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Spadaro Giuseppe Aziz
Il balilla e il capitano inglese
br. L'ironia pervade tutto il tessuto del romanzo, costruito su una costante contrapposizione fra eroismi e miserie, ideali e banalità della vita quotidiana. Anche le impennate ideali del protagonista non mancano di avere esiti grotteschi: un ironico destino sembra perseguitarlo. Quest'amara constatazione egli finisce per attribuirla a un karma negativo, a cui trova conforto nelle filosofie orientali. Alla sua autostima non contribuisce certo il padre, antieroe per eccellenza, le cui profezie sulla guerra puntualmente si avverano. Il libro si apre appunto in cima alla scalinata della Matrice, dove ufficiali Alleati rendono omaggio all'ufficiale italiano caduto. Le loro figure gli restano fotografate nella memoria: gli americani attillatissimi, i canadesi dal basco azzurro, gli australiani dal cappellaccio con la falda rialzata e il capitano inglese imbracato in tenuta da campagna. Pare al balilla che il capitano sia tormentato dal rimorso d'aver dovuto abbattere quell'indomito prigioniero. Una corrente di simpatia s'instaura fra lui e quel capitano, schivo e appartato, quasi presago della fine abbietta che a lui, ormai ottantenne, è stata rivelata da Internet...
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Lombardi C. (cur.); Cravero M. (cur.)
Contro la guerra. L'«Iliade» riscritta da noi
br. "Se si vuol riscrivere, non bastano la forma o le strutture narrative, bisogna arrivare al cuore di un'opera". "L'Iliade è il classico dei classici: ci sono tutte le passioni umane, c'è un modo grandioso, commovente, anche sublime di raccontare, insieme a episodi truci e all'oscurità che grava sul cuore umano. Dalla letteratura, alla religione, alla psicanalisi lì c'è tutto, in potenza. Perché leggerla? Perché è bella." (G. Guidorizzi)
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Pullia Francesco
Dal greto del fiume
br. Questo libro non è una raccolta di racconti ma un viaggio di e nella vita con le sue scansioni, i suoi sprofondamenti, le sue vertiginose ascensioni. Suddiviso in quattro sezioni collegate tra loro come da un filo invisibile, attraversa e unisce nella stessa tensione umani e non umani, natura e visione, rendendoci partecipi, sin dalle prime battute, di un cammino corale di consapevolezza e di affrancamento. Il greto di un fiume, come si sa, può restare in secca, inaridito, oppure ospitare la dinamicità dell'acqua, accogliere la spinta (a volte impetuosa, altre, invece, più calma, ma, comunque, sempre costante) ad oltrepassare il facile adagiarsi sulla superficie. Spetta al viandante affinare sguardo ed ascolto per scorgere bagliori iniziatici nella massa che scorre. Queste pagine traboccano di dolore ma anche di speranza, convertono la sofferenza in passione d'illuminazione. Intrise, dalla prima all'ultima, di accesa spiritualità, costituiscono una sorta di viatico per accedere, con umiltà, ad una sfolgorante luce trasformatrice.
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Roic Sergej
Vorrei che tu fossi qui. Wish you were here
ill., br. Quella umana è l'unica intelligenza dell'universo? La professoressa californiana Rosa Rogers lo sostiene a Canberra, in Australia, citando il principio antropico. Trent'anni prima Milos Ostoji? le aveva svelato il significato dell'immagine dell'elefante meridionale che 35.000 anni fa popolava Europa e Asia Minore: è il caposaldo della memoria collettiva che innerva il progredire dell'intelligenza naturale. Ma che cosa accomuna l'artista della tribù degli uomini, vissuto ai tempi dell'elefante meridionale, e la sua compagna Argentea, con i nostri contemporanei Rosa Rogers, Peter Andina e Milos Ostoji?? L'idea platonica che dio crea il mondo per mezzo del pensiero dell'uomo. E poi c'è la canzone canticchiata da Syd Barrett, il leader dei Pink Floyd: è un ritornello, come lo zampettare di un uccellino su un ramo o la corsa a perdifiato di un roditore nel sottobosco; cinque passi veloci verso il basso, poi un balzo, due, tre verso l'alto, fuggendo via d'un tratto. Syd diceva che quella melodia l'aveva incontrata in un altro mondo. Quel mondo poteva essere un'altra dimensione o il regno del passato. Il cantante dei Pink Floyd amava canticchiare la canzone mentre disegnava un lago, schizzando forme umane e animali nella sabbia. Quello era il suo trip, innegabilmente. Diceva, diceva a quel mondo racchiuso nella sua testa: oh, come vorrei, come vorrei che tu fossi qui, wish you were here.
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Zuchová Svetlana
Marisia. Frammenti di una vita
br. Momenti della vita di Marisia, che dopo la morte della madre lascia Vienna per ritornare in Slovacchia. Qui trova lavoro come infermiera e un nuovo compagno, entrerà a far parte della numerosa famiglia di lui e infine scoprirà di non essere figlia unica, come aveva sempre saputo. Gli elementi che compongono la vita quotidiana, banali, teneri, difficili, si incrociano con avvenimenti straordinari. Il tutto raccontato dalla prospettiva di Marisia, in prima persona. I ricordi della madre, la sua vita amorosa e familiare, la vita come immigrata e il mondo del lavoro, la scoperta di un fratello, tutto questo ci viene raccontato dalla sua voce, dalla sua prospettiva interiore e attraverso il suo continuo voler trovare una spiegazione "razionale" in tutto.
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Szvoren Edina
Non c'è e non deve esserci
br. Dodici racconti che dischiudono il microcosmo della famiglia e delle relazioni personali con una prosa minimalista in cui gli oggetti parlano più dei personaggi, antieroi prigionieri della quotidianità. La voce di una delle più importanti rappresentanti della prosa breve in Ungheria.
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Torsello Paolo B.
