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2018ill., br. Ormai sappiamo che dall'osservazione del corpo, nostro o di chi abbiamo davanti, possiamo comprendere molti aspetti della personalità e della storia di chi lo abita. Esperienze, emozioni, tentativi e approcci all'esistenza si traducono in "segni" che ci portiamo addosso. Abbiamo anche ormai assodato l'efficacia del saper leggere il linguaggio non verbale: i movimenti inconsci, le posture, gli atteggiamenti. A maggior ragione, tutto ciò vale per il nostro viso: l'area fisica attraverso la quale maggiormente esprimiamo la nostra emotività, il nostro sentire; la zona del corpo a partire dalla quale guardiamo, parliamo, ascoltiamo, interagiamo, ci esponiamo. Perché dunque non imparare a decifrare questa mappa emotiva, in modo da approfondire, magari scoprire, lati della storia e della personalità dei nostri interlocutori, ma anche di noi stessi?
2019br. La tradizione umanista ha mantenuto e consolidato alcune coordinate paradigmatiche di giudizio ben riconoscibili tanto da farci parlare di un canone umanista basato su un preciso orientamento di preferenza sulla rappresentazione del corpo umano. Questo canone esprime inevitabilmente una conseguente definizione estetica della cultura, vista come habitat preferenziale del retaggio prometeico, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica dell'ingegno umano, e principio disgiuntivo dell'essere umano da ogni residuo di animalità. La techne assume una configurazione strumentale rispetto alle finalità umane e allo stesso modo l'animalità non è più una dimensione condivisa, ma assume la forma di controlateralità rendendo l'uomo "il non-animale". Questo saggio vuole indagare questa trasformazione, definita con il termine di postumanismo, al fine di mettere in risalto le differenze di orientamento e di sensibilità, ma soprattutto di tracciare una sorta di mappa concettuale circa gli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l'animalità, la natura e infine la tecnologia, in una concezione della condizione umana che testimonia un'innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.
2019br. La tradizione umanista ha mantenuto e consolidato alcune coordinate paradigmatiche di giudizio ben riconoscibili tanto da farci parlare di un canone umanista basato su un preciso orientamento di preferenza sulla rappresentazione del corpo umano. Questo canone esprime inevitabilmente una conseguente definizione estetica della cultura, vista come habitat preferenziale del retaggio prometeico, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica dell'ingegno umano, e principio disgiuntivo dell'essere umano da ogni residuo di animalità. La techne assume una configurazione strumentale rispetto alle finalità umane e allo stesso modo l'animalità non è più una dimensione condivisa, ma assume la forma di controlateralità rendendo l'uomo "il non-animale". Questo saggio vuole indagare questa trasformazione, definita con il termine di postumanismo, al fine di mettere in risalto le differenze di orientamento e di sensibilità, ma soprattutto di tracciare una sorta di mappa concettuale circa gli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l'animalità, la natura e infine la tecnologia, in una concezione della condizione umana che testimonia un'innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.
2022br. «La psicoanalisi oggi: tradizione ed evoluzioni» e «la noia» sono stati i temi affrontati nel 2018 e 2019 all'interno degli incontri «Le frontiere della psicoanalisi», che si tengono con cadenza annuale a Lavarone, in provincia di Trento. Proprio a Lavarone Sigmund Freud ha trascorso alcuni periodi di vacanza e sempre in questo luogo ha scritto «Il delirio e i sogni nella <Gradiva> di Wilhelm Jensen. Il volume, nel consueto spirito di dialogo fra esperti di varie discipline, raccoglie i contributi che hanno approfondito gli sviluppi e le estensioni della psicoanalisi nella clinica contemporanea, le sue relazioni con la cultura e la società. Una riflessione aperta a come l'individuo può affrontare le sfide di un mondo in costante evoluzione.
2011br. Da tempo Alba Marcoli conduce gruppi di lavoro con genitori ed educatori. Dall'esperienza del più longevo di questi gruppi, attivo da ben quattordici anni, nasce "La rabbia delle mamme", quasi una summa della sua esperienza, che ha finalmente il coraggio di affrontare il grande tabù della maternità: non sempre tutto è rose e fiori. Sentirsi di tanto in tanto stanche, depresse, incomprese, deluse, non all'altezza, e soprattutto arrabbiate, è normale. Proprio come una seduta di terapia di gruppo, la lettura di questo libro aiuterà tutte le mamme in crisi a guardare con occhi nuovi, con ottimismo, forza e fiducia, le difficoltà che sembrano insormontabili. Aiuta coloro che sono vicini alle mamme - compagni, amici, nonni, insegnanti... - a comprendere i loro contrastanti sentimenti. E insegna a tutti che essere arrabbiate non significa essere cattive madri.
