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‎Chesterton Gilbert Keith‎

‎Impressioni irlandesi‎

‎br. Sembrano lontani i giorni di Londonderry, della Domenica di Sangue, quelli in cui i pub di Londra saltavano in aria col loro carico di odio irlandese verso il tiranno britannico. E sembra addirittura quasi spenta l'eco della Rivolta di Pasqua, di Michael Collins, dell'lRA, se non ci fossero una mitologia rock o il cinema hollywoodiano a mantenerla viva e toccante nella memoria del pubblico occidentale. Le "Impressioni irlandesi" dello scrittore britannico Chesterton ci proiettano in quei momenti con la crudezza della testimonianza diretta, ma anche con l'acuta precisione di un osservatore che vuole capire. Scritte in occasione del viaggio intrapreso da Chesterton nel 1918 su invito dell'amico e poeta William Butler Yeats, le "Impressioni" traggono spunto dai luoghi fisici, dai segni e dai simboli della cultura irlandese per ragionare sull'essenza di quella terra e sul carattere di quel popolo. In questo sforzo di riflessione, per il bene anche del Regno Unito, le "Impressioni irlandesi" attraversano le profondità dello spirito d'Irlanda, affrontano a viso aperto gli errori storici dell'Inghilterra, e grazie alla penna fine di un grande scrittore ci offrono una serie inarrestabile di fulminanti verità, valide per ogni tempo e ogni luogo. Il risultato - come scrive Gregory Dowling nell'Introduzione - è quello di un libro straordinariamente generoso. Una generosità di spirito che perfino George Bernard Shaw, amico sempre critico di Chesterton, ammise, recensendo per primo le "Impressioni irlandesi".‎

‎Chesterton Gilbert Keith‎

‎L'età vittoriana nella letteratura‎

‎br. G.K, Chesterton era incapace di introdurre anche solo una traccia di moderazione in ciò che faceva - si trattasse di alimentarsi, naturalmente, ma anche di attività per lui ancora più naturali, come leggere, scrivere o parlare. E così quando decise di raccontare attraverso una serie di ritratti - da Bentham a Carlyle, da Dickens a Hardy - l'età vittoriana;, di cui lui stesso era una specie di ultimo, umorale testimone, scrisse questo libro unico e prezioso: una grande satira, che è anche un infinito atto d'amore. Una pagina dopo l'altra, l'intelligenza irrequieta e inclassificabile di Chesterton («Il compito dei progressisti è commettere errori; quello dei conservatori è di impedire che vengano emendati») riporta in vita uno dei grandi momenti della letteratura come l'abbiamo conosciuta, e come continuiamo ad amarla: lasciando spesso graffi, se non piccole ustioni, sulla nostra coscienza di vittoriani postumi, benché in larga parte inconsapevoli.‎

‎Chesterton Gilbert Keith; Antonellini M. (cur.)‎

‎Il soprannaturale è naturale. Scritti per l'Italia‎

‎brossura Il volume raccoglie le prose che Chesterton ha pubblicato su riviste italiane fra il 1919 e il 1938. Tredici testi comparsi rispettivamente su La Ronda, L'Italia letteraria, Il Frontespizio e L'Illustrazione Toscana. Scritti in anni decisivi per la sua formazione, essi non possiedono solo un valore documentario o storico, ma assolvono anche a quella funzione eminentemente educativa che egli ha sempre riconosciuto alla letteratura.‎

‎Chesterton Gilbert Keith; Cervo M. (cur.)‎

‎La barbarie di Berlino con le Lettere ad un vecchio garibaldino‎

‎br. Alla fine del 1914, la Prima guerra mondiale è ormai in corso e il governo inglese chiede al meglio della sua intellighenzia di schierarsi in un conflitto esistenziale contro gli Imperi centrali. Gilbert Keith Chesterton risponde con questo pamphlet, ma non si accontenta di una mera invettiva intellettuale puntata sui caratteri della Prussia, inconciliabili a suo avviso con la stoffa delle democrazie occidentali. La barbarie di Chesterton è infatti molto più estesa e intima a un tempo: è una categoria dello spirito che nei dintorni della capitale tedesca ha trovato grandi applicazioni pratiche, ma che riflette l'eterna tentazione al cuore del «male europeo moderno»: l'idea, immancabilmente travestita con le migliori intenzioni, che le regole le debbano rispettare gli altri. Così la tragedia immensa della guerra che stava iniziando a dilaniare il globo diventa un conflitto di civiltà, dove si può cogliere un tratto profondo dell'ethos protestante fino a intravvedere profeticamente i barlumi dell'orrore nazista.‎