Fabula
br. Antropo comincia come uomo primitivo e poi si evolve sino a diventare un architetto (Homo in fabula). Durante il suo percorso utilizza la sua irresistibile curiosità per "scavare" nel mondo delle banalità, per proporci briciole di sapere. E questo lo porta a fare scoperte come la calce e l'argilla (Il fuoco degli Dei) o le fibre tessili (Acqua calma). Ma il progresso genera alterazioni nel paesaggio e nell'organizzazione sociale (La terra delle promesse). Poi, Antropo si interroga sul significato della bellezza {Aria d'autunno) e tenta di svelarne il mistero (Bellezza). Durante una visita nel XXI secolo, Antropo si rende conto che lo spettacolo ha invaso il nostro mondo: la politica, la guerra, il crimine... l'arte (L'intruso). Riflettendo sui misteri del tempo, della memoria e della storia, indaga sulla paura della morte e sul modo con cui cerchiamo di esorcizzarla (Il prima e il dopo). Infine, a proposito del nostro rapporto con il cibo, scopre che ciascuno di noi si nutre con la pancia, con la gola, con gli occhi... persino con le orecchie (Gastronomia).
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Bertoldo Roberto
L'ultima madre
br. La politica odierna vista come una forma di matricidio. Il mito di Clitennestra rivisitato alla luce di un movimento politico impossibilitato ad agire.
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Sprovieri Alfredo
Joca, il «Che» dimenticato. La vera storia del ribelle italiano che sfidò il regime dei Gorillas
ill., br. "Nella vita bisogna fare una scelta. Lo so che questo non è il mio paese, ma c'è la libertà da difendere e se nessuno ci prova le cose non cambieranno mai". Libero Giancarlo Castiglia emigrò in Brasile dalla Calabria a metà degli anni '50. Dopo un'esperienza come metalmeccanico a Rio De Janeiro, iniziò a collaborare con la redazione del giornale comunista "A Classe Operaria". Anni difficili, quelli della dittatura militare che depose con la forza il governo del trabalhista João Goulart: il nuovo governo proibì gli scioperi e nel 1965 mise fuori legge le forze politiche avversarie. Castiglia poteva tornare in Italia, ma decise di lottare. Dopo una fase di addestramento in Cina, conosciuto come "Joca", si mise al comando di un distaccamento della guerriglia rurale in Amazzonia: in soli 69 contro migliaia di soldati. Dopo anni di epiche battaglie Joca e i suoi vennero sconfitti fra il 1973 e il 1974, e sparirono nel nulla a seguito di un imponente rastrellamento. All'inizio del nuovo millennio, però, in una fossa comune vicina al grande fiume Araguaia, viene ritrovato uno scheletro con le mani mozzate: il governo brasiliano ritiene possano essere i resti dell'italiano e organizza una spedizione in Calabria alla ricerca del suo dna. Ma da quel giorno di speranza ritorna il silenzio, nessuno in tutti questi anni ha mai voluto dare alla sua famiglia quello che gli spetta di diritto: il corpo del proprio caro insieme alla verità sulla sua morte. Una storia, sconosciuta ai più, che ricorda per alcuni tratti l'epopea del "Che", e su cui il giornalista Alfredo Sprovieri ha deciso di fare chiarezza. Introdotto da Goffredo Fofi, il libro racconta le città e le foreste in cui il Plan Condor inghiottì la meglio gioventù sudamericana. Le due parti del saggio sono precedute e seguite da due brevi incursioni di inchiesta vera e propria che ci riportano al tempo presente e rivelano inediti retroscena sulla vicenda.
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Bekavac Luka
Viljevo. Con Segnalibro
br. Due sorelle si rifugiano in una villa abbandonata a Viljevo, piccolo villaggio della Slavonia, in Croazia. Sono sole e scappano dalla guerra, intorno a loro solo campagna e, in lontananza, colline. A spezzare quell'isolamento una voce che arriva via radio dall'etere. La comunicazione, tutta notturna, si perde in una dimensione sospesa tra finzione e realtà. Anni dopo, nessuno saprà spiegarsi come ciò sia stato possibile. La prosa di Luka Bekavac si snoda fra narrazione e trattato scientifico: la forma della radiotrascrizione annulla la categoria spaziotemporale, riduce la frase ai minimi termini. È lo stile di chi vuole comunicare la tragedia dei sopravvissuti alla guerra degli anni Novanta. Sopravvissuti come larve.
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Malquori Diego
L'incomprensibile ambiguità dell'orizzonte. Un sogno fatto a Ginostra
brossura Ginostra, una piccola comunità sul lato occidentale dell'isola di Stromboli. Tutto è ormai pronto per l'inevitabile salto verso la modernità. Vincenzo, un vecchio pescatore che vive da solo con la sua gatta, è uno dei pochi che ha cercato di opporsi all'arrivo dell'elettricità. Ma la sua non è una presa di posizione contro il progresso, né una difesa della tradizione a tutti i costi. È solo alla ricerca di quel silenzio interiore che rende possibile ascoltare il mare, il vento, i colori delle nuvole o l'incomprensibile ambiguità dell'orizzonte. Introduzione di Giuseppe Di Giacomo.
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Rubin Jerry
Fallo! Il più sovversivo resoconto della contestazione americana degli anni Sessanta
ill., br. Pubblicato nel 1970, "Do it!" riscosse subito un successo internazionale e fu tradotto in numerose lingue. In queste pagine, l'attivista Jerry Rubin lancia una dichiarazione di guerra fra generazioni, incitando i ragazzi ad abbandonare le loro case e a bruciare le scuole per creare una nuova società. Autentico manifesto del movimento yippie - il partito giovanile di stampo anarchico-pacifi sta di cui Rubin fu fondatore e portavoce - "Fallo!" è un poema in prosa, l'epopea del movimento rivoluzionario raccontata dalla voce di uno dei suoi protagonisti più significativi.