2019brossura Ciascuno di noi attraversa infiniti momenti di passaggio: quello dall'infanzia all'adolescenza, dall'adolescenza alla maturità e poi alla mezza età e alla vecchiaia; i cambiamenti di scuola, lavoro, ruolo, relazioni; la perdita di una persona cara, le separazioni. In questi frangenti dobbiamo affrontare la fatica di perdere il vecchio equilibrio e crearne uno nuovo. È come un processo di morte e rinascita, doloroso ma ricco di possibilità, che ci porta a scoprire capacità e forze inaspettate. Alba Marcoli ci guida, attraverso una lunga serie di voci, riflessioni e testimonianze raccolte in anni di terapia, alla ricerca di uno sbocco da quello che può sembrare un angoscioso tunnel senza uscita e si rivela invece una straordinaria occasione di crescita.
2021br. «Le droghe sono considerate da ogni genitore il maggior pericolo in cui può incorrere il proprio figlio quando inizia ad avviarsi sulla strada dell'autonomia». Inizia con queste parole il saggio di Henri Margaron, contributo all'analisi del rapporto tra consumo di droghe, implicazioni sul cervello e dipendenza. Le più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze hanno ormai messo in discussione l'esistenza di qualche particolare struttura cerebrale suscettibile di essere messa "in tilt" dal consumo di sostanze, aprendo così la strada a una nuova narrazione su droghe e dipendenze. Se il fulcro delle straordinarie capacità del nostro cervello non risiede nella sua struttura, ma nel modo in cui apprendiamo continuamente dall'interazione con il contesto e con le altre persone, non è più plausibile identificare nel mero consumo la causa della dipendenza, né nella sua proibizione la sola via per proteggere i più giovani. Occorre invece indagare a fondo il modo in cui le droghe, o alcuni comportamenti, possono condizionare questa interazione e interferire con la formazione della personalità. E occorre promuovere esperienze emotivamente gratificanti e costruttive, in grado di rappresentare un'alternativa credibile e di senso nella vita di ragazze e ragazzi. Prefazione di Leopoldo Grosso.
2021brossura
2021brossura
2019br. Nervosismo, stress, fobie, manie ossessivo-compulsive, insonnia, attacchi di panico, depressione: sono molti i volti che può assumere l'ansia, compagna costante delle nostre vite che talvolta può degenerare in patologia. In queste pagine due psicoterapeuti ci insegnano a riconoscere i vari tipi di ansia e a curarli, anche nei bambini, spiegando come funziona il cervello ansioso, qual è il ruolo della psicoterapia e dei farmaci, ma anche quello di alcol e fumo e il rapporto con la sessualità. Indicano come affrontare i disturbi psicosomatici e l'insonnia, quali strategie mettere in atto per gestire e superare l'ansia, nelle sue diverse forme, ma anche le rabbie, i conflitti e le insoddisfazioni che ne sono spesso alla base. Il tutto con testimonianze vere e test per capire "di che ansia siamo".
1987ill.
2023brossura La fiducia informa l'attesa degli esiti di una previsione, come degli investimenti emotivi e materiali. Si serve - alimentandolo - del dispositivo razionale induttivo, inoltrandosi nel cuore della ricerca umana che immagina e prevede conclusioni attendibili a partire dai dati della tradizione. Si delinea, ripercorrendolo, il confine sottile tra la fondazione psicologica e l'operatività logica del procedimento previsionale, che raccoglie tutta la forza e la problematicità del primo e dell'ultimo Wittgenstein, del Tractatus e Della Certezza. Tutto ciò che vediamo potrebbe essere altrimenti. Tutto ciò che possiamo comunque descrivere potrebbe essere altrimenti.
