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Le Alpi di Walter Bonatti
ill., br.
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Bonatti Walter
Stati di grazia. Un'avventura ai confini dell'uomo
ill., br. Il catalogo della mostra dedicata a Walter Bonatti dal Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi" di Torino. Una mostra imperdibile, che analizza la figura del grande alpinista, esploratore e fotoreporter attraverso un punto di vista inedito: la capacità empatica che permise a Bonatti di entrare in sintonia con ambienti incontaminati, animali selvaggi e popolazioni indigene, e di risvegliare in sé istinti sopiti e condizioni psicofisiche tali da porlo in quello che lui stesso in alcune circostanze definì "stato di grazia". Accadde, per esempio, sulle pareti del Petit Dru, nelle foreste pluviali, e in Africa davanti ai leoni: lo stato di grazia, per Bonatti, è una dimensione sospesa in cui l'impossibile cessa di essere tale, una sorta di comunione ipnotica, in situazioni di eccezionale difficoltà, tra l'uomo e i propri istinti primordiali sepolti. È la meraviglia di fronte alle forze della natura e la scoperta, anch'essa sorprendente, di aver incontrato e di riuscire a superare i propri limiti. «Negli assoluti silenzi, negli immensi spazi, ho trovato una mia ragione d'essere un modo di vivere a misura d'uomo.»
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Milani A. (cur.); Romelli M. (cur.)
Up. European climbing speciale annuario 2022
ill., br. «Quali sono i futuri orizzonti dell'alpinismo, dell'arrampicata in falesia e del boulder? Una domanda con molteplici risposte a seconda delle prospettive. Alcune di queste risposte sono banali e scontate, altre puramente speculative, altre ancora non sono altro che ipotesi che solo il futuro potrà confermare o disattendere. L'obiettivo di un annuario è quello di riassumere gli exploit più rilevanti nelle diverse discipline verticali, per catalogare di anno in anno ciò che diventerà poi "storia". Tuttavia, pur rappresentando un resoconto del recentissimo passato, questo lavoro permette di rendersi conto di quali siano le frontiere e i trend, lasciando quindi intravedere cosa ci sia nell'immediato "oltre". In un anno come questo, senza le restrizioni pandemiche del 2020 e 2021, il mondo verticale si è potuto esprimere senza vincoli, nella sua naturale evoluzione. Per quanto riguarda il boulder, il 2022 ha visto molti climber realizzare difficoltà di 8C+, con quattro di loro - Camille Coudert con Soudain Seul, Shawn Raboutou, Aidan Roberts e Will Bosi con Alphane - che hanno raggiunto il grado 9. Al di là dei numeri, il futuro del boulder si presenta come la concretizzazione definitiva di un nuovo approccio, caratterizzato dalle "crew", da linee sempre più lunghe e complesse e da una mentalità che va lontano dal minimalismo che un tempo era l'essenza di questa disciplina. Analogamente, l'arrampicata in falesia ha essa stessa dimostrato come il livello stia crescendo a ritmi vertiginosi: diverse salite da 9b+, molti 9b, e una nuova proposta di 9c, DNA di Seb Bouin(...)» (Alberto "Albertaccia" Milani)
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Barmasse Hervé
La montagna dentro
ill., br. Hervé Barmasse è protagonista di scalate e avventure estreme. A sedici anni abbandona lo sci agonistico dopo un terribile incidente e deve reinventarsi. Il Cervino lo vede crescere e diventare uomo. Dopo ogni viaggio, dopo ogni salita su cime inviolate in terre lontane, ritorna alla sua montagna, scalandola in ogni stagione dell'anno e inventando nuove vie. Hervé racconta se stesso, la sua storia, la passione, la fatica, l'emozione delle scalate. L'alpinista viene dopo l'uomo, che pure affronta imprese straordinarie. Queste pagine non sono la scontata esaltazione di un campione dell'estremo, piuttosto il racconto di cosa c'è dietro l'avventura dell'alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato alla fragilità e alla paura. In parete, come nella vita.
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Ski alp advanced. La tecnica avanzata della scialpinismo. Con DVD
br.
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Ferrari Marco Albino
Alpi segrete. Storie di uomini e di montagne
br. Pochi sanno delle Alpi segrete. Eppure lassù si nascondono itinerari e storie che non si faranno dimenticare. "Le Alpi segrete sono isole meno note del grande arcipelago alpino. Isole dove sopravvive la convinzione che esistano tipi fisici speciali, o dove si trovano i segreti di vecchi alpinisti, o dove ricompare l'orso, o dove si riscoprono antiche chiese affrescate. Le Alpi segrete sono spazi sfuggiti a quel turismo che mira alla definizione di rassicuranti stereotipi. Sono invisibili perché programmaticamente ignorate dalla nostra cultura." Quando si dice Alpi, i più pensano subito alle solite (poche) cime famose: il Cervino, il Monte Bianco, il Gran Paradiso, le Dolomiti. Oppure alle località più alla moda. In realtà questi luoghi dell'industria del turismo non sono che spazi circoscritti. Oltre alle montagne da cartolina, si apre, infatti, il vasto 'mare alpino', un mondo appartato, in gran parte sconosciuto. Marco Albino Ferrari, che nel corso degli ultimi vent'anni ha percorso quelle vallate e quelle cime, racconta le loro storie e ci accompagna fra meraviglie ormai destinate a sparire nell'oblio, fra i ricordi dell'antica società montanara e l'epica della scoperta delle alte quote.