‎Chesterton Gilbert Keith; Colombo A. (cur.)‎

‎Perché sono cattolico (e altri scritti)‎

‎brossura‎

‎Chesterton Gilbert Keith; Nicolini S. (cur.); Simonelli S. (cur.)‎

‎L'età vittoriana nella letteratura‎

‎ill., br. Gilbert Keith Chesterton (GKC) in questo saggio del 1913 sottolinea che la letteratura ha infranto il compromesso vittoriano che negava, grazie anche allo scudo morale offerto dall'utilitarismo, l'esistenza di un diffuso disagio sociale nell'Inghilterra della seconda rivoluzione industriale. I grandi scrittori - Dickens, sicuramente, ma soprattutto Stevenson - reagiscono a questa rimozione collettiva: ognuno a proprio modo ma tutti pienamente consapevoli che qualcosa di fondamentale fosse andata perduta nella loro società. L'Uomo. GKC intuisce che la ricerca ottusa del benessere ha portato a un autunno spirituale, a una strana e fredda atmosfera di vacuità: "I vittoriani - scrive - credevano che il commercio estero dovesse portare la pace: e ha portato la guerra. Credevano che il commercio interno dovesse promuovere la prosperità: e ha in gran parte promosso la povertà. Ma per loro questi erano esperimenti; per noi devono essere insegnamenti. Se noi continueremo a trattare il popolo com'è nell'uso capitalista, se noi continueremo a servirci degli armamenti esteri com'è nell'uso capitalista, il nostro comportamento ricadrà pesantemente sui vivi. Il disonore non resterà ai morti".‎

‎Chesterton Gilbert Keith; Vecchio S. (cur.)‎

‎Come si scrive un giallo‎

‎brossura Chesterton apre questa raccolta di scritti con una doppia ironia: che nel giallo la tecnica è tutto e che lui stesso ha scritto alcuni dei peggiori gialli del mondo. Chesterton spiega come si scrive un giallo, come si lavora nella officina del mistero e della sorpresa. In realtà Chesterton spiega anche come si debba leggere un giallo, come scoprirne la qualità, come cedere al suo incanto razionale senza cadere nel vizio della serialità.‎

‎Chevalley, Etienne u.a. (Hrsg.)‎

‎Zauber der Kindheit. (Gedichte, Lieder u. kleine Prosastücke von französischen Kindern.) Gesammelt von Etienne Chevalley u.a. Übersetzt von Nicola Fischer. Nachwort von Heinrich Ellermann. Zweisprachig Französisch und Deutsch.‎

‎Ellermann, Hamburg 1960. 136 S. mit zahlreichen s/w Kinderzeichnungen. Englische Broschur. Leichte Gebrsp. Gutes Exemplar.‎

‎Auswahl aus den Bänden "Miracles de l'Enfance" u. "Poètes d'Aujoud'hui" von Etienne Chevalley und dem Band "Enfants-poètes" des Verlags La Table Ronde, Paris. Die Zeichnungen stammen von deutschen Kindern. Texte u. Bilder alle mit Herkunftsangaben.‎

Bookseller reference : 17765

Antiquariat.de

Kaner & Kaner GbR
DE - Staufen
[Books from Kaner & Kaner GbR]

€14.00 Buy

‎Chierici Anna M.‎

‎La scrittura terapeutica. Saggio su Gianni Celati‎

‎ill., br. Il saggio di Anna Maria Chierici pone l'accento su alcuni tratti del lavoro letterario di Gianni Celati, sia esso espresso nella forma più conosciuta del racconto o in quelle più sotterranee della traduzione poetica, del saggio, dell'intervista e di quelle vanvere o fantasticherie ad un tempo disarmate e ficcanti di cui Celati è maestro.‎

‎Chiesa Antonio; Rigoni Stern Mario‎

‎Parole sulle pietre. La grande guerra sull'Altipiano di Asiago‎

‎ill., br.‎

‎CHIESA Francesco‎

‎POESIE E PROSE.‎

‎In-16 (cm. 18.30), tela editoriale, titolo in oro e fregi al dorso; titolo, sempre in oro, al piatto, risguardi e guardie decorate, pp. 128, (2), con una illustrazione in antiporta. Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).‎

‎Chihuly, Dale; Francine Prose‎

‎Chihuly: Faxes‎

‎hardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover‎

Bookseller reference : 1576841995.G ISBN : 1576841995 9781576841990

Biblio.com

Bonita
United States Estados Unidos Estados Unidos États-Unis
[Books from Bonita]

€42.32 Buy

‎Chilla Selene; Di Battista Serena‎

‎E sognai di Cime Tempestose. Viaggio nei luoghi del romanzo di Emily Brontë‎

‎ill., br. L'obiettivo delle autrici di questo libro è quello di accompagnare il lettore attraverso i luoghi dell'Inghilterra che hanno ispirato Emily Brontë nella stesura del suo famoso "Cime Tempestose". Frutto dell'esperienza diretta sul posto, dei contatti con gli abitanti del luogo, delle ricerche effettuate con il supporto di esperti e del materiale a disposizione dei membri della Brontë Society, il testo introduce Emily Brontë raccontandone la storia e il particolare attaccamento allo Yorkshire e alla brughiera. La scrittrice aveva un legame viscerale con la terra in cui era nata, e l'ispirazione che traeva dalla natura circostante era vitale ai fini del suo processo creativo. Le autrici vanno dunque alla ricerca di coincidenze e differenze tra la geografia del romanzo come architettata da Emily, e quella reale dei luoghi che l'hanno ispirata, raccontandoci il ruolo allegorico della brughiera, fino ad accompagnare il lettore all'interno di quegli edifici che hanno, secondo la tradizione, dato vita alle case degli Earnshaw e dei Linton: Ponden Hall e Top Withens.‎