2019ill., ril. Ansia, narcisismo, perfezionismo, desiderio, orgoglio, insofferenza, senso di colpa: tutti noi ci confrontiamo con le tante manifestazioni del nostro ego, e tutti noi ci troviamo spesso imprigionati nel continuo mormorio costruito dalla nostra mente. Eppure, con i giusti strumenti, è possibile trovare le chiavi per comprendere e dominare le nostre paure e avviarci verso un'esistenza felice. Il dottor Serge Marquis, forte di oltre trent'anni di esperienza nel trattamento dei disturbi da stress e ansia e autore di "Ferma il criceto che hai in testa!", raccoglie in questo libro brevi racconti in cui gli animali protagonisti delle diverse storie rappresentano in modo chiaro e coinvolgente i desideri, i dubbi e le inquietudini che ogni giorno popolano i nostri pensieri e ci mostra, racconto dopo racconto, come spezzare il circolo vizioso che paralizza la nostra mente e uscire dalle gabbie che da soli ci costruiamo. Perché, come ci insegna l'autore, a furia di seguire le tante voci dei nostri pensieri, tutti noi ci ritroviamo troppo spesso a rimpiangere il passato o a temere il futuro, dimenticando che "la soluzione di un problema è nel presente".
2023br. Si chiama Pensicchio, è un criceto e corre notte e giorno su una ruota. Dentro la nostra testa. La sua principale occupazione è renderci la vita impossibile. Lo fa in tanti modi diversi, come uno zelante, cattivissimo consigliere: ci istiga, gioca con l'insicurezza e l'insoddisfazione che covano dentro di noi. Genera ansia, nervosismo, stress e ci paralizza in un loop di inutili pensieri negativi. Il Dottor Marquis, medico con oltre trent'anni di esperienza in ambito di riduzione dello stress, conosce bene il diabolico roditore e ha scritto questo libro per smascherarlo una volta per tutte: "Mi piacerebbe presentarti questo famigerato criceto che vive alle tue spalle e insegnarti a placarne gli ardori. Perché, diciamolo chiaro e tondo, niente ti obbliga a subirne la presenza". Come un kit di pronto soccorso antistress il suo metodo ci accompagna, tappa dopo tappa, alla riconquista di uno stile di vita soddisfacente e soprattutto sereno, insegnandoci a strappare la nostra mente alla terribile ruota del criceto e a riprenderne il controllo. Per raggiungere così la pace interiore, o almeno indire una tregua!
2018br. «Non si può essere incolti al punto di amare solo cose di alta qualità». Come una saetta, l'arguzia di Fabio Mauri fulmina qualsiasi proposito di ridurre l'arte alla pura dimensione estetica. A lui, tra i massimi esponenti dell'avanguardia italiana degli ultimi cinquant'anni, il titolo stesso di «artista» suonava enfatico e fuorviante. Forse eccessivo per difetto. Preferiva considerarsi uno sperimentatore di atti linguistici espressi con tecniche diverse, dai dipinti ai collage, dal teatro alle installazioni agli scritti teorici: quadri che si scoprono attivi, diagnosi che diventano performative, corpi che passano all'azione. Ed è infatti l'«azione», «la forma del fare», il carattere distintivo della ricerca di Mauri, secondo Giacomo Marramao, che qui testimonia l'amicizia di una vita attraverso le riflessioni che l'hanno accompagnata. Ciascuno è stato interprete dell'altro, in un conversare mai interrotto che tocca il senso stesso dell'arte e del pensiero. Per Marramao, «l'arte al di là dell'arte» di Mauri allestisce una strabiliante officina di incessante smontaggio-rimontaggio della macchina scenica del mondo, tenendo alto così il proprio «coefficiente di radicalità», innanzitutto filosofico. Per Mauri, l'amico filosofo - a cui affida un ruolo-chiave nella sua performance più celebre - possiede un modo «quasi fisico» di comunicare i «contorni» di un'idea, e sa tenere a freno l'«euforia della teoria». Entrambi coinvolti sino in fondo, su fronti che si sono spesso incrociati, nell'esperimento del mondo.
2003brossura Tutti possiamo essere vittime di ingiustizia. Questo è il motivo immediato per il quale dovremmo essere interessati alla giustizia. Ma che cos'è la giustizia? Nella storia del pensiero occidentale si sono intrecciate molte risposte. Per quanto diverse, queste risposte possono essere raggruppate attorno a tre polarità: quella sostanza/forma, quella trascendenza/immanenza, infine quella libertà/eguaglianza. Sebbene si tratti di tre forme di un'unica problematicità, la prevalenza dell'una o dell'altra segna diverse modalità storico-concettuali della declinazione del problema della giustizia.
