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2019br. Io = sesso. io s'esso, tu s'essi, noi sessistiamo. Tutta un'alchimia precede questo montaggio così complesso. alchimia, magia, chimica, processi o manovre o anche incontri fortuiti, combinazioni e ricombinazioni, mutazioni - poco importa. il sesso mostra di per sé fino a che punto esso si preceda indefinitamente (perché dove comincia - e dove finisce - la partizione dentro/fuori?) e allo stesso modo fino a che punto esso si succeda. esso si precede in un'indifferenziazione sessuale del sesso stesso e si succede in una pluralizzazione sessuale che ormai tende anche verso una dissociazione crescente delle funzioni generatrici e degli agenti sessuali. il giorno in cui è stato detto che uno sguardo di desiderio equivale già a commettere adulterio il sesso ha assunto apertamente l'ampiezza illimitata che conteneva. Accompagnato da un frontespizio di Miquel Marceló.
2020br. L'empatia è una condizione imprescindibile per una reale apertura al dialogo e all'esperienza dell'amore. Ogni giorno, attraverso un costante esercizio alla consapevolezza e un percorso di trasmutazione verso il bene, possiamo imparare i fondamenti dell'empatia. Il saggio indica come attraverso una vera apertura di cuore, un superamento di ogni forma di egore-ferenzialità volta a giudicare in modo assolutizzante e separativo, un costante impegno nella ricerca del "fare anima", sia possibile porre le condizioni per un'autentica comprensione dell'altro e di se stessi.
2015br. Ogni conflitto con il nostro simile è l'esito dell'incapacità di indagare il proprio conflitto interiore e di vedere un mondo che oltrepassa le nostre aspettative e pretese. Qualsiasi coercizione sul mondo, pretesa, da un lato ci conduce verso una sofferenza senza scampo, dall'altro ci proietta in uno stato d'inconsapevolezza, di chi non riesce ad intravedere in ogni cosa che accade, anche la più negativa, la dimensione riflettente di una parte di noi che attende di essere conosciuta ed esaminata. Per questa ragione ogni vicenda, felice o dolorosa che sia, è un'occasione per ritornare sui banchi di scuola per chiederci che cosa la vita è ancora disponibile ad insegnarci. Il saggio, seguendo un itinerario di visioni, riflessioni e schede operative, pone al centro della ricerca la via per comprendere in profondità noi stessi e ritrovare le forze interiori per aprirsi nuovamente alla gioia e alla speranza.
2018ril. In che modo la mente, con il suo bagaglio di condizionamenti emotivi, sociali e culturali, incide sul processo decisionale quando ci troviamo a compiere scelte - anche le più banali e quotidiane - che riguardano i profitti o le perdite? Possiamo fidarci della nostra razionalità o corriamo il rischio di cadere in trappole e ostacoli invisibili ma che, con una maggiore competenza delle dinamiche in corso, potremmo evitare? Nelle moderne società complesse infatti, l'agire economico richiede elevate abilità sociologiche e strategiche senza le quali il rischio di essere abbagliati dal rapido successo o quello di essere bloccati dai timori e travolti dalla rabbia è sempre dietro l'angolo. Gli studiosi Giorgio Nardone e Simone Tani affrontano in questo libro uno dei temi più discussi e controversi dei nostri giorni muovendosi al confine tra psicologia ed economia e fornendo al lettore strumenti utili a evitare gli errori più comuni e renderci più capaci e liberi nelle decisioni da prendere, soprattutto quando in ballo ci sono i nostri averi e il nostro successo personale.
2019br. Il fine della politica è quello di governare gli affari umani o è un compito a termine, da svolgere in un tempo intermedio, nell'attesa del mondo a venire, quando giustizia e pace regneranno per sempre? Questa domanda - la matrice stessa della «teologia politica» - è divenuta possibile quando, nella storia è apparsa la categoria giudaica di «éschaton»: l'attesa di un «mondo a venire», il pieno realizzarsi di quanto, fin dall'inizio, era stato promesso. A partire da qui, l'idea di éschaton ha segnato l'intera storia dell'Occidente e la sua filosofia politica: dal giudaismo, tramite il cristianesimo, è giunta al moderno e qui si è secolarizzata nella forma delle filosofie del progresso e delle apocalittiche rivoluzionare. Oggi l'éschaton pare giunto al tramonto: nell'odierno tempo senza fine, la storia non deve raggiungere più alcun culmine e non ci resta che governare la contingenza del mondo, portarsi all'altezza della sua improbabilità. Natoli, in questo breve e denso libro, insegue nei segni della storia i mutamenti che questo concetto centrale ha avuto nei secoli. In origine un termine spaziale, denotante i limiti remoti, i luoghi lontani che si trovano oltre il confine identitario di un territorio, l'éschaton ha assunto nel cristianesimo il suo marcato significato temporale, divenendo il punto cui tendere, il ritorno messianico, il momento nel quale il Giudizio riunirà in una sola cosa giustizia e governo. Intanto, però, nella loro attesa sulla terra, gli uomini vivono una dilatata «epoca del frattanto». È in questo limbo temporale che il governo delle cose umane deve destreggiarsi, darsi un ordinamento, prepararsi al compimento della storia. Fino a quando, nella contemporaneità, l'éschaton perde progressivamente di significato, il tempo si dilata, infinito, e il fine della politica resta la politica stessa.