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Blushi Ben
Otello, il moro di Valona
br. Lo stile narrativo, la lingua ricca e la profonda erudizione inseriscono di diritto il romanzo Otello, il Moro di Valona nell'elenco delle opere più belle e compiute della letteratura albanese. Il libro è ambientato tra il 1300 e il 1400 in due rinomati centri urbani del Medioevo, Venezia e Valona. Lo sfondo è cosi realistico e la finzione letteraria così legata ai fatti storici che sembra che gli eventi narrati siano realmente avvenuti a Valona 600 anni fa e che Shakespeare li abbia semplicemente ripresi e collocati a Venezia. Uno degli elementi più intriganti del libro è la caratterizzazione dei personaggi, adattata da una delle più note tragedie shakespeariane (Otello, il Moro di Venezia), ma 100 anni prima della nascita di Shakespeare. Otello, Desdemona, Emilia, lago, Cassio, ecc. sono personaggi molto noti in letteratura ma in questo romanzo si muovono a Venezia e soprattutto a Valona, interagendo con molte altre interessanti figure, come il famoso dottor Stefano Gjika, l'intrepido giovanotto Andrea, l'invasore turco Hamit. Non è possibile far vivere Otello, Desdemona e lago senza gelosia, tradimento, intrigo, malvagità, sofferenza e assassinio e non immergerli in una società priva di scrupoli e dominata da interessi personali. Ma, sopra ogni cosa, Otello, il Moro di Valona è un romanzo sull'amore e sul modo in cui questo determina il destino e cambia il corso degli eventi, spesso per intere società ed epoche.
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Le parole del maggio. Le scritte sui muri nel Sessantotto parigino. Nuova ediz.
ill., br. L'esplosione di scritte che fiorirono sui muri di Parigi a partire dal '68 nacque come significativa reazione ai limiti della comunicazione sociale standardizzata degli anni Sessanta. In opposizione a un sistema comunicativo caratterizzato da canali strettamente controllati, i muri commentarono in presa diretta il clima e gli eventi di quel periodo storico. Una produzione apocrifa in grado di coniugare politica e arte, esistenzialismo e rivolta, in cui l'immaginazione salì al potere e si propose al mondo con i suoi paradossi ("Vietato vietare"; "Siate realisti, chiedete l'impossibile"), coi suoi dadaismi ("CRS = SS"), con i suoi accenti erotico-maoisti ("Abbraccia il tuo amore - senza abbandonare il tuo fucile") e con i mille fantasmi ed entusiasmi di una primavera che i mesi e gli anni successivi avrebbero presto raffreddato. Anche la violenza, evocata in tanti proclami militaristi, in quel maggio fu molto più recitata che praticata. Una galleria di slogan, spesso irriverenti e giocosi, che riuscì a esprimere con grande efficacia la ricchezza culturale e il cambiamento sociale introdotto dal leggendario "anno degli studenti". Prefazione di Pierre Dalla Vigna.
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Molinari Alberto; Toni Gioacchino
Storie di sport e politica. Una stagione di conflitti 1968-1978
br. Il '68 apre una stagione di conflitti che si riverberano anche nell'universo dello sport, facendo emergere le contraddizioni inscritte in uno dei più importanti fenomeni di massa e mettendo in discussione la sua presunta neutralità e separatezza. Considerati tradizionalmente luoghi chiusi e pacificati, gli spazi dello sport, investiti da diverse forme di protesta, vengono riconfigurati come spazi aperti e contesi. Nell'intreccio tra sport e politica emerge la crisi di legittimazione delle concezioni e delle istituzioni sportive tradizionali, alle quali vengono contrapposti modelli e pratiche alternative. Il libro affronta in forma antologica un decennio di eventi e questioni politico-sportive attraverso contestualizzazioni storiche, analisi e commenti, rappresentazioni e dibattiti apparsi sulla stampa italiana. Il racconto si snoda tra quadro mondiale e contesto nazionale, tra momenti che hanno lasciato una traccia profonda nell'immaginario collettivo ed episodi meno noti ma significativi di un'intensa pagina di storia dello sport.
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Viale Guido
Giorno dopo giorno. 1968-2018: 50 anni di nuovi inizi
br. Già protagonista del movimento studentesco del "Sessantotto" e tra i fondatori di "Lotta Continua", Guido Viale attraversa in questo libro dal taglio fortemente personale alcuni passaggi chiave delle recenti trasformazioni sociali. In un periodo in cui si trova a svolgere il lavoro di traduttore free-lance, Viale è costretto a fare i conti con tutta la precarietà della sua condizione, molto più vicina a quella di un lavoratore a cottimo, che di un libero professionista. Una "vita agra" in cui i ricordi autobiografici e le riflessioni dello scrittore diventano pretesto per raccontare e interpretare situazioni tipiche di una generazione, o forse di un'epoca intera.
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Macchia Alessandro
Fate finta che io sia il diavolo
br. In una scuola di un piccolo paese del Salento si presenta in qualità di insegnante il diavolo in persona. Portatore di sapere e corruzione, il professor Malennio giunge con il preciso intento di soggiogare Faustino, l'alunno più brillante della scuola. Le vicende di quell'anno scolastico sono documentate da una serie di componimenti svolti in classe, raccolti secondo un piano espositivo che descrive un duello senza risparmio di colpi e dall'esito imprevedibile fra il Signore delle Tenebre e un gruppo di ragazzini tutt'altro che ingenui. Su quelle pagine sfilano gli intrighi alla corte di don Ferrando d'Aragona e le peripezie di un musulmano con le stigmate, la minaccia del terrorismo islamico e un culto insolito della Vergine. Un apologo sul male e sul potere espiatorio del silenzio.
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Realfonzo Almerico
Il tempo giovane. Ragazzo tra le guerre
br. Il libro si apre sulla scena della Grande Guerra, seguita dai "roaring twenties", gli anni del grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, della modernità percorsa da un'euforia generalizzata, del jazz, del cinema, del dinamismo culturale, delle affascinanti flappers, dello sviluppo, ma anche di ogni sorta di eccessi. Dell'Italia documenta il modernismo politico e del costume fascista, la gioventù militarizzata, il sogno di Mussolini della grande potenza, le avventure della guerra d'Africa, la guerra civile di Spagna e l'occupazione dell'Albania, l'alleanza con l'antico nemico germanico, le leggi razziali precorritrici dell'orribile Shoah e, infine, la seconda guerra mondiale, la disfatta italiana e la "morte della patria" risorta con la sanguinosa guerra di Liberazione nazionale. Prefazione di Guido D'Agostino.