2015brossura
2004br. Oggi più che mai, a vent'anni dalla morte, Michel Foucault non cessa di sorprenderci. Questo, nonostante tutti i tentativi di sminuire e deformare la sua ricchissima esperienza filosofica riducendola a un'espressione, sia pure eterodossa, dello "strutturalismo" o a una mera teoria della società moderna intesa come "società della reclusione". I saggi contenuti in questo volume mostrano un pensiero di Foucault ben più ricco e articolato.
2015ill., br. Uno sguardo psicologico, attraverso la psicoanalisi dell'arte, la psicologia della Gestalt, l'estetica sperimentale e la neuroestetica, può aiutare ad affrontare il tema dell'arte e a renderlo, auspicabilmente, più accessibile. Nel volume, che si rivolge anche a chi non ha una solida formazione artistica, è proposta una modalità di analisi percettiva dell'opera che tratta le caratteristiche strutturali e compositive dell'oggetto artistico. Tale approccio può essere applicato con relativa facilità dal lettore per superare le difficoltà iniziali di comprensione soprattutto di quegli stili artistici che, dalle Avanguardie storiche del primo Novecento in poi, si sono proposti il superamento dell'imitazione della natura e hanno esplorato forme espressive nuove, oltre il figurativismo.
2011br. L'itinerario intellettuale del giovane Lukàcs, alla vigilia della svolta politica successiva alla Rivoluzione d'Ottobre e alla sua scelta di campo comunista e rivoluzionaria, la rilettura di Matassi elabora in una prospettiva di continuità i passaggi teorici più stridenti della sua riflessione: il passaggio dalla forma saggistica a quella tragica e quello dal saggio al sistema. Mediante l'ausilio del materiale manoscritto fornito dal Lukàcs Archivum di Budapest, in particolare di quello su Dostoevskij, viene qui dedotto il filo conduttore che ha condizionato in larga misura la direzione stessa della sua ricerca, un filo conduttore intrinseco alle ragioni più profonde del pensatore magiaro. Quella che qui viene presentata è, quindi, una lettura unitaria originale e puntuale del percorso filosofico dello studioso ungherese.
2015br. Nuova Inghilterra, febbraio 1692. Nel villaggio di Salem la figlia e la nipote del reverendo Parris sono colte da bizzarre crisi, durante le quali accusano gli spettri dei loro vicini di torturarle con metodi occulti. Immediatamente il terrore della stregoneria s'impossessa degli abitanti di Salem e dei villaggi adiacenti, e nei mesi successivi diciannove persone verranno processate, condannate e impiccate con l'accusa di aver stretto un patto con il demonio. "Le Meraviglie del Mondo Invisibile", scritto da Cotton Mather per difendere l'operato dei giudici e dimostrare la realtà dell'offensiva diabolica contro la Nuova Inghilterra, ci trascina nel mezzo di uno dei più noti e drammatici episodi di caccia alle streghe dell'epoca moderna, che ha ispirato scrittori come H. P. Lovecraft e Arthur Miller e moltissime opere tra film, fumetti e serie televisive. Per la prima volta in italiano, con un'introduzione di Michaela Valente (docente di Storia Moderna presso l'Università del Molise), l'opera più inquietante e rappresentativa della trattatistica moderna sul soprannaturale. In appendice un ampio estratto dal "Magnalia Christi Americana".
2019ill., br. Marco e Maria (colleghi designer) a inizio 2017, frugando nelle proprie valigie scoprono di essere particolarmente attrezzati: tanta passione per un tema quasi ignorato (la crescita di coppia), creatività a bizzeffe, il desiderio di lasciare il segno e creare qualcosa di valore, la voglia di essere davvero se stessi, un pizzico di talento nella comunicazione visiva e infine tanta esperienza quotidiana da mettere in gioco. Il segreto del successo di Briicks è proprio quello del "punto interrogativo", continuare a domandarsi ogni giorno: «Come possiamo ispirare delle persone nella ricerca della felicità di coppia?». È così che nasce ogni nuova esperienza Briicks: domandandosi come essere di aiuto alle coppie e come sostenerle per crescere e per migliorarsi. Ed è così che è nato anche questo libro.
2005brossura