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2009ill., br. Un agile strumento di consultazione, un taccuino di viaggio per scoprire il capoluogo, Panicale, con le sue magnifiche opere d'arte e il suo territorio con i numerosi santuari mariani, le minute chiese, il paesaggio, l'artigianato locale e le numerose attrattive da scoprire attravreso gli itinerari suggeriti.
2015br. È il romanzo di un viaggio attraverso un paese narrato dalla gente, da innumerevoli personaggi: bevitori incontrati in vivacissime bettole, autisti di squinternate corriere lanciate per migliaia di chilometri tra selve e deserti, meccanici-filosofi e gommisti-antropologi, vecchi indios dalla saggezza velata di ironia, giovani teppisti delle bande metropolitane o allevatori di galli da combattimento che si rivelano custodi di antiche tradizioni. Un caleidoscopio di comparse sullo sfondo di un Messico coinvolgente, sempre pronto a infiammarsi senza preavviso, capace di stupire il viandante a ogni angolo di strada.
2018ill., br. "Un anno sull'Altipiano" di Emilio Lussu è il libro di guerra più letto nelle scuole italiane e "Uomini contro" di Francesco Rosi è uno dei film più crudi sulla grande guerra: nessuno dei due racconta tuttavia il momento cruciale della decimazione avvenuta sullo Zebio. Partendo dai carteggi, dall'inchiesta e dal processo, l'autore racconta ciò che effettivamente accadde e chi furono gli attori storici di quel 10 giugno 1917 sull'altopiano di Asiago.
2020brossura Nell'agosto del 1987, a quasi 40 anni dalla fine della guerra, Giambattista Lazagna, "Carlo", ed Erasmo Marré, "Minetto", tornano ad incontrarsi a Pertuso in Valborbera, per l'anniversario d'una battaglia partigiana. Scoprono che, pur facendo riferimento agli stessi "fatti", eventi e personaggi, hanno in mente storie diverse, contrastanti. Diverse non per i "fatti" che invece le accomunano ma per il filo, ostico da dipanare, di cui sono intessute. Solo col tempo e mettendoci molto impegno Carlo e Minetto riescono a ridurre le differenze tra le loro storie; ma non abbastanza per scriverne una sola. Fu comunque un confronto utile: aumentò la reciproca comprensione e rafforzò la loro amicizia; roba da partigiani.
2023brossura In alto sulla collina, al coperto d'una trincea naturale di rocce, sono cinque tra i 20 e i 25 anni, uno solo, il più giovane, di 17 o forse 18. Imbracciano mitra e infilate alla cintura hanno bombe a mano. Al centro della trincea una mitragliatrice puntata sul versante in basso dove si intravvede una strada. Il nemico, il rastrellamento, verrà da laggiù; solo questione di tempo. La trincea non è un avamposto né retrovia; i cinque non dovranno resistere al nemico ma avvistarlo, contarlo, misurarlo e portare ai compagni le informazioni necessarie per muoversi in sicurezza. eseguito il compito, il presidio sarà abbandonato. L'attesa dura da più di un giorno, forse da due. La stanchezza alimenta il nervosismo, l'insofferenza. C'è chi arriva a dubitare dell'utilità della loro presenza sul posto. Se i rastrellatori avessero preso un'altra strada e si trovassero ormai alle loro spalle? E loro abbandonati e tagliati fuori da ogni via di ritirata? Per cosa e quanto importante si stanno giocando la vita?
2017ill., br. L'Elba fa parte dell'Arcipelago assieme alle altre sorelle insulari in una specie di diadema che percorre quasi completamente la costa della Toscana. Le prime rappresentazioni cartografiche relative ai vari domini della Toscana, come avremo modo di vedere, risalenti al XVI e XVII secolo, pur nella 'imprecisione' scientifica e iconografica, mostrano l'Arcipelago in tutta la sua bellezza.
