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Incisione originale in rame (cm. 36,5x48,5 e margini) abilmente colorata da mano coeva. Tratta dall'Atlante: Théâtre géographique de France...Riedizione della carta: "Pedemontana regio cum Genuensium territorio et Montisferrati Marchionatu" pubblicata dal Mercatore nel 1589 nella raccolta di carte dell'Italia, Slavonia e Grecia e inserita nell'Atlas del 1595 (cfr.). La carta presenta alcuni toponimi delle valli valdesi: la Val d'Angrogna è situata a sud della Val Luserna. Rara.. F. Barrera, Il Piemonte nella cartografia del Cinquecento e Seicento, n. 104.
Acquaforte e bulino, mm. 360x455 e margini. Bell'esemplare in bianco e nero di questa rara e dettagliata carta del Piemonte. Per la prima volta pubblicata nel ''Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographice'' nel 1589, questa mappa proviene dalla prima edizione dell'atlante mercatoriano, ''Atlantis Pars Altera'', pubblicato nel 1595, dopo la morte del Mercator, dall'altro figlio Rumold. Successivamente è inserita in alcuni degli atlanti di Hondius fino alla sua ultima apparizione nell'edizione francese del 1633 del Gerardi Mercatoris L'Autore (1512 - 1594) Gerard de Cremer, meglio noto col cognome latinizzato Mercator (Mercatore in italiano), fu con Ortelius il massimo esponente della cartografia fiamminga cinquecentesca. Nato a Rupelmonde nel 1512, dopo gli studi classici, a Lovanio si specializzò nella tecnica dell'incisione su rame. Abile costruttore di strumenti scientifici e globi, iniziò la sua attività cartografica con una mappa della Palestina (1537). Ben presto le sue carte geografiche ottennero una grande reputazione in tutta Europa, grazie al nuovo sistema di proiezione cilindrica che per primo introdusse nelle mappe nautiche, e che consentiva di rappresentare i paralleli ed i meridiani mediante un reticolato cartesiano di rette tra di loro ortogonali. Nel 1538 pubblica il famoso Mappamondo cordiforme, utilizzando per la prima volta il nome geografico AMERICA in riferimento sia all'America Settentrionale che a quella Meridionale.Mercator fu inoltre il primo a usare sulle mappe geografiche il carattere corsivo italic migliorandone la leggibilità delle carte. In seguito all'accusa di eresia, nel 1552 si trasferì a Duisburg dove continuò la sua attività dedicandosi alla riproduzione delle mappe della Geographia tolemaica (in numero di 28), nonché alla preparazione di una raccolta di mappe in tre volumi alla quale, per la prima volta, venne applicato il termine di "Atlas" ovvero Atlante (Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura), in riferimento all'omonimo titano che della mitologia greca reggeva il mondo sulle sue spalle. Le prime due parti dell'atlante vennero pubblicate nel 1585 e nel 1589 e la terza, che completava l'edizione, nel 1595, ad opera del figlio Rumold, un anno della morte del padre. Dopo una seconda edizione completa nel 1602, le lastre delle mappe vennero acquistate da Jodocus Hondius nel 1604 il quale, con i figli, Jodocus II and Henricus, pubblicò edizioni ampliate dello stesso, che dominarono il mercato della cartografia per i successivi trent'anni.. Koeman p. 299/301, Me 13A. L. e G. Aliprandi, Le grandi Alpi ( 2005), n. 66 (v. 1) ; F. Barrera, Il Piemonte nella cartografia del Cinquecento e Seicento, n. 8 ; L'immagine delle valli valdesi, n. 5 ; Torino e il suo orizzonte, n. 8..