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Sakamoto Shin-Ichi; Nabeta Yoshio; Nitta Jiro
The climber. Vol. 2
ill.
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La traversata delle Alpi con Walter Bonatti. Con Carta geografica ripiegata
ill., br. "Meridiani Montagne", la rivista monografica bimestrale di montagna e di cultura alpina, accompagna i lettori nell'esplorazione delle cime più importanti dell'arco alpino con passione e senza tralasciarne il percorso storico e antropologico. "Meridiani Montagne" presenta la meta affrontandone tutti gli aspetti: l'alpinismo, l'escursionismo, la storia, il cinema, la cucina, i libri... Ogni monografia è corredata da una cartina inedita con tutti i percorsi, i rifugi e le informazioni utili all'escursionista.
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Krakauer Jon
Il silenzio del vento
ril. In questa raccolta di articoli, apparsi sulle più importanti riviste di outdoor d'America, infatti, Krakauer descrive esperienze mozzafiato proprie e altrui sulle pareti delle più ambite e difficili montagne del nord America, d'Europa e di tutto il mondo. La sua attenzione è però rivolta più all'analisi della passione per il rischio, per l'estremo che non ai risultati finali. Scopo del libro è sfrondare la mistica che circonda l'alpinismo e dimostrare che «di fatto gli scalatori non sono, per la maggior parte, degli squilibrati, ma solo persone soggette a una forma particolarmente acuta di Condizione Umana». Partendo da un tentativo fallimentare di scalare la parete nord dell'Eiger per arrivare a quello riuscito di raggiungere le cime del Devil's Thumb, Krakauer ci conduce attraverso montagne e alpinisti sorprendenti, mettendoci - come solo lui sa fare, grazie alla sua particolare condizione di essere contemporaneamente scalatore e scrittore - mettendoci, dunque, a diretto contatto con un mondo magico e inafferrabile: quello dell'alpinismo. Alla fine di questo libro il lettore avrà capito meglio non solo il perché un essere umano decide di volersi arrampicare in cima a una montagna, ma anche perché ne sia solitamente così ossessionato.
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Scialpinismo nelle Dolomiti. Vol. 2: Alto Comelico, Val Visdende, Dolomiti di Lienz, Sappada/Pladen, Alta Carnia, Gruppo di Razzo
ill., br.
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Tribout Jean-Baptiste; Chambre David
Ottavo grado
ill.
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Torchio Fabrizio; Decarli Riccardo
Ad est del Romanticismo. 1786-1901. Alpinisti vittoriani sulle Dolomiti
brossura
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Manera Ugo
Pan e Pera
ill., br. Che cosa c'è dietro quel soprannome, Pan e Pera, con cui Ugo Manera è conosciuto nell'ambiente alpinistico torinese? Neppure lui, il destinatario, ha ricordi chiari. Sta di fatto che quel Pan e Pera, l'equivalente in dialetto piemontese di "pane e pietra", fissa efficacemente la smodata passione di Manera per l'arrampicata e definisce le due anime di uno scalatore tra i più attivi del dopoguerra. Il pane Ugo fin da giovanissimo se lo guadagna in fabbrica, prima come operaio, poi con incarichi via via di maggior responsabilità. La pietra, quella delle montagne di molti angoli del pianeta, lo vede protagonista di innumerevoli salite, raccontate in questo volume.
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Zanzi L. (cur.)
K2. Una storia finita
ill., ril. K2, la "montagna delle montagne", salita per la prima volta dalla spedizione italiana guidata da Ardito Desio nel 1954: un'impresa alpinistica che per lunghi anni è stata al centro di una disputa che ha turbato il mondo dell'alpinismo mettendo in luce sempre più l'esigenza di un chiarimento riguardo alle vicende intervenute dal campo VIII in su, fino alla cima, e con riguardo al ruolo cruciale avuto da Walter Bonatti. Come spesso accade, la storia di tale impresa alpinistica sembrava divenuta una "storia infinita". Su incarico del CAI adesso un'apposita commissione di Tre Saggi (Fosco Maraini, Alberto Monticone, Luigi Zanzi) ha rettificato e riscritto in più punti fondamentali la versione ufficiale. Ora, forse, quella del K2 può considerarsi una "storia finita".
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Gregoli Silvano
Alpi liguri primo amore
br. Prendete un uomo molto giovane. Inoculategli un virus di montagna maligno e tenace. Quando il giovane si ammalerà d'amore per i monti di casa sua, esiliatelo per vent'anni in un paese grigio, piatto, senza vento, senza polvere, senza sole e senza luna. Lì verrà amputato della terza dimensione e costretto a vedere e a pensare orizzontale. Applicategli poi un supplemento di pena da scontare in paesi ancora più lontani, su continenti remoti. In tutto saranno trentacinque lunghissimi anni durante i quali il mondo sfilerà davanti alle sue montagne oscurandole tutte. È accaduto a Silvano Gregoli, sopravvissuto grazie all'ostinata scrittura di storie di montagna: piccole perle di autodifesa nate in momenti di acuta nostalgia.