2018ill., ril. Chi era davvero Giulio Cesare? Un feroce dittatore o un amico del popolo? Cesare, passando il Rubicone, era interessato solo al proprio interesse o voleva il bene dei Romani? Si tratta di domande a cui è difficile dare una risposta, considerando come diversa era la mentalità di individui vissuti duemila anni fa. Il tradizionale "Processo" che si tiene alla Torre di San Mauro Pascoli ogni 10 agosto, dopo aver esaminato, nel 2013, quale fosse il vero Rubicone, nel 2016 si è dedicato a Cesare, uno dei personaggi più famosi, nel bene e nel male, dell'intera storia occidentale. Accusatori, Giovanni Brizzi e Paolo Turroni; difensori, Luciano Canfora e Cristina Ravara Montebelli. La giuria popolare ha "assolto" Cesare. Ora gli atti del processo sono consultabili in questo volume, e oltre ai testi dei quattro relatori è stata aggiunta una sezione di documenti per conoscere più a fondo il generale romano, analizzando la sua figura nell'arte, nella letteratura, nel cinema e persino nella didattica, con un processo analogo svoltosi presso il Liceo classico "Monti" di Cesena. Un utile strumento per saperne di più su un personaggio che ha segnato la storia dell'Occidente.
2018ril. La Rivoluzione russa reca un enorme carico simbolico: è per le masse sfruttate, per i proletari di tutto il mondo, il momento in cui comincia a essere realizzato il sogno comunista: l'aurora di un mondo di uguali e liberi. Con le parole d'ordine di Lenin - pace immediata, terra ai contadini, potere ai Soviet -, il feudalesimo zarista è cancellato ma, purtroppo, non passa molto tempo che la rivoluzione comincia a divorare i suoi figli; e s'avvia verso la dittatura di Stalin che resta, pur nei suoi orrori, un bastione contro il nazifascismo. La rivoluzione ha tradito i suoi ideali. Ciò nonostante è rimasta, per molti decenni, un faro per i poveri di tutto il mondo: quelli dell'Occidente e dell'Oriente, del Sud e del Nord; e forse ancora oggi, dopo il disfacimento dell'Urss, non cessa di emanare una luce, almeno coi suoi intenti iniziali. Sono questi i temi o alcuni temi del "Processo alla Rivoluzione russa" tenuto nella Torre il 10 agosto del 2017, di cui il presente volume, arricchito da una Prefazione e da alcune testimonianze redatte per l'occasione, riproduce gli interventi.
2014ill., br. Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l'ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una "guida" intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita famigliare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell'ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l'attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente "narrativo" - che attinge anche all'ampia tradizione di storie tramandate dalla "scoperta" della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un'altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l'effettiva vitalità di Pompei.
2021br. La parola "samurai", dall'umile, originario significato di "colui che serve", è assurta a un livello mitico. Grazie anche alla diffusione della cultura e delle arti marziali giapponesi, il "samurai" è spesso visto come l'equivalente nipponico del cavaliere arturiano. Tuttavia, lo spirito del "samurai", radicato nella lealtà e nell'abnegazione, è qualcosa di molto reale e attraversa ininterrottamente un arco temporale che parte nel XII secolo per finire soltanto con la sconfitta del Giappone nel 1945.
2012br. "Erano le nove e mezza quando il re arrivò sul campo dei giochi. Era domenica. Un sole accecante, fra gente che esultava, applaudiva al suono della banda, gli atleti che reclamavano il privilegio di un saluto, le guardie che contenevano gli entusiasmi della folla, divise, mani e braccia in continua agitazione, un movimento e un frastuono da stordire. Non mi fu facile farmi sotto alla tribuna, inserito fra spinte, qualche cedimento, mi ritrovai davanti, in prima fila, allungai il braccio in mezzo a tante braccia. Tre colpi, tre soli colpi, come ho ripetuto in tribunale. Il re si è ripiegato sul suo corpo come aveva costretto a fare alla gente di Milano. "Non uccisi Umberto, uccisi il re". Lo disse più volte, non voleva passare per un assassino. Un gesto di grande senso politico, non un delitto. Ma solo il potere può rendere legale il delitto di Stato. Quindi, quello che doveva restare era l'esistenza di complotti, di trame sovversive, di giustificati provvedimenti per favorire l'ordine sociale. Colpire il socialismo sotto qualsiasi forma si presentasse, o comunismo o anarchia."