Acquaforte e bulino, mm. 360x455 e margini. Bell'esemplare in bianco e nero di questa rara e dettagliata carta del Piemonte. Per la prima volta pubblicata nel ''Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographice'' nel 1589, questa mappa proviene dalla prima edizione dell'atlante mercatoriano, ''Atlantis Pars Altera'', pubblicato nel 1595, dopo la morte del Mercator, dall'altro figlio Rumold. Successivamente è inserita in alcuni degli atlanti di Hondius fino alla sua ultima apparizione nell'edizione francese del 1633 del Gerardi Mercatoris L'Autore (1512 - 1594) Gerard de Cremer, meglio noto col cognome latinizzato Mercator (Mercatore in italiano), fu con Ortelius il massimo esponente della cartografia fiamminga cinquecentesca. Nato a Rupelmonde nel 1512, dopo gli studi classici, a Lovanio si specializzò nella tecnica dell'incisione su rame. Abile costruttore di strumenti scientifici e globi, iniziò la sua attività cartografica con una mappa della Palestina (1537). Ben presto le sue carte geografiche ottennero una grande reputazione in tutta Europa, grazie al nuovo sistema di proiezione cilindrica che per primo introdusse nelle mappe nautiche, e che consentiva di rappresentare i paralleli ed i meridiani mediante un reticolato cartesiano di rette tra di loro ortogonali. Nel 1538 pubblica il famoso Mappamondo cordiforme, utilizzando per la prima volta il nome geografico AMERICA in riferimento sia all'America Settentrionale che a quella Meridionale.Mercator fu inoltre il primo a usare sulle mappe geografiche il carattere corsivo italic migliorandone la leggibilità delle carte. In seguito all'accusa di eresia, nel 1552 si trasferì a Duisburg dove continuò la sua attività dedicandosi alla riproduzione delle mappe della Geographia tolemaica (in numero di 28), nonché alla preparazione di una raccolta di mappe in tre volumi alla quale, per la prima volta, venne applicato il termine di "Atlas" ovvero Atlante (Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura), in riferimento all'omonimo titano che della mitologia greca reggeva il mondo sulle sue spalle. Le prime due parti dell'atlante vennero pubblicate nel 1585 e nel 1589 e la terza, che completava l'edizione, nel 1595, ad opera del figlio Rumold, un anno della morte del padre. Dopo una seconda edizione completa nel 1602, le lastre delle mappe vennero acquistate da Jodocus Hondius nel 1604 il quale, con i figli, Jodocus II and Henricus, pubblicò edizioni ampliate dello stesso, che dominarono il mercato della cartografia per i successivi trent'anni.. Koeman p. 299/301, Me 13A. L. e G. Aliprandi, Le grandi Alpi ( 2005), n. 66 (v. 1) ; F. Barrera, Il Piemonte nella cartografia del Cinquecento e Seicento, n. 8 ; L'immagine delle valli valdesi, n. 5 ; Torino e il suo orizzonte, n. 8..
1778SANTINI PAOLO Lotto di 5 mappe: LE ROYAUME D'ANGLETERRE, DIVISE SELON LES SEPT ROYAUMES, OU HEPTARCHIE DES SAXONS, AVEC LE PRINCIPAUTE' DE GALLES ET SUBDIVISE' EN SHIRES OU COMTES. Venezia, Remondini 1778, Lotto di 5 mappe dall' "Atlas Universel" stampato a Venezia nel 1776 e nel 1784, comprendenti:- Les Isles Britanniques, comprenant les Royaumes d'Angleterre, d'Ecosse et d'Irlande.- L'Ecosse divisee en shires ou comtes.- Royaume d'Irlande divisé en ses quatre provinces. - Britannicae Insulae, in quibus Albion, seu Britannia Major, et Ivernia seu Britannia Minor. Buono (Good) Buon es.. acquaforte acquerellata a mano cm. 53,8 x 49,5 (inciso)
1777SANTINI PAOLO Lotto di 6 mappe: CARTE DE LA PARTIE SEPTENTRIONALE DE L'EMPIRE OTOMAN CONTENANT LA CRIMEE, LA MOLDAVIE, LA VALAKIE, LA BULGARIE, AVEC LA NOUVELLE RUSSIE, LES GOUVERNEMENT D'ASTRACAN, ET DE VORONEZ, LES TATARES, COSAQUES. Venezia, Remondini 1777, Lotto di sei mappe - dall' "Atlas Universel" stampato a Venezia nel 1776 e nel 1784. Buono (Good) Buon es.. acquaforte acquerellata a mano cm. 58,5 x 45 (inciso)
1917Dai tipi dell'Istituto Geografico Militare. Cartella di cm. 45,5 x 66 contenente 24 carte di cm. 44 x 63 in scala 1 : 100.000. Cartella in cartonato pesante con dorso e angoli in tela, chiusa con laccetti. Contiene 24 carte relative alle zone di: 1. Nauders; 2. Bressanone - Merano; 3. Bruneck; 4. Lienz; 5. Spittal; 6. Istria-Dalmazia 7. Ortler - Cevedale; 8. Bolzano; 9. Pieve di cadore; 10. Tolmezzo; 11. Villach; 12. Klagenfurt; 13. Adamello; 14. Trento; 14 bis. Belluno; 14 ter. Maniago; 15. Udine - Tolmino; 16. Lubiana; 17. Riva; 18. Rovereto - Schio; 18 bis. Bassano - Treviso; 18 ter. Pordenone; 19. Gorizia - Trieste; 20. Adelsberg CONDIZIONI MOLTO BUONE: tracce del tempo e d'uso alla cartella (qualche abrasione e alone); carte molto ben tenute (un po' brunita e con qualche strappetto ai margini la prima)
Incisione calcografica di mm 304 x 430 , su carta veneziana, con buoni margini. Foglio in discrete condizioni. Frontespizio del famoso album di Marco Ricci.