2000br. Simpatici, seducenti, riservati, sicuramente tirannici, i manipolatori adottano diverse manovre per raggiungere i propri fini. Queste persone arrivano a colpevolizzare e umiliare; a seminare dubbi e inquietudini. Chi sono i manipolatori? Perché si comportano così? Come proteggersi da questi terroristi del sentimento? Nazare Aga risponde a tali domande e mostra fino a che punto i manipolatori sono presenti intorno a noi.
2006br. "Non ne posso più", "mi fa andare fuori di testa", "che vita d'inferno" sono frasi che si sentono spesso, a volte pronunciate ad alta voce, talvolta gridate o appena mormorate. Reazioni più o meno aggressive nei confronti dei propri figli - nei momenti in cui ci si sente divorati, esasperati, spossati o arrabbiati - fanno comunque parte dell'amore genitoriale. E corrono parallele a quelle di amore, tenerezza, sostegno, dedizione. Questo libro esplora le dinamiche dell'ambivalenza dell'amore genitoriale, quel misto di amore-odio che a ogni mamma e a ogni papà capita di provare per il proprio figlio. L'autrice, attraverso l'esame dei sentimenti contraddittori, fa luce su uno dei lati più nascosti - e anche più temuti - della relazione genitori-figli.
2018br. Queste pagine intendono affrontare i tre capovolgimenti che più seriamente costituiscono una minaccia tanto per una visione corretta dei processi che regolano la crescita di un bambino, quanto per l'impresa educativa che ci riguarda tutti, genitori in primis, ma non solo: la generale, distratta accettazione della pratica della maternità surrogata; il prevalere di una considerazione del bambino come essere fragile e quindi da proteggere a oltranza; la rinuncia a un'educazione alle virtù che nasce dal mancato riconoscimento di precoci competenze morali. Così facendo, alla luce di numerosi riscontri scientifici, il volume fornisce un compendio dei relativi processi di sviluppo che risultano fondamentali a partire dal concepimento: la matrice intercorporea del sé; la resilienza a fronte di eventi avversi; la precoce disposizione a sviluppare una coscienza morale. Si tratta di un insieme di fattori biologici, corporei e disposizionali, da un lato, e relativi alle relazioni primarie di accudimento e alla dimensione sociale, dall'altro, che fanno di noi ciò che siamo, definendo l'unicità dello sviluppo umano. Il saggio è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore i bambini: genitori, studenti, educatori, persone curiose di saperne di più. Ma anche a coloro che i bambini non li amano, che - se proprio devono - li tollerano per il breve spazio di una cena, o di una visita d'obbligo, o di una passeggiata al parco. Che «di figli non se ne parla proprio, figurati! », che pensano di non essere pronti né ora né mai, che «tutta la vita un animale di compagnia che niente ti chiede e tutto ti dà!». Perché possano finalmente arrendersi alla verità e alla bellezza di un bambino, e quindi della loro natura umana. «Non occorre avere sempre le risposte giuste, occorre piuttosto sapersi interrogare». Dalla Prefazione di Massimo Ammaniti.
1981br.
2001brossura
2020br. "Aurora" è «il mattino e il riscatto che attendono l'uomo talpa dopo il suo lungo perforare, scavare e scalzare». In quest'opera della maturità, scritta tra il 1879 e il 1881, Friedrich Nietzsche tratteggia la propria visione della condizione umana, e in primis la propria critica ai pregiudizi morali, in una raccolta di quasi 600 aforismi: in questa forma espressiva, forse più che in ogni altra, Nietzsche riesce a condensare e a dare voce al proprio pensiero, raccogliendo in brevi ma fulminanti immagini il precipitato della propria riflessione filosofica. Questa edizione, introdotta e commentata da uno dei più accreditati studiosi nietzscheani, Sossio Giametta, fa luce con chiarezza su una delle opere forse meno lette, ma ugualmente significativa, del grandissimo filosofo.