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Oprandi Omar; Vascellari F. (cur.)
Scialpinismo e ciaspole nelle Dolomiti di Brenta. Scialpinismo classico e moderno. 130 itinerari
ill., ril.
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Scialpinismo, freeride e ciaspole nelle Pale di San Martino. 110 itinerari altopiani, catena nord e sud Agner, Pale S. Lucano, Catena di San Martino
ill.
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Messner Reinhold
Solitudine bianca. La mia lunga strada al Nanga Parbat
ill., br. Nanga Parbat è una parola sanscrita e significa «montagna nuda». I più grandi alpinisti hanno perso la vita sui poderosi ghiacciai e sugli speroni di roccia di questo Ottomila, il più temuto fra tutti. Nel 1970 per la prima volta Reinhold Messner si è trovato di fronte alla «montagna nuda». Anche se alla fine ne ha realizzato la traversata, da tutti ritenuta impossibile, si è allontanato dal Nanga sconfitto: il fratello Günther venne infatti travolto da una valanga durante la discesa e solo nella primavera del 2004 l'analisi del DNA di un osso ritrovato sulla montagna ha dimostrato che effettivamente il fratello ha perso la vita alla base della parete Diamir, dopo la traversata compiuta da entrambi, come Messner ha sempre affermato. Per questo nessun'altra montagna come il Nanga Parbat rappresenta per Reinhold Messner l'indissolubile legame fra dolore e destino. Vi ritorna spesso, per cercare il fratello e trovare risposte alle sue domande e nel 1978 realizza l'impresa più ardita di tutta la sua carriera alpinistica: la solitaria alla vetta. "Solitudine bianca" è il racconto personalissimo di Reinhold Messner sul Nanga Parbat, la montagna che lo ha reso ciò che è.
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Moretti Martino
Scialpinismo in Norvegia. 100 itinerari scelti
brossura 100 itinerari scelti: Lofoten, Vesteralen, Salten, Troms Fylke: Lyngen - Ullsfjorden - Nord - Balsfjiorden.
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Vascellari Francesco
Dolomiti Couloir. I canaloni delle Dolomiti. Ediz. multilingue
br. La prima monografia interamente consacrata ai Canaloni delle Dolomiti. Dalle discese di difficoltà classica, al freeride, alle grandi discese estreme.71 CanaloniCortina /Alta Pusteria /Marmolada /Val di Fassa /Val Gardena /Bellunese /Brenta e Trentino /Friulie Dintorni.
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Bernard Antonio
Il movimento dell'arrampicata. Arrampicata sportiva e classica a tutte le età. Ediz. illustrata
ill., ril. Il libro non è un manuale in cui si spiega come allenarsi per l'arrampicata o come muoversi sulla roccia. È qualcosa di diverso e, ce lo auguriamo, qualcosa di più. L'argomento di questo volume è la descrizione dei processi psicomotori, delle metodologie, delle tecniche didattiche che facilitano l'apprendimento del movimento dell'arrampicata. Un libro per chi deve insegnare, ma anche per chi desidera migliorarsi, "insegnando a se stesso", o per chi è più semplicemente incuriosito dai meno noti meccanismi dell'apprendimento. Poiché il movimento è analogo a ogni livello di difficoltà, l'opera si rivolge sia alle guide alpine, che agli istruttori; sia agli accompagnatori di escursionismo e di alpinismo giovanile che agli autodidatti.
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Salvadori Mario; Zandonella Callegher I. (cur.)
Addio alle crode
ill., br. Dopo un'intensa carriera negli Stati Uniti dove era si era trasferito a causa della sua ostilità al fascismo, nel 1978 lo scienziato Mario Salvadori torna in patria. Rivive sei estati dolomitiche di mezzo secolo prima. Riaffiorano così l'iniziazione all'arrampicata, i progressi compiuti da autodidatta e contro il veto dei genitori, l'amicizia con i "mostri sacri" Severino Casara, Antonio Berti e il fuoriclasse Emilio Comici, il distintivo del Club Alpino Accademico, fino alla caduta dell'estate 1932 da cui si salva per miracolo. Nell'appendice "Gli alpinisti di via Panisperna" Gianni Battimelli svela la passione per la montagna che, tra le due guerre, accomunava gli scienziati romani della cerchia di Enrico Fermi, amici e colleghi di Salvadori.
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Favero Paola
Civetta. Tra le pieghe della parete
ill., ril.
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Gogna Alessandro; Milani Marco; Raiser Federico
I grandi spazi delle Alpi. Ediz. illustrata. Vol. 5: Ortles, Adamello, Oròbie, Ratikon, Silvretta
ill., ril. A caccia di immagini inedite e spettacolari, alpinisti e fotografi di fama internazionale hanno percorso valli e scalato vette con l'unico obiettivo di immergere il lettore nella grandiosità degli spazi alpini. Un apparato iconografico con immagini, sia estive che invernali, che si aprono fino a tre o quattro pagine unite ai commenti ed alle descrizioni dei luoghi raggiunti.