‎Chines Loredana‎

‎Filigrane. Nuovi tasselli per Petrarca e Boccaccio‎

‎br. Negli antichi volumi le filigrane rivelano in controluce dove e quando una mano ha potuto vergare le carte che compongono il libro, fanno affiorare tracce e indizi celati, solo che lo sguardo del lettore sappia inoltrarsi, curioso e attento, di là da ciò che è immediatamente percepibile. Allo stesso modo, nella fitta trama di sensi della parola letteraria, sempre nuove tessere emergono a definire con linee inedite il disegno di un testo. Nelle opere di Petrarca e di Boccaccio si annidano di continuo implicazioni nascoste, rinvii reconditi che l'occhio del critico può cogliere con l'ausilio degli strumenti della filologia e dell'ermeneutica, tanto piú complessi e ardui da indagare quanto piú abile è il gioco di ripresa e di dissimulazione nella variegata polifonia del sistema letterario. Le tenui trasparenze di senso che trapelano dalla parola letteraria, sempre metamorfica e aperta a nuove suggestioni interpretative, sembrano ricondursi naturalmente a un concetto fondante della filologia e della codicologia, che riesce a collocare nello spazio e nel tempo un manoscritto o una stampa antica a partire dalla sua incontrovertibile materialità.‎

‎Chinnici Antonella; Colonna Romano Alessandra; Musumeci Daniela‎

‎Tessere di luce. La letteratura siciliana dal Duecento ai giorni nostri‎

‎br. Dal Duecento ai giorni nostri: la raccolta antologica più completa e aggiornata mai pubblicata sulla narrativa e la poesia siciliana, un viaggio tra i più grandi scrittori del passato, le voci dimenticate e gli autori contemporanei. Una narrazione che si svolge attraverso snodi tematici: l'antimafia, le donne, le guerre, per definire l'identità di un'isola la cui singolarità nasce grazie alle contaminazioni culturali che l'hanno attraversata. Grandi autori come Sciascia e Pirandello, Camilleri, Vittorini, rivisti sotto la lente filologica e classica, sono accostati ad autori e autrici ritrovati, come Tommaso Bordonaro, autore cardine del fenomeno letterario dei semicolti. Una parte fondamentale è dedicata alla scrittura femminile: da Maria Fuxa, archivista che si fa portavoce dei dimenticati denunciando i mali dei pazienti psichiatrici, alla pluripremiata Dacia Maraini col suo movimento artistico femminista, fino a riscoperte come Nina Siciliana, autrice che nel Duecento suscitò scalpore. Ricca e aggiornata è la sezione dedicata agli autori contemporanei, nella quale si analizza anche il fenomeno mafioso: da Danilo Dolci a Peppino e Felicia Impastato.‎

‎Chiurchiù Luca‎

‎Primavera di incertezza. Mito e malattia della giovinezza in Federigo Tozzi, Alberto Moravia e Vitaliano Brancati‎

‎br. Il libro ripercorre le tappe di una vecchia storia: quella della giovinezza intesa come costrutto culturale. Nel Settecento si è cristallizzata una precisa immagine del giovane maschio, assurto a simbolo di palingenesi. Tale immagine è stata strumentalizzata da coloro che reclamavano un posto di spicco nella sfera pubblica. Incarnare la giovinezza voleva dire essere in possesso del diritto di diventare protagonisti della Storia. Movimenti politici e artistici si sono contesi questo primato, contribuendo alla formazione di un mito capace, con la sua forza seduttoria, di mobilitare intere generazioni. Un mito che affonda dunque le sue radici nell'Europa del XVIII secolo e che transita, con riemersioni cicliche, per il romanticismo risorgimentale, per il nazionalismo e per le avanguardie, raggiungendo il suo apice nella "primavera di bellezza" del fascismo. Vi sono però degli autori novecenteschi che hanno intercettato e reso manifesto il contraltare di questo mito, come Federigo Tozzi, Alberto Moravia e Vitaliano Brancati. Attraverso la critica tematica, l'antropologia, gli studi culturali e di genere, il libro cerca di dimostrare come nella narrativa di questi tre scrittori la giovinezza assuma i tratti, foschi, di una malattia. Come lì emerga la parte in ombra che il mito nasconde nel suo centro, il suo più profondo rimosso storico.‎