2016br. Il "De insomniis" (1521-1522) di Agostino Nifo - qui proposto nella traduzione italiana - nel ripensare la significativa costellazione di problemi che ruotano intorno all'evoluzione dell'aristotelismo rinascimentale, individua nel tema del sogno un punto archimedico fondamentale. Nifo ripercorre criticamente la tradizione classica che consegna al Medioevo e all'età moderna la polivalenza semantica del somnium, in un quadro concettuale complesso: dalla relazione sonno-sogni, tesa a chiarire il senso dell'essere del vivente nell'orizzonte tematico della sensibilità, alla moltiplicazione semantica dei rapporti tra immaginazione, sogno e fantasmi, ai temi della divinazione e della profezia. I commenti di Nifo si inoltrano nei territori più impervi delle affezioni dell'anima, arricchendo e innovando gli schemi classici del naturalismo aristotelico nel Rinascimento.
2022br. Il segreto più strano è il più grande discorso motivazionale mai creato nell'era contemporanea. Ancora oggi continua a trasformare la vita di milioni di persone nel mondo. Per alcuni, tuttavia, il "segreto" rimane tale e pare non funzionare: il successo non arriva. "Diventiamo ciò che pensiamo". Semplice, vero? Non proprio. La nostra mente è sempre in attività, eppure "attività mentale" non equivale a pensare in un certo modo a qualcosa. Cogliere la differenza serve non solo per il successo quanto per vivere bene la propria vita. Come Earl diceva, "Proveniamo da una dimensione e quando moriamo andiamo in un'altra dimensione, quindi questa vita deve essere immaginata proprio come una vacanza sulla Terra". Per farlo occorre pensare liberandosi dalle negatività che ci impediscono di viverla proprio con la carica di energia e spensieratezza di una vacanza.
2016ill., br. Il segreto più strano è la prima traduzione in italiano, a sessanta anni dall'esordio, di quella che è unanimemente ritenuta la più grande opera motivazionale mai creata: The Strangest Secret. L'incredibile discorso fu registrato per un gruppo di venditori dell'agenzia assicurativa di Nightingale: ne furono entusiasti. Tutti coloro che lo ascoltavano erano stimolati positivamente all'azione. Le richieste aumentarono al punto da arrivare ad oltre un milione di copie vendute del disco. Ancora oggi continua a trasformare la vita di chi lo ascolta o lo legge. "Lascia che ti racconti una cosa che, se la comprendi davvero, cambierà immediatamente la tua vita. Se comprendi appieno quanto ti dirò da questo momento in avanti, la tua vita non sarà mai più la stessa!" (Earl Nightingale). Attraverso il fascino di un discorso avvincente e logico, apprenderai: Come mai alcune persone godono di prosperità mentre altre faticano per la mera sopravvivenza. Qual è il segreto che garantisce il successo di una persona se solo quella persona lo sa e lo sa usare. Come da ora in poi non avere più problemi, preoccupazioni e ansia logorante. Come vivere la vita che desideri.
2018br. Nel flusso incessante di crimini e ingiustizie che ogni giorno ci raggiunge attraverso mass media e social network, ci capita spesso di aderire a passeggeri moti di indignazione collettivi; in fondo è facile, e non ci costa nulla. Ben più diffficile sembra invece schierarsi davvero, prendere posizione con il rischio di rimetterci in prima persona, riconoscere le scelte e le azioni giuste da opporre agli abusi che vengono compiuti davanti ai nostri occhi. Che cosa può fare, allora, chi vuole concretamente cambiare le cose? Secondo il Talmud ogni generazione conosce trentasei zaddiqim nistarim, i "giusti nascosti" che impediscono la distruzione del mondo. Con la memoria dei fatti del Novecento e lo sguardo rivolto al nostro presente, possiamo dire che per fortuna sono molti di più: non solo chi si oppose all'Olocausto, ma anche il colonnello sovietico Stanislav Petrov, che scongiurò una guerra atomica con gli Stati Uniti a costo di inimicarsi il suo stesso paese, o Hamadi ben Abdesslem, la guida tunisina che nel 2015, durante un attacco terroristico, ha scortato verso l'uscita del Museo del Bardo quarantacinque turisti italiani. Gabriele Nissim ci racconta queste e molte altre storie esemplari, con sapienza affabulatoria e persino una punta di ironia: «Perché i santi e gli eroi esistono solo nella nostra fantasia, mentre è stimolante scoprire che uomini normali, con gli stessi nostri difetti, sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato». Alternando alle storie gli insegnamenti di Socrate, Marco Aurelio, Hannah Arendt, Etty Hillesum, Willliam Shakespeare o Baruch Spinoza, "Il bene possibile" ci mostra come l'esercizio del pensiero, della capacità critica e dell'empatia siano condizioni necessarie e sufficienti non soltanto per dirci umani, ma per restarlo nei momenti più difficili. E che la scelta non è tra un presunto Bene superiore e le piccole convenienze personali, né tra l'eroismo e l'accettazione passiva degli eventi. In verità, il giusto è semplicemente chi agisce per salvare una vita, anche se non ha nessuna possibilità di salvare il mondo intero. Lo fa comunque, perché è giusto farlo. Con ebook scaricabile fino al 30/06/2018.