2009ill., br. "Vorrei prendere per mano il lettore e farlo scendere per circa dodici metri nel sottosuolo di Roma - lì dove un tempo, su macerie e immondizie, crescevano gli abitati - e risalire per oltre ventisette secoli alla ricerca del primo giorno della città: il 21 aprile di un anno intorno al 750 a.C. Ma cosa nasceva quel giorno? Cosa ne è seguito di importante nei millenni, per noi e per la storia del mondo? Nelle iscrizioni calendariali romane si legge: "Roma condita", fondata. Poco importa l'anno preciso, se il 750 a.C. o, come sostenevano gli storici romani, tra il 758 e il 728 a.C. Conta piuttosto che Roma sia nata, come città e come Stato, tra il 775 e il 675 a.C., nel secolo cui la tradizione attribuisce i regni di tre re fondatori: il violento Romolo, l'anemico Numa Pompilio e Tullo Ostilio. La leggenda di Roma, narrata dagli storici e ricordata per dettagli dagli eruditi antichi, è una grande congerie di temi mitici e di avvenimenti presunti, che occorre scavare stratigraficamente. Come in tutti i miti del mondo, anche in questo si racconta l'origine di qualcosa che emerge dal nulla; così facendo, la leggenda esprime a un tempo una verità e una falsità. La fondazione di Roma è senz'altro un inizio epocale, che ha tuttavia altri importanti inizi alle sue spalle, per cui non nasce dal niente e il mito, più che sublimare, oscura la realtà precedente."
2022br. La vicenda dei magi, i misteriosi pagani che l'evangelista Matteo convoca «dall'Oriente» al cospetto del Figlio di David, viene da lontano. Risalendo alle fonti più tradizionali e dando conto delle ultime scoperte, Franco Cardini getta nuova luce sui misteri ancora irrisolti e narra la genesi e la diffusione delle varie versioni che hanno fatto dei «tre santi re», di volta in volta, il simbolo delle razze primigenie scaturite dai tre figli di Noè; dei tre continenti del mondo antico: Asia, Africa ed Europa; dei tre momenti dell'esistenza: giovinezza, maturità e vecchiaia; delle tre scansioni temporali: passato, presente e futuro. Molti studiosi ne hanno indicato la presenza nel mondo indoiranico fra il I secolo a.C. e il I d.C., altri ne hanno ribadito il nesso con gli astrologi-sacerdoti originari della Media e con gli insegnamenti di Zarathustra. Alla luce delle ultime scoperte si rafforza il ruolo chiave dei magi come figure «ponte» tra Oriente e Occidente, cerniera tra culti e religioni.
2015ill., br. Quelli del Sessantotto uniscono ciò che prima era separato. Parlano e agiscono in prima persona, senza delegare. Parole d'ordine: "Assemblea, siamo tutti delegati". Uniscono il sesso e l'amore senza le convenzioni e le costrizioni della società tradizionale, criticandone le gerarchie: "amatevi gli uni sugli altri, io sono mia". Progettano la loro comunicazione poi la stampano in proprio: "C.i.P.". Incollano e scrivono sui muri le loro idee senza rispettare diritti, agenzie d'affissione o divieti: "vietato vietare, ridiamo la parola ai muri". Poi corrono via: "Corri compagno il vecchio mondo ti sta alle calcagna". Questo libretto raccoglie qualche lampo di quelle vite, immagini dell'immaginazione al potere: "abbasso il principio di azione-reazione viva azione-rivoluzione".