‎Chocheyras, Jacques et RUNNALLS, Graham A. (introduction et notes)‎

‎La Vie de Marie Magdaleine par personnages (Bibliothèque Nationale de Paris, Réserve Yf 2914). Editée avec une introduction et des notes par Jacques Chocheyras et Graham A. Runnalls‎

‎Editions Droz, Collection Textes Littéraires Français (TLF N° 342) - 1986 - Petit In-8 broché - 115 p.‎

‎Bon état‎

Bookseller reference : 47549

Livre Rare Book

Librairie Le Père Pénard
Lyon France Francia França France
[Books from Librairie Le Père Pénard]

€14.00 Buy

‎CHODERLOS DE LACLOS‎

‎Schlimme Liebschaften‎

‎Leipzig, Insel-Verlag 1958. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 463 S., 15.-23. Tausend, übertragen und eingeleitet von Heinrich Mann‎

‎Schutzumschlag Gebrauchsspuren, sonst guter Zustand‎

Bookseller reference : X4122

‎CHOTJEWITZ, PETER O‎

‎Die Gegenstände der Gedankenstille (Requiem für ein Haus mit Bewohnern)‎

‎Düsseldorf, Verlag der Eremiren-Presse 1976. Kartoniert mit Schutzumschlag, 8°, Blockbindung, unpag., ca 45 S., mit Offsetlithographien von Klaus Fussmann‎

‎Guter Zustand‎

Bookseller reference : Q612

‎CHRIST, LENA‎

‎Aus meiner Kindheit‎

‎München, Langen/Müller 1938. "Pappband, 8°, 56 S., Band 102 der »Kleinen Bücherei«, »Der Inhalt des vorliegenden Bändchens bildet den ersten Teil der Kindheitserlebnisse der Lena Christ und ist ihren im Jahre 1912 erschienenen, seit Jahren vergriffenen ""Erinnerungen"" entnommen.«"‎

‎Einband leichte Gebrauchsspuren, Widmung mit kleinen aufgeklebten Ostereiern auf dem Vorsatzblatt‎

Bookseller reference : X5261

‎Christ, Richard‎

‎Welt-Betrachtung. Zwischen Polarkreis und Äquator.‎

‎Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag 1989. EA, 269 S. 8 , OLwd mit OSU (Ein Halbdutzend Erinnerungen aus dem Land+Leute-Reisenkoffer eines Schriftstellers, den Weltneugier im vergangenen Jahrzehnt auf vier Erdteile geführt hat."). Guter Zustand.‎

Bookseller reference : 1063

‎Christian-Hildebrandt, Reneée‎

‎Neue Glückwunschfibel für Groß und Klein.‎

‎Wiesbaden, Falken (um, 1970). 8°. 96 Seiten. Farbig illustrierter Originalkarton. - Wohlerhalten. = die falken bücherei 156.‎

Bookseller reference : 19405AB

‎Christian-Hildebrandt, Renée‎

‎Neue Glückwunschfibel für groß und klein‎

‎Niederhausen/ Ts.: Falken-Verlag GmbH, 1989. Falken Bücherei 96 , 16 Seiten , 20 cm, kart.,‎

‎Seiten leicht gebräunt, sehr guter Zustand, Nichts ist so schön wie der Gedanke, liebe Menschen zu erfreuen, sei es mit einer Karte, einem Brief oder einem Glückwunschtelegramm. Dieser Ratgeber enthält eine Vielzahl von Glückwünschen in Versform und in Prosa für die Feste im Laufe eines Jahres: für Weihnachten und Ostern, für Geburtstage, Taufen, Jubiläen und andere Freudentage; auch Trinksprüche und Segenswünsche zum Richtfest finden sich alles launig und herzlich dargeboten, für Erwachsene und für Kinder. Wer in `Glückwunschnöten ` ist, findet bestimmt etwas Passendes. (vom Buchrücken) 1d3a ISBN-Nummer: 3806801568‎

Bookseller reference : 2160

Antiquariat.de

Antiquariat Ardelt
DE - Großräschen
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€5.95 Buy

‎Christie Agatha; Prichard M. (cur.)‎

‎Il giro del mondo. Album di lettere e fotografie‎

‎ill., br. Nel 1922 Agatha Christie accompagnò il marito Archibald nel British Empire Exhibition Tour, un viaggio ufficiale dal Sud Africa all'Australia, fino a Nuova Zelanda, Hawaii e Canada, per promuovere la mostra dell'Impero Britannico che si sarebbe tenuta a Wembley tra il 1924 e il 1925. Salpata il 20 gennaio, la coppia attraccherà di nuovo a Southampton quasi un anno dopo, il 1° dicembre. Durante quei dieci mesi Agatha scrive ogni settimana alla madre e alla figlia Rosalind, raccontando dei mondi esotici che visita, delle persone che incontra, delle sue giornate e delle scoperte che le riempiono, di navi, treni e cammelli, di menu e inviti nelle ambasciate, di animali selvaggi, di usanze bizzarre. Ne emerge la figura di una giovane donna curiosa e sicura di sé, sempre pronta a nuove esperienze: fu tra le primissime donne, per esempio, a praticare il surf. Questo volume raccoglie le lettere, le centinaia di fotografie che la Christie stessa scattò, le cartoline e i ritagli di giornale che conservò tra i suoi ricordi. Curato e introdotto dal nipote Mathew Prichard, oltre a offrire uno spaccato della vita negli anni Venti Il giro del mondo mette in luce il lato più avventuroso della personalità di Dame Agatha, un aspetto che si sarebbe rivelato decisivo anche per la sua identità di scrittrice.‎

