stemma al frontespizio e molte figure nel testo di cui 20 (numerate) anche su tavole ripiegate fuori testo. Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con traccia di titoli manoscritti. Tagli colorati. Piccoli segni d'uso al dorso, ma esemplare genuino, marginoso e ben conservato. Opera importante del gesuita fiorentino e, come suggerisce Lozzi (4396): "...di sommo interesse storico-archeologico". Anton Maria Lupi fece un lungo soggiorno a Palermo, ove era direttore dello studio del convitto dei nobili, e durante tale permanenza compilò almeno cinque opere di interesse locale. Cfr. Mira I, 538 e Brunet II, 762.
1734Cm. 31, pp. (10) 202. Grande stemma al frontespizio e molte figure nel testo di cui 20 (numerate) anche su tavole ripiegate fuori testo. Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con titoli impressi in oro. Minime tracce d'uso, peraltro esemplare genuino, marginoso e ben conservato. Opera importante del gesuita fiorentino e, come suggerisce Lozzi (4396): "...di sommo interesse storico-archeologico". Anton Maria Lupi fece un lungo soggiorno a Palermo, ove era direttore dello studio del convitto dei nobili, e durante tale permanenza compilò almeno cinque opere di interesse locale. Cfr. Mira I, 538 e Brunet II, 762.
1802Cm. 20, pp. vii (1) 451 (1). Leg. coeva in mezza pelle, dorso liscio con titoli e filetti in oro. Tagli marmorizzati. Reintegrazioni di pelle alla parte alta del dorso ed alla cuffia inferiore, peraltro esemplare ben conservato. Opera composta in forma epistolare ed indirizzata all'amico Winkelmann e che fu assai apprezzata dagli storici dell'arte e dagli scrittori del tempo che sognavano il Grand Tour. Vedi la bella ed esauriente scheda in D'Ancona (p. 122). Non comune.
In 8°, leg. coeva piena pergamena, tit. call. al dorso, pp 8, 168, 184. Rara prima edizione di significativa opera dell'eclettico medico e filosofo siciliano. La Cambridge library possiede solo l'edizione del 1597, 4 copie censite in Italia, nessuna in Sicilia.
Venezia, Antonelli, 1837, in-8, mezza tela coeva, titolo oro, tagli azzurri, pp. [2], 720, 102. Con 196 tavole e 2 carte geografiche incise in rame. Due tavole con strappo da riparare. (Il frontespizio indica 202 tavole, ma il nostro esemplare sembra completo).
1793In Napoli presso Vincenzo Mazzola-Vocola, 1793. (mm. 185 x 115) Cartonato coevo a colori rimontato. Pp. 48. Giovanni Maria La Pira, professore di chimica del Corpo regale di Napoli, e socio di varie accademie nel cui testo afferma che il 25 settembre 1792 a Vizzini piove manna dal cielo per circa un’ora e mezza e che l’ avvenimento si sia ripetuto il 26 e 27 alla stessa ora, le cinque di Spagna: «Verso le ventidue e mezza d’ Italia, che corrispondono alle cinque di Spagna, fece vedere in quel luogo una piccola nuvoletta bianchiccia, non molto densa, che compariva immobile, alta presso a poco un terzo di miglio […] replicò per lo spazio di un quarto d’ ora la medesima pioggia della sostanza zuccherina […] la Manna cadeva parte in liquore ed ogni goccia poteva essere presso a poco la trigesima parte di un acino, e parte in forma salina a guisa di dilicatissima arena». La spiegazione venne anche data dallo stesso La Pira secondo il quale la manna, dopo essersi sciolta nelle acque del vicino fiume, sia con essa evaporata; poi, a causa della temperatura, si sia cristallizzata e quindi ricaduta al suolo. Non è un caso comunque che per i Greci la manna fosse Secrezione delle stelle; sappiamo oggi, come già detto, qual è la sua provenienza. Ma la manna continua a portare dietro sé il giusto tocco di magia. Prodotta fin dai secoli antichi, essa veniva sfruttato sia come elemento energetico, che come medicinale. Presente da subito anche in Italia, la manna restava un prodotto importato però; da documenti tramandati da Paolo Boccone, si sa che nel ‘600 veniva prodotta in Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Lazio e Toscana; ma già nel secolo successiva era la sola Sicilia a detenerne il primato, sia per la produzione che per la qualità. Poi il ‘900 arrivò con le sue industrie e la produzione di tale prodotto andò via via perdendosi. Ma la manna, stoica linfa, ha resistito e resiste ancora. Bibl: Scinà, Prospetto della storia letteraria della Sicilia, III, pag. 80.
1778Best.-Nr. 20371En Suisse, chez les Libraires Associés, 1778. 2 volumes in-8 de XXIV-312 et [4]-359 pages, plein veau marbré, dos lisse ornés de filets et fleurons dorés, pièces de titre et tomaison rouge et verte, tranches et gardes mouchetées.