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Messner Reinhold
Annapurna. Cinquant'anni di un ottomila
ill., br. A distanza di cinquant'anni dalla conquista dell'Annapurna, il primo ottomila raggiunto dall'uomo, Reinhold Messner ricostruisce la storia delle principali spedizioni che fino a oggi hanno sfidato quella che rimane una delle montagne più insidiose del pianeta. Si inizia con il racconto della memorabile impresa compiuta nel giugno del 1950 dai francesi Maurice Herzog e Louis Lachenal, conclusasi con una vittoria per poco non finita in tragedia. Si continua con l'avventura di un gruppo di alpinisti inglesi guidati da Chris Bonington, che riescono a vincere il durissimo sperone della parete sud. Seguono l'impresa dello svizzero Erhard Loretan, nell'ottobre del 1984, quella di Reinhold Messner e Hans Kammerlander, nell'aprile del 1985 e dei cechi nel 1988.
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Mummery Albert F.; Bona G. (cur.); Crivellaro P. (cur.)
Le mie scalate nelle Alpi e nel Caucaso
ill., br. «Dedico queste pagine a quelli che, come me, considerano l'alpinismo un gioco incontaminato» scrive Mummery presentando il racconto di un quindicennio di avventure sulle Alpi e nel Caucaso. Quando uscì a Londra, nel 1895, il libro destò impressione perché nessuno aveva mai compiuto scalate tanto audaci nel gruppo del Monte Bianco, sul Cervino, sulle cime del Vallese, ma soprattutto nessuno aveva mai osato farlo senza l'aiuto di guide. Pochi mesi dopo, Mummery scomparve in Himalaya in un tentativo al Nanga Parbat troppo prematuro, e tutti pensarono a una fine annunciata. Nel primo Novecento, invece, divenne chiaro che quelle idee non erano follia, ma l'essenza dell'alpinismo moderno, e il libro di Mummery ne diventò il testo fondamentale.
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Comici Emilio; Marco E. (cur.)
Alpinismo eroico
br. "Alpinismo eroico" raccoglie tutti gli scritti di Emilio Comici. Si tratta delle relazioni delle salite compiute dall'alpinista triestino tra il 1925 e il 1940 che conservano quasi sempre il dono della spontaneità e dell'immediatezza. Di Comici lasciano intravvedere, più che l'eroe, l'uomo che davanti alla montagna e alla sua bellezza non può che provare smarrimento. Riproporre oggi i pensieri di questo alpinista, divo ante litteram e al contempo divulgatore appassionato di un modo nuovo di arrampicare, significa rimettere a fuoco non solo la persona di Comici, ma anche la sua funzione storica alla luce di quanto è stato fatto dopo di lui.
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Urubko Denis
Colpevole d'alpinismo. Nuova ediz.
br. La brillante penna di Urubko ci racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell'ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, poco frequentati, dove le temperature scendono fi no a decine di gradi sotto lo zero. È con Simone Moro che conosce le Alpi, poi muove i primi passi in Himalaya e Karakorum, teatro delle sue più importanti dichiarazioni di stile. Uno stile pulito, alpino, per realizzazioni ideali su linee eleganti, prime assolute, prime invernali. Ma ciò che più interessa nella lettura di queste avventure è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento a volte davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia. Ciò gli permetterà, in seguito, di accedere alle montagne più alte del mondo e di compiervi imprese che già ora sono leggendarie.
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Risso Marcus
Andrea Chaves. Il poeta e le montagne
ill. «Un uomo che si visse fino in fondo»: in questa epigrafe, da lui stesso dettata, Andrea Chaves sentiva descritta la sua vita di giovane che in tutto era teso ad andare oltre. Molte le sue passioni: la corsa, il karate, il volo, lo studio, ma due furono i suoi grandi amori: Dante e la montagna. «Montagna e poesia sono in me inscindibili». Imparò a memoria tutta la Divina Commedia, facendo proprio il senso di una missione per il bene degli uomini e del mondo che costituiva il motivo profondo delle sue scalate in solitaria: «La mia ricerca più grande è comprendere la ragione - l'amore - per cui scalo le montagne e farne un dono per gli altri. Condividere la vera felicità, donarla per farla più grande, vera, inalienabile: questa sarà la mia scalata più bella e grande». Oltre ai contributi di chi lo ha conosciuto e amato, in questo libro è Andrea stesso a raccontarsi. Diari, lettere, poesie, trascrizioni dei suoi video-documentari durante le scalate, svelano una sensibilità umana e letteraria affascinante, lo sguardo limpido e poetico di un ragazzo che era già un uomo. Il 21 settembre 2018 il Comune di Ravenna ha assegnato ad Andrea Chaves il prestigioso "Lauro Dantesco" alla memoria. I genitori destineranno i proventi derivanti dalla vendita del libro alla creazione di borse di studio.
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Personnettaz Ettore
Freeride e Splitboard in Valle d'Aosta. Racconti, spunti, itinerari
br.
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Iurisci Cristiano
Ghiaccio d'Appennino. Salite scelte di goulottes, cascate di ghiaccio, creste nell'Appennino centrale
ill.