‎CHRISTOF, AUGUST‎

‎Der geschäftliche Krieg‎

‎München, Verlag des Post-Annoncen-Bureau 1891. Kartoniert, 8°, 206 S., »Jedr dem Geschäftsleben Fernstehende sieht in jedem Geschäftsbetriebe die Anwartschaft auf ungezählte Reichtümer. Die Erfahrung dagegen lehrt, daß der Geschäftsmann häufig, nach einem Leben unermüdlichen, umsichtigen Strebens, durch die Macht der Verhältniise verarmt. Sollte vorstehendes Spiegelbild der Gegenwart für Einzelne zur Mahnung werden, der Pflichten zu gedenken, welche der Mensch dem Menschen schuldet, fühlt sich hochbeglückt der Verfasser (Vorwort).«‎

‎Der dünne Papiereinband hat Ein- und Ausrisse und ist fast ganz gelöst, innen handschriftl. Eintrag auf dem Titelblatt‎

Bookseller reference : A408

‎Christy Jim‎

‎La sconcia vita di Charles Bukowski‎

‎ill., br. La biografia di un autore cult, la vita e le immagini del più famoso scrittore underground in lingua inglese. Il caso e il fenomeno Charles Bukowski: il ragazzo battuto dal padre, bevitore già a tredici anni, il duro ribelle sfregiato dall'acne, l'impiegato delle Poste, l'uomo dai mille lavori, il modesto factotum che ha conosciuto le esperienze più sordide e gli ambienti più malfamati per poi diventare un miliardario, è ormai un'autentica leggenda. Il suo lavoro - crudo, grezzo, schietto e spassoso - ha immediatamente trovato imitatori, emulatori, fan e insieme detrattori. E lui faceva scandalo, si attirava amori e odi, si presentava come un personaggio su cui inevitabilmente ci si divide. Jim Christy ha cercato di mettere un po' d'ordine nelle dicerie sorte attorno alla sua vicenda personale, per poter scrivere con partecipazione e simpatia dell'uomo, del mito, dell'opera. A completare il ritratto concorrono le ventiquattro fotografie scattate da Claude Powell, amico, confidente e compagno di sbronze dello scrittore.‎

‎Chénier André‎

‎Poésie et prose‎

‎Henri Gautier éditeur Nouvelle bibliothèque populaire Brochure In-12 (12,5 x 19 cm), brochure, 36 pages, sans date, n°267 de la Nouvelle bibliothèque populaire ; dos frotté en tête, par ailleurs bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.‎

Bookseller reference : ys1793

Livre Rare Book

Abraxas-Libris
Bécherel France Francia França France
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€7.50 Buy

‎Cibulka, Hanns‎

‎Das Buch Ruth. Aus den Aufzeichnungen des Archäologen Michael S.‎

‎Halle und Leipzig, Mitteldeutscher Verlag 1987. 157 S. 8 , illustr. OLwd mit OSU (Dies ist das Stenogramm einer Liebesgeschichte. Aufzeichnung eines Mannes, der in der Mitte des Lebens noch einmal vor einem Anfang steht, weil die Begegnung mit einer jungen Frau ihn ganz ergreift."). Leichte Gebrauchsspuren, guter Zustand.‎

Bookseller reference : 677

‎Cicerone‎

‎L'amicizia - con note di E. Narducci - testo latino a fronte tradotto da C. Saggio -‎

‎cart. ed.it. 16° pp.169 ben tenuto.‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎Bruto. Testo latino a fronte‎

‎brossura‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎Due scandali politici: Pro Murena. Pro Sestio‎

‎brossura‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎Il poeta Archia‎

‎brossura‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎Il processo di Verre. Testo latino a fronte‎

‎brossura Il reato di concussione è il primo per cui si conosca l'istituzione di un apposito tribunale nella legislazione romana. Dinanzi a questo tribunale si celebrò nel 70 a. C. uno dei processi più clamorosi della vita pubblica romana. Imputato un senatore di nobile famiglia e di dubbia fama: Gaio Verre che, come governatore della Sicilia aveva angariato i provinciali con ogni genere di soprusi, fino a ridurre allo stremo l'economia dell'isola e la miseria degli abitanti. A sostenere l'accusa fu Cicerone che, ottenuta la condanna dell'imputato, pubblicò un'ampia trattazione in cui sviluppò gli argomenti dell'accusa.‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎L'amicizia. Testo latino a fronte‎