1772Neapoli ex typographia Raymundiana, 1772. In folio. (mm. 300 x 200). Splendida legatura coeva in pergamena con losanghe centrali impresse contornate da filetti dorati; tassello e fregi dorati al dorso; tagli rossi. Pp. (12), 344. Una delle opere più interessanti per la storia dei diritti dei Reali e dei nobili sulle cappelle funerarie con la cronistoria dell'evolversi delle funzioni funebri. Splendido esemplare, freschissimo. Bibl: Lozzi, 5018.
18078°, pp. VI, 147, (3) e una tavola ripiegata; pp. 341-354; pp. 70 più errata; legatura successiva in piena pelle, tassello rosso con titolo in oro al dorso, bruniture alla prima parte, altrimenti buona copia. Edizione originale della prima e terza opera, la seconda è un estratto dal Giornale Enciclopedico di Napoli. La terza opera è una biografia dello zoologo Filippo Cavolini, nato a Vico Equense (Napoli) l'8 aprile 1756, morto a Napoli il 13 marzo 1810. Professò per breve tempo l'avvocatura; indi si dedicò esclusivamente alle ricerche di zoologia e di botanica, installando nella sua villa a Posillipo un piccolo laboratorio per lo studio della biologia marina. Miscellanea che raccoglie tre scritti, certamente non comuni, di Teodoro Monticelli, prete che a causa delle simpatie per i giacobini, venne poi esiliato sull'isola di Favignana dove appunto portò avanti i suoi studi naturalistici
THE EXTREMELY RARE FIRST EDITION of this charming Sicilian travelogue. 168 pp. Small 8vo. BOUND AS ISSUED, IN THE ORIGINAL PRINTED WRAPS. Uncut. Tiny traces of wear to spine, else FINE AND BRIGHT. A pristine copy of a very rare book.
1962[xii], 366 pages. Glossary. Index. Colour map endpapers. Black and white photographic plates. Diagrams. Ten appendices list various officers, appointees, those killed in action in WWII, the Korean Campaign, and with U.N. forces in the Middle East, and those who received awards in WWII, the Korean Campaign, and in peacetime since 1946. Four fold-out maps, three of which are in colour. Minor soiling and wear to blue cloth-covered boards. Contents very clean, bright and unmarked. Binding sound. Average wear to dust jacket which is now preserved in archival-grade Brodart. A quality copy of this important Canadian military history reference. DORNBUSCH 181, COOKE p.179. Book
1824Tre volumi di cm. 21,5, pp. 287 (1); 374 (2); 494. Solida ed elegante legatura coeva in mezza pelle con punte, dorsi lisci con fregi romantici e titoli in oro. Usuali fioriture sparse, peraltro esemplare in eccellente stato di conservazione. Edizione originale, assai rara. Cfr. Mira II, p. 346.
195392 pages. Features: Nice colour ad for the 1953 Ford Customline Fordor Sedan; Magnificent full-page photo ad for Allis-Chalmers Tractor Division features Montreal's Miron & Freres Ltd. using an HD-20G, the world's largest tractor shovel with a 4-yard bucket; Very colourful full-page ad for BA service stations; Great colour photo full-page ad for the General Electric Twin-System refrigerator; The fight over Vitamin E - a bonus length feature on how Dr. Evan Shute and Dr. Wilfred Shute claim to be using Vitamin E to improve major health problems of their patients - with photos; Response to the Vitamin E article by the Canadian Medical Association; The corpse that hoaxed the Axis - Part One of the amazing story of how "Major Bill Martin" was part of a British Secret Service plot to mislead the Nazis into thinking the Allies would invade Sardinia, not Sicily; Anna had to be a clown - Claudia Anna Russell-Brown is a funny lady! - with large photo; The Duke of Edinburgh - the man behind the Queen - part 7 and final instalment of series "The Family in the Palace"; Can the West Stand Peace? - will Malenkov's peace offensive increase the danger of a slump and turn it into a propaganda victory for the Communists?; Louis Hemon - Vagabond Genius - article with photos; The Strange Death of Daddy Daniels (fiction); Henry Morgan and Company Limited, of Montreal, are the holdest and most courtly department store keepersin Canada - article with great photos; Never tell a woman anything (humour); The fastest man on four legs - Horse Jockey Johnny Longden - article with photos; Colour ad for the Chevrolet Bel Air 4-Door Sedan; Nice vintage colur ad for Cycla-matic Frigidaire refrigerators; Nice full-page two-colour ad for 1953 GMC trucks; Electrohome television and radio ad; Excellent colour photo Caterpillar ad inside back cover shows 1953 scraper in action plus a rare 1923 photo of a tractor pulling a scraper which is loading a horse-drawn wagon with earth; Great Coke ad on back cover shows smiling woman at gas station; and more. Clean and unmarked with moderate wear. A quality vintage copy. Book
1816Veduta della città vista dal mare di autore sconosciuto. In acqua varie imbarcazioni a remi e a vela.In alto al centro il titolo MESSINA.Opera pubblicata a Lipsia nel 1816, non descritta dai repertori. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Rarissima. Veduta della città vista dal mare di autore sconosciuto. In acqua varie imbarcazioni a remi e a vela.In alto al centro il titolo MESSINA.Opera pubblicata a Lipsia nel 1816, non descritta dai repertori. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Rarissima.