1853réf. 020822London: James Wyld Geographer to Her Majesty Charing Cross East 1853. Very Good condition only a little light soil SEE PHOTOS. This huge detailed map of the Mediterranean measures 99.5cm by 54cm when unfolded. The image itself is 93.5cm by 47.5cm. There is a finely engraved view of the entrance of Gibraltar Bay in the lower left corner. The map is a linen-backed copper engraving with original hand coloring. The map has handsome marbled paper endsheets and when folded-up measures 18cm by 12.5cm. SEE PHOTOS. Published by James Wyld Geographer to Her Majesty Charing Cross East London. A New General Atlas of Modern Geography Consisting of a Complete Collection of Maps of the Four Quarters of the Globe; Delineating their Physical Features and Coloured to Show the Limits of Their Respective States 1853. First Edition. Linen-backed hand-colored map. Very Good condition. 99.5cm by 54cm when unfolded. Great Packaging Fast Shipping. James Wyld, Geographer to Her Majesty, Charing Cross East Paperback
1646réf. Map735London: John Sudbury and George Humble 1646. No Binding. Vg. Folio. 1611-1646. An original map of the county of Gloucestershire. Nice old hand-colouring a dark impression. One or two tiny holes near the centre-fold repaired. 39.5 x 52cms. 15.5 x 20.5 inches. The margins are all about 1cm outside the plate. ENGLISH TEXT to the reverse. The imprint is John Sudbury and George Humble. Floral initial letter to reverse in the style of John Legett. PLEASE EMAIL FOR PHOTOS John Sudbury and George Humble unknown
1601180x115 mm, pp. (16), 526, (2), 240, 288, 120, rilegatura coeva in piena pergamena morbida, titolo manoscritto al dorso e al taglio superiore. Marca tipografica al frontespizio: Un leone che tiene uno stemma con monogramma del tipografo, in cornice animata. . Le ultime 4 carte sono rinforzate al taglio esterno lontano dal testo mostrano piccoli forellini al margine bianco, per il resto esemplare buono. Unica edizione stampata in Piemonte e seconda edizione del XVII secolo: a differenza delle altre edizioni questa non ha le carte geografiche. Importante e celebre opera di geografia politica, l'autore fu considerato uno dei più grandi economisti dell'epoca, viene anche considerato un precursore degli studi demografici.
1823réf. Map926London: Robt. Wilkinson 1823. 1st Edition . Hardback. Vg. Folio. 52 coloured plates - 45 maps 7 chrono-geological charts 7 maps double-page. Orignal boards and spine. Fine contents with hand-coloured maps thoughout. Rubbed and worn boards but a sound binding needing new paper covering pasted to the boards.The fine map plates are dated between 1800 and 1823 Robt. Wilkinson hardcover
Incisione in rame, colorata da mano coeva (cm 38,5x49,6 e ampi margini).Tratta dall'edizione latina dell'Atlas Novus pubblicato ad Amsterdam nel 1640 ca. Esemplare fresco e marginoso. (Blavius o Guilielmus Caesius o Guilielmus Jansonius). Cartografo olandese (Uitgeest 1571-Amsterdam 1638). Allievo a Praga dell'astronomo Tycho Brahe, nel 1599 si stabilì ad Amsterdam, dove iniziò la pubblicazione di atlanti e carte geografiche e la costruzione di mappamondi. Nel 1633 fu nominato cartografo della Repubblica. Alla sua morte l'azienda proseguì per opera dei suoi due talentuosi figli Cornelius (1616-1648) e Johannes (1596-1673) che ampliarono l'ambizioso progetto cartografico del padre. L'Atlas Major è il risultato dell'immenso lavoro dei Blaeu ed è riconosciuto unanimamente come uno dei momenti più alti nella storia della cartografia. Il lavoro dei Blaeu si interruppe nel 1672 quando il grande incendio di Amsterdam distrusse l'officina e gran parte delle lastre. L'anno seguente Johannes morì e le lastre rimanenti vennero disperse e acquistate dai rivali Frederick De Wit, Schenk e Valk. La casa editrice chiuse definitivamente nel 1695.. .