‎br. Il "Lelius de amicitia", fortunatissimo dialogo ciceroniano risalente al 44 a.C. e dedicato ad Attico, s'immagina condotto da tre illustri interlocutori, Fannio, Scevola e Lelio, che disquisiscono sul tema dell'amicizia: cos'è, da cosa nasce e a quali fini tende. Mentre l'amicizia per i Romani è innanzitutto la creazione di legami personali a scopo di sostegno politico, la tesi di Cicerone espressa per bocca di Lelio e ispirata soprattutto a fonti di orientamento platonico e storico, è assai innovativa: la vera amicizia è un sentimento del tutto disinteressato, un rapporto insostituibile che, dopo la sapienza, rappresenta il massimo bene cui l'uomo possa aspirare. Sforzandosi di allargare la base sociale dell'amicizia al di là della ristretta cerchia della nobilitas, ponendo come sue fondamenta valori come virtus e probitas, l'amicizia viene sdoganata dall'ambito esclusivamente politico per diventare una sorta di spinta al miglioramento individuale. Introduzione di Isabella Vilardi, premessa di Anna Giordano Rampioni.‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎L'amicizia. Testo latino a fronte. Ediz. integrale‎

‎brossura Il Laelius de amicitia, fortunatissimo dialogo ciceroniano risalente al 44 a.C. e dedicato ad Attico, s'immagina condotto da tre illustri interlocutori, Fannio, Scevola e Lelio, che disquisiscono sul tema dell'amicizia: cos'è, da cosa nasce e a quali fini tende. Mentre l'amicizia per i Romani è innanzitutto la creazione di legami personali a scopo di sostegno politico, la tesi di Cicerone espressa per bocca di Lelio, e ispirata soprattutto a fonti di orientamento platonico e storico, è assai innovativa: la vera amicizia è un sentimento del tutto disinteressato, un rapporto insostituibile che, dopo la sapienza, rappresenta il massimo bene cui l'uomo possa aspirare. Sforzandosi di allargare la base sociale dell'amicizia al di là della ristretta cerchia della nobilitas, ponendo come sue fondamenta valori come virtus e probitas, l'amicizia viene sdoganata dall'ambito esclusivamente politico per diventare una sorta di spinta al miglioramento individuale.‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎La casa‎

‎brossura La celebre orazione in cui Cicerone, rientrato a Roma dall'esilio, difende il proprio operato politico, introdotta, tradotta e commentata da Emanuele Narducci. Testo latino a fronte.‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎Le Tusculane. Testo latino a fronte‎

‎br. Le Tusculane si possono considerare sicuramente una delle più importanti opere filosofiche di Cicerone: esse raccolgono cinque dialoghi immaginari ambientati nella villa ciceroniana di Tuscolo e sostenuti da due anonimi interlocutori, conosciuti generalmente come A (Auditor) e M (Magister). Queste disputationes, i cui singoli titoli evidenziano con chiarezza il contenuto dell'opera (come disprezzare la morte; come sopportare il dolore; come lenire le afflizioni; le altre perturbazioni dell'animo; a vivere in beatitudine la virtù è paga di se stessa), consentono al lettore di indagare la figura del retore e di comprendere che la retorica non è solamente un artificio precettistico ma una macchina intellettuale piuttosto complessa.‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎Lettere. Testo latino a fronte‎

‎brossura Scritte tra il 65 e il 43 a. C., nell'arco del cruciale ventennio che vide la rovinosa e inarrestabile crisi della Repubblica, le "Lettere" di Cicerone costituiscono una testimonianza preziosa, anche se inevitabilmente parziale, della vita pubblica di quegli anni. Esponente di spicco del partito conservatore, Cicerone scrive ai familiari, agli amici e ai compagni di partito, rivelandoci le raffinatezze di un'élite ormai in declino ma anche gli oscuri retroscena della lotta politica, le trame segrete delle rivalità e delle alleanze e gli inevitabili maneggi su cui si fondava il potere. Luca Canali esplora nell'introduzione l'interiorità dell'uomo Cicerone; nella premessa al testo Giorgio Brugnoli analizza la carriera politica del grande oratore e il ruolo delle "Lettere" nell'insieme della sua opera.‎

‎Cicerone Marco Tullio‎

‎Tuscolane‎

‎brossura In quest'opera sono affrontati i più importanti problemi che toccano la sfera dell'etica. I singoli capitoli trattano del disprezzo della morte, della sopportazione del dolore, della mitigazione della tristezza, della virtù come mezzo per raggiungere la felicità. Strutturata in forma di dialogo l'opera segna il massimo avvicinamento di Cicerone allo stoicismo. Testo latino a fronte.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Bellardi G. (cur.)‎