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Gregori Claudio
Storia dell'alpinismo. Le grandi sfide tra l'uomo e la montagna
br. Nella storia dell'alpinismo ci sono punti di luce e supernove. Il libro si occupa dei punti di luce, cioè degli eventi cardine: la scalata del Monte Bianco (1786), quella del Cervino (1865), il K2 del Duca degli Abruzzi e quello di Desio, via via fino al free climbing e all'arrampicata sportiva di oggi. Questa è la rete sottesa, come un cielo stellato, su cui si accendono le supernove, i grandi che hanno marchiato con le loro prodezze un'epoca. Parliamo dei grandissimi Whgmper, Cassin, Bonatti, Messner, ma anche di altri meno noti, come Preuss, Dülfer, Mallorg, Comici, Castiglioni, Gervasutti, Vinatzer, Buhl, fino ai moderni Alexander Huber e Adam Ondra, di cui il volume ripercorre le gesta. Si parla di prodezze e di storie umane. E ci sono anche le donne, nel racconto, a brillare in questo orizzonte tradizionalmente maschile insieme a quegli uomini che con passione, sospinti da una forza misteriosa e irresistibile, hanno creato l'alpinismo.
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Valsesia Nico; Schiavon Andrea
La fatica non esiste
ill., br. Patagonia, Bolivia, Marocco, Tibet, India. Seguire le tracce di Nico Valsesia significa avventurarsi in un viaggio che conduce ad alcuni dei luoghi più affascinanti del mondo. Dal Ladakh alle montagne dell'Atlante, dalla vetta dell'Ojos del Salado a quella del monte Bianco, in sella a una bicicletta Nico è stato ovunque. E dove non è potuto arrivare su due ruote ha proseguito a piedi o di corsa. Un viaggiatore leggero, animato dal desiderio di esplorare i propri limiti. Quei limiti che ogni volta lui spinge un po' più in là, quando decide di partire per una nuova Race Across America: cinquemila chilometri di gara non stop attraverso gli Stati Uniti, dal Pacifico all'Atlantico, una distanza da coprire in nove giorni appena, pedalando anche di notte, senza fermarsi nemmeno di fronte ai tornado che spazzano le pianure del Kansas. O quando in Bolivia si fa tentare dall'idea di attraversare di corsa il Salar de Uyuni, immenso deserto di sale a oltre tremila metri d'altezza, dove la fatica ha come cornice un'infinita distesa di bianco, nel quale il sole si riflette facendo perdere qualsiasi riferimento. Ma a far scattare la molla in Nico non è solo la ricerca dell'impresa estrema o di un nuovo record, come quello stabilito conquistando i 4.810 metri del monte Bianco dopo essere partito in bici sedici ore prima dalle spiagge di Genova. Per lui ogni sfida, come ogni viaggio, rappresenta prima di tutto una continua gara con se stesso e con la propria capacità di sopportazione.
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Magalotti Tommaso
Gino Soldà. Dalle piccole Dolomiti al K2
ril.
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Di Monte Alberto
Sentieri proletari. Storia dell'Associazione Proletari Escursionisti
ill., br. "Sempre più in alto, per una nuova umanità": questo il motto dell'APE, Associazione Proletari Escursionisti, nata il 7 novembre 1919 nelle città di Lecco, Milano e Alessandria. Prima associazione sportiva proletaria e antialcoolica di chiaro orientamento socialista, l'APE, promossa da provetti alpinisti, rivendica il diritto allo sport non solo per un'élite borghese, ma per tutti. Lo sport diventa uno strumento di emancipazione, che qualifica il tempo libero degli operai e delle loro famiglie. Escursioni, gite cicloalpine, pranzi al sacco e trasferte in omnibus alla portata di tasche proletarie animano la vita del folto gruppo di appassionati della montagna. Una storia lunga un secolo, interrotta, solo apparentemente, dalle leggi liberticide del ventennio fascista, durante il quale molti apeini si arruolarono tra le file dei partigiani, nascosti sui monti del Lecchese e della Bergamasca. Nel secondo dopoguerra l'associazione si ricostituisce, continuando nella sua vocazione sociale, e sopravvive fino a oggi grazie a giovani amanti della montagna, che hanno raccolto la sfida del tempo, indossando ancora una volta scarponi, corde e moschettoni.
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Bonatti Walter
Le mie montagne
ill., br. Quando nel 1961 pubblica "Le mie montagne", il suo primo libro, Walter Bonatti ha da raccontare oltre un decennio di imprese impossibili, trionfi e sofferenze: dalla scalata sullo sperone Walker (a 19 anni) all'odissea sul Pilone Centrale, passando per il Grand Capucin, il Dru e la fatidica notte all'addiaccio sul K2. Se questo libro segnerà una svolta nella sua vita, sarà anche per il riaccendersi delle braci che covavano proprio sotto la memoria di quell'episodio. Bonatti narra il proprio alpinismo con sincerità, descrivendone le durezze senza nascondere emozioni e paure, e la forza dei suoi racconti coinvolge il lettore oggi come allora. Per questo Le mie montagne resterà per sempre il suo libro più celebre. Questa edizione riprende integralmente il testo originale, arricchendolo con alcune foto inedite del 1961, una raccolta di estratti dalle recensioni dei giornali dell'epoca e una postfazione a cura di Angelo Ponta. «La prima volta che mi balenò l'idea di portare di fronte al pubblico questi miei appunti di montagna, provai un senso di timidezza e di disagio. Esattamente come quel bambino che vorrebbe, ma non sa come, confessare ai suoi amici, assorti nel meccanismo di un gioco di fantascienza, che preferisce ancora correre a piedi nudi e far capriole sui prati.»