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Spadaro Giuseppe
Azrael angelo caduto. Nel dramma dell'uomo l'esame di coscienza dell'Occidente
br. 6 agosto 1942. Nella magnifica villa, fatta costruire nella zona più panoramica di Viareggio da sua madre Sara de Rothschild, il barone Alberto Franchetti, noto compositore amico di D'Annunzio, Puccini e Mascagni, riceve la visita della nuora e dei nipoti. Ella è la vedova dell'esploratore Raimondo Franchetti, morto in un incidente aereo nel cielo del Cairo il 7 agosto 1935. Bianca dei conti Rocca, convertiti di recente al cristianesimo, è venuta a scuotere il suocero dal suo presunto stato confusionale, allarmata per la fulminea avanzata di Rommel in Africa Settentrionale. Ma Bianca trova il vecchio sordo ai suoi appelli, visceralmente legato alla memoria del figlio, prediletto dal Duce e morto per la grandezza d'Italia. Fu un incidente quello in cui morì suo figlio Raimondo? E che ci faceva su quell'aereo il ministro dei Lavori Pubblici Luigi Razza, morto insieme a lui nell'esplosione? Il vecchio svela un piano fatto di congiure e colpi di mano, messo in atto da suo figlio per riportare sul trono d'Etiopia il deposto Ligg' Jasù, tenuto prigioniero dal Negus usurpatore Hailé Sellassié in una fortezza sperduta dell'Altipiano Etiopico...
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Orecchia Antonio Maria
Il «fiume carsico». Federalismo e centralismo nel dibattito pubblico tra Lombardia e Italia (1945-1953)
br. Nella storia dell'Italia contemporanea il dibattito sul centralismo, sul federalismo e sulle libertà locali ha l'immagine di un «fiume carsico» che scorre sotterraneo per poi riemergere con forza in superficie. Sebbene sovente lasciato sullo sfondo il tema è, infatti, da sempre presente nelle istanze di vaste parti della classe dirigente degli ultimi due secoli: tuttavia, solo in alcune circostanze ben definite si è imposto nella dialettica politica e ha coinvolto l'opinione pubblica. Momenti che, in genere, corrispondono a fasi di crisi acuta del Paese. Questo volume affronta uno di quei momenti: terminata la Seconda guerra mondiale e mentre procedeva la ricostruzione anche il nuovo ordinamento dello Stato - o, come disse Ivanoe Bonomi, «distruggere la vecchia impalcatura dello Stato, quale è uscito dalla prova di oltre ottant'anni, e sperimentarne una nuova» - era considerato una riforma necessaria per creare un'autentica democrazia. In tale ricostruzione, morale e materiale, era investito anche il mondo della stampa ora tornata libera, cui era assegnato il delicato compito di accogliere e convogliare la voce dei cittadini, interpretarla e chiarirla come indicazione di volontà che non poteva essere ignorata dalla classe dirigente. Attraverso dunque il dibattito sulle oltre cinquanta testate pubblicate in Lombardia tra il 1945 e il 1953 il volume ripercorre la parabola delle autonomie in quella decisiva fase storica e mostra quanto sul federalismo e sul centralismo si giocò una partita tutta politica, influenzata anche dall'affermarsi della «Repubblica dei Partiti» e della Guerra Fredda, un nuovo equilibrio geopolitico mondiale che non poteva non avere ricadute sulla politica interna del paese.
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Massoneria in Europa-Freemasonry in Europe. Ediz. limitata
ill., br. La guerra in Europa è finita da tre mesi con la disfatta del nazifascismo ma mancano ancora tre giorni alla dichiarazione di resa incondizionata del Giappone allorché il 12 agosto 1945 una delegazione nominata dal Comitato esecutivo della Masonic Service Association lascia gli Stati Uniti alla volta dell'Europa. A volerla è stato, come si dice esplicitamente nel rapporto che la delegazione redigerà dopo il ritorno in patria, Harry S. Truman, già Gran Maestro della Gran Loggia del Missouri e attuale Presidente degli Stati Uniti d'America, che non solo ha approvato la composizione della Commissione ma le ha assicurato mezzi di trasporto e supporti logistici adeguati. In forza di tali premesse, la Commissione riuscirà a visitare la pressoché totalità delle nazioni europee liberate dalle forze Angloamericane (ma non quelle liberate dall'Armata rossa) e ad assolvere ai compiti che le sono stati affidati: l'indagine sulle condizioni delle Comunioni massoniche sia nei Paesi nei quali, come l'Italia e la Germania, la Libera muratoria è stata perseguitata ben prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, sia in quelli nei quali l'annientamento della Massoneria è proceduto di pari passo con l'avanzata delle armate hitleriane; l'analisi delle loro potenzialità di ripresa; l'individuazione dei mezzi più idonei attraverso i quali le Grandi Logge statunitensi possano favorire la rinascita della Libera muratoria nel Vecchio continente.
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Panaino Antonio
Il tacco rosso
brossura
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Carroll Lewis
I garbugli del reverendo
brossura
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Arecchi Alberto
Il tesoro dell'antipapa nei sotterranei segreti della Certosa di Pavia
ill., br. Le vicende qui narrate prendono spunto da fatti realmente accaduti una cinquantina d'anni fa. Comincia alla fine del 1954, in una falegnameria di Pavia, l'epopea dei quattro giovani che cercavano un tesoro sotterraneo, nel passaggio segreto che doveva unire Pavia con la sua Certosa. Peppino, trentenne (impiegato e piccolo imprenditore artigianale), Franco, sedicenne (poi partito per la Legione Straniera), Albino (detto Lino) e Renato: con loro si scopriranno i fatti noti e segreti della famiglia dei Visconti, terribili atrocità, stregonerie e matrimoni tra bambini.
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Di Bona Maurizio The hand
Chi ha paura di Giordano Bruno. Viaggio ragionato dentro il libro sul Nolano che non s'ha da scrivere né disegnare
ill., br. Il testo raccoglie "in presa diretta" le annotazioni dell'autore, i bozzetti e parte delle tavole, che servivano alla realizzazione del romanzo grafico "The nolan - Giordano Bruno è tornato", non terminato per vicende più o meno oscure, che rischiavano alla fine di far saltare anche questo secondo parto cartaceo, testimone del progetto di partenza. Si compone di 51 illustrazioni e di altrettante pagine scritte, il tutto impreziosito dall'introduzione di Giuliano Montaldo, regista dell'unico Giordano Bruno cinematografico, a cui l'autore si è ispirato, per restituire al filosofo volto e corporeità (quelli dell'attore Gianmaria Volontà) cancellati dalla Chiesa nel 1600.