2022ill., br. Ettore Carozzo fu un editore antifascista, che pubblicò e diede sostegno ad intellettuali fuorusciti perseguitati dal fascismo come Sturzo, Nitti, Sforza, Salvemini e altri. Il libro, patrocinato dall'Istituto Storico della Resistenza spezzino, è arricchito da fotografie di famiglia e documenti inediti che l'autore ha raccolto, e racconta la vita non certo facile del protagonista che, malgrado fosse un reduce decorato nella Grande Guerra, in cui aveva riportato gravi lesioni, dovette riparare in Francia sotto il fascismo. Anche in Francia egli fu sempre e comunque tenuto sotto sorveglianza dal regime che, in uno dei dispacci ministeriali pubblicati nel libro lo ipotizza «affiliato a una setta terrorista di Parigi» e lo definisce «irriducibile disfattista» e «divulgatore all'estero di odio feroce contro il nostro Duce». Ettore Celestino Carozzo, ci ricorda l'on. Pierluigi Castagnetti nella sua introduzione al libro, «era più di un editore impegnato, era un antifascista intenzionalmente impegnato a pubblicare materiale critico e ostile al fascismo. Si doveva essere antifascisti, perché il fascismo era tutto il contrario di ciò che rappresenta la centralità della persona umana. Se si fosse stati complici, anche solo per sottovalutazione o per indifferenza, del fascismo, non ci sarebbe stato più alcun senso nell'impegno politico per i cattolici. La Chiesa tardava a capirlo, ma i cattolici impegnati in politica lo capirono subito. Dunque il loro antifascismo era per così dire profondamente cristiano e, allo stesso tempo, politico, ontologicamente politico».
2012br. Il più grande intrigo politico-spionistico della Seconda guerra mondiale comincia nel luglio del 1932 all'hotel Drake di Chicago, dove si tiene la convention democratica che dovrà scegliere, fra Franklin Delano Roosvelt e Albert Smith, il candidato alle elezioni presidenziali. Quella notte giungono da New York due giovani azzimati con pretese di eleganza: Frank Costello e Lucky Luciano. Undici anni dopo in Sicilia tutti sapevano che gli Alleati sarebbero sbarcati il 10 luglio, tanto la popolazione quanto i più elevati livelli politici e militari. Una ricostruzione dello sbarco degli Alleati in Sicilia che analizza il ruolo di quanti - massoneria, mafia, monarchia e Stato Pontificio - prepararono la nascita dell'Italia repubblicana.
2012br. L'8 settembre 1943, alla notizia dell'armistizio, tanti militari italiani impugnano le armi contro il tedesco. In Italia, in Francia, in Jugoslavia, in Grecia, in Albania, nelle isole del Mediterraneo soldati, ufficiali e diversi generali comprendono che per aiutare la Storia a voltare pagina bisogna mettere in gioco la propria vita. In tre settimane sono circa 25.000 i caduti, non pochi di essi fucilati dopo la resa. Si dissolvono gli alti comandi, ma i ragazzi della generazione sfortunata, che hanno già pagato un alto tributo di sangue a EI Alamein e in Russia, rispondono alla chiamata per ricostituire un esercito da schierare accanto agli Alleati. Molti di loro sono fascisti, tuttavia nello sfacelo di quei giorni si aggrappano all'ultima ancora, l'Italia. Un'Italia senza aggettivi - né fascista né antifascista, né monarchica né repubblicana - per la quale battersi e morire. E alla fine a morire sui campi di battaglia e nei lager tedeschi saranno più di 86.000. Attraverso la dolorosa presa di coscienza di quindici giovani e giovanissimi fanti, artiglieri, alpini, bersaglieri, "In cerca di una patria" racconta i venti mesi di guerra al nazi-fascismo di questi soldati italiani di cui non si parla mai.