‎Le Filippiche. Testo latino a fronte‎

‎brossura Tra il 44 e il 43 a. C. la lotta politica civile che in Roma era scoppiata dopo l'assassinio di Cesare raggiunse il suo culmine. Nella capitale del mondo si giocavano doppi e tripli giochi, in cui tutti erano contro tutti e dominavano il campo veri e propri "signori della guerra" come Marco Antonio, Bruto e Cassio, Ottaviano. Per gli idealisti la Repubblica e la sua legalità erano ancora incarnate dal Senato, divenuto però un'assemblea incapace di portare avanti una politica decisa. Cicerone continuò a credere nell'autorità senatoria e si scagliò con ferocia, in queste 14 orazioni, contro Marco Antonio, reo di attentare a un potere che ormai era inesistente.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Burlando A. (cur.)‎

‎Difesa dell'attore Roscio-Contro Vatinio. Testo latino a fronte‎

‎br. Dopo il viaggio di istruzione in Grecia compiuto tra l'80 e il 78 a.C., Cicerone torna nel foro per occuparsi di alcune causae nobiles , fra cui spicca la Pro Roscio comoedo (76 a.C. ca) in difesa del noto attore accusato dal socio Fannio di non avergli corrisposto la quota di indennizzo per la morte dello schiavo Panurgo appartenuto in comproprietà a entrambi. L'arida materia di diritto privato è resa vivida dallo spaccato di vita che illustra aspetti interessanti della condizione sociale degli attori e dallo stile ironico e ammiccante con cui Cicerone, di fronte a un pubblico educato al gusto del teatro, prova a screditare Fannio affibbiandogli la maschera sudicia e riprovevole del lenone. Nell' Interrogatio in Vatinium (56 a.C.), pronunciata nell'ambito del processo a Publio Sestio di cui aveva assunto la difesa, Cicerone si scaglia con veemenza contro Vatinio, ex tribuno della plebe di parte cesariana che aveva testimoniato contro l'imputato. Poiché Vatinio nel 58 aveva appoggiato la proposta dell'esilio per Cicerone, l' interrogatio diventa un'occasione personale di rivincita sull'antico avversario, oggetto di una vituperatio denigratoria senza esclusione di colpi. Prefazione di Mariangela Scarsi.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Burlando A. (cur.)‎

‎Difesa di Archia-Difesa di Milone. Testo latino a fronte‎

‎br. L'operazione Pro Archia fu pronunciata da Cicerone nel 62 a.C. in favore dell'amico e maestro Licinio Archia, poeta siriaco incriminato di aver usurpato il titolo dicivis Romanus. Il grande oratore si muove qui nel proprio elemento: la prosa è distesa ed eloquente, la questione legale, sbrigata velocemente e con successo, lascia spazio a un appassionato elogio delle lettere e della poesia. Dieci anni dopo, l'orazione Pro Milone nella sua drammatica concitazione riflette invece uno degli snodi fondamentali della storia della tarda repubblica romana: il conflitto tra ottimati e populares. Diverso fu anche l'esito della vicenda giudiziaria: accusato di aver ucciso il capo della fazione opposta, Milone venne condannato all'esilio, e Cicerone, amico dell'imputato e ben noto partigiano del partito conservatore, persa la consueta sicurezza, riuscì a stento a finire la propria arringa, intimorito dalle grida degli avversari e dalla vista dei soldati armati schierati nel foro. Introduzione, traduzione e note di Annalaura Burlando Saggio critico di Mariangela Scarsi.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Cavarzere A. (cur.)‎

‎In difesa di Marco Celio (Pro Caelio)‎

‎brossura Marco Celio Rufo comparve in tribunale nell'aprile del 56 a.C. sotto il peso di un'accusa gravissima: violenza politica, congiura contro lo stato. Sua principale accusatrice Clodia, donna di spicco nell'ambito dell'alta società romana. Suo difensore Cicerone, allora all'apice della carriera e della fama. In questa orazione, celebre tra le celebri arringhe del grande oratore, Cicerone procede senza curarsi di dimostrare l'innocenza del suo difeso, impegnandosi invece a confutare e distorcere i capi d'accusa e a demolire la figura morale della teste a carico, Clodia. È un'arringa in cui vengono sfruttati tutti i mezzi, astuti falsi capziosi che siano, per ottenere un'assoluzione. E Celio fu assolto; Clodia scomparve dalla scena pubblica di Roma, bollata per sempre dall'impietoso ritratto tracciato da Cicerone. La parola dell'oratore fu, ancora una volta, più forte della verità.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Fedeli P. (cur.)‎

‎In difesa di Milone (Pro Milone)‎

‎brossura Accusato di avere ucciso il tribuno Clodio, Milone viene trascinato in giudizio. Di fronte a un tribunale straordinario e sotto la pressione ostile della folla vociante, Cicerone non riesce a convincere i giudici della peraltro improbabile innocenza di Milone. Ma l'orazione a noi giunta, frutto di una successiva rielaborazione, è il capolavoro dell'oratoria politica ciceroniana e in assoluto della prosa giuridica. Testo originale a fronte.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Fucecchi M. (cur.)‎