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Rivali Alessandro
La riviera del sangue
br. Un'appassionata meditazione sulla storia: può così definirsi "La Riviera del sangue", libro d'esordio di Alessandro Rivali, che dalle suggestioni del secondo conflitto mondiale si sviluppa fino alle inquietudini contemporanee, in particolare approfondendo il tema assoluto della guerra. Nelle pagine dell'autore rivivono le opere e i giorni degli uomini alla luce frontale di un destino individuale e collettivo, consapevole che gesta e pensieri echeggeranno nell'eternità. Nel percorso ossessionato dalla memoria Rivali torna a visitare il fluire del tempo, in cui non vede vuoti o il succedersi di eventi privi di senso, ma l'insieme degli anelli che ci chiamano dall'abisso alla superficie.
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Arecchi Alberto
Racconti da due mondi
br. La struttura del libro ricorda il sogno di Alice: i "due mondi" sono l'Africa, nella quale l'autore ha trascorso gran parte della propria vita, vivendo affetti ed emozioni, e Pavia, con tutto il suo fascino di città antica, misteriosa ma "bloccata" da un destino di maledizione. Di qua e di là dello specchio, d'uno specchio che non è altro la coscienza di ciascuno di noi, e poi una breve serie di racconti che formano il "ponte" tra di due mondi del vissuto dell'autore. L'Africa terra madre, ricca di misteri e di magia, radicata nel profondo del cuore di chiunque vi abbia vissuto. Per contrasto, una Pavia in cui non si stenta a riconoscere personaggi, luoghi e situazioni reali, pur "camuffati" dalla narrazione che sembra fantastica, mentre in certi passaggi è solo ironica, nei confronti della "madre-matrigna". Infine, s'intravede il mondo complesso dell'interazione tra genti, popoli e culture.
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Ferrando Francesca
Belle anime porche
br. Terry, sfaccendata adolescente di periferia con il mito di Vasco, un giorno scappa di casa. Cerca e trova la vita spericolata: "in pochi mesi sono diventata ladra, barbona, puttana, puttaniera, mogliettina, lesbica, detenuta... No, non mi sento male. Anzi, sto decisamente meglio di quando sono partita". Un mondo all'eccesso, fatto di personaggi estremi e miserabili, perversi, animaleschi e divini. Un viaggio rocambolesco, in cui satira, violenza e sesso s'accostano a traumatica dolcezza. Romanzo cinematografico, fortemente pulp, tutto italiano. Una spirale sempre più vorticosa in cui confluiscono Kerouac, Bukowsky e, non ultimo, Tarantino.
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Bertoldo Roberto
L'archivio delle bestemmie
brossura Un libro di denuncia, brutale, intenso, sofferto, apparentemente empio ma molto più cristiano dei libri di tanti credenti.
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Raffi; Ferrari A. (cur.)
Storia dei Melik' del Larabal (1600-1827). Materiali per la storia moderna degli armeni
br. Raffi (1835-1888) fu lo scrittore armeno di maggior successo dell'Ottocento, famoso soprattutto per i suoi romanzi storici, che spaziano dall'antichità alla guerra russo-turca del 1877-78. Questo testo fonde invece in una diversa combinazione il talento narrativo di Raffi con il suo interesse per il passato dell'Armenia. Si tratta infatti di una vera e propria storia della regione del Larabal, ed in particolare della sua aristocrazia, i cosiddetti melik', che per secoli organizzarono la resistenza armena contro Turchi e Persiani. Quest'opera ha un significato notevole non solo nell'ambito storico e letterario, ma anche in quello politico, in quanto delinea efficacemente le radici dell'odierno conflitto tra l'Armenia e l'Azerbaigian per il Larabal.
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Inshalla Khan; Dolcini D. (cur.)
Il cervo e il gelsomino. Gli amori silvestri di Ket'ki e Uday'bhan
brossura
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Richterová Sylvie
Che ogni cosa ritrovi il suo posto
br. Il nuovo racconto narrato da Sylvie Richterová assume i connotati di un romanzo-mondo in cui, attraverso la narrazione del protagonista Jan Lazar, il lettore affronta un complesso viaggio nella storia degli ultimi sessant'anni, un caleidoscopio di situazioni esistenziali più o meno legate alla grande storia: dal dopoguerra al crollo del sistema comunista, dalla periferia di una città morava a Roma. Attraverso episodi che aprono finestre temporali su epoche e luoghi, protagonisti indiscussi la Cecoslovacchia e l'Italia, e che seguono il sentiero non lineare dei ricordi, si ricompone il puzzle di molte vite: dai grandi vecchi della resistenza antinazista ai ragazzi cresciuti negli anni delle illusioni e del terrore staliniano, dalle suggestive illusioni ideologiche alle umiliazioni quotidiane, dal coraggio di essere liberi a ingiustizie irreparabili.
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Di Monte Maria Giuseppina
20.45
br. La narrazione si apre e si chiude su uno yacht, in una dimensione fluttuante e ovattata, dove le coordinate spazio-temporali sembrano come svanite. Tuttavia, se nel prologo questa sospensione è carica di ansia e di aspettative, nella conclusione ci viene proposta come una sorta di pacificazione: il personaggio principale viene così forzatamente sottratto al turbinio delle sue emozioni, indecisioni, infatuazioni, insoddisfazioni. Tra la prima e l'ultima scena viene riassunta la vita di Matteo, mentre va delineandosi un intrigo sentimental-politico con la fascinosa figura di Jadin, giovane e altolocata siriana, che lo coinvolgerà a sua insaputa (ma forse è lui che non vuole sapere) verso una drammatica conclusione. La sua crisi "di mezza età" è ben descritta, così come il suo barcamenarsi tra una carriera da artista piuttosto fortunata, un divorzio e due figli trascurati, nuovi amori e la necessità di continuare nonostante tutto a dipingere. Matteo è dunque il paradigmatico tallone d'Achille della nostra società, il punto debole: l'intellettuale in crisi che credendosi aperto, tollerante, in qualche misura onnipotente, si rivela poi quello più facile da manipolare. Sarà lui il cavallo di Troia che permetterà inconsapevolmente a Jadin e ai suoi di organizzare uno spettacolare attentato nientemeno che dentro i Musei Vaticani.