1853In 8° (mm. 250x170); pagg. (8), 200, (16), con 33 incisioni in rame f.t. e 16 illustrazioni silografiche n.t. raffiguranti luoghi, monumenti e particolari della Sicilia. Testo entro cornice tipografica. Sguardie gialle. Percallina editoriale blu riccamente decorata con fregi e ferri fitomorfi in oro. Prima edizione di quest'opera di William Henry Bartlett (1808-1854), artista inglese conosciuto soprattutto per le sue incisioni in rame. L'intento primario dell'autore era di "rendere l'impressione dal vivo di un momento visivo" come scrisse egli stesso nella prefazione a The Nile Boat (Londra, 1849). Per il suo gusto di ritrarre i resti del passato, il poeta americano Nathaniel Parker Willis scrisse di lui: "Bartlett è in grado di selezionare il proprio punto di vista in modo da riportare nei suoi schizzi il castello o la cattedrale tali e quali la storia o l'antichità li hanno preservati". Buon esemplare con fioriture della carta e qualche piccola menda alla legatura dovuta all'uso.
1906In 8° (18,8×14 cm); (9), 12-154, (6 con indice del catalogo editoriale) pp. Brossura editoriale illustrata con immagine in sanguigna al piatto anteriore opera di Romolo Romani. Una piccolissima integrazione di carta al margine alto bianco del dorso, ininfluente e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, all’interno con carte bianche e forti ed ancora in barbe. Prima edizione della seconda opera del celebre commediografo, giornalista e poeta futurista siciliano, Enrico Cavacchioli (Pozzallo in provincia di Ragusa, 15 marzo 1885 – Milano, 4 gennaio 1954). Dichiarazione fittizia, come tipica della produzione futurista, di 2° migliaio, in realtà prima ed unica edizione Cavacchioli si formò a Milano. Inizialmente influenzato dalla poetica dannunziana (che in parte non abbandonò mai), passò ben presto a quella crepuscolare. Tra i firmatari del manifesto del movimento futurista pubblicato a Parigi nel 1909, la sua produzione poetica e letteraria si prefiggeva di analizzare le tematiche della vita borghese ma trascurando gli aspetti banali e superficiali dell’esistenza umana, si concentrò sull’elemento irrazionale, illusorio, bizzarro, simbolista e assurdo della cronaca quotidiana. Nel secondo manifesto futurista “Uccidiamo il chiaro di luna!” il suo nome compare fra i poeti “incendiari” e prese parte, anche, alle tumultuose serate futuriste partecipando alle risse e tafferugli con le quali solitamente, di concludevano. Fu presente anche durante il rpocesso per oltraggio al pudore contro il romanzo marinettiano di Mafarka il futurista. Autore di romanzi, simbolisti e grotteschi dal sapore dannunziano, come “Vamp” del 1920 e “Serenata celeste” del 1932, è nella commedie come “La campana d’argento (del 1913), L’uccello del Paradiso (1919) che la sua verve creativa e assurda si sviluppa ai massimi livelli. Con la raccolta di poesie qui presentata, Cavacchioli vinse la seconda edizione del premio di poesia, ideato da Marinetti. Scrive di lui Stefano Giornetti, nella voce dedicata a Cavacchioli nel Dizionario Biografico degli Italiano, Volume 22 (1979): “Nato a Pozzallo (Ragusa), da Vincenzo e da Silvia Federici il 15 marzo 1885, giovanissimo si stabilì a Milano, prendendo parte attiva alla vita culturale come giornalista e poeta. Le sue prime esperienze poetiche echeggiarono i modi dannunziani allora in voga, per passare in un secondo tempo a toni crepuscolari. Aderì subito al movimento futurista, attirato soprattutto dal potenziale di concreta rivolta contro la tradizione e l’accademia, e fu uno dei militanti più in vista di questa corrente d’avanguardia, con una prepotente immediatezza di sentimenti e un fascino quasi barbaro, pure muovendosi per certi aspetti ancora nel solco della tradizione”. Opera non comune da reperirsi completa della brossura editoriale (piatti e dorso). Rif. Bibl.: Salaris, p. 24.