réf. 6009Édition allemande.Beau coloris ancien. Encadré XVIIè siècle XVIIè siècle 53,5 x 65,5 cm avec le cadre.
1897Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) Original engraved map on the silk handkerchief made in Yildiz Palace for the 'Iane Sergisi' [i.e. Exhibition of the Social Assistance] in the period of Sultan Abdülhamid II. In its decorative frame. Frame size: 53,5x53,5 cm; map size: 38x38 cm. In Ottoman script. Scale: 1/600.000. Several minimal splits, minor foxing, and slight stains on cloth. Otherwise in good condition. A rare and decorative 1897 silk handkerchief map of the Greco-Turkish War in 1897, which was the only war in which the Ottoman army was victorious during the reign of Abdulhamid 2, is a fine example of Ottoman / Turkish cartographic textiles made in Ottoman court (Yildiz Palace textile workshops). This beautiful map depicts an attractive war scene from the 1313 Greek War on the upper half, and it's engraved a map of Balkan & Greek lands on its lower half. War painting has 'Melona' signature in Ottoman script. The map shows Thessaloniki [i.e. Salonica] Bay on the west; Yanya [i.e. Ioanna] Vilayat on the east; lands of Greece, Galos Bay, Uzi Strait on the south and Dimetoka and Avalonia areas in the Serefiye, Ergiri sanjaks on the north in its period. Written on the map, "Baht-i himâye-yi feyzvâne-i cenâb-i hilâfetpenâhide evlad-i süheda ve mecrûhin-i asakir-i sâhâne", [i.e. It was printed for the "Iane Sergisi" (i.e. The Social Help Exhibition) in the high memory of our soldiers who were martyred and veterans in the Greek War under the patronage of the Sultan.]. The Greco-Turkish War of 1897, also called the Thirty Days' War and known in Greece as the Black '97 (Mauro '97), or the Unfortunate War (Atychis polemos), was a war fought between the Kingdom of Greece and the Ottoman Empire. Its immediate cause was the question over the status of the Ottoman province of Crete, whose Greek majority long-desired union with Greece. Despite the Ottoman victory on the field, an autonomous Cretan State under Ottoman suzerainty was established the following year (as a result of the intervention of the Great Powers after the war), with Prince George of Greece and Denmark as its first High Commissioner. This was the first war effort in which the military and political personnel of Greece were put to test since the Greek War of Independence in 1821. For the Ottoman Empire, this was also the first war effort in which the reorganized military personnel were put to test. The Ottoman army was under the guidance of a German military mission led by Colmar Freiherr von der Goltz, who had reorganized it after the defeat in the Russo-Turkish War (1877-1878). The conflict proved Greece was wholly unprepared for war. Plans, fortifications and weapons were non-existent, the mass of the officer corps was unsuited to its tasks, and training was inadequate. As a result, the numerically superior, better organized, equipped and led Ottoman forces pushed the Greek forces south out of Thessaly. Almost all of the aids made to the families or disabled people of those who were martyred in the 1897 Ottoman-Greek War (such as printing this map) were made within the framework of the donations of "Evlâd-i Süheda and Malûlîn-i Guzât-i Asâkir-i Sahane". People and citizens of all classes and beliefs, including members of the Ottoman court, ministers, bureaucrats, civil servants, merchants and tradesmen, participated in this aid campaign at the end of the 19th, beginning of the 20th century. Not in OCLC.