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Ogden Thomas H.
Nelle mani della gravità e del caso
br. Catherine è solo una ragazzina quando cade dalle scale di casa. Il romanzo si apre con questo tragico evento, spostandosi avanti e indietro nel tempo, da un personaggio all'altro, e abbracciando tre diverse epoche della vita della famiglia. Il racconto segue i protagonisti nella loro crescita, li insegue nel loro animo più profondo e analizza la forza che le diverse generazioni esercitano l'una sull'altra. Catherine, Damien, Erin, Margaret e Rose si muovono fra amore, legami fraterni e rimorso, si trovano a fare i conti con le decisioni prese e a pagare a caro prezzo colpe e inganni inconfessabili. Fin dalle prime pagine del romanzo il lettore è trascinato in una realtà fatta di amarezza, vissuti personali, verità taciute, segreti e relazioni incestuose in cui le soggettività collidono e si legano a doppio filo. "Nelle mani della gravità e del caso" è un racconto che si concentra sul mondo interiore non solo dei singoli membri, ma anche della famiglia nella sua totalità.
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Radzevi?i?t? Undin?
Pesci e draghi
br. Il pesce è uno dei più antichi simboli del cristianesimo, il drago è l'emblema della tradizione cinese. "Pesci e draghi" parla dell'incontro fra la cultura europea e quella cinese, del loro possibile illuminarsi reciproco e, in fondo, della loro irriducibilità. Due storie parallele si inseguono lungo le pagine del romanzo: la prima, ambientata nella Cina del XVIII secolo, narra le vicende del gesuita italiano Giuseppe Castiglione, missionario cattolico e pittore presso la corte imperiale. La seconda si svolge ai giorni nostri in una città europea raggiunta dall'immigrazione cinese. In un appartamento del centro storico va in scena la "convivenza impossibile" tra le quattro protagoniste: un'anziana signora scorbutica e volitiva, sua figlia - una scrittrice di romanzi erotici - e le due giovani nipoti.
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Schnitzler Arthur; Filippi P. M. (cur.)
Paracelso
br. Nel 1517, a Basilea, fa la sua comparsa un personaggio che sembra avere poteri sconosciuti. Si tratta del medico Philipp Theophrast Bombast von Hohenheim detto Paracelso, che aveva abbandonato la città molti anni prima, e ora vi ritorna per mettere in discussione certezze e rapporti di chi si è sempre cullato nell'illusione di possedere la verità. L'armaiolo Cyprian, figura emblematica di borghese tronfio della propria perfetta integrazione nel tessuto sociale e familiare in cui è nato, vede messe in discussione le sue certezze. Ma l'antagonista Paracelso, a sua volta, prendendosi gioco della moglie dell'armaiolo, Justina, e riducendola a strumento per dimostrare il proprio potere, si rende conto che la manipolazione delle persone - pur finalizzata a una presunta acquisizione di verità - ha esiti incerti e può rivelarsi molto pericolosa.
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Savassi Emanuele
Il risveglio di Zarathustra
br. "Il risveglio di Zarathustra" è un racconto filosofico: il viaggio terreno di un moderno Zarathustra attraverso l'animo umano e i suoi lati più contraddittori. Con un linguaggio ricco di immagini e di citazioni, l'autore realizza un recupero di temi classici in chiave moderna, una visione del mondo che attinge dai grandi autori della filosofia e della letteratura. L'obiettivo di Savassi, esposto con rigore e passione, consiste dunque nel ripensamento globale del concetto di uomo alla luce della modernità, per una più ampia visione del mondo, senza sacrificare la fantasia, cioè il tratto che, a suo dire, costituisce la forza e la superiorità della letteratura sulla saggistica. Introduzione di Diego Fusaro e postfazione di Riccardo Campa.
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Zuchová Svetlana
Ladri e testimoni
br. Dopo "Marisia. Frammenti di una vita", la collana eLit torna a pubblicare un altro romanzo di Svetlana Zuchová. Quattro i personaggi: quattro immigrati che cercano di adattarsi a una nuova società e che, tentando di raggiungere la sicurezza economica e materiale, spesso scelgono la via dell'illegalità. Il romanzo è strutturato in due parti, "I ladri" e "Deposizioni". Entrambe riportano una sorta di confessione dei personaggi principali: persone normali, con sogni, desideri e un'idea di vita da realizzare. Attraverso le loro esperienze, scopriamo i sentimenti, i pensieri e le opinioni che ne determineranno la rottura con la realtà.
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Perniola Angì
Il cannocchiale d'oro ovvero guardare vicino, guardare lontano con Galileo Galilei
br. In occasione di un viaggio di lavoro a New York, un affermato professionista si vede costretto a rivedere i canoni fondamentali della sua vita. Il percorso lo porta a maturare un processo evolutivo che condurrà a imprevisti e imprevedibili esiti esistenziali. Si tratta di una esperienza che genererà un uomo diverso da prima, completamente rinnovato e mutato; essa metterà in discussione i cardini di un modus vivendi e i principi stessi del passato e del presente, le certezze consolidate e granitiche insite nell'impostazione consuetudinaria di abitudini quotidiane. Da ciò scaturisce un modificato rapporto con se stesso, con le donne, con il mondo che lo circonda. Ne risulta scardinata la visione "ordinata" di chi, radicato in ataviche certezze, si trova impreparato davanti all'imprevisto. Le situazioni si capovolgono; come col cannocchiale le cose vengono viste alla rovescia. È la fine di convincimenti stabili, il suo habitat ordinato va in crisi. Il romanzo prende le mosse dal ruolo dello sguardo nel coinvolgimento emotivo entro le relazioni interpersonali. Le potenzialità della vista e di quanto è a essa connesso, saranno quindi simbolo di atteggiamenti vitali e diventeranno comportamenti che condizioneranno la realtà del protagonista e delle persone che verranno in contatto con lui, modificando il presupposto stesso delle capacità affettive. Grazie a un percorso di crescita e maturazione il personaggio troverà la strada per emergere dalla dimensione oscura e inconsapevole dei rapporti sentimentali superficiali, giungendo alla chiara consapevolezza di un approdo strutturale non più offuscato da un confuso modo di gestire i sentimenti. Una nuova luce aprirà impensati orizzonti e riflessioni.