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Maillart Ella; Bosetti M. G. (cur.)
Il paese degli sherpa
ill., br. Ella Maillart (1903-1997), nata a Ginevra, donna straordinaria, esploratrice e anche navigatrice, racconta in questa libro del suo viaggio nel mondo affascinante degli sherpa e del popolo del Nepal, negli anni in cui l'Himalya era ancora da scoprire e senza il turismo commerciale. Fotografie dell'epoca, un libro di grande valore storico per chi intende viaggiare in quelle zone allora inesplorate e selvagge, oggi tanto famose.
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Purja Nims
Oltre il possibile. Un soldato, quattordici vette. La mia vita nella zona della morte
brossura Nims Purja è stato un bambino assetato di avventura e di giustizia, partito da un villaggio nepalese per diventare un soldato gurkha e trasformatosi poi, tra combattimenti e scalate, in un alpinista inarrestabile con una sfida da vincere. E con qualcosa da dimostrare: che possiamo spingere più avanti, e più in alto, i confini dell'impensabile. Sotto lo sguardo degli dèi della montagna si svolge così la sua missione impossibile: salire in sette mesi tutti gli Ottomila della Terra («settimana più, settimana meno»: e saranno meno). Sette mesi, quattordici vette nella Zona della Morte. Per battere ogni record, per parlare al mondo da lassù. Un'avventura trascinante fra valanghe e crepacci, ladri di ossigeno e scontri a fuoco, terroristi e forze speciali, sherpa e diplomatici, prove infernali e catastrofi ambientali, sbronze e salvataggi, promesse e delusioni. Sempre in bilico tra azzardo ed eroismo, tra morte e gloria. Per poi ricominciare.
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Revol Elisabeth
Vivere. La mia tragedia sul Nanga Parbat
ril. Il racconto sincero e appassionato di una tragica scalata e di una rinascita. Il 25 gennaio 2018, Elisabeth Revol e Tomek Mackiewicz raggiungono la cima del Nanga Parbat, dopo una salita in stile alpino e senza ossigeno. Ma proprio nel momento della vittoria, Tomek, stremato, accusa sintomi gravissimi di edema polmonare e cerebrale. Elisabeth per 24 ore lo aiuta a scendere, arrivano a 7200 metri, si riparano in un crepaccio. Dal campo base la convincono a scendere, a Tomek penseranno gli elicotteri. Dal K2, quattro alpinisti polacchi tentano un salvataggio che miracolosamente riesce. Ma per Tomek, molto più in alto, non c'è nulla da fare. In questo libro Elisabeth Revol racconta la sua amicizia con lo scalatore, la salita, la tragedia, con tutto quello ne è seguito: il senso di colpa, la depressione e un po' per volta, il ritorno alla montagna.
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Corless Ian
Ultra running. La sfida degli itinerari trail più belli del mondo. Ediz. illustrata
ill., ril. Che avvenga lungo un sentiero tortuoso nel bosco, nel calore intenso della sabbia del deserto o sulla viva roccia, ciò che conta quando si corre liberi e veloci nella natura per decine di chilometri è il viaggio. L'ultra running sollecita gambe, cuore e polmoni, porta ad attraversare alcuni dei luoghi più suggestivi al mondo e a mettere alla prova i propri limiti, fisici e mentali. Ian Corless ha percorso il pianeta in lungo e in largo per documentare la sbalorditiva bellezza e gli impressionanti tracciati delle più importanti gare di ultra. Le sue splendide fotografie, evocative e d'effetto, catturano appieno la fisicità e l'intensità di queste competizioni e ci restituiscono intatto il pathos di ognuna di esse, che sia un sentiero impegnativo lungo il Grand Canyon o un'ascesa tecnica su una vetta innevata delle Dolomiti. Una serie di interviste esclusive ad atleti leggendari di questo sport - tra cui Kilian Jornet, Emelie Forsberg, Anton Krupicka - aiuta a comprendere dalla viva voce dei protagonisti che cosa significhi correre su distanze estreme e a grandi altitudini; un ricco corredo di mappe e altimetrie e dati tecnici illustra invece gli aspetti peculiari di ogni gara. Ultra running è l'omaggio a uno sport che ha sempre più appassionati e una fonte d'ispirazione per chiunque abbia sognato almeno una volta nella vita di correre in luoghi dove ci si può astrarre dalla quotidianità per trovarsi a tu per tu con la natura e con se stessi.