‎Difesa di Cluenzio. Testo latino a fronte‎

‎br. Nel 66 a.C. una fosca vicenda scuote Roma: Oppianico il giovane, figlio del defunto Stazio Albio Oppianico e di Sassia, accusa Cluenzio Abito - figlio di primo letto della donna e quindi figliastro di Oppianico - di aver avvelenato il patrigno per vendicarsi di un analogo tentativo che il patrigno stesso avrebbe compiuto ai suoi danni. Si scopre così la lunga catena di delitti commessi da Oppianico il vecchio per interesse e la corruzione dei magistrati che lo avevano assolto in un precedente processo intentatogli da Cluenzio. Un'arringa magistrale, considerata un capolavoro dell'oratoria penale. Al termine del processo Cluenzio è assolto dall'accusa di veneficio. Il ritratto di una Roma marcia, dove regnano corruzione e avidità.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Gasti F. (cur.)‎

‎Orazioni cesariane. Testo latino a fronte‎

‎brossura Sono le tre orazioni pronunciate da Cicerone tra il settembre/ottobre del 46 e il novembre del 45 a.C. di fronte a Cesare, all'epoca del dominio assoluto di quest'ultimo. La Pro Marcello è un discorso di ringraziamento indirizzato a Cesare per l'avvenuto perdono del senatore Claudio Marcello; la Pro Ligario è un discorso forense, pronunziato durante il processo contro Ligario, accusato di avere tramato con Giuba ai danni di Roma; la Pro rege Deiotaro è un'arringa in difesa di un ex pompeiano reo di avere progettato l'omicidio di Cesare.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Manzoni G. E. (cur.)‎

‎Opere retoriche. Testo latino a fronte‎

‎br. Le opere di Cicerone raccolte in questo volume sono espressione della cultura fondamentale per l'aggregazione sociale nel mondo antico greco e romano: vale a dire la retorica, intesa come arte del dire nelle pubbliche assemblee e del parlare pubblicamente nel foro e nei tribunali. Già nel trattato giovanile intitolato "De inventione" Cicerone si era occupato della prima delle cinque parti che, fin dalla "Retorica" di Aristotele, costituivano tradizionalmente l'oggetto di studio nelle scuole antiche: l'inventio, che è la capacità, scrive l'autore, di escogitare argomenti veri o verosimili, tali da rendere convincente una causa. Il progetto ciceroniano di trattare anche le successive quattro parti non ebbe mai seguito. Oltre al "De inventione", questo volume presenta il breve opuscolo intitolato "De optimo genere oratorum", cui seguono le più corpose trattazioni di scuola, denominate "Partitiones oratoriae" e "Topica". L'insieme costituisce il quartetto delle opere cosiddette minori di retorica di Cicerone. Di tutte queste viene qui fornita innanzitutto un'Introduzione storico-letteraria, seguita dall'elenco delle fonti, dalla discussione dei luoghi di controversa interpretazione filologica e dalla bibliografia specifica. Segue il testo latino con traduzione a fronte: il tutto con corredo di note esplicative. La trattazione delle quattro opere è preceduta da una sintesi di storia della retorica greca e latina, corredata da una bibliografia generale sulla materia.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Marinone N. (cur.)‎

‎Opere filosofiche. Testo latino a fronte‎

‎br.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Maselli G. (cur.)‎

‎In difesa di Lucio Flacco (Pro Flacco)‎

‎brossura Lucio Valerio Flacco viene sottoposto a processo per estorsione nell'autunno del 59 a.C., con ogni probabilità a seguito di reali abusi durante la sua brillante carriera militare. Ma Lucio Flacco aveva un grande merito: si era adoperato in modo risolutivo a favore di Cicerone nella repressione della congiura di Catilina. Cicerone si impegna pertanto nella difesa di Flacco con tutte le risorse della sua professionalità. Non c'è dubbio che la causa difesa da Cicerone fosse una cattiva causa, ciononostante ancora una volta riportò una vittoria e Flacco fu assolto.‎

‎Cicerone Marco Tullio; Narducci E. (cur.)‎

‎L'amicizia. Testo latino a fronte‎

‎br. A Roma, in una società agitata da una lotta continua e spesso subdola che non faceva alcun conto dei sentimenti "l' amicitia" era anche un'arma politica, non solo un sentimento basato sulla simpatia reciproca. Nato insieme alle altre grandi opere filosofiche durante il periodo di forzato ritiro dalla vita politica, il "De amicitia" è il tentativo di Cicerone di superare questo concetto utilitaristico per riscoprire un'amicizia fine a se stessa, fondata sulla "virtus" e quindi ancorata a valori etici e personali. Emanuele Narducci esplora nel saggio introduttivo il concetto di "amicitia" a Roma e il significato profondo di quest'opera nell'insieme della produzione ciceroniana.‎

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