1833Grande carta topografica di cm. 90 x 75 applicata originariamente su tela e più volte ripiegata. Entro legatura in percallina. Esemplare ben conservato. Non comune e dettagliata. Le diciture impresse recitano: "Gio. Brenna… tenente ingegnere geografo pensionato riconobbe sul terreno e disegnò... Vittorio Angeli incise".
1994Voluta da papa Gregorio XIII, terminata nel 1580 sotto la direzione del geografo Egnazio Danti, la Galleria delle Carte geografiche in Vaticano è il più vasto ciclo pittorico di figurazioni cartografiche esistente al mondo e una delle più straordinarie imprese artistiche del tardo Cinquecento. Lunga centoventi metri e larga sei, comprende quaranta tavole ad affresco raffiguranti le regioni italian 3 voll. STATO: NUOVO. TITOLO: La Galleria delle Carte geografiche in Vaticano. The Gallery of Maps in the Vatican. Vol.I:Atlante fotografico,pp.594, 795 ill.a col. Vol.II:Testi.Saggi e schede,pp.536, 120 ill.bn.nt. Vol.III:Carte, 40 carte geografiche in cofanetto; indici toponomastici. AUTORE: -- CURATORE: A cura di L.Gambi,A.Pinelli.Saggi di A.Chiggiato, R.Ferri,L.Gambi, C.Franzoni
1922réf. LCI-6530London, Printing House Square 1922 2 in -4 demi chagrin LE MONDE DE 1922 : SET GÉOPOLITIQUE SOUVERAIN. Ensemble exceptionnel comprenant le monumental Times Survey Atlas of the World (Bartholomew) et son rarissime Index de Prononciation in-quarto. Une archive totale des frontières post-Grande Guerre. Plus qu'une collection, c'est l'outil de référence absolu pour comprendre les racines des tensions mondiales actuelles. Un duo indissociable pour toute bibliothèque d'études stratégiques.
réf. ORD-20368Par le S. Bellin Ingénieur de la Marine et Depost. 1763. Grande et belle carte à pleines marges (ca 900 x 628mm), titre dans un cartouche. En carton, carte d'une partie de l'Isle de Terre Neuve et des Islms de St Pierre et Miquelon. Présence de taches brun clair d'humidité, pli vertical légèrement fendu sur 4 mm dans sa partie supérieure, mais bon exemplaire.
réf. ORD-20370de la Marine.- Par le S. Bellin Ingénieur de la Marine. 1764. Titre dans un cartouche. Grande et belle carte à pleines marges (900 x 620 mm). Quelques taches brunes d'humidité, sinon bon état.
Incisione in rame, colorata da mano coeva (cm 38,5 x49,7 e ampi margini). Tratta dall'edizione latina dell'Atlas Novus pubblicato ad Amsterdam nel 1640 ca. Esemplare fresco e marginoso. (Blavius o Guilielmus Caesius o Guilielmus Jansonius). Cartografo olandese (Uitgeest 1571-Amsterdam 1638). Allievo a Praga dell'astronomo Tycho Brahe, nel 1599 si stabilì ad Amsterdam, dove iniziò la pubblicazione di atlanti e carte geografiche e la costruzione di mappamondi. Nel 1633 fu nominato cartografo della Repubblica. Alla sua morte l'azienda proseguì per opera dei suoi due talentuosi figli Cornelius (1616-1648) e Johannes (1596-1673) che ampliarono l'ambizioso progetto cartografico del padre. L'Atlas Major è il risultato dell'immenso lavoro dei Blaeu ed è riconosciuto unanimamente come uno dei momenti più alti nella storia della cartografia. Il lavoro dei Blaeu si interruppe nel 1672 quando il grande incendio di Amsterdam distrusse l'officina e gran parte delle lastre. L'anno seguente Johannes morì e le lastre rimanenti vennero disperse e acquistate dai rivali Frederick De Wit, Schenk e Valk. La casa editrice chiuse definitivamente nel 1695.. .