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Ardito Stefano
Incontri ad alta quota
ill., ril. Trentacinque interviste, che raccontano un secolo di arrampicata e avventura. Negli "incontri" di Stefano Ardito sfilano star della montagna come Walter Bonatti e Reinhold Messner, e protagonisti dell'alpinismo di oggi come David Lama, Adam Ondra, Alexander Huber, Maurizio Zanolla "Manolo", Stefan Glowacz, Christophe Profit e Steve House. Le interviste con Edmund Hillary, Doug Scott, Jerzy Kukuczka, Chris Bonington, Nives Meroi e Simone Moro raccontano come sia cambiato nel tempo l'alpinismo himalayano. Altri "incontri", realizzati qualche decennio fa, ci permettono di scoprire delle avventure più remote. Il K2 di Fritz Wiessner, Ardito Desio ed Erich Abram, il Kenya di Felice Benuzzi, il sesto grado di Domenico Rudatis e Gino Soldà, lo Yosemite di Jim Bridwell, il Tibet di Fosco Maraini e di Heinrich Harrer. L'intervista con Pierluigi Bini racconta di arrampicate sul Gran Sasso, un massiccio molto caro all'autore. Nelle interviste, realizzate e scritte con competenza e passione, compaiono le speranze, le paure, le idee, i sogni, il ricordo di amici e compagni scomparsi. Perché l'avventura in montagna è una pagina straordinaria di vita.
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Milani Alberto
Yogascent
ill.
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Ursella Angelo; Zandonella Callegher B. (cur.); Zandonella Callegher I. (cur.)
Il ragazzo di Buia. Appunti di un alpinista
ill., br. Nel luglio del 1969 compare sulla Rivista Mensile del Cai una lettera-appello a firma del socio Angelo Ursella: ventiduenne, friulano di Buia, alla spasmodica ricerca di amici e compagni di cordata. L'intervento suscita molta curiosità poiché Ursella non è uno sprovveduto. In due anni ha infatti percorso, perlopiù in solitaria, alcune delle vie più impegnative delle Dolomiti. Un grande alpinista, dunque, dotato di una forza di volontà fuori dal comune; ma anche un ragazzo disperatamente solo, timido e schivo. Sono testimoni di questa condizione esistenziale le pagine del suo diario, raccolte da Beppe e Italo Zandonella Callegher. Accanto al resoconto asciutto e fedele delle avventure alpinistiche, compaiono intense annotazioni che rivelano il tormento dell'anima: «Voglio ritornare a vivere, voglio essere un ragazzo normale».
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Messner Reinhold; Märtin R. (cur.)
La montagna a modo mio. Nuova ediz.
ill., br. "La montagna a modo mio" riassume il pensiero di Messner sulla vita che ha scelto. Racconta senza veli le sue idee più radicate e profonde sulla natura e sull'essenza dell'alpinismo, sull'andarsene e sul tornare, sulla motivazione e sulla realizzazione, sul percorso verso l'interiorità. In questo libro vengono toccati tutti i grandi temi: i primi successi in campo alpinistico, la rivoluzione dello stile alpino, i grandi risultati, la fama internazionale dopo la salita del monte Everest senza fare ricorso all'ossigeno, il ciclo degli ottomila, le spedizioni attraverso i deserti del mondo, il suo impegno sociale e politico, la fondazione di musei, ma anche la sua vulnerabilità di fronte alle polemiche seguite alla morte del fratello sul Nanga Parbat. Molte sono le interviste raccolte, che si fondono armoniosamente con altri testi di Messner, resoconti di spedizioni, reportage, articoli, attraverso i quali è possibile scoprire un uomo sorprendente che obbedisce sempre e solo alla sua legge interiore: la vita straordinaria di un idealista con i piedi ben piantati per terra, che ha cercato e percorso le creste più elevate così come gli abissi più profondi.
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Moro Simone
Ho visto l'abisso
ril. «Urliamo entrambi, ma Tamara non sa come sono messo io. Non sa che non sono neanche arrivato in fondo, non sa che sono a testa in giù e che sotto la mia testa ci sono almeno diverse decine di metri di vuoto e di tenebra. Il baratro lo avverto coi sensi, ma anche perché quando mi muovo rompo pezzi di ghiaccio che mi passano accanto e scendono senza che riesca a sentirli raggiungere il fondo. Non li sento fermarsi, cadono in questo buio nel silenzio più assoluto.» Chi vuol toccare il cielo deve mettere in conto il rischio di precipitare nell'abisso. Eppure, spesso proprio quell'istante di buio e terrore insegna più di mille altre esperienze e fa scaturire le risorse per risalire dalle infime profondità in cui si è caduti. Tutto inizia nel novembre 2019 quando Simone Moro, affiancato dalla compagna di cordata Tamara Lunger, annuncia la sua nuova spedizione, una delle più emozionanti: seguirà le tracce di Messner e Kammerlander, dal 1984 rimaste intonse, che in un'unica traversata conquistarono i due ottomila Gasherbrun II e Gasherbrun I. Il sogno verticale di Simone è una sfida ancora più ardita: lo farà in inverno, con equipaggiamento leggero, senza aiuti meccanici...
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McDonald Bernadette; Righetti S. (cur.); Mantovani R. (cur.)