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Joldeski Nenad
A ciascuno il suo lago
br. I racconti, in stile minimalista, hanno come centro l'intimità dell'uomo e dello scrittore sullo sfondo della dimensione urbana. In essi sono affrontati temi quali l'amore e la tristezza, l'esistenza e la morte, il dolore e la demarcazione dell'identità. La narrazione segue la forma del racconto breve, fatta eccezione per la storia più lunga, "Nikolaj e il lago d'inchiostro", definita dall'autore stesso una metafinzione storiografica. Attraverso un processo di aderenza tra narrazione e finzione siamo proiettati in un'introspezione che vuole ristabilire il rapporto tra testo e lettore, sia che ciò avvenga tra le pareti di una stanza di hotel, tra le vie nebbiose della città, nei ricordi o nel legame tra arte e inconscio. A ciascuno il suo lago.
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Perniola Mario
Tiresia
br. "Io provengo dalla letteratura, più precisamente dall'ermetismo. Poi sono passato al romanzo, ma mi è sembrato che con 'L'innominabile' di Beckett non fosse più possibile scrivere romanzi". A distanza di cinquant'anni dalla sua prima pubblicazione, riproponiamo, in una collana dedicata interamente al grande filosofo e critico d'arte Mario Perniola, il suo primo e unico romanzo: "Tiresia". Ispirato al mito greco dell'indovino, "che fu donna per sette anni prima di ritornare a essere uomo", il romanzo esplora un argomento caro anche alla produzione saggistica di Perniola: la transessualità. Perché "il transessualismo contemporaneo sollecita l'apertura di nuove problematiche psicologiche e sociali ancora ben poco esplorate", scrive il filosofo. Il romanzo è stato tradotto in Spagna col titolo "Tiresias. Devenir-mujer".
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Premiata ditta
Profiles. Ritratti di cose e persone da un'isola in mezzo all'Atlantico
ill., br. "Profiles" è un ritratto declinato in forma plurale, uno per ciascuna delle persone coinvolte, che intende rovesciare, con la forza di un antidoto, i 'profili digitali' che il mercato globale ci assegna trasformandoci unicamente in consumatori. Gli ingredienti di questo 'antidoto' messo a punto da Premiata Ditta sono principalmente due: il legame affettivo, che costituisce il versante qualificante della relazione, e il tempo. L'uno è condizione dell'altro. Non si tratta solo del tempo come durata del processo, che accorpa, come in altri progetti degli artisti, lo svolgersi della vita, ma del tempo come forma di dedizione, di cura e di dono. È il tempo dedicato a disegnare il profilo dei molteplici oggetti custoditi, accumulati, dimenticati in angoli di casa scelti da ciascun partecipante. È il tempo del racconto, dipanato intorno a gesti e storie dei singoli personaggi cui la scrittura conferisce una consistenza epica. È il tempo della ricerca, per assegnare agli oggetti e ai marchi un luogo di origine e dimostrare, rendere tangibile, che ciò che ci accomuna può anche passare attraverso la nostra condizione di consumatori, sulla quale si innesta la nostra irriducibile singolarità, individuale e collettiva." (Dall'Introduzione di Francesca Comisso)
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Dalle Fabbriche Nevio; Stefanelli Simona
Le istituzioni scolastiche italiane in Etiopia. Una storia tra diplomazia ed emancipazione sociale (1956-2000)
ill., br. Questo volume presenta le principali vicende che hanno contrassegnato la vita delle scuole italiane, statali e private, in Etiopia e della collettività italiana residente, dal secondo dopoguerra fino alla soglia degli anni Duemila. Quindici anni dopo la fine della lacerante occupazione dell'Etiopia, l'apertura di scuole italiane nel Paese rappresenta un importante tentativo di costruire strutture educative e culturali, aperte anche ai giovani etiopici, aventi la finalità di favorire una emancipazione sociale e culturale degli italiani residenti e dei tanti ragazzi frutto dell'unione di italiani con donne etiopiche. La vicenda narrata è articolata e complessa in ragione del particolare contesto sociale in cui si svolge, della rilevante influenza che su di essa hanno le relazioni politico diplomatiche tra i due paesi, dell'alternarsi di ben tre regimi politici nell'arco di pochi decenni: ordinamento statale imperiale fino al 1974, ordinamento di tipo comunista fino al 1991, ordinamento democratico federale dal 1995.
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Grossi Giorgio P. F.
Anzitempo. Narrazioni intrecciate
br. C'era una volta Nibb, figlio trasgressivo che decide di cambiar vita fin dalla nascita. Per reinventare davvero la sua esistenza. I tempi sembrano permetterlo. Siamo nel 1968. Il padre, Augusto Bell, insegue le sue tracce. Aspetta giorno e notte il figlio fuggito che non ha mai visto. Quanto a lungo potrà resistere? E poi lo incontrerà davvero? L'ospedale "Parto d'oro" di Trieste, la spiaggia di Deauville e la Vecchia Europa, Long Island e l'ultima goccia di benzina, un capodanno epocale nella Foresta Boema, la salita frenetica alla Jungfrau, l'amico di Finale che scruta e indaga, ancora a Trieste nella casa dell'Ammiraglio Faravelli. Viaggi di andata e ritorno, su e giù fino alla fine del 1999. Ma allora non c'è storia? O il tempo è finito? La grande battaglia in fondo non c'è stata. E forse nemmeno il riconoscimento. Via, via, è stato solo un piccolo urto, uno sfiorarsi casuale, una involontaria ricongiunzione?