2013br. Il volume indaga la portata della relazione che accade tra me e l'Altro, concentrando l'attenzione sul non-detto che scaturisce dal rapporto che si dà tra il Maestro e l'allievo. Muovendo dagli stimoli decisivi della filosofia levinasiana e rosenzweighiana, il testo esamina le situazioni originarie dell'aver bisogno dell'Altro e del prendere sul serio il tempo che conducono ad una visione intellettiva in cui la fecondità è la cifra dell'umano. Fecondità che trova una delle sue esplicazioni più alte nell'accadimento dell'insegnamento ove la visione di profilo del Maestro viene definitivamente superata dal faccia a faccia che connota la transitività dell'insegnamento.
2008brossura Una lettura del pensiero di Emmanuel Lévinas alla luce del confronto con Kant, su un tema quanto mai classico: il male radicale. Non solo assumono nuovi significati i temi fondamentali della filosofia levinasiana, etica come filosofia prima, primato dell'altro, ma la stessa meditazione sulla tragedia della Shoa è riletta alla luce del concetto kantiano di male, come disposizione inscritta nell'animo umano. Disposizione di cui si è sempre responsabili.
2017br. Riflettere sulla nozione di «diacronia» in Emmanuel Lévinas significa sforzarsi di portare a datità il senso che da essa scaturisce nella nuova accezione che il filosofo ebreo lituano le conferisce: ovvero intendendola tutt'altrimenti che nella mera accezione linguistica di Ferdinand de Saussure. In un'era segnata dallo scacco della sincronia ci pare quanto mai centrale sostare sullo stretto rapporto che si dà tra temporalità e umanità. Al tempo degli orologi si contrappone il "frattempo" o "lasso di tempo" diacronico che è. innanzitutto, un tempo che "eviene" tra me e l'altro. Di qui le implicazioni con il linguaggio, il paradosso di un "allora insegnato" che si fonda sul sapere d'angelo di un "io sono" di carne e di sangue che, suo malgrado, è chiamato a farsi responsabile prendendo sul serio il tempo e l'altro.
2020brossura
2013brossura "La nostra vita è un perenne correre, abitudine ormai consolidata anche nei gesti che potremmo compiere con molta più calma e consapevolezza. "Occorre fermarci per andare avanti". Cambiare alcune nostre abitudini, spesso non in linea con il nostro corpo e la nostra mente, è possibile diventando consapevoli delle nostre risorse e di ciò che è in nostro potere per migliorare nelle diverse aree della nostra vita. L'essere umano ha il grande dono di poter prendere in mano la propria vita e scegliere come ripartire per costruire una vita ricca di gioia, serenità e pace, ma tutto questo deve partire dal senso di consapevolezza che è in lui. Nello scrivere questo libro ho ascoltato quel potenziale, quella passione, quella volontà che mi ha permesso di comprendere come spesso il cuore, la determinazione, il credere nelle proprie risorse può portare a superare i limiti che ognuno di noi si pone per raggiungere ciò a cui aspira di più, la sua mission, quella già nata nell'anima dell'Universo".
2004ril. La logica è lo studio del logos, vale a dire del pensiero e del linguaggio. E poiché le più alte vette del pensiero e gli esiti più raffinati del linguaggio trovano espressione, tra l'altro, nella filosofia e nella matematica, l'autore guida il lettore tra i sentieri ininterrotti di questo paese delle meraviglie che, in un certo senso, sta a mezza strada tra Dio e il Diavolo. Un viaggio fra le trappole del pensiero che non si nega il piacere dell'aneddoto e in cui, attraverso le pieghe e le suggestioni del passato, Odifreddi compie un'analisi critica del presente.