2012br. Settantasette italiani di modeste pretese e d'infinita pazienza precipitati nel peggior mattatoio della seconda guerra mondiale: Stalingrado. Appartenevano quasi tutti a due autoreparti, avevano portato guastatori e rifornimenti alla 6a armata tedesca di Paulus e dovevano rientrare dopo aver riempito gli autocarri con la legna per affrontare l'inverno. Furono invece bloccati dall'avanzata dell'Armata Rossa alla fine di novembre del 1942. La loro lenta agonia è raccontata dalle lettere spedite a casa, in cui niente traspare della situazione e dell'ansia: all'apparenza tutti affermano di star bene e di essere lontano dai pericoli. Ripetono l'accorato appello di mandare notizie, di non dimenticarli. Ma in gennaio affiora nei saluti a genitori, mogli e figli la fine di ogni speranza. Dopo la resa, prigionia, malattie e sconforto falcidiano i soprawissuti. Solo due rivedranno l'Italia.
2022br. "Liberazione vuol forse significare nel secolo nuovo cittadinanza attiva, non solo per dare investitura alla rappresentanza democratica ma anche nell'esercitare a sussidio delle istituzioni ogni iniziativa utile al bene comune e alla pace. Chi ritenga troppo oneroso o utopistico investire di più nella buona volontà dei cittadini che non nell'attesa di buone scelte delle istituzioni, pensi a quel che rischiarono i partigiani, i soldati, i civili nella guerra di Liberazione per preparare per noi le conquiste di quel migliore avvenire che, con ingratitudine o incoscienza, rischiamo di non sapere difendere".
2010ill. Le città, come gli uomini, perché son fatte di uomini, cambiano continuamente. Ma Matera cambia più delle altre. In poco tempo essa è stata capitale dei contadini, città dei Sassi, città della cultura, laboratorio del recupero... Le guide di Matera, perciò, più che le altre, sono destinate a diventare vecchie nel giro di poco tempo. A meno che non si tratti di una guida nuova, capace di cogliere l'identità nel cambiamento, cioè non il volto, ma la vita. La presente guida, proprio per rispondere a tale esigenza, ridefinisce la città di Matera nelle sue molteplici espressioni di religione, arte, letteratura, tradizioni, miti, pietre. Assemblata attraverso tasselli diversi, più e meglio di un libro di storia, essa si presenta come un'opera a più facce, offrendosi ad una lettura a più livelli. Per cerchi concentrici e per richiami, il viaggiatore, più che turista, viene guidato per i segreti più suggestivi della città. A ciò sono utili i diversi approfondimenti che, per ogni aspetto, ma anche per ogni termine, vengono proposti, grazie a "finestre" appositamente aperte. Accurati dossier, intanto, dànno le informazioni indispensabili a simili "affacci". Il viaggio per la città, per questa via, si fa materiale e spirituale nello stesso tempo. Visitare una città, del resto, soprattutto quando si tratta di una città come Matera, capitale europea della cultura 2019, deve significare trasferirsi in essa, per dimenticare e dimenticarsi. A ciò è funzionale, in particolare, il ricchissimo apparato fotografico, ricchissimo di dettagli, per cui il testo letterario circola e s'insinua, comunicandogli la vita. Alla stesura del quale, molto opportunamente, non è stata chiamata la mano neutra del "tecnico", ma quella agile e coinvolgente di uno che alla lettura della propria città e alle sue problematiche, senza retorica e senza miti, ha dedicato anni di studi e partecipe attenzione.
2018ril. In occasione del Centenario della fine della Prima Guerra mondiale, è doveroso ricordare i martiri di Teora e lasciare ai posteri una testimonianza e un riconoscimento del loro sacrificio. Nel 2015 quest'Amministrazione Comunale fece collocare ai piedi dei lecci, piantati lungo Viale della Vittoria negli anni trenta per ricordare i caduti della Grande Guerra, ottantacinque targhette in ceramica con i nomi dei militari di Teora riportati nell'Albo d'Oro edito dalla Provincia di Avellino nel 1928. In questo opuscolo, i dati dei militari contenuti nell'Albo d'Oro Irpino, sono stati confrontati con i dati riportati nell'Albo d'Oro nazionale e con quelli dello stato civile e integrati con le notizie contenute nei fogli matricolari. Come Amministrazione Comunale abbiamo ritenuto doveroso farne omaggio ai nostri concittadini.