Winter 8000. Himalaya d'inverno: gli alpinisti che hanno sfidato la montagna nella stagione impossibile
ill., ril. "Winter 8000" è l'ultima opera di Bernadette McDonald, pluripremiata scrittrice canadese specializzata in montagna e alpinismo. Il libro dedica un capitolo ad ognuno dei giganti di 8.000 metri e racconta la sfida dell'uomo per conquistarne la vetta in invernale: Everest, Manaslu, Dhaulagiri, Cho Oyu, Kangchenjunga, Annapurna, Lhotse, Shishapangma, Makalu, Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak, Nanga Parbat e K2. Questi sono i nomi delle vette leggendarie di cui si occupa la McDonald, ripercorrendo le gesta dei polacchi, primi assalitori degli 8000 invernali sotto la spinta del team di Andrzej Zawada, per poi passare dalle imprese di tutti i grandi alpinisti internazionali, compreso il nostro Simone Moro, o Tomek Mackiwicz ed Elisabeth Revol, noti per la drammatica vicenda sul Nanga Parbat del 2018. Con 32 pagine di foto esclusive.
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Franchini Tomas
Linee vergini tra le montagne del mondo
brossura
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De Lorenzo Ruben
In alto con Pier Giorgio
ill., br. Pier Giorgio Frassati (Torino 1901-1925) è uno dei testimoni della fede più amati dai giovani. Conosciuto ormai in tutto il mondo, continua ad accompagnare verso Dio persone di ogni lingua, latitudine, età, condizione di vita. Come sarebbe trovarselo accanto e vivere fianco a fianco con lui un'ascensione alpina? Sarei rimasto ad ascoltarlo tutto il giorno, ma il tempo stringeva, la cima ci aspettava e le energie da spendere erano ancora tante. Riprendemmo la scalata con animo rinnovato, la parte più difficile era alle spalle, e sembrava quasi che danzassimo sulla liscia parete verticale. Come aquile, accarezzavamo le rocce. Prefazione Roberto Falciola. Postfazione Antonello Sica.
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Messner Reinhold
Cho Oyu. La dea turchese
ill., ril. II Cho Oyu, 8201 metri, per i tibetani è la Dea Turchese. Gli europei ne conoscono l'esistenza solo dal 1921, ma oggi è la meta più frequentata dagli alpinisti di tutto il mondo dopo l'Everest. Con le consuete maestria e competenza, Messner parla della montagna, degli Sherpa che abitano ai suoi piedi, dell'importanza del Nangpa La, a 6000 metri il più alto passo della Terra, e racconta le imprese alpinistiche che si sono succedute in un secolo di storia. Dai primi tentativi negli anni Cinquanta, fra cui quello di Eric Shipton, fino alla "conquista" nel 1954 ad opera dell'austriaco Tichy, giornalista, geologo e alpinista che, dopo aver viaggiato per decenni con la sua motocicletta in Thailandia, Cina e Tibet e aver esplorato insieme agli Sherpa il Nepal occidentale ancora del tutto ignoto agli europei, salì in cima al Cho Oyu insieme a Joseph Jöchler e allo Sherpa Pasang Dawa Lama in una spedizione leggera e senza ossigeno. Molte altre spedizioni e tentativi si sono da allora succeduti - fra cui la salita di Messner stesso nel 1983 insieme a Michl Dacher e Hans Kammerlander per una via nuova -, molti altri successi e, come sempre nella storia dell'alpinismo himalayano, anche molte tragedie, raccontate con partecipazione e occhio critico dal grande alpinista altoatesino. Con un saggio di Fosco Maraini.
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Moro Simone
I sogni non sono in discesa
ril. La vita di Simone Moro è un potentissimo sogno verticale. È una vertigine scatenata da una passione assoluta, divorante. Quella passione che è la forza propulsiva indispensabile per realizzare grandi imprese, per andare oltre. Dopo diversi libri dedicati a singoli momenti ed esperienze - dalla tragedia dell'Annapurna alla storica conquista del Nanga Parbat in inverno, alle attività con l'elicottero -, Simone Moro, avendo appena superato il crinale dei 50 anni, sente ora l'esigenza di ripercorrere il proprio cammino di alpinista per coglierne l'evoluzione e soprattutto il senso profondo. In questo libro importante sceglie quindi una serie di imprese emblematiche che non ha mai raccontato e le utilizza per seguire il filo della sua biografia e capire i passaggi da un periodo all'altro, le difficoltà e le reazioni a esse, la graduale crescita della consapevolezza. Cominciando con lui bambino che intuisce la propria strada mentre ammira dal basso le Dolomiti, passa poi alle numerose tappe successive, dall'arrampicata sportiva all'alpinismo in alta quota in Himalaya, dalla voglia di esplorazione che lo ha portato in Patagonia ai grandi incontri (con Brukreev, Urubko...), dall'Everest con il padre-maestro Curnis ai campionati russi..., per poi naturalmente soffermarsi su diverse più recenti sfide invernali. Caratterizzato dall'irresistibile affabulazione di Moro ed emozionante come un romanzo d'avventura, "I sogni non sono in discesa" non si pone quindi come una semplice autobiografia, ma assume particolare valore in quanto, pagina dopo pagina, svela agli occhi di tutti noi quella urgenza interiore («Siate affamati, siate folli.») che distingue i grandi atleti e chi in generale riesce a raggiungere traguardi eccezionali spinto dalla propria passione.
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