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Roic Sergej
Solaris parte seconda
ill., br. Che cosa sappiamo di una storia che credevamo conclusa e che, invece, continua? Che cosa ne è stato del gigantesco cervello "a forma di oceano", forse un dio, di Stanislaw Lem, che sul finire del romanzo del grande scrittore polacco faceva impazzire gli astronauti che lo avevano avvicinato? È pur vero che colui che era sopravvissuto alla storia di Lem, lo psicologo Kelvin, aveva deciso di rimanere sul pianeta Solaris... "In Solaris - parte seconda" Sergej Roic' azzarda una nuova avventura umana e filosofica a contatto con l'oceano dalle sembianze divine. Uno scrittore del qui e oggi viene investito del compito di creare una seconda storia solariana. Per farlo dovrà spossessarsi di se stesso. Guidato dall'amico filosofo Gabriele, sfiderà la peggiore delle maledizioni umane: l'impossibilità di conoscere. La possibilità di conoscere arriderà, invece, al pilota solariano Petar Bogut. Accompagnato dal gatto Schrödinger e dalla misteriosa Maria (madre di dio?), il pilota interrogherà il tempo e la materia cadendo piuttosto che volando.
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Paschi Rossella
Cronaca di un suicidio mancato
brossura La protagonista, soggetta fin dall'adolescenza a crisi depressive, s'interroga sul loro perché e cerca di analizzarne le possibili ragioni rievocando tutta una serie di episodi della sua esistenza, a iniziare da quando è nata asfittica in una città che, vuoi per motivi storici, vuoi per la posizione geopolitica, vuoi per il clima, è una città di matti. Saranno stati gli ormoni? Il primo amore finito male? Il contrasto fra il DNA ebraico e quello luterano? Gli psichiatri non sono stati di grande aiuto. Non appena le pareva di essere guarita, le crisi ritornavano. Quando era giovane la sua ipersensibilità era elogiata, ora il medico gliela rinfaccia. Dopo la scoperta di un tumore la protagonista sembra riconciliarsi con se stessa e con il mondo. Per buona parte della sua vita aveva voluto morire. Ora che le si prospetta una malattia forse mortale si affanna a vivere a tutti i costi.
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Rotondi Armando
La Romania di Ceausescu tra farsa e tragedia. Il sentimento tragico della storia
br. La tragedia rappresenta uno dei più vasti ambiti di interesse e di indagine dal punto di vista letterario, teatrale e filosofico. Questo volume ricerca, nello specifico, un possibile "sentimento tragico della Storia", ispirandosi a Miguel de Unamuno. Si guarda a Karl Marx, quindi alla Storia come "tragedia" nell'interpretazione di Arnold Toynbee e di Oswald Spengler, alla dialettica tra tragedia e Storia di Lucien Goldmann - e György Lukács -, sino alla "tragedia del popolo" di Orlando Figes. Attraverso la definizione della Storia come tragedia e farsa, si procede a una doppia lettura di un contesto storico delimitato, quello della Romania di Nicolae ed Elena Ceausescu, identificando gli atti attraverso cui la tragedia della Storia si struttura, per poi ripresentarsi sotto forma di farsa. In particolare, si considerano la forma della farsa e il teatro delle minoranze magiare in Romania, capaci di rileggere la tragedia della Storia attraverso testi con elementi religiosi o di puro Assurdo, sino al ripresentarsi della Storia e dell'ideologia nella farsa di autori romeni come Stanescu, che fanno propri alcuni elementi della "revenge parody" a fine quasi catartico, nel reenactment dello svizzero Milo Rau, nei documentari di Andrei Ujica, o nei lavori di Matei Visniec e Norman Manea.
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Wieland Christoph M.; Gambino R. (cur.)
Jinnistan. Fiabe. Ediz. integrale
brossura In questa edizione italiana integrale della celebre raccolta di fiabe curata dall'autore settecentesco Christoph Martin Wieland, si trovano per la prima volta anche i contributi di Friedrich H. Einsiedel e August J. Liebeskind. Il fantastico regno di Jinnistan appare in tutte le sue sfaccettature, palinsesto di molte altre opere successive, in particolare del Flauto magico mozartiano. In un regno di contaminazioni tra figure umane e fatate, tra Oriente e Occidente, sontuosi giardini e ricchi palazzi rococò ispirati alle corti europee, queste fiabe raccontano la storia della fine di un'epoca attraverso un caleidoscopio di immagini e motivi nei quali convivono spazi e tempi lontani, realtà e finzione, ironia e arabesco.
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Zebris Osvalds
Libertà nelle reti
brossura Sei bambini di uno stesso cortile, ognuno vittima di una diversa forma di violenza familiare. Un medico indifferente ed egoista, che non riconosce come suo prossimo neppure il vecchio marinaio che gli ha salvato la vita. Un anziano poliziotto, uno sceneggiatore fallito e un capomastro sullo sfondo di una Riga in trasformazione. Una casa di campagna in fiamme e una famiglia che va in pezzi, nel disegno d'un destino indecifrabile. Due bambini, fratello e sorella, in viaggio verso una città irreale, forse come loro stessi. Le storie di Osvalds Zebris catturano momenti dell'esistenza spesso invisibili a un osservatore distratto, con una attenzione particolare al linguaggio e una visione originale della realtà. I suoi personaggi paiono legati a un destino inappellabile, eppure a tutti viene data la possibilità di un'ultima scelta, la libertà di decidere della propria vita. Con una figura ricorrente nei racconti, un Mihails sfuggente e misterioso, che sembra tirare le fila della libertà di ciascuno di loro.
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Tessari Alessandro
Il mio '68. Una gran rottura di coglioni, ma... ma...
br. Il 1968 è stato un anno di grande vivacità politica e culturale, un anno di contestazione contro gli apparati di potere dominanti e le loro ideologie. In questo pamphlet autobiografico, Alessandro Tessari racconta il tumulto di quella stagione, visto dalla caserma nella quale svolse il servizio militare tra il 1968 e il 1969. L'esperienza gli permise di capire com'era fatta davvero l'Italia, quella che non si vedeva nelle parate. E così l'autore spazia con lo sguardo, descrivendo senza filtri né retorica un volto del nostro Paese. Un'Italia opaca e furbesca, trafficona e minimizzatrice per ogni rigurgito dei poteri forti guardati con una strizzatina d'occhi. Con un saggio introduttivo di Silvia Capodivacca.
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