Norimberga, 1760 circa. Incisione in rame all'acquaforte, colore d'epoca, cm 51 x 58 (il foglio). In alto al centro, importante cartiglio; in basso a sinistra, in riquadro, “Catanae urbis eiuque vicini Montis Aetnae in Sicilia Prospectus”; in basso a destra, in piccolo riquadro “Valletta civitas Maltae celeberrima...”. Tranne il superiore, margini rifilati in prossimità del perimetro graduato, brachetta centrale leggermente ingiallita dalla metà inferiore del foglio, peraltro buon esemplare in bella coloritura. .
réf. 60315BBo.J. Matthäus Merian der Ältere, geboren am 22. September 1593 in Basel, gestorben am 19. Juni 1650 in Langenschwalbach. Schweizerisch-deutscher Kupferstecher und Verleger von Landkarten, Städteansichten und Chroniken. Hauptwerk: Topographia Germaniae. [3 Warenabbildungen]
réf. 70195Paris, Desnos, l'enseigne du Gl be,, 1780 Reliure d'origine. Les couvertures ne pr sentent que de l g res traces d'usure et quelques marques aux coins. L'ouvrage comprend une double page sans illustrations, une double page grav e avec une pr face, 21 cartes (dont certaines d pliantes), un tableau de 17 pages et un catalogue alphab tique des itin raires de 17 pages.
1567Pianta prospettica della città di Gotha durante l’assedio del gennaio 1567. La città è circondata da truppe ed accampamenti militari dell’esercito imperiale guidato dal principe elettore Augusto di Sassonia. Il motivo dell’attacco fu il rifiuto del duca Giovanni Federico di Sassonia all’estradizione del cavaliere Wilhem von Grumbach (1503-1567), al suo servizio dal 1557, con il quale macchinava una rivolta che doveva dare al duca la dignità elettorale sassone, tolta a suo padre, e al cavaliere i perduti domini della Franconia e altri acquisti. Dopo l’attacco su Würzburg del 1563, l’imperatore Massimiliano II fece pronunciare il bando imperiale contro Grumbach. Dopo un breve assedio, Grumbach, che si era rifugiato nella fortezza di Grimmenstein, fu catturato e quindi giustiziato, mentre il duca fu imprigionato. In alto al centro è inciso il titolo: GOTTA. Orientata con il nord a sinistra. Nella tavola vengono fornite indicazioni toponomastiche. Acquaforte e bulino, coloritura coeva, in buono stato di conservazione. Lastra tagliata di alcuni centimetri nel lato destro. Perspective plan of the city of Gotha during the siege of 1567.The title "GOTTA" is engraved at the top center. Oriented with the north on the left.Toponymic indications are given in the table.Etching and engraving with fine original colouring, trimmed inside the platemark, in good condition.The city is surrounded by troops and military camps of the imperial army led by prince elector Augustus of Saxony. The reason for the attack was the rejection of the duke John Federico of Saxony to the extradition of the knight Wilhem von Grumbach (1503-1567), at his service since 1557, with whom he was driving a revolt that was to give the duke the Saxon electoral dignity, taken from his father, and from the knight, the lost dominions of Franconia and other purchases.After the attack on Würzburg in 1563, Emperor Maximilian II pronounced the imperial ban against Grumbach. After a brief siege, Grumbach, who had taken refuge in the fortress of Grimmenstein, was captured and then executed, while the duke was imprisoned. Destombes (1970): n. 170; Ruge (1904-16): IV, n. 90.53; Tavernari (2014): n. 110; Pognon (1968): p. 18; Pütter (1790): vol. 2, pp. 29-30; Tooley (1939): nn. 263-264.
Ex conatibus geographicis Ab. Ortelij. Cum privilegio Imperiali et Belgico ad decennium, Anversa, 1584. Dal “Theatrum Orbis Terrarum”, incisione in rame, colore d'epoca, cm 32,2 x 48 (alla lastra) più margini, testo latino al verso, in alto a ds. titolo entro cartiglio a volute. Il "Theatrum Orbis Terrarum" è stato il primo atlante moderno, comprendente carte di tutte le zone del mondo. Prima di allora la produzione cartografica era stata irregolare, locale a livello di produzione, e i pochi atlanti, i cosiddetti "Atlanti Lafreriani" erano costituiti su richiesta, raccogliendo carte di alcune zone e ignorando le altre. La geniale intuizione di Ortelio fu appunto quella di riunire, in un unico corpus, la produzione cartografica del periodo, costituendo la base per un'impresa editoriale di enorme successo che sarebbe stata pubblicata dal 1570 al 1612. Un piccolo forellino sulla sinistra, al centro del foglio, peraltro bell’esemplare, a pieni margini e ben conservato.